Un progetto del Nuovo Teatro Sanità
scritto da Carmine Bianco, Valeria Cozzolino, Mattia D’Angelo, Antonella De Falco, Antonio Mormone
interpretato da Carmine Bianco, Valeria Cozzolino, Mattia D’Angelo, Antonella De Falco, Antonio Mormone
direzione artistica di Mario Gelardi
organizzazione Chiara Pastore e Roberta De Pasquale
ufficio stampa Milena Cozzolino
in collaborazione con il Comune di Bacoli
Il riconoscimento formale è mancato, ma la visione resta. Bacoli risponde all'esclusione dalle finaliste per il titolo di Capitale della Cultura non con il silenzio, ma con l'apertura: uno spettacolo gratuito che rappresenta il primo mattone di un progetto culturale permanente per i suoi cittadini. In un territorio dove la terra trema, l’arte e la cultura si pongono come strumenti di radicamento, punti fermi necessari nella vita della comunità. Sabato 9 maggio alle ore 18.30, la città inaugura questo percorso alla Casina Vanvitelliana con il reading teatrale "I servi del re", nato dalla stretta collaborazione tra il Comune di Bacoli e l’associazione Nuovo Teatro Sanità. Il progetto è scritto da Carmine Bianco, Valeria Cozzolino, Mattia D’Angelo, Antonella De Falco, Antonio Mormone, interpretato da Carmine Bianco, Valeria Cozzolino, Mattia D’Angelo, Antonella De Falco, Antonio Mormone; con la direzione artistica di Mario Gelardi.
Alla Casina Vanvitelliana, incastonata tra le acque silenziose del lago e l’architettura raffinata, lo spettacolo punta i riflettori sulle storie ignorate dalla narrazione ufficiale. Il racconto non segue le orme dei sovrani né si perde tra i fasti della corte borbonica, ma dà spazio a chi ha vissuto quei luoghi senza mai appartenergli: servitori, pescatori, cacciatori, manovali, cuoche e custodi. Figure umili, spettatori privilegiati di un lusso che non li ha mai inclusi, eppure artefici silenziosi dello splendore che la storia ci ha consegnato.
«Queste drammaturgie originali, scritte proprio per questa occasione, nascono da un’azione simbolica e identitaria che il Nuovo Teatro Sanità ha voluto condividere profondamente con il Comune di Bacoli», dichiara il regista e direttore artistico Mario Gelardi. «Dalle profondità del lago emergono voci dimenticate, mentre le pareti della Casina restituiscono presenza a chi è stato ridotto a semplice sfondo. L’evento si fonde con la struttura, che smette di essere scenografia per farsi testimone viva. In questo dialogo, la voce degli ultimi assume la forza di una narrazione collettiva, diventando memoria condivisa, gesto poetico e politico. È un progetto che vuole affermare una cultura ampia e inclusiva, capace di restituire valore ai luoghi attraverso il racconto delle storie sommerse. Ogni grande bellezza, prima di essere celebrata, va ascoltata dal suo lato più fragile e vero».
di Napoli Magazine
06/05/2026 - 08:47
Un progetto del Nuovo Teatro Sanità
scritto da Carmine Bianco, Valeria Cozzolino, Mattia D’Angelo, Antonella De Falco, Antonio Mormone
interpretato da Carmine Bianco, Valeria Cozzolino, Mattia D’Angelo, Antonella De Falco, Antonio Mormone
direzione artistica di Mario Gelardi
organizzazione Chiara Pastore e Roberta De Pasquale
ufficio stampa Milena Cozzolino
in collaborazione con il Comune di Bacoli
Il riconoscimento formale è mancato, ma la visione resta. Bacoli risponde all'esclusione dalle finaliste per il titolo di Capitale della Cultura non con il silenzio, ma con l'apertura: uno spettacolo gratuito che rappresenta il primo mattone di un progetto culturale permanente per i suoi cittadini. In un territorio dove la terra trema, l’arte e la cultura si pongono come strumenti di radicamento, punti fermi necessari nella vita della comunità. Sabato 9 maggio alle ore 18.30, la città inaugura questo percorso alla Casina Vanvitelliana con il reading teatrale "I servi del re", nato dalla stretta collaborazione tra il Comune di Bacoli e l’associazione Nuovo Teatro Sanità. Il progetto è scritto da Carmine Bianco, Valeria Cozzolino, Mattia D’Angelo, Antonella De Falco, Antonio Mormone, interpretato da Carmine Bianco, Valeria Cozzolino, Mattia D’Angelo, Antonella De Falco, Antonio Mormone; con la direzione artistica di Mario Gelardi.
Alla Casina Vanvitelliana, incastonata tra le acque silenziose del lago e l’architettura raffinata, lo spettacolo punta i riflettori sulle storie ignorate dalla narrazione ufficiale. Il racconto non segue le orme dei sovrani né si perde tra i fasti della corte borbonica, ma dà spazio a chi ha vissuto quei luoghi senza mai appartenergli: servitori, pescatori, cacciatori, manovali, cuoche e custodi. Figure umili, spettatori privilegiati di un lusso che non li ha mai inclusi, eppure artefici silenziosi dello splendore che la storia ci ha consegnato.
«Queste drammaturgie originali, scritte proprio per questa occasione, nascono da un’azione simbolica e identitaria che il Nuovo Teatro Sanità ha voluto condividere profondamente con il Comune di Bacoli», dichiara il regista e direttore artistico Mario Gelardi. «Dalle profondità del lago emergono voci dimenticate, mentre le pareti della Casina restituiscono presenza a chi è stato ridotto a semplice sfondo. L’evento si fonde con la struttura, che smette di essere scenografia per farsi testimone viva. In questo dialogo, la voce degli ultimi assume la forza di una narrazione collettiva, diventando memoria condivisa, gesto poetico e politico. È un progetto che vuole affermare una cultura ampia e inclusiva, capace di restituire valore ai luoghi attraverso il racconto delle storie sommerse. Ogni grande bellezza, prima di essere celebrata, va ascoltata dal suo lato più fragile e vero».