«Napoli è la mia seconda casa. Ogni volta che torno sento l'amore della città, ovunque vada. Tra me e Napoli esiste un rapporto speciale». Con queste parole Marek Hamšík ha accolto il Premio Artis Suavitas, consegnatogli in anteprima da Antonio Larizza, fondatore dell'iniziativa. L'ex capitano del Napoli è il secondo premiato della 7ª edizione, la cui cerimonia si terrà sabato 26 settembre al Maschio Angioino di Napoli.
Dopo il riconoscimento conferito al filosofo Umberto Galimberti, è stato l'ex calciatore azzurro, protagonista per quasi dodici anni della storia del Napoli, a ricevere «L'Albero della Cultura», l'opera in bronzo realizzata dal maestro Domenico Sepe che unisce radice e volo, memoria e profezia.
Hamšík e il legame con Napoli
Arrivato al Napoli nel 2007, Hamšík ha indossato la maglia azzurra fino al 2019, totalizzando 520 presenze e 121 reti in tutte le competizioni. Capitano e punto di riferimento della squadra, ha conquistato due Coppe Italia e una Supercoppa italiana, diventando uno dei calciatori più rappresentativi della storia recente del club. Durante la premiazione ha ricordato le ragioni che, nel tempo, lo hanno portato a rifiutare le offerte di altre società e a proseguire il proprio percorso a Napoli fino al 2019, quando si è trasferito in Cina al Dalian Yifang.
«Dopo quattro o cinque anni sentivo quella maglia addosso e non avevo bisogno di altro. A Napoli ho trovato tutto, prima di ogni cosa la passione. Ogni volta che scendevamo in campo, allo stadio Maradona o anche in trasferta, sembrava che giocassimo sempre in casa. Napoli è amore verso la società, la maglia e quei colori. Ho sempre avuto la sensazione di avere tutto ciò che mi serviva e non sentivo il bisogno di cambiare».
Tra i ricordi conservati dall'ex centrocampista slovacco occupa un posto particolare il messaggio ricevuto da Diego Armando Maradona quando ne superò il primato di reti con la maglia del Napoli. «Mi fece i complimenti», ha ricordato. «Riceverli dal numero uno assoluto fu un piacere enorme. Ho ancora la sua maglia firmata, con una dedica, nella stanza in cui conservo i trofei e i ricordi. Rimarrà sempre lì».
Dai record alla formazione dei giovani
Dopo il ritiro dal calcio giocato, Hamšík ha intrapreso la carriera tecnica. Oggi fa parte dello staff della Nazionale slovacca e lavora nella formazione dei giovani calciatori. «Prima di tutto un allenatore deve essere un grande uomo. Io insegno ai ragazzi a diventare brave persone e, successivamente, insegno loro il calcio», ha spiegato.
Tra i giovani italiani Hamšík ha citato Costantino Favasuli, che il 9 settembre ha esordito con il Napoli in Champions League contro l'Arsenal e, quattro giorni dopo, al debutto in Serie A contro il Bologna, ha servito a Stanislav Lobotka l'assist decisivo per la vittoria degli azzurri. «Sono rimasto contento e anche un po' sorpreso da Favasuli: è veramente un buon giocatore. È entrato con grinta, ha fatto la differenza e ha fornito l'assist. Può essere uno dei giovani da seguire. In Italia il talento c'è sempre stato, però bisogna dare ai ragazzi la possibilità e il tempo di crescere. Bisogna offrire loro delle opportunità, senza avere paura, altrimenti non cresceranno mai».
L'ex capitano azzurro ha espresso il proprio giudizio anche su Massimiliano Allegri, nuovo allenatore del Napoli: «Ho grande stima per mister Allegri. È un allenatore che mi ha sempre voluto con sé nelle sue squadre precedenti, ma non abbiamo mai avuto l'opportunità di lavorare insieme. Faccio un grandissimo in bocca al lupo a lui e al Napoli».
La motivazione del premio «Artis Suavitas»
Il Premio Artis Suavitas è stato conferito a Marek Hamšík «per aver trasformato il talento sportivo in esempio di lealtà, appartenenza e autentico amore per una terra che lo ha accolto e che egli ha scelto di portare nel cuore. Campione, capitano e simbolo del Napoli, Marek Hamšík ha scritto pagine indimenticabili della storia azzurra, conquistando con il talento, la determinazione e l'umiltà l'affetto di un intero popolo. Venuto da lontano, è diventato figlio di Napoli, incarnandone la passione e il senso profondo dell'appartenenza, dentro e fuori dal campo. Grazie per aver dimostrato che le appartenenze più autentiche non sono soltanto quelle in cui si nasce, ma quelle che si scelgono, si onorano e si amano».
«Per noi è un onore premiare Marek Hamšík», ha dichiarato Antonio Larizza. «La sua figura è importante per i principi che rappresenta. Vorremmo che i ragazzi avessero modelli come lui per crescere e migliorare in questa terra meravigliosa, che troppo spesso non sappiamo amare e valorizzare adeguatamente. Sarebbe bello se il suo esempio accompagnasse i tanti giovani che cominciano a calciare un pallone».
La cerimonia del 26 settembre
La settima edizione del Premio Artis Suavitas proseguirà sabato 26 settembre al Maschio Angioino di Napoli. Tra i premiati annunciati figurano Bianca Balti, Fabio Capello, Fabio Caressa, Francesco Di Leva, Anna Safroncik e Lina Sastri.
A condurre la cerimonia saranno Giusy Meloni e Bruno Gaipa.
