Cultura & Gossip
SPETTACOLI - Agenda settimanale dal 13 al 19 febbraio 2017 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano
10.02.2017 11:32 di Napoli Magazine
aA

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620

Lunedì 13, ore 21.00, e martedì 14 febbraio, ore 18.30

 

Compagnia Enfi Teatro

presenta

 

Raoul Bova e Chiara Francini

in

 

Due

di Miniero – Smeriglia

 

scene Roberto Crea, costumi Eleonora Rella

disegno luci Daniele Ciprì,

aiuto regia Paola Rota,

assistente alla regia Jacopo Angelini

 

regia Luca Miniero

 

La scena è una stanza vuota. L'occasione è l'inizio della convivenza, che, per tutti gli esseri umani sani di mente, è un momento molto delicato. Che siano sposati o meno, etero oppure omo. Marco è alle prese con il montaggio di un letto matrimoniale, Paola lo interroga sul loro futuro di coppia.

Sapere oggi come sarà Marco fra vent'anni, questa è la sua pretesa. O forse la sua illusione. La diversa visione della vita insieme emerge prepotentemente nelle differenze fra maschile e femminile.

“L’essenza dello spettacolo - spiega il regista Miniero - è tutta nel titolo: è la vita di coppia. In una coppia, ciascuno reca dentro di se il suo passato e il suo futuro, ma, inavvertitamente, emerge una differente visione della vita tra femminile e maschile”.
Entrambi i due giovani evocheranno facce e personaggi del loro futuro e del loro passato: genitori, amanti, figli, amici che come in tutte le coppie turberanno la loro serenità. Presenze interpretate dagli stessi due protagonisti che accompagneranno fisicamente in scena dei cartonati con le varie persone evocate dal loro dialogo.

Alla fine il palco sarà popolato da tutte queste sagome e dai due attori: l'immagine stilizzata di una vita di coppia reale, faticosa e a volte insensata. Perché non sempre ci accorgiamo che in due siamo molti di più. E montare un letto con tutte queste persone intorno, anzi paure, non sarà mica una passeggiata.

 

Luca Miniero

 

Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere

Info 0823799612

Martedì 14 febbraio, ore 21.00

 

Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli

Info 0974282362, 3383096807

Mercoledì 15 febbraio, ore 20.45

 

Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani

Info 0815158061, 3381890767

Giovedì 16 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Umberto di Nola

info 0818231622

Venerdì 17 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Cilea Napoli Srl

in collaborazione con Pragma Srl

presentano

 

Biagio Izzo

in

 

Bello di papà

di Vincenzo Salemme

 

con

Mario Porfito, Domenico Aria, Adele Pandolfi, Yuliya Mayarchuck,

Rosa Miranda, Arduino Speranza, Luana Pantaleo

 

scene Alessandro Chiti, costumi Francesca Romana Scudiero

disegno luci Gigi Ascione, musiche Antonio Boccia

aiuto Regia Antonio Guerriero

 

regia Vincenzo Salemme

 

Supervisione Artistica Teatro Cilea Napoli Srl

 

Bello di papà è una commedia del 2006. Credo che l’idea mi sia venuta quando in tutto il mondo occidentale arrivavano i primi segnali della crisi economica, che ancora oggi fatichiamo a superare.

Dico forse perché, col senno di poi, mi sembra che Antonio Mecca, il dentista protagonista della commedia, possa rappresentare, ovviamente in versione decisamente comica, il travaglio sociale, economico e psicologico di una gran parte della cosidetta generazione dei cinquantenni, che dall’inizio di questo millennio viene messa in discussione ogni volta che la politica si deve occupare delle programmazioni finanziarie.

Antonio Mecca è il classico uomo che ha raggiunto una posizione sociale, ma che allo stesso tempo la sente, questa posizione, vacillare sotto i colpi del cosidetto “Nuovo che avanza”.

E il “nuovo che avanza” per quella generazione cui facevo riferimento poco più sopra, sono appunto i giovani che vogliono prendere i posti di comando.

