Cultura & Gossip
A NAPOLI - Inaugurata all'aeroporto di Capodichino la mostra fotografica "What We Want" di Francesco Jodice
28.04.2026 15:36 di Napoli Magazine
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È stata inaugurata oggi, nella sala imbarchi dell’aeroporto di Napoli, la mostra What We Want di Francesco Jodice, alla presenza dell’artista, di Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Eva Fabbris, Direttrice del museo Madre e Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC.

L’esposizione rappresenta il secondo ciclo di opere della collezione del museo Madre ospitate in aeroporto, successivo alla prima installazione, Le massacre du printemps (2020) di Mathilde Rosier. Il progetto di portare l’arte contemporanea negli spazi aeroportuali e arricchire l’esperienza di viaggio dei passeggeri nasce dalla collaborazione tra GESAC, il principale museo d’arte contemporanea della regione e l’Associazione Amici del Madre.

What We Want si configura come un vasto archivio fotografico che indaga il rapporto tra paesaggio urbano e paesaggio umano: un atlante geopolitico composto da immagini e testi che raccontano la trasformazione dei territori come proiezione dei desideri collettivi. Il progetto, tuttora in evoluzione, raccoglie materiali realizzati in oltre 170 metropoli nei cinque continenti, nell’arco di venticinque anni. La Fondazione Donnaregina ha acquisito un corpus di  opere fotografiche dalla serie What we Want, grazie al sostegno del bando Strategia Fotografia 2024, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e sono in questa occasione esposte per la prima volta dopo essere entrate così nella collezione del Madre.

Le opere selezionate per l’esposizione in aeroporto - What We Want, Aral, T67, 2008, What We Want, São Paulo, T36, 2006, What We Want, Punta del Este, T16, 2001, What We Want, Hong Kong, T47, 2006 - restituiscono contesti geografici differenti, accomunati da una medesima chiave interpretativa: la città come organismo dinamico, attraversato da tensioni economiche, sociali e culturali.

Il progetto espositivo è affiancato da un laboratorio performativo che ha coinvolto 12 studenti dell’Istituto Comprensivo Oriani-Guarino di San Pietro a Patierno, guidato dalla dirigente scolastica Tiziana Buono. Il percorso si è articolato in due momenti. Il primo, svolto in aula con l’artista alla vigilia dell’inaugurazione, ha rappresentato un’occasione di confronto sui temi della geopolitica e della trasformazione dei territori, stimolando una lettura critica delle immagini e dei linguaggi contemporanei. Il secondo incontro si è tenuto nello spazio espositivo dell’aeroporto e ha visto il coinvolgimento diretto degli studenti nella realizzazione dell’allestimento. I partecipanti hanno trascritto, sul wall paper della mostra, testi di carattere geopolitico posti in dialogo con le opere.

Avviata nella primavera 2025, la felice collaborazione tra Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee - museo Madre, GESAC e Amici del Madre, oltre alle esposizioni in sala imbarchi, ha visto la realizzazione di laboratori con artisti e operatori didattici del museo per i giovani dei quartieri vicini all’aeroporto. Con la collaborazione della VII Municipalità e con il coinvolgimento di artisti di fama internazionale, sono stati realizzati, tra altri progetti didattici, un percorso dedicato alla scoperta dei suoni della natura e delle civiltà antiche, a cura di Walter Maioli ed un secondo laboratorio di disegno sulla simbologia napoletana, guidato da Marco Pio Mucci.

Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, ha commentato: “È  una importante opportunità per il museo Madre presentare all'Aeroporto, luogo di scambi e relazioni internazionali, alcune immagini fotografiche di Francesco Jodice che ben testimoniano, oltre la loro speciale qualità estetica, anche l’impegno etico di ricercatore dell’artista e che entreranno a far parte, grazie all'Italian  Council del Ministero della Cultura,  della collezione permanente del nostro museo”.

