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LIBRI - "La musica che accoglie": al Grand Hotel Parker’s un momento di condivisione dedicato al pensiero e all’eredità di Marco Solforetti
15.04.2026 10:27 di Napoli Magazine
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“La musica che accoglie”: da Napoli il primo capitolo del tour di Tailor Music

Al Grand Hotel Parker’s un momento di condivisione dedicato al pensiero e all’eredità di Marco Solforetti

“Prima ancora di vedere uno spazio lo si sente. C’è qualcosa che accoglie, senza farsi notare. Ti entra addosso piano, ti mette a tuo agio, ti fa restare. Non si vede, ma cambia tutto. Nei luoghi dell’accoglienza ogni dettaglio è pensato. Eppure, quello che resta davvero non si può toccare. La musica”. Con queste parole il libro “La musica che accoglie” abbraccia il lettore nelle sue prime pagine. Ed è con la stessa delicatezza che ha preso forma, presso il Grand Hotel Parker’s di Napoli, il 9 aprile la prima tappa del tour nazionale dedicato all’opera postuma di Marco Solforetti, fondatore di Tailor Music. Un momento costruito attorno all’ascolto e alla riflessione, capace di restituire profondità a un tema spesso percepito come secondario ma in realtà centrale: il ruolo della musica negli spazi dell’accoglienza. “La musica è una vibrazione dell’anima che crea assonanza e armonia. È più di una semplice propagazione di onde sonore: è un rifugio per l’anima; un ponte sospeso tra emozioni e ricordi che guarisce l’umore, racconta storie e vissuti, stimola la creatività, facilita le interazioni sociali, conquista la memoria con ricordi indimenticabili e diventa e plasma gli spazi che anima, poiché li veste e li riempie”. Le parole di Solforetti hanno accompagnato e orientato il racconto, tracciando una visione precisa: quella della musica come presenza invisibile, capace di definire l’identità di un luogo e il modo in cui viene vissuto. A raccoglierne l’eredità sono stati Alessandro Lotto, manager e founder di Tailor Music, e Andrea Lenzi, art director dell’azienda, che hanno guidato il dialogo illustrando il metodo Tailor. Tailor Music è una realtà che progetta esperienze musicali per l’hospitality attraverso un approccio sartoriale alla musica. Ogni progetto nasce infatti come un lavoro su misura: dall’ascolto profondo dello spazio, della sua identità e del brand, fino alla costruzione di un sistema sonoro coerente, riconoscibile e capace di evolversi nel tempo. Il metodo Tailor si fonda proprio su questo principio: trattare la musica come un abito sartoriale, cucito addosso al luogo e alle persone che lo vivono. Non una selezione casuale di brani ma una vera e propria progettazione dell’esperienza sonora in cui ogni dettaglio contribuisce a definire atmosfera, percezione e qualità dell’accoglienza. Nel corso del dialogo sono intervenuti Giovanni Torre Avallone, direttore del Grand Hotel Parker’s di Napoli, e Michele Testa, general manager del Gruppo UNA, protagonisti del settore hospitality, che hanno condiviso esperienze dirette legate all’evoluzione dell’ospitalità contemporanea. Dalle loro parole è emersa con chiarezza una consapevolezza sempre più diffusa: la qualità percepita di un ambiente passa anche attraverso ciò che si ascolta. Il suono, infatti, non è un semplice elemento di accompagnamento: definisce atmosfere, orienta comportamenti, influenza il tempo di permanenza e contribuisce a costruire un ricordo. La scelta di Napoli come punto di partenza si inserisce in questo racconto con naturalezza. Come ha ricordato il critico musicale Michelangelo Iossa: “È bello parlare di musica a Napoli perché è l’unica città che nasce sulle spoglie di una cantante: Partenope”. Un’immagine evocativa che racchiude il legame profondo tra suono e identità, tra memoria e luogo. Il percorso avviato da Tailor Music proseguirà nelle prossime settimane in diverse città italiane, portando con sé il pensiero di Marco Solforetti e una visione chiara: riconoscere alla musica il ruolo che le spetta nella progettazione degli spazi. Perché è proprio lì, in ciò che non si vede ma si sente, che prende forma l’esperienza più autentica.