Antonio ha paura di ogni novità, è un vero conservatore, conservatore di danaro, ma soprattutto conservatore di affetti. Profondamente sarebbe un buono, ma costantemente ha paura di essere fregato, è forse per questo che non si è mai sposato.

E’ forse per questo che adesso sta con una bellissima ragazza ucraina, che gli piace da morire, ma, allo stesso tempo, teme come un ingombrante invasore.

Invasore della casa e soprattutto del conto corrente perché Marina, l’ucraina, vorrebbe costruire una famiglia con Antonio, e vorrebbe, soprattutto, (questa la cosa più terrificante e spaventevole per il nostro dentista) dei figli.

Antonio teme i figli più di ogni altra cosa, perché i bambini sono di un egoismo assoluto e lui, egoista per paura, questo proprio non può accettarlo.

E’ così che nasce l’idea di questa commedia, da questo paradosso: un uomo che non vuole avere figli, costretto a ricevere in casa un suo coetaneo che ha bisogno di ritornare ad essere un figlio.

Nel paradosso di questo scontro generazionale tra due uomini della stessa età, forse, si nasconde quello che io credo sia un finto problema. Penso che l’età ci distingua gli uni dagli altri, ma altrettanto fermamente credo che dal punto di vista sociale l’età sia soltanto una convenzione.

Credo che dividere i cittadini tra giovani ed anziani sia un vecchio modo di intendere la politica. Penso che esistano, piuttosto, le persone e che ogni persona abbia il diritto e il dovere di salvaguardare il proprio benessere sociale e spirituale.

 

Vincenzo Salemme

 

 

Teatro La Provvidenza di Vallo Della Lucania

info 0974717089

Venerdì 17 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta

info 0823444051

Sabato 18, ore 20.45, e domenica 19 febbraio, ore 18.00

 

T.T.R.

Il Teatro di Tato Russo

presenta

 

Gran Cafè Chantant

Vaudeville in due atti di Tato Russo da Eduardo Scarpetta

 

con

Tato Russo

 

e

Clelia Rondinella, Katia Terlizzi, Renato De Rienzo, Mario Brancaccio,

Salvatore Esposito, Dodo Gagliarde, Letizia Netti, Carmen Pommella,

Antonio Romano, Francesco Ruotolo, Caterina Scalaprice, Massimo Sorrentino

 

e con l’Orchestra Gran Cafè Chantant

 

scene Peppe Zarbo, costumi Giusi Giustino

musiche Zeno Craig, disegno luci Roger La Fontaine

 

Siamo ai primi del 900, nel cuore della belle epoque. Molti teatri di prosa chiudono perché la moda dell’epoca li rende ormai deserti. Qualcuno per seguirla viene trasformato in ritrovo di numeri ben più allegrotti.

Due coppie di artisti ormai alla fame sono costretti, loro detentori dell’antica arte della tragedia, a riciclarsi come vedette di café chantant. Una serie infinita di traversie e di avventure tutte da ridere li accompagna in quello che vuole soprattutto essere l’affresco d’un epoca edonistica e culturalmente in grande decadenza.

Tato Russo riscrive e trasforma la commedia di Scarpetta in un vaudeville, che è un tourbillon di trovate e di caratteri, e intorno al classico divertentissimo intreccio scarpettiano ci propone l’analisi critica di un periodo storico che, pur durando lo spazio di una meteora, fu denso di significati culturali e civili, che chiudeva un secolo, l’Ottocento, e ne proponeva un altro: quello dell’opera moderna. Un mitico quindicennio che, pur proponendosi come un’epoca di splendori, portava in se un periodo di miseria e decadenza.

Nel 1900 i teatri di prosa chiudevano per lasciare spazio al Café Chantant. Questa nuova forma di spettacolo metteva in crisi quello tradizionale come accadrà qualche decennio più tardi con l’avvento del cinema e oggi con l’avvento dei one man show da cabaret.

