Agenda settimanale spettacoli dal 16 al 22 marzo 2026 in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano.
Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Martedì 17 marzo, ore 20.45
Teatro Verdi di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da giovedì 19 a domenica 22 marzo
(da giovedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00)
La grande magia
di Eduardo De Filippo
regia Gabriele Russo
con Natalino Balasso, Michele Di Mauro
e con
Veronica D’Elia, Gennaro Di Biase, Christian di Domenico, Maria Laila Fernandez,
Alessio Piazza, Sabrina Scuccimarra, Manuel Severino, Alice Spisa, Anna Rita Vitolo
scene Roberto Crea
luci Pasquale Mar
costumi Giuseppe Avallone
musiche e progetto sonoro Antonio Della Ragione
produzione
Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini, Teatro Biondo Palermo,
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
Calogero Di Spelta, marito tradito, con la sua mania per il controllo e la sua incapacità di amare e fidarsi, diventa uno specchio delle sfide e delle difficoltà dell’uomo contemporaneo nell’ambito delle relazioni.
Un uomo mosso da un sentimento ossessivo, smarrito in un mondo che sembra altrettanto confuso, con la costante esigenza di aggrapparsi a certezze granitiche, a costo di rinchiuderle simbolicamente in una scatola.
Un luogo chiuso interpretato da Di Spelta come luogo sicuro, una seconda prigione come soluzione per la sua relazione, per sconfiggere le proprie paure, le proprie incertezze e le ossessioni che permeano la nostra società moderna.
Dall’altro lato, Otto Marvuglia, mago e manipolatore, personaggio meno “dolce” in scrittura di quanto non lo sia in scena quando ammorbidito dall’interpretazione dallo stesso Eduardo.
Il Marvuglia/illusione, il Marvuglia/realtà, il Marvuglia/impostore sono le facce sempre diverse ed interscambiabili che modificano il contesto e la percezione della realtà di Girolamo Di Spelta, ne consegue un continuo cortocircuito che confonde il piano dell’illusione con quello della realtà, destabilizzando i personaggi stessi e gli spettatori. Smarriti i personaggi, smarriti gli spettatori, smarriti gli uomini e le donne di oggi, smarriti nelle relazioni, smarriti nel continuo fondersi del vero e del falso. Cosa è vero? Cosa è falso?
Cinema Teatro Italia di Eboli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Martedì 17 marzo, ore 20.45
Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da mercoledì 18 a venerdì 20 marzo, ore 20.45
Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21, ore 21.00, e domenica 22 marzo, ore 18.00
Carlo Buccirosso in
Qualcosa è andato storto
una commedia scritta e diretta da Carlo Buccirosso
con
Elvira Zingone, Peppe Miale, Fiorella Zullo,
Stefania Aluzzi, Matteo Tugnoli, Fabrizio Miano
e con Tilde Spirito (nel ruolo della nonna)
costumi Zaira De Vincentis, musiche Cosimo Lombardi
scenografie Gilda Cerullo
produzione A.G. Spettacoli
Corrado Postiglione è un avvocato di provincia, modesto e pieno di buone intenzioni, alle prese con clienti tanto popolari quanto complicati. Ma il suo vero campo di battaglia è la famiglia: un groviglio di parenti, affini e attriti, in eterno conflitto per beghe di ogni sorta. Nel tentativo di riconquistare una stima perduta e un po’ di pace (anche economica), Corrado si improvvisa acrobata del diritto, tra cavilli e stratagemmi. Ma il colpo basso arriva quando la malattia colpisce la madre, matriarca inflessibile e regista occulta delle vite familiari.
E da lì, l’eredità – vera protagonista occulta – scatena un’escalation tragicomica fatta di sospetti, rancori e alleanze instabili. Zio Dodò, come lo chiamano in casa, si ritrova solo contro tutti in una battaglia legale (e morale) che nessun codice prevede, con il destino beffardo che lo mette alla prova nell’unico caso davvero personale: la sua stessa famiglia.
Una commedia amara e irresistibile sulla famiglia, le sue nevrosi e le sue verità indicibili. Con una domanda sospesa: si può vincere una causa senza perdersi?
Teatro Nuovo di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da giovedì 19 domenica 22 marzo
(giovedì ore 21.00, venerdì e domenica ore 18.30, sabato ore 19.00)
La classe
un docupuppets per marionette e uomini
uno spettacolo di Fabiana Iacozzilli
collaborazione e drammaturgia Marta Meneghetti, Giada Parlanti, Emanuele Silvestri
performers
Michela Aiello, Andrei Balan, Antonia D’Amore, Francesco Meloni, Marta Meneghetti
scene e marionette Fiammetta Mandich, luci Raffaella Vitiello, suono Hubert Westkemper
produzione Cranpi
La classe è un docupuppets con pupazzi e uomini. È un rito collettivo, in bilico tra La Classe morta di Tadeusz Kantor e I cannibali di George Tabori, in cui gli adulti, interpretati da pupazzi realizzati da Fiammetta Mandich, rileggono i ricordi di un’infanzia vissuta nella paura di buscarle.
Una storia che Fabiana Iacozzilli fa nascere dai ricordi delle scuole elementari all’istituto “Suore di carità” e in particolare da quelli legati alla sua maestra, Suor Lidia.
