La Napoli Tattoo Expo torna dove è ormai di casa, alla Mostra d’Oltremare, dal 29 al 31 maggio. La terza edizione della convention dedicata al mondo dei tatuaggi, più importante del Sud Italia, è stata presentata in conferenza stampa a Palazzo Giacomo. All’incontro moderato dal giornalista Angelo Cirasa, hanno partecipato gli organizzatori Daniele Sannino e Gabriele Incoronato, l’Assessora al Turismo e alle Attività Produttive Teresa Armato, la Presidente del consiglio comunale di Napoli Enza Amato.
«Ringrazio chi, tre anni fa, ha scelto la città per questa fiera - commenta Amato - avrebbero potuto rivolgersi altrove, e invece hanno deciso di venire al Comune di Napoli: questo per noi ha un valore preciso. Si tratta di un settore con 9 miliardi di fatturato annui in Italia, circa 170 attività dichiarate nella sola provincia di Napoli. Questo significa piccola impresa, significa lavoro, significa una filiera che contribuisce concretamente al prodotto interno lordo del paese. Un settore che va guardato con interesse, e anche con intelligenza.
Napoli è una città abituata ad aprirsi alle cose diverse, alle novità. L'idea dell'amministrazione era quella di destagionalizzare e diversificare gli eventi, ma soprattutto di portare in città appuntamenti capaci di attrarre i giovani, napoletani, campani, e non solo».
L’edizione 2026 si apre nel padiglione 10, venerdì 29 maggio alle 12, mentre sabato 30 e domenica 31 cancelli aperti dalle 10. Pronti a confrontarsi più di 450 tatuatori provenienti da ogni parte del mondo con sedute dal vivo, tattoo flash, musica, dj set, area food, graffiti jam. Tra le novità il “block market” allestito nel giardino dei cedri, dedicato ad appassionati e collezionisti.
«Napoli Tattoo Expo - ribadisce Armato - è ormai diventato un evento atteso in città capace di richiamare alla Mostra d’Oltremare un pubblico numeroso di cittadini e cittadine amanti della cultura street e underground, curiosi di scoprire le nuove tendenze. Ma è anche un attrattore turistico: per seguire questa tre giorni a Napoli arrivano da tutta Italia e anche dall’estero. Un plauso agli organizzatori Daniele Sannino e Gabriele Incoronato, che in 3 anni si sono impegnati a fare crescere questa kermesse. Non solo tatuaggi, ma anche musica e la guest dell'edizione 2026 è ShaOne, pioniere del rap a Napoli, insieme ad Alberto "Polo" Creatara».
Alla fiera non mancano le gare tra gli stili del momento, dove spiccano il “lettering”, il “total black”, il “fine line” e si assiste al grande ritorno del “new school”, complice la presenza del suo più importante rappresentante: Victor Chil, l’artista spagnolo noto per gli inconfondibili tatuaggi dai colori sgargianti, volumi marcati e tridimensionalità, che sembrano uscire dalla pelle. I soggetti sono dinamici, spesso caricaturali, ma tecnicamente complessi e di forte impatto visivo, quasi pittorico. È considerato il re incontrastato dello stile “new school”.
«La Napoli Tattoo Expó è più di una fiera - spiegano Sannino e Incoronato - è un luogo unico, dove stili, generazioni e visioni diverse del tatuaggio si incontrano e si confrontano, allargando lo sguardo oltre l’ago e l’inchiostro».
E c’è grande attesa anche per ShaOne, rapper, writer, figura centrale nella genealogia dell’hip hop italiano, uno dei personaggi più autentici della cultura urban nel Paese, che ha contribuito a diffondere sulla scena partenopea tra gli anni Ottanta e Novanta. Prima ancora del rap, è il writing a catturarlo: muri, treni e periferie diventano le prime tele di un’espressione artistica nuova, ribelle, profondamente urbana. È tra i primi in Italia a interpretarlo secondo i codici originali della cultura hip hop, contribuendo a diffondere uno stile e una mentalità che arrivavano direttamente dagli Stati Uniti.