I luoghi teatrali si trasformavano. Chiudevano molti " teatri storici", altri per sopravvivere erano costretti a modificare il repertorio. La vicenda dura un giorno, ma Tato Russo dilata lo spazio temporale di questa giornata, riferendola all’intero periodo di quel quindicennio, dalla nascita, allo splendore, alla miseria del café chantant: un lungo giorno in cui cambia la moda, il gusto, la maniera di pensare della gente.

E se l’azione parte dalla crisi del teatro di prosa determinata dall’aggressione del café chantant, termina nella fine quest’ultimo a sua volta stroncato dall’avvento del cinema. Intorno ai quattro protagonisti della storia si muove una miriade di personaggi, che vagano tra tipi macchiette.

Tato Russo ha impostato la commedia su questa folleggiante contrapposizione di stili recitativi e di drammaturgia.

Da una parte il linguaggio di commedia che sarà di Eduardo, dall’altra quello da farsa che è tipico di Scarpetta. Da una parte un Felice, personaggio nel vero senso della parola; dall’altra il mondo delle caricature, dei trucchi, delle esagerazioni.

Tato Russo ripropone cosi uno Scarpetta diverso, più vicino ai classici nelle linee di una direzione personale di fare teatro, laddove ogni intuizione critica non si propone mai come fine a se stessa ma sottostà invece ad un piano organico di messa in scena, in cui ogni elemento concorre in giusta proporzione con tutti gli altri.

Uno spettacolo ricco di trovate, di colori, di contenuti. Un vero fuoco di fila affidato alla grande bravura di tutti gli interpreti con alla testa Tato Russo.

 

 

Teatro Magic Vision di Casalnuovo

Info 0818030270, 3292180679

Giovedì 16 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

info 0818786165

Venerdì 17 febbraio, ore 21.00

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Sabato 18 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Comunale di Lacedonia

info 3346632836 - 3337448095

Domenica 19 febbraio, ore 18.30

 

Quisquilie Production

presenta

 

Sergio Assisi

in

 

L’ispettore Drake e il delitto perfetto

di David Tristram

adattamento e regia di Sergio Assisi

 

con

Luigi Di Fiore, Francesco Procopio, Fabrizio Sabatucci, Beatrice Gattai

 

musiche originali Louis Siciliano Aluei (Edizioni Musicali GDM Music)

Scenografia Roberto Crea

costumi e grafica Mirjana Panovsky

disegno luci Francesco Adinolfi

aiuto regia Pino L’Abbate

Produzione esecutiva Lucilla De Rosa

L’abito di scena di Sergio Assisi è realizzato da ISAIA

 

Quando un genio decide di commettere un delitto, il piano che mette in pratica per portare a termine il suo progetto è a prova di errore. Ma è anche a prova di idiota?

L’Ispettore Drake e il suo fido aiutante Plod si ritrovano a dover affrontare la più grande sfida delle loro carriere: risolvere un misterioso e intricato delitto. E quando diciamo intricato, intendiamo proprio intricato, intricato come… come una cosa molto intricata, per intenderci.
Chi è il misterioso dottor Short? E perché ha sposato un facocero? E’ stato lui ad uccidere la sua quarta moglie o è stata la sua quarta moglie a uccidere lui? Ha veramente due figlie di nome Sabrina o una delle due mente? Che ci fa il Papa nel bosco? Ma soprattutto, perché c’è un lampione in salotto?

Queste sono solo alcune delle tante domande a cui l’ispettore dovrà dare una risposta. Personaggio surreale al servizio di un thriller surreale, l’Ispettore Drake racchiude in sé tutti i luoghi comuni del detective esasperati all’ennesima potenza, fino ad ottenere una miscela esplosiva e irresistibilmente comica.

La sua lampante incompetenza, malcelata da un atteggiamento serioso e goffamente beffardo, è resa ancora più esilarante dall’accoppiata con il sergente Plod, il peggior assistente che un detective possa desiderare di avere al suo fianco quando si sta indagando su un omicidio!