Questi ricordi/pezzi di legno si muovono senza pathos su tavolacci che rimandano a banchi di scuola, ma anche a tavoli da macello o a tavoli operatori di qualche esperimento che fu. Tutto intorno, silenzio. Solo rumori di matite che scrivono e compagni che respirano.
I genitori sono solamente disegnati su un cadavere di lavagna ma poi ben presto cancellati. Nel silenzio dei loro passi, questi corpicini di legno si muovono nel mondo terrorizzante di Suor Lidia, unica presenza in carne ed ossa che sfugge alla vista di pupazzi e spettatori.
In questa ricerca di pezzi di memorie andate emerge il ricordo in cui Suor Lidia affida a Fabiana la regia di una piccola scena per una recita scolastica decidendo, forse, insieme a lei, la vocazione della sua alunna.
Teatro Italia di Acerra
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Giovedì 19 marzo, ore 20.45
Tammurriata Nova
voce, arpina, fiati, tamburo Enzo Avitabile
chitarra Gianluigi Di Fenza
percussioni Emidio Ausiello
produzione Black Tarantella
Con il progetto “Tammurriata Nova” Enzo Avitabile ripercorre in chiave acustica (formazione in trio) gli ultimi 12 anni della sua produzione discografica, proponendo brani tratti da tutti i suoi progetti dal 2003 ad oggi.
“Salvamm ‘O Munno”, “Sacro Sud”, “Festa Farina e Forca”, “Napoletana”, “Black Tarantella” sono i dischi dai quali si attinge per poter dar vita ad un concerto che è incontro “intimo”, nel quale Enzo Avitabile guida il pubblico attraverso un percorso fatto di emozioni e di conoscenza di un linguaggio musicale personalissimo ed originale che lo ha reso uno dei riferimenti mondiali della “World Music” e probabilmente l’artista italiano più rappresentativo di questo genere.
Nella “sua” World Music Enzo Avitabile ha saputo sposare il bagaglio artistico di una carriera ormai trentennale con una ricerca continua di innovazione musicale, con uno sguardo sempre attento al sociale, cantando le sofferenze degli ultimi ma anche le loro speranze, che sono le speranze di una grossa parte della popolazione del mondo.
Un artista che canta il Sud, che non è solo sud geografico ma uno stato dell’animo e della condizione umana.
Un Sud che vuole cercare il suo riscatto attraverso la scoperta e la valorizzazione delle proprie radici, attraverso un percorso di crescita culturale, una fame di conoscenza, di sapere, di mescolanza in un rapporto alla pari, dove non esistono vincitori né vinti, ma solo esseri umani che interagiscono in un rapporto di fratellanza nella ricerca comune di un percorso di pace, che può e deve passare anche attraverso la musica che da sempre è veicolo di trasmissione di culture e tradizioni.
Teatro La Provvidenza di Vallo della Lucania
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Giovedì 19 marzo, ore 20.45
Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Venerdì 20 marzo, ore 20.45
Monica Sarnelli in
Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci
di Federico Vacalebre
regia di Carlo Cerciello
con Cinzia Cordella
pianoforte, Eunice Petito
violini, Anna Rita Di Pace ed Isabella Parmiciano
viola, Tiziana Traverso
violoncello, Monia Massa
arrangiamenti musicali Pino Tafuto, Salvio Vassallo
disegno luci Andrea Iacopino
aiuto regia e video di Fabiana Fazio
produzione RitmiUrbani Network, Lazzara Felice, Andreano Management
“Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci” è un recital antimisogino sulla donna nella misoginissima canzone napoletana in una versione completamente rinnovata. Lo spettacolo segue un filo narrativo ironico, ma serio, in cui si riflette su un mondo, quello della musica, non solo partenopea, ancora sin troppo maschilista. Testo, canzoni e videoproiezioni con la presenza virtuale di artisti molto cari a Monica Sarnelli (il cantautore Enzo Gragnaniello, l’attore/scrittore Peppe Lanzetta e la cantante Fuliggine, nome d’arte di Francesca Andreano) che raccontano la città al femminile, e le sue donne: femmene, malafemmene, mamme, puttane, figlie, trans, sirene naturalmente, visto che siamo nell’anno 2500 dalla fondazione.
Monica Sarnelli si muove in una scenografia con tanti simboli e abiti: da sciantosa (ma la giarrettiera è di cuoio), da Bammenella, da primadonna postmoderna, da brava ragazza «jeans e maglietta», tra canzoni, aneddoti e racconti.
La scaletta dello spettacolo prevede i brani dei due album “Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci”.
Il volume 1, realizzato - con gli arrangiamenti di Salvio Vassallo - per la prima edizione (anno 2015) dello spettacolo teatrale. Il volume 2 – realizzato (anno 2025) con gli arrangiamenti di Pino Tafuto (pianoforte) e con: Anna Rita di Pace (violino), Isabella Parmiciano (violino), Tiziana Traverso (viola) Wally Pituello (violoncello) ed Aldo Capasso (contrabbasso).
