Esce “Cesare e le guerre contemporanee”, il nuovo libro di Simone Di Meo, giornalista e scrittore, pubblicato da Stylo24 Edizioni. Un saggio di analisi storica e geopolitica che usa Giulio Cesare come chiave di lettura per comprendere i conflitti del XXI secolo, dalle grandi guerre asimmetriche alle strategie delle potenze contemporanee. Il volume è in prevendita su Amazon e arriverà nelle librerie dalla primavera, al prezzo di 10 euro.
Il cuore del libro è una visione netta e controcorrente: le guerre moderne non sono un’anomalia della storia, ma la riproposizione, con mezzi tecnologici diversi, di logiche antiche. Simone Di Meo parte dal De Bello Gallico per mostrare come concetti quali legittimazione del conflitto, costruzione del nemico, propaganda, controllo del tempo e dello spazio e uso politico della paura siano ancora oggi centrali. L’impero romano diventa così un laboratorio teorico per leggere le guerre contemporanee senza moralismi e senza slogan.
Nel testo, la figura di Giulio Cesare non è celebrata, ma analizzata come modello di comando, narrazione e gestione del consenso. Cesare è l’archetipo del leader che sa trasformare la guerra in racconto politico, anticipando meccanismi che ritroviamo nelle strategie dei grandi attori globali di oggi.
Da qui il confronto diretto con l’attualità. “Cesare e le guerre contemporanee” mette in relazione l’antica Roma con le leadership moderne: da Donald Trump a Vladimir Putin, fino alla cattura di Nicolás Maduro. Figure diverse, contesti differenti, ma una stessa grammatica del potere: l’uso della minaccia esterna, la retorica dell’accerchiamento, la costruzione di una guerra “necessaria”. Un approccio che illumina anche la guerra in Ucraina, letta non solo come scontro militare, ma come conflitto narrativo e simbolico.
Il libro si rivolge a lettori interessati alla storia, alla geopolitica e all’attualità internazionale, offrendo una prospettiva originale: capire il presente senza restarne prigionieri, usando l’antico come strumento critico. Lo stile è asciutto, analitico, privo di retorica, in linea con il percorso giornalistico dell’autore.
“Cesare e le guerre contemporanee” non propone soluzioni facili, ma una bussola intellettuale: dimostra che, per comprendere davvero il nostro tempo, occorre guardare indietro con lucidità. Perché le guerre cambiano volto, ma raramente.

di Napoli Magazine
07/01/2026 - 11:13
Esce “Cesare e le guerre contemporanee”, il nuovo libro di Simone Di Meo, giornalista e scrittore, pubblicato da Stylo24 Edizioni. Un saggio di analisi storica e geopolitica che usa Giulio Cesare come chiave di lettura per comprendere i conflitti del XXI secolo, dalle grandi guerre asimmetriche alle strategie delle potenze contemporanee. Il volume è in prevendita su Amazon e arriverà nelle librerie dalla primavera, al prezzo di 10 euro.
Il cuore del libro è una visione netta e controcorrente: le guerre moderne non sono un’anomalia della storia, ma la riproposizione, con mezzi tecnologici diversi, di logiche antiche. Simone Di Meo parte dal De Bello Gallico per mostrare come concetti quali legittimazione del conflitto, costruzione del nemico, propaganda, controllo del tempo e dello spazio e uso politico della paura siano ancora oggi centrali. L’impero romano diventa così un laboratorio teorico per leggere le guerre contemporanee senza moralismi e senza slogan.
Nel testo, la figura di Giulio Cesare non è celebrata, ma analizzata come modello di comando, narrazione e gestione del consenso. Cesare è l’archetipo del leader che sa trasformare la guerra in racconto politico, anticipando meccanismi che ritroviamo nelle strategie dei grandi attori globali di oggi.
Da qui il confronto diretto con l’attualità. “Cesare e le guerre contemporanee” mette in relazione l’antica Roma con le leadership moderne: da Donald Trump a Vladimir Putin, fino alla cattura di Nicolás Maduro. Figure diverse, contesti differenti, ma una stessa grammatica del potere: l’uso della minaccia esterna, la retorica dell’accerchiamento, la costruzione di una guerra “necessaria”. Un approccio che illumina anche la guerra in Ucraina, letta non solo come scontro militare, ma come conflitto narrativo e simbolico.
Il libro si rivolge a lettori interessati alla storia, alla geopolitica e all’attualità internazionale, offrendo una prospettiva originale: capire il presente senza restarne prigionieri, usando l’antico come strumento critico. Lo stile è asciutto, analitico, privo di retorica, in linea con il percorso giornalistico dell’autore.
“Cesare e le guerre contemporanee” non propone soluzioni facili, ma una bussola intellettuale: dimostra che, per comprendere davvero il nostro tempo, occorre guardare indietro con lucidità. Perché le guerre cambiano volto, ma raramente.
