Sabato 24 ottobre, alle ore 11, il Cinema Plaza ospiterà la cerimonia conclusiva del progetto “VE-LE: Raccontiamo noi le strade del cinema, da Scampia a Napoli 2050”, nell’ambito del programma nazionale Cinema e Immagini per la Scuola (CIPS), promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. Per l’occasione sarà presentato in anteprima “L’alfabeto del vento”, il nuovo documentario diretto da Giuseppe Carrieri, realizzato con le ragazze e i ragazzi dell’ITI Galileo Ferraris di Scampia.
L’iniziativa conferma il ruolo della scuola come presidio culturale attivo, laboratorio di creatività e spazio di elaborazione critica del presente. Sotto la guida della dirigente scolastica Daniela Conte, l’ITI Galileo Ferraris prosegue un percorso di valorizzazione del linguaggio audiovisivo come strumento di conoscenza, espressione e partecipazione, affidando alle nuove generazioni la possibilità di raccontare il proprio territorio attraverso uno sguardo autonomo, consapevole e orientato al futuro.
Il cinema, in questo contesto, non è soltanto un prodotto da realizzare o un’opera da guardare, ma un dispositivo educativo capace di attivare competenze, stimolare il pensiero critico e mettere in relazione la dimensione individuale con quella collettiva. La collaborazione con l’associazione Ecole Cinema ETS, consolidata nel tempo, ha consentito alla scuola di sviluppare un percorso in cui la formazione cinematografica si intreccia con la ricerca sul territorio, la memoria urbana e la costruzione di nuove narrazioni per Scampia e per Napoli.
A ideare il progetto è la professoressa Sabrina Innocenti, da anni impegnata nella diffusione della didattica del cinema nelle scuole. Con VE-LE: Raccontiamo noi le strade del cinema, da Scampia a Napoli 2050, il percorso si arricchisce di un nuovo capitolo, che raccoglie e rilancia le esperienze maturate negli anni precedenti, da Mezzanotte a Visioni Urbane, fino a Napoli 2050.
Il nuovo lavoro si inserisce in una ricerca audiovisiva che assume la città come spazio narrativo, paesaggio umano e luogo di trasformazione. Le strade attraversate dagli studenti diventano così scenari di osservazione, set di ricerca e occasioni per interrogare il rapporto tra identità, comunità e futuro. Attraverso la macchina da presa, i ragazzi sperimentano la possibilità di restituire complessità ai luoghi in cui vivono, superando rappresentazioni stereotipate che troppo spesso hanno condizionato l’immaginario su Scampia.
Il titolo richiama l’immagine delle vele spiegate nel vento: una metafora di movimento, possibilità e apertura. Le nuove VE-LE evocano l’energia delle giovani generazioni e la loro capacità di diventare protagoniste del cambiamento, riconoscendo risorse e potenzialità anche nei contesti segnati da criticità sociali e trasformazioni urbane. Il cinema si fa, dunque, strumento per ribaltare il punto di vista: non più soltanto luoghi raccontati da altri, ma territori che trovano nei propri giovani autori nuovi interpreti e narratori.
Il valore del progetto risiede soprattutto nella centralità della didattica cinematografica. Il percorso ha coinvolto studenti e docenti in attività di formazione, lezioni simulate, esercitazioni sul linguaggio audiovisivo, uscite didattiche, ricerche d’archivio e momenti di confronto con professionisti del settore. Un’esperienza che consente di avvicinarsi alle diverse fasi della produzione cinematografica, dalla ricerca e ideazione alla costruzione del racconto, fino alla restituzione pubblica del lavoro.
Particolare rilievo ha assunto anche la formazione dei docenti, con un modulo dedicato al cineturismo, inteso come possibilità di valorizzare il patrimonio urbano e culturale attraverso itinerari capaci di intrecciare cinema, paesaggio e identità locale. In questa prospettiva, Scampia diventa non soltanto luogo di produzione audiovisiva, ma anche territorio da esplorare e raccontare attraverso nuove chiavi di lettura.
Il progetto ha inoltre promosso una dimensione di collaborazione tra istituzioni scolastiche, coinvolgendo l’I.C. Giovanni XXIII Aliotta di Chiaiano e favorendo lo scambio di competenze ed esperienze. Al percorso formativo hanno contribuito professionisti e studiosi del cinema e dell’audiovisivo: Giuseppe Carrieri, Giovanni Mazzitelli, Massimiliano Gaudiosi, Monica Macchi e Sandra Millot, docente francese esperta di didattica del cinema in classe.
Questa rete di competenze testimonia la possibilità di costruire un modello educativo in cui la scuola dialoga con il mondo della produzione culturale, mettendo in relazione saperi, linguaggi e professionalità. Il cinema entra così nella pratica didattica non come semplice supporto, ma come esperienza interdisciplinare capace di integrare osservazione, scrittura, immagini, suoni, ricerca storica e lavoro di gruppo.
La cerimonia conclusiva al Cinema Plaza rappresenterà il momento pubblico di restituzione di questo itinerario: un’occasione per condividere con la comunità il lavoro svolto dagli studenti e documentare le strade del cinema percorse dalla scuola in città. Interverranno la dirigente scolastica Daniela Conte, l’assessora Chiara Marciani, che attraverso l’Assessorato alle Politiche giovanili ha sostenuto moralmente il progetto, il presidente della Municipalità 8 Nicola Nardella, la responsabile del progetto Sabrina Innocenti con l’associazione Ecole Cinema ETS, il regista Giuseppe Carrieri per Natia Docufilm Produzioni, il regista Giovanni Mazzitelli e Monica Macchi, insieme ai docenti e agli studenti che hanno preso parte alle attività.
La giornata sarà accompagnata dalla proiezione di un contributo video di sintesi del percorso e dalla presentazione in anteprima del documentario L’alfabeto del vento, diretto da Giuseppe Carrieri.
Con VE-LE, l’ITI Galileo Ferraris ribadisce il valore di una scuola capace di produrre cultura, attivare relazioni con il territorio e offrire agli studenti strumenti per leggere e interpretare il mondo contemporaneo. Il progetto CIPS trova in questa esperienza una concreta espressione della propria vocazione educativa: avvicinare le nuove generazioni al cinema non soltanto come spettatrici, ma come autrici consapevoli di immagini, storie e visioni.
Perché educare attraverso il cinema significa anche imparare a guardare diversamente ciò che ci circonda. E, soprattutto, scoprire che il futuro di una città può cominciare dallo sguardo di chi la abita.