Eva Fabbris, Direttrice del museo Madre, ha inoltre dichiarato: "What We Want di Francesco Jodice è un progetto che costruisce un archivio visivo delle trasformazioni urbane come espressione dei desideri collettivi. Presentarlo in aeroporto vuol dire attivare una risonanza diretta tra le immagini e i flussi che attraversano questo luogo. Al contempo, l’ingresso di queste opere nella collezione del Madre che con questa presentazione si celebra, rafforza nell'identità del museo una linea di ricerca attenta alle pratiche artistiche capaci di interrogare criticamente il presente”.

“Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere questa mostra in aeroporto, offrendo ai passeggeri un contatto inatteso con l’arte contemporanea che arricchisce l’esperienza di viaggio e trasforma l’attesa in un momento di valore culturale” – ha dichiarato Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC. “Allo stesso tempo, siamo lieti di valorizzare un artista campano di fama internazionale come Francesco Jodice e di rafforzare la collaborazione con realtà di eccellenza come il museo Madre. Il coinvolgimento delle scuole, che abbiamo fortemente voluto, rappresenta per noi un investimento concreto sul capitale umano delle comunità locali: iniziative come questa rendono gli studenti protagonisti attivi, favoriscono lo sviluppo del pensiero critico e della consapevolezza civica e rafforzano il legame tra aeroporto e territorio, generando ricadute positive in termini di inclusione, partecipazione e coesione sociale”.

 

Informazioni utili

 

Titolo: Francesco Jodice What We Want, (1996- ongoing)

Dove: Area imbarchi C20 | dopo i controlli di sicurezza

 

L’acquisizione delle opere è sostenuta da STRATEGIA E FOTOGRAFIA 2024, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Il progetto è stato esposto e realizzato precedentemente in alcune sedi di rilievo internazionale quali Documenta, Biennale di Venezia, Tate Modern e Castelli di Rivoli.

Stampe digitali con tecnica inkjet su carta cotone Hahnemuhle Photo Rag Bright White, cornice in legno, plexiglas São Paulo, R34, 2006 - 105x140cm (cornice inclusa) Hong Kong, T47, 2006 - 95x140 cm (cornice inclusa) Punta del Este, T16, 2001 - 105x132cm (cornice inclusa)

Biografia

Francesco Jodice (Napoli, 1967) vive e lavora a Milano. Insegna al Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali e al Master in Photography and Visual Design presso NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Nel 1995, dopo la laurea in architettura, si dedica alle prime ricerche artistiche utilizzando i media della fotografia e del video. Nel 1999 partecipa alla costituzione del collettivo Multiplicity. Tra il 1996 e il 2004, il rapporto tra i grandi paesaggi urbani e le comunità è al centro della sua ricerca, come testimoniano i progetti What We Want, The Secret Traces e The Morocco Affair. In seguito, l’attenzione di Jodice si rivolge alle diverse culture antropologiche in relazione ai nuovi fenomeni di megapolitismo. A questo periodo appartengono Hikikomori, Ritratti di classe e la trilogia di film Citytellers. Dal 2008 la geopolitica è al centro delle ricerche dell’artista. L’analisi della crisi del sistema Occidente porta alla realizzazione di film, installazioni e progetti fotografici quali Atlante, American Recordings, Rivoluzioni e il più recente West. Jodice intende la pratica dell’arte come una poetica civile, i suoi processi artistici promuovono forme e modelli di partecipazione del pubblico. Esempi di questa attività sono presenti nei progetti La notte del drive in. Milano spara, Babel e Scenario. Tra i suoi progetti principali l’atlante fotografico What We Want, un osservatorio sulle modificazioni del paesaggio in quanto proiezione dei desideri collettivi, l’archivio di pedinamenti urbani The Secret Traces e la trilogia di film sulle nuove forme di urbanesimo: Citytellers. I suoi lavori più recenti – Atlante, American Recordings, Rivoluzioni e West – esplorano i possibili scenari futuri dell’Occidente. Nel 2022, con il supporto dell’Italian Council, conclude il progetto West, una ricerca decennale sull’immaginario che la storia americana ha generato e diffuso in tutto il mondo e sulle ragioni del collasso di questo impero attraverso l’investigazione della sua simbologia.

