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CULTURA & GOSSIP
FOTO ZOOM - Rientrano al Matt gli affreschi del “Larario”
29.01.2020 20:56 di Napoli Magazine

29 gennaio 2020: rientrano al Matt gli affreschi del “Larario”


Inaugurata la Sala Larario e annunciato un ampliamento della Mostra Archeologica.


Mercoledì 29 gennaio 2020, presso il MATT, si è tenuto l’evento per il rientro degli affreschi del Larario al MATT, dopo l’esposizione nella Mostra temporanea alle Scuderie del Quirinale in Roma. Hanno preso parte alla manifestazione di apertura della nuova Sala Larario oltre al sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, l’assessore alla Cultura Genny Falciano, il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo e il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna.
“Il Museo Archeologico di Terzigno – dichiara il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri - è stata una scommessa, con numeri alla mano, che già ci sta dando soddisfazioni. Considerando che in soli tre mesi dall’inaugurazione abbiamo avuto oltre mille visitatori, a cui si aggiungono circa mille studenti delle scuole del territorio e sono stati organizzati oltre 15 eventi culturali di promozione del MATT”.


“La Mostra Archeologica – annuncia il sindaco - a breve sarà ampliata con l’esposizione di ulteriori affreschi del Triclinio, provenienti dalla Villa 6, ricostruendo l’intero Salone”.
Il sindaco conclude: “Questi straordinari risultati sono stati possibili grazie alle sinergie messe in campo con il direttore Massimo Osanna e il presidente Agostino Casillo che hanno creduto in questo progetto dell’Amministrazione Ranieri”.


“Siamo molto contenti di aver investito come Ente Parco Nazionale del Vesuvio su questo progetto che ha visto la realizzazione del MATT – Museo Archeologico Territoriale di Terzigno - dichiara Agostino Casillo, presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio - grazie alla stretta collaborazione con il Comune di Terzigno e con il Parco Archeologico di Pompei si stanno iniziando ad avere risultati di presenze molto interessanti”.
“Questo ci dice – aggiunge Casillo - che c’è una forte domanda di cultura e di fruizione di siti culturali e turistici sul nostro territorio. Tutto ciò si inserisce nel più ampio disegno del “Grande Progetto Vesuvio” con il quale stiamo riqualificando la rete sentieristica del Parco e la valorizzazione dei siti naturali che deve camminare di pari passo con quella dei siti archeologici e museali come questo di Terzigno”.
“Il rientro delle pitture del Larario della cosiddetta "Villa 6" di Terzigno al MATT è significativo, non solo per la possibilità di ammirare un reperto di grande bellezza, ma soprattutto come operazione di valorizzazione del territorio – dichiara il direttore generale Massimo Osanna -- Tali eccezionali reperti, posti sotto la tutela del Parco Archeologico di Pompei, e inviati in giro per il mondo attraverso le grandi Mostre, per testimoniare un’epoca, farne conoscere gli usi, i costumi, l’arte e la cultura, devono prioritariamente avere dimora nel luogo della loro provenienza, al fine di raccontare in maniera adeguata il contesto originario e avvicinare i cittadini alle proprie origini e alla consapevolezza del grande patrimonio culturale a loro più prossimo. La struttura del MATT è un contenitore - espositore capace di dare risalto alle pitture di queste ville di campagna, che erano poste poco lontano dall’antica Pompei ed è grazie ad una valida collaborazione tra istituzioni che è stato possibile assicurarne un’ottimale valorizzazione e fruizione per il pubblico”.

 

 

IL LARARIO
Gli affreschi del Larario esposto al Museo MATT nella mostra “Pompei oltre le mura” è stato rinvenuto nella “Villa 6” il 6 giugno 1997; staccato dalla parete, è stato sottoposto a restauro conservativo e restitutivo.
L’ambiente cucina, dove è stato rinvenuto, è collocato nel quartiere residenziale a nord-ovest del Portico. La pittura del Larario è contemporanea alla realizzazione delle pitture di II stile, avvenuta intorno alla metà del I secolo a.C., che decoravano le altre stanze della villa. Questi affreschi del Larario sono tra i più significativi e meglio conservati dell’Area Vesuviana.

 

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