In questa fortunata commedia inglese si alternano continue e inaspettate gag e innumerevoli colpi di scena, trascinando lo spettatore in un universo goliardico dove tutto, ma proprio tutto può accadere, e dove ciò che è incredibile diventa magicamente plausibile.
 

Note di regia

Lo spettacolo nasce dalla volontà di rappresentare qualcosa di nuovo e di classico nello stesso momento.

Una commedia inglese dall’inconfondibile humor surreale, che si amalgama con la comicità nazional popolare.

L’idea è quella di dar vita a personaggi dichiaratamente eterogenei per dialetto. Dal napoletano al milanese, passando per il romano. Una sorta di spettacolo multietnico, che prova a sfruttare le comicità regionali, sulla base di una provata e internazionale ironia british.
Protagonista della storia non è un “semplice” delitto da risolvere, ma il gioco complesso e matematico del teatro nel teatro, l’abbattimento della quarta parete, e finzione che si mischia a realtà.

Attori che escono fuori dal personaggio e personaggi che giocano ad essere attori. L’ambientazione classica di un salotto inglese, ma ricco di elementi folli, porta lo spettatore fin dall’inizio in una nuova dimensione, resa confortevole dalle più classiche trovate sceniche.
Una prima esperienza di regia teatrale, ambiziosa ma non troppo, con la quale provare a creare un nuovo stile identificativo.

Può la stupidità vincere sul genio del male? Può il genio prendersi gioco del comune essere umano senza pagare le conseguenze della propria vanità?

 

Sergio Assisi

 

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Venerdì 17 febbraio, ore 20.30

 

Teatro Auditorium Tommasiello di Teano

info 0823885096 – 3333782429

Sabato 18 febbraio, ore 20.45

 

Good Mood

presenta

 

Tre papà per un bebè

di Antonio Grosso

 

con

Mario Zamma, Nicola Canonico, Alessia Fabiani, Giuseppe Cantore e Leonardo Barbarisi

 

assistente regia Viviana Simone

musiche Mariano Perrella

scene Biagio Barbarisi e Clara Surro

costumi Clara Surro

luci e fonica E.p Moretti

 

regia Roberto D'Alessandro

 

Tre papà per un bebè è la storia di tre amici quarantenni che vivono nello stesso appartamento, ognuno concentrato nel proprio lavoro e nella propria vita da single: un donnaiolo impenitente, un omosessuale eccentrico e un laureato in ginecologia con problemi con l’altro sesso.

All’improvviso, piomba in questo tranquillo ménage domestico un neonato di pochi mesi e a complicare la situazione, giunge anche in maniera inaspettata una misteriosa e avvenente ragazza. Tra pappe, ninna nanne e pannolini, i tre affronteranno problematiche mai immaginate, e l’arrivo della ragazza metterà a dura prova la determinazione dei tre neopapà.

La commedia affronta, in maniera leggera, la tematica della paternità e dell’amore per i figli, in un susseguirsi di comicità e strane riflessioni intervallate da momenti teneri e poetici, con un finale inaspettato.

 

 

Teatro Verdi di Salerno

info 089662141

Venerdì 17 febbraio, ore 21,00

 

Promo Music in collaborazione con La Versiliana Festival

presentano

 

Caravaggio

uno spettacolo di e con Vittorio Sgarbi

 

musiche composte da Valentino Corvino violino, elettronica

immagini elaborate da Tommaso Arosio scenografia e video

 

disegno del suono Andrea Balducci

 

regia e luci Angelo Generali

 

Caravaggio è doppiamente contemporaneo. È contemporaneo perché c'è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l'importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l'Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un'epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un'attualizzazione, un'interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio.

 

Vittorio Sgarbi

 

Vittorio Sgarbi ci condurrà, attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi, in uno spettacolo teatrale arricchito dalla musica di Valentino Corvino, e dalle immagini delle opere più rappresentative del pittore lombardo curate dal visual artist Tommaso Arosio. La regia è di Angelo Generali.