Una sequenza di brani che rappresenta un meraviglioso viaggio nella canzone partenopea: Malafemmena (Totò), Nun Te Scurda’ (Almamegretta), Bammenella (Raffaele Viviani), Reginella , Rundinella, Indifferentemente; Donna (Enzo Gragnaniello); Dove Sta Zazà (Gabriella Ferri); Lily Kangy; Penzo Sempe A Isso (Maria Nazionale); Passione, Funtana All’ombra, Comme Facette Mammeta; Duje Gemelle; Chillo È Nu Buono Guaglione (Pino Daniele); ‘A Cartulina ‘E Napule (Gilda Mignonette); Preferisco Il Novecento (Ria Rosa); Liu’ (Alunni Del Sole); Cerasella (Gloria Christian); Ipocrisia (Angela Luce); Assaje (Lina Sastri | Pino Daniele); Voglia ‘E Turna’ (Teresa De Sio), Stammo Buono (Teresa De Sio | Raiz).
Già in “Passione tour” e "Carosone l'americano di Napoli", e più di recente con «Carmen rap», Federico Vacalebre, giornalista, critico musicale, saggista, esperto di canzone napoletana, sceneggiatore, si è misurato con la scrittura teatrale, sempre usando la canzone come protagonista principale, se non assoluto.
In questo spettacolo ha chiesto di nuovo a Monica Sarnelli di abbandonare il suo repertorio, per trovarne uno che pure le appartiene per DNA. Un viaggio al termine della melodia perduta e patriarcale. Con una sorpresa finale, la traduzione in napoletano di «Marea» di Madame, inno all’orgasmo femminile che diventa «Parea». Una ripresa artistica, ma anche politica, per rivendicare l’argomento trattato nel 2015 quando la parola “patriarcato” non era attuale come oggi.
Teatro Nexus di Torre Annunziata
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Giovedì 19 marzo, ore 21.00
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da venerdì 20 a domenica 22 marzo (feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
Jucatùre
da "Giocatori" di Pau Mirò
traduzione, adattamento e regia Enrico Ianniello
con Antonio Milo, Adriano Falivene
e con Marcello Romolo e Giovanni Allocca
scena Carmine Guarino, costumi Ortensia De Francesco
luci Cesare Accetta
produzione Diana OR.I.S.
Jucatùre, i giocatori. I quattro “Giocatori” di questo spettacolo sono degli amabili falliti. Simpatici, vitali, chiacchieroni, formano una combriccola stralunata e sfiziosa che si incontra per giocare a carte.
Le partite vere e proprie, però, non cominciano mai, presi come sono da discorsi totalmente assurdi e vaghissime idee di rivincita totalmente irrealizzabili; eppure, non è difficile immaginarseli fuori dall’appartamento grande e accogliente, tolti da quell’ansa di tranquillità e rimessi nel fiume vorticoso della metropoli: sono quattro invisibili.
Invisibile l’attore appassionato di furti al supermercato e vuoti di memoria in scena, invisibile il becchino balbuziente e logorroico, innamorato dei racconti che gli fa la prostituta ucraina che accoglie la sua solitudine, invisibile il barbiere che ormai barbiere non è più, ma non lo può dire a nessuno.
E invisibile, naturalmente, il professore di matematica con un vecchio complesso di inferiorità e un padre – fantasma che non lo lascia crescere. La vita vera è forse definitivamente negata ormai ai nostri grandi antieroi, e allora non restano che le parole, parlarne agli amici, ottenendo in cambio una malinconica e amorevole comicità intrisa di ricordi e voglia di vivere.
Teatro Barone di Melito di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Venerdì 20 e sabato 21 marzo, ore 20.45
Teatro Ricciardi di Capua
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Domenica 22 marzo, ore 18.00
Napoletana
testi e musiche, voce, pentarpa napoletana, sax sopranino in Mib Enzo Avitabile
chitarra classica Gianluigi Di Fenza
tamburi Carlo Avitabile
violoncello Marco Pescosolido
produzione Black Tarantella
Enzo Avitabile, tra i fondatori del Neapolitan power, si esibisce in uno speciale concerto in acustico dedicato alla canzone napoletana, che vede anche l’uso di uno strumento come l’arpina inventato per l’occasione.
Il suo è un canto libero e religioso ma anche profano, in cui la religione è innanzitutto un sentimento popolare più che liturgico, una preghiera laica che cerca di incontrare le persone e le emozioni perse in una risata.
“Napoletana” è un progetto artistico che nasce da una grande volontà di recupero dell’antico lirismo napoletano, di quella parte poetica più pura che da sempre si è difesa dal pericolo di essere impolverata e sbiadita dalla pericolosa e stereotipata cartolina folklorica che da sempre si cerca di portare nel mondo: una Napoli fatta prevalentemente dall’apparire e poco dall’essere.
Un progetto-ricerca che si ricongiunge naturalmente alla fonte come i canti di lavoro e le villanelle ma al contempo è costituito da canzoni completamente inedite scritte nel cemento della città, con uno sguardo al passato ed il cuore che respira l’odore del futuro. Musica nuova nata da un’arte antica, originale e piena di sentimento, ricercata e innovativa nel linguaggio.
La scala minore napoletana (armonica e melodica) figlia del tetracordo greco è la culla di questo viaggio che sotto l’asfalto dei rioni popolari di Napoli scopre le sue antiche verità, le domande e le risposte universali ed eterne al disagio e alla sofferenza di tutti i giorni. I testi, poesie crude ma intense che nascono nella strada notificano tutto questo.
