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MR Z - Napoli, pensare che Allegri possa essere messo in discussione dalla società è un azzardo
20.10.2026 08:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Pensare che Allegri possa essere messo in discussione dalla società è un azzardo. Indipendentemente da come andrà a finire la partita di stasera con il Bodo Glimt e anche quella di sabato prossimo con la Roma, credo che Aurelio De Laurentiis non abbia alcuna intenzione di mettere sotto processo il tecnico livornese e men che meno di pensare a una precoce interruzione del rapporto di lavoro. Sicuramente il presidente aveva già messo in preventivo la possibilità che il Napoli, privato per sua stessa decisione di una campagna di rafforzamento sul mercato, potesse competere ad armi pari con le altre squadre più quotate in campionato, per non parlare della Champions League. E’ stata una scelta fatta, a torto o a ragione, per tenere sotto controllo i conti e per riequilibrare la situazione dopo i due anni di spese notevolissime sostenute e che erano state il presupposto indispensabile per convincere Antonio Conte a sedersi su quella stessa panchina che adesso è diventata incandescente per Massimiliano Allegri. Lasciamo stare le dichiarazioni ufficiali fatte in estate dal presidente e anche dall’allenatore. E’ evidente che entrambi sapessero che la rosa del Napoli, costituita per la maggior parte da calciatori che con la maglia azzurra addosso hanno dato vita a un ciclo che è ora chiaramente in fase di esaurimento, non poteva essere in grado di ripetere i risultati delle ultime due stagioni, come pure si andava ripetendo in giro. E poi c’è un’altra considerazione da fare che è alla base della blindatura della panchina di Allegri. Il tecnico ha firmato un contratto triennale del valore complessivo di circa 15 milioni di euro, alla quale cifra vanno aggiunti gli stipendi del suo staff. Un licenziamento dell’allenatore costerebbe di per sé stesso a De Laurentiis una cifra spropositata alla quale bisognerebbe poi aggiungere quella da spendere per ingaggiare un nuovo allenatore (ammesso che sulla piazza se ne trovi uno di rango adatto al Napoli) e tutti i suoi collaboratori. Insomma il Napoli andrebbe incontro sul piano economico a un vero e proprio bagno di sangue, in netto contrasto con il principio del contenimento delle spese sbandierato dalla società prima ancora che si concludesse il campionato con Conte alla guida della squadra. E non si può escludere – come tanti tifosi ipotizzano in questi giorni sui social – che il vero motivo della decisione del tecnico leccese di interrompere con un anno di anticipo il suo rapporto con il Napoli sia proprio legato alla volontà di De Laurentiis di non fare mercato. Conte sapeva che i limiti della rosa quest’anno si sarebbero manifestati e sapeva che non c’erano margini di manovra per il potenziamento della squadra. E allora, deve aver pensato, meglio salutarsi in amicizia e senza rancore.

Mario Zaccaria

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

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MR Z - Napoli, pensare che Allegri possa essere messo in discussione dalla società è un azzardo

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20/10/2026 - 08:00

NAPOLI - Pensare che Allegri possa essere messo in discussione dalla società è un azzardo. Indipendentemente da come andrà a finire la partita di stasera con il Bodo Glimt e anche quella di sabato prossimo con la Roma, credo che Aurelio De Laurentiis non abbia alcuna intenzione di mettere sotto processo il tecnico livornese e men che meno di pensare a una precoce interruzione del rapporto di lavoro. Sicuramente il presidente aveva già messo in preventivo la possibilità che il Napoli, privato per sua stessa decisione di una campagna di rafforzamento sul mercato, potesse competere ad armi pari con le altre squadre più quotate in campionato, per non parlare della Champions League. E’ stata una scelta fatta, a torto o a ragione, per tenere sotto controllo i conti e per riequilibrare la situazione dopo i due anni di spese notevolissime sostenute e che erano state il presupposto indispensabile per convincere Antonio Conte a sedersi su quella stessa panchina che adesso è diventata incandescente per Massimiliano Allegri. Lasciamo stare le dichiarazioni ufficiali fatte in estate dal presidente e anche dall’allenatore. E’ evidente che entrambi sapessero che la rosa del Napoli, costituita per la maggior parte da calciatori che con la maglia azzurra addosso hanno dato vita a un ciclo che è ora chiaramente in fase di esaurimento, non poteva essere in grado di ripetere i risultati delle ultime due stagioni, come pure si andava ripetendo in giro. E poi c’è un’altra considerazione da fare che è alla base della blindatura della panchina di Allegri. Il tecnico ha firmato un contratto triennale del valore complessivo di circa 15 milioni di euro, alla quale cifra vanno aggiunti gli stipendi del suo staff. Un licenziamento dell’allenatore costerebbe di per sé stesso a De Laurentiis una cifra spropositata alla quale bisognerebbe poi aggiungere quella da spendere per ingaggiare un nuovo allenatore (ammesso che sulla piazza se ne trovi uno di rango adatto al Napoli) e tutti i suoi collaboratori. Insomma il Napoli andrebbe incontro sul piano economico a un vero e proprio bagno di sangue, in netto contrasto con il principio del contenimento delle spese sbandierato dalla società prima ancora che si concludesse il campionato con Conte alla guida della squadra. E non si può escludere – come tanti tifosi ipotizzano in questi giorni sui social – che il vero motivo della decisione del tecnico leccese di interrompere con un anno di anticipo il suo rapporto con il Napoli sia proprio legato alla volontà di De Laurentiis di non fare mercato. Conte sapeva che i limiti della rosa quest’anno si sarebbero manifestati e sapeva che non c’erano margini di manovra per il potenziamento della squadra. E allora, deve aver pensato, meglio salutarsi in amicizia e senza rancore.

Mario Zaccaria

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