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A NAPOLI - Inaugurata all'aeroporto di Capodichino la mostra fotografica "What We Want" di Francesco Jodice

di Napoli Magazine

28/04/2026 - 15:36

È stata inaugurata oggi, nella sala imbarchi dell’aeroporto di Napoli, la mostra What We Want di Francesco Jodice, alla presenza dell’artista, di Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Eva Fabbris, Direttrice del museo Madre e Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC.

L’esposizione rappresenta il secondo ciclo di opere della collezione del museo Madre ospitate in aeroporto, successivo alla prima installazione, Le massacre du printemps (2020) di Mathilde Rosier. Il progetto di portare l’arte contemporanea negli spazi aeroportuali e arricchire l’esperienza di viaggio dei passeggeri nasce dalla collaborazione tra GESAC, il principale museo d’arte contemporanea della regione e l’Associazione Amici del Madre.

What We Want si configura come un vasto archivio fotografico che indaga il rapporto tra paesaggio urbano e paesaggio umano: un atlante geopolitico composto da immagini e testi che raccontano la trasformazione dei territori come proiezione dei desideri collettivi. Il progetto, tuttora in evoluzione, raccoglie materiali realizzati in oltre 170 metropoli nei cinque continenti, nell’arco di venticinque anni. La Fondazione Donnaregina ha acquisito un corpus di  opere fotografiche dalla serie What we Want, grazie al sostegno del bando Strategia Fotografia 2024, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, e sono in questa occasione esposte per la prima volta dopo essere entrate così nella collezione del Madre.

Le opere selezionate per l’esposizione in aeroporto - What We Want, Aral, T67, 2008, What We Want, São Paulo, T36, 2006, What We Want, Punta del Este, T16, 2001, What We Want, Hong Kong, T47, 2006 - restituiscono contesti geografici differenti, accomunati da una medesima chiave interpretativa: la città come organismo dinamico, attraversato da tensioni economiche, sociali e culturali.

Il progetto espositivo è affiancato da un laboratorio performativo che ha coinvolto 12 studenti dell’Istituto Comprensivo Oriani-Guarino di San Pietro a Patierno, guidato dalla dirigente scolastica Tiziana Buono. Il percorso si è articolato in due momenti. Il primo, svolto in aula con l’artista alla vigilia dell’inaugurazione, ha rappresentato un’occasione di confronto sui temi della geopolitica e della trasformazione dei territori, stimolando una lettura critica delle immagini e dei linguaggi contemporanei. Il secondo incontro si è tenuto nello spazio espositivo dell’aeroporto e ha visto il coinvolgimento diretto degli studenti nella realizzazione dell’allestimento. I partecipanti hanno trascritto, sul wall paper della mostra, testi di carattere geopolitico posti in dialogo con le opere.

Avviata nella primavera 2025, la felice collaborazione tra Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee - museo Madre, GESAC e Amici del Madre, oltre alle esposizioni in sala imbarchi, ha visto la realizzazione di laboratori con artisti e operatori didattici del museo per i giovani dei quartieri vicini all’aeroporto. Con la collaborazione della VII Municipalità e con il coinvolgimento di artisti di fama internazionale, sono stati realizzati, tra altri progetti didattici, un percorso dedicato alla scoperta dei suoni della natura e delle civiltà antiche, a cura di Walter Maioli ed un secondo laboratorio di disegno sulla simbologia napoletana, guidato da Marco Pio Mucci.

Angela Tecce, Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, ha commentato: “È  una importante opportunità per il museo Madre presentare all'Aeroporto, luogo di scambi e relazioni internazionali, alcune immagini fotografiche di Francesco Jodice che ben testimoniano, oltre la loro speciale qualità estetica, anche l’impegno etico di ricercatore dell’artista e che entreranno a far parte, grazie all'Italian  Council del Ministero della Cultura,  della collezione permanente del nostro museo”.