Gli intermezzi musicali con il sax sopranino e l’arpa napoletana in coppia con la chitarra classica danno vita a quadri descrittivi di atmosfere musicali anch’esse nuove ed antiche. Sul sentiero di una delle scale rare recuperate e riutilizzate dall’autore “la scala nova” di origine popolare XIV sec. ripercorre una musica strumentale in sintonia con i brani cantati. Napoletana “l’antico che sa di nuovo, il nuovo che sa di antico.
Una Napoli che utilizza le sue risorse storiche come punto di partenza di una cultura che si muove nella consapevolezza delle proprie radici, delle proprie capacità espresse ed inespresse per uno sviluppo culturale nazionale ed internazionale.
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Venerdì 20 marzo, ore 21.00
Teatro Umberto di Nola
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21 marzo, ore 20.45
Teatro Comunale Mario Scarpetta di Sala Consilina
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Domenica 22 marzo, ore 18.00
Mario Autore, Anna Iodice, Domenico Pinelli in
Ditegli sempre di sì
di Eduardo De Filippo
con
Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara,
Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace
scena Luigi Ferrigno, Sara Palmieri
costumi Viviana Crosato, Antonietta Rendina, musiche Mario Autore
regia Domenico Pinelli
Personaggi e interpreti (in ordine d’apparizione)
Checchina, Filumena Elena Starace
Teresa Murri, Anna Iodice
Don Giovanni Altamura, Mario Cangiano
Luigi Strada, Mario Autore
Dottor Croce, Luigi Leone
Michele Murri, Domenico Pinelli
Evelina Altamura, Lucienne Perreca
Ettore De Stefano, Antonio Mirabella
Vincenzo Gallucci, Gianluca Cangiano
Olga, Simona Pipolo
Saveria Gallucci, Laura Pagliara
Attilio Gallucci, Vittorio Passaro
Produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo
Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi.
Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia.
Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo.
In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo.
Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia
… ditegli sempre di si!
Abbiamo recitato per ventotto serate accompagnati da applausi calorosi, belle risate e anche qualche lacrima. Quest’anno le date sono triplicate e siamo pronti a raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato, seminando ancora – naturalmente – con cura e tanto amore.
“Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant.
Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia.
La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così:
Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera,
ma un personaggio della vita vera,
un tal dei tali affetto da follia […]
Eppure, continua:
[…] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera,
ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. […]
Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti
un vero matto, e accade a tutti quanti di
commuoversi e ridere piangendo […]
È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo.
Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda.
Domenico Pinelli
Teatro delle Arti di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21, ore 20.45, e domenica 22 marzo, ore 18.00
Indovina chi viene a cena?
di William Arthur Rose
adattamento Mario Scaletta
con Cesare Bocci, Vittoria Belvedere
e con
Federico Lima Roque, Elvira Camarrone, Ira N. Fronten,
Thilina Feminò, Fatima Romina Ali e Mario Scaletta
scene Fabiana Di Marco, musiche Massimiliano Pace, costumi Graziella Pera
regia Guglielmo Ferro
Guglielmo Ferro riporta in scena la stupenda commedia che fu interpretata (al cinema) dai due mostri sacri Katharine Hepburn e Spencer Tracy.
Il tema, quello di un matrimonio misto, allora fece scalpore nell’america di fine anni ’60, ma oggi è più che mai di attualità in una società sempre più multietnica.
Il soggetto di William Arthur Rose ha quasi mezzo secolo, ma anche grazie all’adattamento di Mario Scaletta si presenta come un testo fresco e attualissimo.
“Quando mi hanno proposto questo lavoro ne sono subito stato entusiasta – ha detto Guglielmo Ferro.
Si tratta di un testo brillante, che però trasmette un messaggio a forte connotazione sociale. L’adattamento di Scaletta ha inoltre sfrondato tutta una parte strettamente legata agli anni ’60, per farne un testo estremamente attuale, anche nel linguaggio più crudo e diretto. Si parla dunque di differenze e di comprensione, termine, quest’ultimo, che preferiamo a quello più restrittivo di tolleranza”.
Teatro Nuovo di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21, ore 21.00, e domenica 22 marzo, ore 18.30
Un amore di peso
commedia scritta e diretta da Marco Cavallaro
con Marco Cavallaro, Stella Pecollo, Rosario Petix, Valentina Stredini
scene Lellozollo art
costumi Marco Maria Della Vecchia
disegno luci Marco Laudando
produzione La Bilancia - Esegera
Ci si può innamorare di qualcuno sapendo di andare incontro ad una critica sociale fatta di battute, commenti e giudizi non proprio esaltanti? Giorgio, innamorato della bellissima Lara, suo capo d’azienda, un giorno cade vittima di cupido che scaglia la sua freccia e fa perdere la testa per Carla una donna totalmente diversa da Lara.
Tra Lara e Carla ci sono differenze “caloriche” e sociali che non passano inosservate. Riuscirà Giorgio, insieme all’aiuto del suo amico Mario, a non tenere conto del giudizio della gente e tutto quello che ne deriva? In una società che bada all’apparire si può ancora dare un senso alla parola “Amore “?
Una commedia di…. Peso. Un modo per raccontare che l’importante è stare bene con sé stessi nonostante le difficoltà del non sentirsi a proprio agio con il proprio corpo e con chi ci sta intorno.
di Napoli Magazine
14/03/2026 - 12:54
Agenda settimanale spettacoli dal 16 al 22 marzo 2026 in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano.
Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Martedì 17 marzo, ore 20.45
Teatro Verdi di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da giovedì 19 a domenica 22 marzo
(da giovedì a sabato ore 21.00, domenica ore 18.00)
La grande magia
di Eduardo De Filippo
regia Gabriele Russo
con Natalino Balasso, Michele Di Mauro
e con
Veronica D’Elia, Gennaro Di Biase, Christian di Domenico, Maria Laila Fernandez,
Alessio Piazza, Sabrina Scuccimarra, Manuel Severino, Alice Spisa, Anna Rita Vitolo
scene Roberto Crea
luci Pasquale Mar
costumi Giuseppe Avallone
musiche e progetto sonoro Antonio Della Ragione
produzione
Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini, Teatro Biondo Palermo,
Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
Calogero Di Spelta, marito tradito, con la sua mania per il controllo e la sua incapacità di amare e fidarsi, diventa uno specchio delle sfide e delle difficoltà dell’uomo contemporaneo nell’ambito delle relazioni.
Un uomo mosso da un sentimento ossessivo, smarrito in un mondo che sembra altrettanto confuso, con la costante esigenza di aggrapparsi a certezze granitiche, a costo di rinchiuderle simbolicamente in una scatola.
Un luogo chiuso interpretato da Di Spelta come luogo sicuro, una seconda prigione come soluzione per la sua relazione, per sconfiggere le proprie paure, le proprie incertezze e le ossessioni che permeano la nostra società moderna.
Dall’altro lato, Otto Marvuglia, mago e manipolatore, personaggio meno “dolce” in scrittura di quanto non lo sia in scena quando ammorbidito dall’interpretazione dallo stesso Eduardo.
Il Marvuglia/illusione, il Marvuglia/realtà, il Marvuglia/impostore sono le facce sempre diverse ed interscambiabili che modificano il contesto e la percezione della realtà di Girolamo Di Spelta, ne consegue un continuo cortocircuito che confonde il piano dell’illusione con quello della realtà, destabilizzando i personaggi stessi e gli spettatori. Smarriti i personaggi, smarriti gli spettatori, smarriti gli uomini e le donne di oggi, smarriti nelle relazioni, smarriti nel continuo fondersi del vero e del falso. Cosa è vero? Cosa è falso?
Cinema Teatro Italia di Eboli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Martedì 17 marzo, ore 20.45
Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da mercoledì 18 a venerdì 20 marzo, ore 20.45
Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21, ore 21.00, e domenica 22 marzo, ore 18.00
Carlo Buccirosso in
Qualcosa è andato storto
una commedia scritta e diretta da Carlo Buccirosso
con
Elvira Zingone, Peppe Miale, Fiorella Zullo,
Stefania Aluzzi, Matteo Tugnoli, Fabrizio Miano
e con Tilde Spirito (nel ruolo della nonna)
costumi Zaira De Vincentis, musiche Cosimo Lombardi
scenografie Gilda Cerullo
produzione A.G. Spettacoli
Corrado Postiglione è un avvocato di provincia, modesto e pieno di buone intenzioni, alle prese con clienti tanto popolari quanto complicati. Ma il suo vero campo di battaglia è la famiglia: un groviglio di parenti, affini e attriti, in eterno conflitto per beghe di ogni sorta. Nel tentativo di riconquistare una stima perduta e un po’ di pace (anche economica), Corrado si improvvisa acrobata del diritto, tra cavilli e stratagemmi. Ma il colpo basso arriva quando la malattia colpisce la madre, matriarca inflessibile e regista occulta delle vite familiari.
E da lì, l’eredità – vera protagonista occulta – scatena un’escalation tragicomica fatta di sospetti, rancori e alleanze instabili. Zio Dodò, come lo chiamano in casa, si ritrova solo contro tutti in una battaglia legale (e morale) che nessun codice prevede, con il destino beffardo che lo mette alla prova nell’unico caso davvero personale: la sua stessa famiglia.
Una commedia amara e irresistibile sulla famiglia, le sue nevrosi e le sue verità indicibili. Con una domanda sospesa: si può vincere una causa senza perdersi?
Teatro Nuovo di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da giovedì 19 domenica 22 marzo
(giovedì ore 21.00, venerdì e domenica ore 18.30, sabato ore 19.00)
La classe
un docupuppets per marionette e uomini
uno spettacolo di Fabiana Iacozzilli
collaborazione e drammaturgia Marta Meneghetti, Giada Parlanti, Emanuele Silvestri
performers
Michela Aiello, Andrei Balan, Antonia D’Amore, Francesco Meloni, Marta Meneghetti
scene e marionette Fiammetta Mandich, luci Raffaella Vitiello, suono Hubert Westkemper
produzione Cranpi
La classe è un docupuppets con pupazzi e uomini. È un rito collettivo, in bilico tra La Classe morta di Tadeusz Kantor e I cannibali di George Tabori, in cui gli adulti, interpretati da pupazzi realizzati da Fiammetta Mandich, rileggono i ricordi di un’infanzia vissuta nella paura di buscarle.
Una storia che Fabiana Iacozzilli fa nascere dai ricordi delle scuole elementari all’istituto “Suore di carità” e in particolare da quelli legati alla sua maestra, Suor Lidia.