Un evento aperto a tutti, che celebra l’arte sulla pelle e la street art, con “garden zone” allestita con maxi ledwall, poltrone, puff e sedute, per assistere ai “tattoo contest”, dove giudici internazionali assegnano i premi ai tatuaggi migliori.
di Napoli Magazine
20/05/2026 - 13:32
La Napoli Tattoo Expo torna dove è ormai di casa, alla Mostra d’Oltremare, dal 29 al 31 maggio. La terza edizione della convention dedicata al mondo dei tatuaggi, più importante del Sud Italia, è stata presentata in conferenza stampa a Palazzo Giacomo. All’incontro moderato dal giornalista Angelo Cirasa, hanno partecipato gli organizzatori Daniele Sannino e Gabriele Incoronato, l’Assessora al Turismo e alle Attività Produttive Teresa Armato, la Presidente del consiglio comunale di Napoli Enza Amato.
«Ringrazio chi, tre anni fa, ha scelto la città per questa fiera - commenta Amato - avrebbero potuto rivolgersi altrove, e invece hanno deciso di venire al Comune di Napoli: questo per noi ha un valore preciso. Si tratta di un settore con 9 miliardi di fatturato annui in Italia, circa 170 attività dichiarate nella sola provincia di Napoli. Questo significa piccola impresa, significa lavoro, significa una filiera che contribuisce concretamente al prodotto interno lordo del paese. Un settore che va guardato con interesse, e anche con intelligenza.
Napoli è una città abituata ad aprirsi alle cose diverse, alle novità. L'idea dell'amministrazione era quella di destagionalizzare e diversificare gli eventi, ma soprattutto di portare in città appuntamenti capaci di attrarre i giovani, napoletani, campani, e non solo».
L’edizione 2026 si apre nel padiglione 10, venerdì 29 maggio alle 12, mentre sabato 30 e domenica 31 cancelli aperti dalle 10. Pronti a confrontarsi più di 450 tatuatori provenienti da ogni parte del mondo con sedute dal vivo, tattoo flash, musica, dj set, area food, graffiti jam. Tra le novità il “block market” allestito nel giardino dei cedri, dedicato ad appassionati e collezionisti.
«Napoli Tattoo Expo - ribadisce Armato - è ormai diventato un evento atteso in città capace di richiamare alla Mostra d’Oltremare un pubblico numeroso di cittadini e cittadine amanti della cultura street e underground, curiosi di scoprire le nuove tendenze. Ma è anche un attrattore turistico: per seguire questa tre giorni a Napoli arrivano da tutta Italia e anche dall’estero. Un plauso agli organizzatori Daniele Sannino e Gabriele Incoronato, che in 3 anni si sono impegnati a fare crescere questa kermesse. Non solo tatuaggi, ma anche musica e la guest dell'edizione 2026 è ShaOne, pioniere del rap a Napoli, insieme ad Alberto "Polo" Creatara».
Alla fiera non mancano le gare tra gli stili del momento, dove spiccano il “lettering”, il “total black”, il “fine line” e si assiste al grande ritorno del “new school”, complice la presenza del suo più importante rappresentante: Victor Chil, l’artista spagnolo noto per gli inconfondibili tatuaggi dai colori sgargianti, volumi marcati e tridimensionalità, che sembrano uscire dalla pelle. I soggetti sono dinamici, spesso caricaturali, ma tecnicamente complessi e di forte impatto visivo, quasi pittorico. È considerato il re incontrastato dello stile “new school”.
«La Napoli Tattoo Expó è più di una fiera - spiegano Sannino e Incoronato - è un luogo unico, dove stili, generazioni e visioni diverse del tatuaggio si incontrano e si confrontano, allargando lo sguardo oltre l’ago e l’inchiostro».
E c’è grande attesa anche per ShaOne, rapper, writer, figura centrale nella genealogia dell’hip hop italiano, uno dei personaggi più autentici della cultura urban nel Paese, che ha contribuito a diffondere sulla scena partenopea tra gli anni Ottanta e Novanta. Prima ancora del rap, è il writing a catturarlo: muri, treni e periferie diventano le prime tele di un’espressione artistica nuova, ribelle, profondamente urbana. È tra i primi in Italia a interpretarlo secondo i codici originali della cultura hip hop, contribuendo a diffondere uno stile e una mentalità che arrivavano direttamente dagli Stati Uniti.
Un evento aperto a tutti, che celebra l’arte sulla pelle e la street art, con “garden zone” allestita con maxi ledwall, poltrone, puff e sedute, per assistere ai “tattoo contest”, dove giudici internazionali assegnano i premi ai tatuaggi migliori.