Radio Punto Nuovo è il media partner ufficiale del Premio Artis Suavitas 2026.
di Napoli Magazine
16/09/2026 - 09:38
«Napoli è la mia seconda casa. Ogni volta che torno sento l'amore della città, ovunque vada. Tra me e Napoli esiste un rapporto speciale». Con queste parole Marek Hamšík ha accolto il Premio Artis Suavitas, consegnatogli in anteprima da Antonio Larizza, fondatore dell'iniziativa. L'ex capitano del Napoli è il secondo premiato della 7ª edizione, la cui cerimonia si terrà sabato 26 settembre al Maschio Angioino di Napoli.
Dopo il riconoscimento conferito al filosofo Umberto Galimberti, è stato l'ex calciatore azzurro, protagonista per quasi dodici anni della storia del Napoli, a ricevere «L'Albero della Cultura», l'opera in bronzo realizzata dal maestro Domenico Sepe che unisce radice e volo, memoria e profezia.
Hamšík e il legame con Napoli
Arrivato al Napoli nel 2007, Hamšík ha indossato la maglia azzurra fino al 2019, totalizzando 520 presenze e 121 reti in tutte le competizioni. Capitano e punto di riferimento della squadra, ha conquistato due Coppe Italia e una Supercoppa italiana, diventando uno dei calciatori più rappresentativi della storia recente del club. Durante la premiazione ha ricordato le ragioni che, nel tempo, lo hanno portato a rifiutare le offerte di altre società e a proseguire il proprio percorso a Napoli fino al 2019, quando si è trasferito in Cina al Dalian Yifang.
«Dopo quattro o cinque anni sentivo quella maglia addosso e non avevo bisogno di altro. A Napoli ho trovato tutto, prima di ogni cosa la passione. Ogni volta che scendevamo in campo, allo stadio Maradona o anche in trasferta, sembrava che giocassimo sempre in casa. Napoli è amore verso la società, la maglia e quei colori. Ho sempre avuto la sensazione di avere tutto ciò che mi serviva e non sentivo il bisogno di cambiare».
Tra i ricordi conservati dall'ex centrocampista slovacco occupa un posto particolare il messaggio ricevuto da Diego Armando Maradona quando ne superò il primato di reti con la maglia del Napoli. «Mi fece i complimenti», ha ricordato. «Riceverli dal numero uno assoluto fu un piacere enorme. Ho ancora la sua maglia firmata, con una dedica, nella stanza in cui conservo i trofei e i ricordi. Rimarrà sempre lì».
Dai record alla formazione dei giovani
Dopo il ritiro dal calcio giocato, Hamšík ha intrapreso la carriera tecnica. Oggi fa parte dello staff della Nazionale slovacca e lavora nella formazione dei giovani calciatori. «Prima di tutto un allenatore deve essere un grande uomo. Io insegno ai ragazzi a diventare brave persone e, successivamente, insegno loro il calcio», ha spiegato.
Tra i giovani italiani Hamšík ha citato Costantino Favasuli, che il 9 settembre ha esordito con il Napoli in Champions League contro l'Arsenal e, quattro giorni dopo, al debutto in Serie A contro il Bologna, ha servito a Stanislav Lobotka l'assist decisivo per la vittoria degli azzurri. «Sono rimasto contento e anche un po' sorpreso da Favasuli: è veramente un buon giocatore. È entrato con grinta, ha fatto la differenza e ha fornito l'assist. Può essere uno dei giovani da seguire. In Italia il talento c'è sempre stato, però bisogna dare ai ragazzi la possibilità e il tempo di crescere. Bisogna offrire loro delle opportunità, senza avere paura, altrimenti non cresceranno mai».
L'ex capitano azzurro ha espresso il proprio giudizio anche su Massimiliano Allegri, nuovo allenatore del Napoli: «Ho grande stima per mister Allegri. È un allenatore che mi ha sempre voluto con sé nelle sue squadre precedenti, ma non abbiamo mai avuto l'opportunità di lavorare insieme. Faccio un grandissimo in bocca al lupo a lui e al Napoli».
La motivazione del premio «Artis Suavitas»
Il Premio Artis Suavitas è stato conferito a Marek Hamšík «per aver trasformato il talento sportivo in esempio di lealtà, appartenenza e autentico amore per una terra che lo ha accolto e che egli ha scelto di portare nel cuore. Campione, capitano e simbolo del Napoli, Marek Hamšík ha scritto pagine indimenticabili della storia azzurra, conquistando con il talento, la determinazione e l'umiltà l'affetto di un intero popolo. Venuto da lontano, è diventato figlio di Napoli, incarnandone la passione e il senso profondo dell'appartenenza, dentro e fuori dal campo. Grazie per aver dimostrato che le appartenenze più autentiche non sono soltanto quelle in cui si nasce, ma quelle che si scelgono, si onorano e si amano».
«Per noi è un onore premiare Marek Hamšík», ha dichiarato Antonio Larizza. «La sua figura è importante per i principi che rappresenta. Vorremmo che i ragazzi avessero modelli come lui per crescere e migliorare in questa terra meravigliosa, che troppo spesso non sappiamo amare e valorizzare adeguatamente. Sarebbe bello se il suo esempio accompagnasse i tanti giovani che cominciano a calciare un pallone».
La cerimonia del 26 settembre
La settima edizione del Premio Artis Suavitas proseguirà sabato 26 settembre al Maschio Angioino di Napoli. Tra i premiati annunciati figurano Bianca Balti, Fabio Capello, Fabio Caressa, Francesco Di Leva, Anna Safroncik e Lina Sastri.
A condurre la cerimonia saranno Giusy Meloni e Bruno Gaipa.
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