Questi ricordi/pezzi di legno si muovono senza pathos su tavolacci che rimandano a banchi di scuola, ma anche a tavoli da macello o a tavoli operatori di qualche esperimento che fu. Tutto intorno, silenzio. Solo rumori di matite che scrivono e compagni che respirano.
I genitori sono solamente disegnati su un cadavere di lavagna ma poi ben presto cancellati. Nel silenzio dei loro passi, questi corpicini di legno si muovono nel mondo terrorizzante di Suor Lidia, unica presenza in carne ed ossa che sfugge alla vista di pupazzi e spettatori.
In questa ricerca di pezzi di memorie andate emerge il ricordo in cui Suor Lidia affida a Fabiana la regia di una piccola scena per una recita scolastica decidendo, forse, insieme a lei, la vocazione della sua alunna.
Teatro Italia di Acerra
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Giovedì 19 marzo, ore 20.45
Tammurriata Nova
voce, arpina, fiati, tamburo Enzo Avitabile
chitarra Gianluigi Di Fenza
percussioni Emidio Ausiello
produzione Black Tarantella
Con il progetto “Tammurriata Nova” Enzo Avitabile ripercorre in chiave acustica (formazione in trio) gli ultimi 12 anni della sua produzione discografica, proponendo brani tratti da tutti i suoi progetti dal 2003 ad oggi.
“Salvamm ‘O Munno”, “Sacro Sud”, “Festa Farina e Forca”, “Napoletana”, “Black Tarantella” sono i dischi dai quali si attinge per poter dar vita ad un concerto che è incontro “intimo”, nel quale Enzo Avitabile guida il pubblico attraverso un percorso fatto di emozioni e di conoscenza di un linguaggio musicale personalissimo ed originale che lo ha reso uno dei riferimenti mondiali della “World Music” e probabilmente l’artista italiano più rappresentativo di questo genere.
Nella “sua” World Music Enzo Avitabile ha saputo sposare il bagaglio artistico di una carriera ormai trentennale con una ricerca continua di innovazione musicale, con uno sguardo sempre attento al sociale, cantando le sofferenze degli ultimi ma anche le loro speranze, che sono le speranze di una grossa parte della popolazione del mondo.
Un artista che canta il Sud, che non è solo sud geografico ma uno stato dell’animo e della condizione umana.
Un Sud che vuole cercare il suo riscatto attraverso la scoperta e la valorizzazione delle proprie radici, attraverso un percorso di crescita culturale, una fame di conoscenza, di sapere, di mescolanza in un rapporto alla pari, dove non esistono vincitori né vinti, ma solo esseri umani che interagiscono in un rapporto di fratellanza nella ricerca comune di un percorso di pace, che può e deve passare anche attraverso la musica che da sempre è veicolo di trasmissione di culture e tradizioni.
Teatro La Provvidenza di Vallo della Lucania
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Giovedì 19 marzo, ore 20.45
Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Venerdì 20 marzo, ore 20.45
Monica Sarnelli in
Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci
di Federico Vacalebre
regia di Carlo Cerciello
con Cinzia Cordella
pianoforte, Eunice Petito
violini, Anna Rita Di Pace ed Isabella Parmiciano
viola, Tiziana Traverso
violoncello, Monia Massa
arrangiamenti musicali Pino Tafuto, Salvio Vassallo
disegno luci Andrea Iacopino
aiuto regia e video di Fabiana Fazio
produzione RitmiUrbani Network, Lazzara Felice, Andreano Management
“Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci” è un recital antimisogino sulla donna nella misoginissima canzone napoletana in una versione completamente rinnovata. Lo spettacolo segue un filo narrativo ironico, ma serio, in cui si riflette su un mondo, quello della musica, non solo partenopea, ancora sin troppo maschilista. Testo, canzoni e videoproiezioni con la presenza virtuale di artisti molto cari a Monica Sarnelli (il cantautore Enzo Gragnaniello, l’attore/scrittore Peppe Lanzetta e la cantante Fuliggine, nome d’arte di Francesca Andreano) che raccontano la città al femminile, e le sue donne: femmene, malafemmene, mamme, puttane, figlie, trans, sirene naturalmente, visto che siamo nell’anno 2500 dalla fondazione.
Monica Sarnelli si muove in una scenografia con tanti simboli e abiti: da sciantosa (ma la giarrettiera è di cuoio), da Bammenella, da primadonna postmoderna, da brava ragazza «jeans e maglietta», tra canzoni, aneddoti e racconti.
La scaletta dello spettacolo prevede i brani dei due album “Sirene, sciantose, malafemmene ed altre storie di donne veraci”.
Il volume 1, realizzato - con gli arrangiamenti di Salvio Vassallo - per la prima edizione (anno 2015) dello spettacolo teatrale. Il volume 2 – realizzato (anno 2025) con gli arrangiamenti di Pino Tafuto (pianoforte) e con: Anna Rita di Pace (violino), Isabella Parmiciano (violino), Tiziana Traverso (viola) Wally Pituello (violoncello) ed Aldo Capasso (contrabbasso).