Eva Fabbris, Direttrice del museo Madre, ha inoltre dichiarato: "What We Want di Francesco Jodice è un progetto che costruisce un archivio visivo delle trasformazioni urbane come espressione dei desideri collettivi. Presentarlo in aeroporto vuol dire attivare una risonanza diretta tra le immagini e i flussi che attraversano questo luogo. Al contempo, l’ingresso di queste opere nella collezione del Madre che con questa presentazione si celebra, rafforza nell'identità del museo una linea di ricerca attenta alle pratiche artistiche capaci di interrogare criticamente il presente”.

“Siamo particolarmente orgogliosi di accogliere questa mostra in aeroporto, offrendo ai passeggeri un contatto inatteso con l’arte contemporanea che arricchisce l’esperienza di viaggio e trasforma l’attesa in un momento di valore culturale” – ha dichiarato Roberto Barbieri, Amministratore Delegato di GESAC. “Allo stesso tempo, siamo lieti di valorizzare un artista campano di fama internazionale come Francesco Jodice e di rafforzare la collaborazione con realtà di eccellenza come il museo Madre. Il coinvolgimento delle scuole, che abbiamo fortemente voluto, rappresenta per noi un investimento concreto sul capitale umano delle comunità locali: iniziative come questa rendono gli studenti protagonisti attivi, favoriscono lo sviluppo del pensiero critico e della consapevolezza civica e rafforzano il legame tra aeroporto e territorio, generando ricadute positive in termini di inclusione, partecipazione e coesione sociale”.

 

Informazioni utili

 

Titolo: Francesco Jodice What We Want, (1996- ongoing)

Dove: Area imbarchi C20 | dopo i controlli di sicurezza

 

L’acquisizione delle opere è sostenuta da STRATEGIA E FOTOGRAFIA 2024, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Il progetto è stato esposto e realizzato precedentemente in alcune sedi di rilievo internazionale quali Documenta, Biennale di Venezia, Tate Modern e Castelli di Rivoli.

Stampe digitali con tecnica inkjet su carta cotone Hahnemuhle Photo Rag Bright White, cornice in legno, plexiglas São Paulo, R34, 2006 - 105x140cm (cornice inclusa) Hong Kong, T47, 2006 - 95x140 cm (cornice inclusa) Punta del Este, T16, 2001 - 105x132cm (cornice inclusa)

Biografia

Francesco Jodice (Napoli, 1967) vive e lavora a Milano. Insegna al Biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali e al Master in Photography and Visual Design presso NABA - Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. Nel 1995, dopo la laurea in architettura, si dedica alle prime ricerche artistiche utilizzando i media della fotografia e del video. Nel 1999 partecipa alla costituzione del collettivo Multiplicity. Tra il 1996 e il 2004, il rapporto tra i grandi paesaggi urbani e le comunità è al centro della sua ricerca, come testimoniano i progetti What We Want, The Secret Traces e The Morocco Affair. In seguito, l’attenzione di Jodice si rivolge alle diverse culture antropologiche in relazione ai nuovi fenomeni di megapolitismo. A questo periodo appartengono Hikikomori, Ritratti di classe e la trilogia di film Citytellers. Dal 2008 la geopolitica è al centro delle ricerche dell’artista. L’analisi della crisi del sistema Occidente porta alla realizzazione di film, installazioni e progetti fotografici quali Atlante, American Recordings, Rivoluzioni e il più recente West. Jodice intende la pratica dell’arte come una poetica civile, i suoi processi artistici promuovono forme e modelli di partecipazione del pubblico. Esempi di questa attività sono presenti nei progetti La notte del drive in. Milano spara, Babel e Scenario. Tra i suoi progetti principali l’atlante fotografico What We Want, un osservatorio sulle modificazioni del paesaggio in quanto proiezione dei desideri collettivi, l’archivio di pedinamenti urbani The Secret Traces e la trilogia di film sulle nuove forme di urbanesimo: Citytellers. I suoi lavori più recenti – Atlante, American Recordings, Rivoluzioni e West – esplorano i possibili scenari futuri dell’Occidente. Nel 2022, con il supporto dell’Italian Council, conclude il progetto West, una ricerca decennale sull’immaginario che la storia americana ha generato e diffuso in tutto il mondo e sulle ragioni del collasso di questo impero attraverso l’investigazione della sua simbologia.