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15/04/2026 - 10:27

“La musica che accoglie”: da Napoli il primo capitolo del tour di Tailor Music

Al Grand Hotel Parker’s un momento di condivisione dedicato al pensiero e all’eredità di Marco Solforetti

“Prima ancora di vedere uno spazio lo si sente. C’è qualcosa che accoglie, senza farsi notare. Ti entra addosso piano, ti mette a tuo agio, ti fa restare. Non si vede, ma cambia tutto. Nei luoghi dell’accoglienza ogni dettaglio è pensato. Eppure, quello che resta davvero non si può toccare. La musica”. Con queste parole il libro “La musica che accoglie” abbraccia il lettore nelle sue prime pagine. Ed è con la stessa delicatezza che ha preso forma, presso il Grand Hotel Parker’s di Napoli, il 9 aprile la prima tappa del tour nazionale dedicato all’opera postuma di Marco Solforetti, fondatore di Tailor Music. Un momento costruito attorno all’ascolto e alla riflessione, capace di restituire profondità a un tema spesso percepito come secondario ma in realtà centrale: il ruolo della musica negli spazi dell’accoglienza. “La musica è una vibrazione dell’anima che crea assonanza e armonia. È più di una semplice propagazione di onde sonore: è un rifugio per l’anima; un ponte sospeso tra emozioni e ricordi che guarisce l’umore, racconta storie e vissuti, stimola la creatività, facilita le interazioni sociali, conquista la memoria con ricordi indimenticabili e diventa e plasma gli spazi che anima, poiché li veste e li riempie”. Le parole di Solforetti hanno accompagnato e orientato il racconto, tracciando una visione precisa: quella della musica come presenza invisibile, capace di definire l’identità di un luogo e il modo in cui viene vissuto. A raccoglierne l’eredità sono stati Alessandro Lotto, manager e founder di Tailor Music, e Andrea Lenzi, art director dell’azienda, che hanno guidato il dialogo illustrando il metodo Tailor. Tailor Music è una realtà che progetta esperienze musicali per l’hospitality attraverso un approccio sartoriale alla musica. Ogni progetto nasce infatti come un lavoro su misura: dall’ascolto profondo dello spazio, della sua identità e del brand, fino alla costruzione di un sistema sonoro coerente, riconoscibile e capace di evolversi nel tempo. Il metodo Tailor si fonda proprio su questo principio: trattare la musica come un abito sartoriale, cucito addosso al luogo e alle persone che lo vivono. Non una selezione casuale di brani ma una vera e propria progettazione dell’esperienza sonora in cui ogni dettaglio contribuisce a definire atmosfera, percezione e qualità dell’accoglienza. Nel corso del dialogo sono intervenuti Giovanni Torre Avallone, direttore del Grand Hotel Parker’s di Napoli, e Michele Testa, general manager del Gruppo UNA, protagonisti del settore hospitality, che hanno condiviso esperienze dirette legate all’evoluzione dell’ospitalità contemporanea. Dalle loro parole è emersa con chiarezza una consapevolezza sempre più diffusa: la qualità percepita di un ambiente passa anche attraverso ciò che si ascolta. Il suono, infatti, non è un semplice elemento di accompagnamento: definisce atmosfere, orienta comportamenti, influenza il tempo di permanenza e contribuisce a costruire un ricordo. La scelta di Napoli come punto di partenza si inserisce in questo racconto con naturalezza. Come ha ricordato il critico musicale Michelangelo Iossa: “È bello parlare di musica a Napoli perché è l’unica città che nasce sulle spoglie di una cantante: Partenope”. Un’immagine evocativa che racchiude il legame profondo tra suono e identità, tra memoria e luogo. Il percorso avviato da Tailor Music proseguirà nelle prossime settimane in diverse città italiane, portando con sé il pensiero di Marco Solforetti e una visione chiara: riconoscere alla musica il ruolo che le spetta nella progettazione degli spazi. Perché è proprio lì, in ciò che non si vede ma si sente, che prende forma l’esperienza più autentica.