Una sequenza di brani che rappresenta un meraviglioso viaggio nella canzone partenopea: Malafemmena (Totò), Nun Te Scurda’ (Almamegretta), Bammenella (Raffaele Viviani), Reginella , Rundinella, Indifferentemente; Donna (Enzo Gragnaniello); Dove Sta Zazà (Gabriella Ferri); Lily Kangy; Penzo Sempe A Isso (Maria Nazionale); Passione, Funtana All’ombra, Comme Facette Mammeta; Duje Gemelle; Chillo È Nu Buono Guaglione (Pino Daniele); ‘A Cartulina ‘E Napule (Gilda Mignonette); Preferisco Il Novecento (Ria Rosa); Liu’ (Alunni Del Sole); Cerasella (Gloria Christian); Ipocrisia (Angela Luce); Assaje (Lina Sastri | Pino Daniele); Voglia ‘E Turna’ (Teresa De Sio), Stammo Buono (Teresa De Sio | Raiz).
Già in “Passione tour” e "Carosone l'americano di Napoli", e più di recente con «Carmen rap», Federico Vacalebre, giornalista, critico musicale, saggista, esperto di canzone napoletana, sceneggiatore, si è misurato con la scrittura teatrale, sempre usando la canzone come protagonista principale, se non assoluto.
In questo spettacolo ha chiesto di nuovo a Monica Sarnelli di abbandonare il suo repertorio, per trovarne uno che pure le appartiene per DNA. Un viaggio al termine della melodia perduta e patriarcale. Con una sorpresa finale, la traduzione in napoletano di «Marea» di Madame, inno all’orgasmo femminile che diventa «Parea». Una ripresa artistica, ma anche politica, per rivendicare l’argomento trattato nel 2015 quando la parola “patriarcato” non era attuale come oggi.
Teatro Nexus di Torre Annunziata
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Giovedì 19 marzo, ore 21.00
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Da venerdì 20 a domenica 22 marzo (feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
Jucatùre
da "Giocatori" di Pau Mirò
traduzione, adattamento e regia Enrico Ianniello
con Antonio Milo, Adriano Falivene
e con Marcello Romolo e Giovanni Allocca
scena Carmine Guarino, costumi Ortensia De Francesco
luci Cesare Accetta
produzione Diana OR.I.S.
Jucatùre, i giocatori. I quattro “Giocatori” di questo spettacolo sono degli amabili falliti. Simpatici, vitali, chiacchieroni, formano una combriccola stralunata e sfiziosa che si incontra per giocare a carte.
Le partite vere e proprie, però, non cominciano mai, presi come sono da discorsi totalmente assurdi e vaghissime idee di rivincita totalmente irrealizzabili; eppure, non è difficile immaginarseli fuori dall’appartamento grande e accogliente, tolti da quell’ansa di tranquillità e rimessi nel fiume vorticoso della metropoli: sono quattro invisibili.
Invisibile l’attore appassionato di furti al supermercato e vuoti di memoria in scena, invisibile il becchino balbuziente e logorroico, innamorato dei racconti che gli fa la prostituta ucraina che accoglie la sua solitudine, invisibile il barbiere che ormai barbiere non è più, ma non lo può dire a nessuno.
E invisibile, naturalmente, il professore di matematica con un vecchio complesso di inferiorità e un padre – fantasma che non lo lascia crescere. La vita vera è forse definitivamente negata ormai ai nostri grandi antieroi, e allora non restano che le parole, parlarne agli amici, ottenendo in cambio una malinconica e amorevole comicità intrisa di ricordi e voglia di vivere.
Teatro Barone di Melito di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Venerdì 20 e sabato 21 marzo, ore 20.45
Teatro Ricciardi di Capua
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Domenica 22 marzo, ore 18.00
Napoletana
testi e musiche, voce, pentarpa napoletana, sax sopranino in Mib Enzo Avitabile
chitarra classica Gianluigi Di Fenza
tamburi Carlo Avitabile
violoncello Marco Pescosolido
produzione Black Tarantella
Enzo Avitabile, tra i fondatori del Neapolitan power, si esibisce in uno speciale concerto in acustico dedicato alla canzone napoletana, che vede anche l’uso di uno strumento come l’arpina inventato per l’occasione.
Il suo è un canto libero e religioso ma anche profano, in cui la religione è innanzitutto un sentimento popolare più che liturgico, una preghiera laica che cerca di incontrare le persone e le emozioni perse in una risata.
“Napoletana” è un progetto artistico che nasce da una grande volontà di recupero dell’antico lirismo napoletano, di quella parte poetica più pura che da sempre si è difesa dal pericolo di essere impolverata e sbiadita dalla pericolosa e stereotipata cartolina folklorica che da sempre si cerca di portare nel mondo: una Napoli fatta prevalentemente dall’apparire e poco dall’essere.
Un progetto-ricerca che si ricongiunge naturalmente alla fonte come i canti di lavoro e le villanelle ma al contempo è costituito da canzoni completamente inedite scritte nel cemento della città, con uno sguardo al passato ed il cuore che respira l’odore del futuro. Musica nuova nata da un’arte antica, originale e piena di sentimento, ricercata e innovativa nel linguaggio.
La scala minore napoletana (armonica e melodica) figlia del tetracordo greco è la culla di questo viaggio che sotto l’asfalto dei rioni popolari di Napoli scopre le sue antiche verità, le domande e le risposte universali ed eterne al disagio e alla sofferenza di tutti i giorni. I testi, poesie crude ma intense che nascono nella strada notificano tutto questo.
Gli intermezzi musicali con il sax sopranino e l’arpa napoletana in coppia con la chitarra classica danno vita a quadri descrittivi di atmosfere musicali anch’esse nuove ed antiche. Sul sentiero di una delle scale rare recuperate e riutilizzate dall’autore “la scala nova” di origine popolare XIV sec. ripercorre una musica strumentale in sintonia con i brani cantati. Napoletana “l’antico che sa di nuovo, il nuovo che sa di antico.
Una Napoli che utilizza le sue risorse storiche come punto di partenza di una cultura che si muove nella consapevolezza delle proprie radici, delle proprie capacità espresse ed inespresse per uno sviluppo culturale nazionale ed internazionale.
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Venerdì 20 marzo, ore 21.00
Teatro Umberto di Nola
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21 marzo, ore 20.45
Teatro Comunale Mario Scarpetta di Sala Consilina
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Domenica 22 marzo, ore 18.00
Mario Autore, Anna Iodice, Domenico Pinelli in
Ditegli sempre di sì
di Eduardo De Filippo
con
Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara,
Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace
scena Luigi Ferrigno, Sara Palmieri
costumi Viviana Crosato, Antonietta Rendina, musiche Mario Autore
regia Domenico Pinelli
Personaggi e interpreti (in ordine d’apparizione)
Checchina, Filumena Elena Starace
Teresa Murri, Anna Iodice
Don Giovanni Altamura, Mario Cangiano
Luigi Strada, Mario Autore
Dottor Croce, Luigi Leone
Michele Murri, Domenico Pinelli
Evelina Altamura, Lucienne Perreca
Ettore De Stefano, Antonio Mirabella
Vincenzo Gallucci, Gianluca Cangiano
Olga, Simona Pipolo
Saveria Gallucci, Laura Pagliara
Attilio Gallucci, Vittorio Passaro
Produzione Gli Ipocriti Melina Balsamo
Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi.
Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia.
Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo.
In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo.
Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia
… ditegli sempre di si!
Abbiamo recitato per ventotto serate accompagnati da applausi calorosi, belle risate e anche qualche lacrima. Quest’anno le date sono triplicate e siamo pronti a raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato, seminando ancora – naturalmente – con cura e tanto amore.
“Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant.
Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia.
La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così:
Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera,
ma un personaggio della vita vera,
un tal dei tali affetto da follia […]
Eppure, continua:
[…] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera,
ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. […]
Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti
un vero matto, e accade a tutti quanti di
commuoversi e ridere piangendo […]
È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo.
Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda.
Domenico Pinelli
Teatro delle Arti di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21, ore 20.45, e domenica 22 marzo, ore 18.00
Indovina chi viene a cena?
di William Arthur Rose
adattamento Mario Scaletta
con Cesare Bocci, Vittoria Belvedere
e con
Federico Lima Roque, Elvira Camarrone, Ira N. Fronten,
Thilina Feminò, Fatima Romina Ali e Mario Scaletta
scene Fabiana Di Marco, musiche Massimiliano Pace, costumi Graziella Pera
regia Guglielmo Ferro
Guglielmo Ferro riporta in scena la stupenda commedia che fu interpretata (al cinema) dai due mostri sacri Katharine Hepburn e Spencer Tracy.
Il tema, quello di un matrimonio misto, allora fece scalpore nell’america di fine anni ’60, ma oggi è più che mai di attualità in una società sempre più multietnica.
Il soggetto di William Arthur Rose ha quasi mezzo secolo, ma anche grazie all’adattamento di Mario Scaletta si presenta come un testo fresco e attualissimo.
“Quando mi hanno proposto questo lavoro ne sono subito stato entusiasta – ha detto Guglielmo Ferro.
Si tratta di un testo brillante, che però trasmette un messaggio a forte connotazione sociale. L’adattamento di Scaletta ha inoltre sfrondato tutta una parte strettamente legata agli anni ’60, per farne un testo estremamente attuale, anche nel linguaggio più crudo e diretto. Si parla dunque di differenze e di comprensione, termine, quest’ultimo, che preferiamo a quello più restrittivo di tolleranza”.
Teatro Nuovo di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Sabato 21, ore 21.00, e domenica 22 marzo, ore 18.30
Un amore di peso
commedia scritta e diretta da Marco Cavallaro
con Marco Cavallaro, Stella Pecollo, Rosario Petix, Valentina Stredini
scene Lellozollo art
costumi Marco Maria Della Vecchia
disegno luci Marco Laudando
produzione La Bilancia - Esegera
Ci si può innamorare di qualcuno sapendo di andare incontro ad una critica sociale fatta di battute, commenti e giudizi non proprio esaltanti? Giorgio, innamorato della bellissima Lara, suo capo d’azienda, un giorno cade vittima di cupido che scaglia la sua freccia e fa perdere la testa per Carla una donna totalmente diversa da Lara.
Tra Lara e Carla ci sono differenze “caloriche” e sociali che non passano inosservate. Riuscirà Giorgio, insieme all’aiuto del suo amico Mario, a non tenere conto del giudizio della gente e tutto quello che ne deriva? In una società che bada all’apparire si può ancora dare un senso alla parola “Amore “?
Una commedia di…. Peso. Un modo per raccontare che l’importante è stare bene con sé stessi nonostante le difficoltà del non sentirsi a proprio agio con il proprio corpo e con chi ci sta intorno.