 

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620

Sabato 18, ore 21.00, e domenica 19 febbraio, ore 18.30

 

Compagnia Mauri Sturno, Fondazione Teatro della Toscana

presentano

 

Glauco Mauri e Roberto Sturno

in

 

Edipo

 Edipo Re - Edipo a Colono

di Sofocle

 

e con

Ivan Alovisio, Elena Arvigo, Laura Garofoli

Mauro Mandolini, Roberto Manzi, Giuliano Scarpinato

 

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

musiche Germano Mazzocchetti

 

regie

Andrea Baracco - Edipo Re

Glauco Mauri - Edipo a Colono

 

A distanza di vent’anni la Compagnia Mauri Sturno ritorna a mettere in scena i due capolavori di Sofocle, per analizzare più compiutamente il mito immortale di Edipo, affidando la regia a due diversi registi: Glauco Mauri, per Edipo a Colono, e Andrea Baracco per Edipo Re. Due registi, due generazioni a confronto, esempio di collaborazione e di continuità, oltre che condizione indispensabile per il futuro del teatro.

 

“Edipo re e Edipo a Colono sono due capolavori fondamentali nella storia dell’uomo, per gli interrogativi che pongono alla mente e per la ricchezza di umanità e di poesia che ci donano. La storia di Edipo è la storia dell’UOMO, perché racchiude in sé tutta la storia del suo vivere. Edipo Re e Edipo a Colono sono due opere scritte in epoche diverse della vita di Sofocle ed è nell’accostamento di questi due grandi testi che poeticamente si esprime e compiutamente si racconta la “favola” di Edipo alla ricerca della verità.

Alla fine del suo lungo cammino Edipo comprende se stesso, la luce e le tenebre che sono dentro di lui, ma afferma anche il diritto alla libera responsabilità del suo agire. Edipo è pronto ad accettare tutto quello che deve accadere ed è pronto a essere distrutto purché sia fatta luce. Solo nell’interrogarci comincia la dignità di essere uomini. E’ questo che Sofocle con la sua opera immortale dice a tutti noi.

Convinti che il Teatro sia un’arte che può e deve servire “all’arte del vivere” affrontiamo queste due opere classiche per trovare nelle radici del nostro passato il nutrimento per comprendere il nostro presente, questo è il nostro impegno e il nostro desiderio.” 

 

Andrea Baracco, Glauco Mauri

 

 

Teatro Nuovo di Salerno

info 089220886

Sabato 18, ore 21.00, e domenica 19 febbraio, ore 18.30

 

Gino Cogliandro

in

 

Una santa di serie B

Novità comica di Gino Cogliandro

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SPETTACOLI - Agenda settimanale dal 13 al 19 febbraio 2017 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano

di Napoli Magazine

10/02/2017 - 11:32

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620

Lunedì 13, ore 21.00, e martedì 14 febbraio, ore 18.30

 

Compagnia Enfi Teatro

presenta

 

Raoul Bova e Chiara Francini

in

 

Due

di Miniero – Smeriglia

 

scene Roberto Crea, costumi Eleonora Rella

disegno luci Daniele Ciprì,

aiuto regia Paola Rota,

assistente alla regia Jacopo Angelini

 

regia Luca Miniero

 

La scena è una stanza vuota. L'occasione è l'inizio della convivenza, che, per tutti gli esseri umani sani di mente, è un momento molto delicato. Che siano sposati o meno, etero oppure omo. Marco è alle prese con il montaggio di un letto matrimoniale, Paola lo interroga sul loro futuro di coppia.

Sapere oggi come sarà Marco fra vent'anni, questa è la sua pretesa. O forse la sua illusione. La diversa visione della vita insieme emerge prepotentemente nelle differenze fra maschile e femminile.

“L’essenza dello spettacolo - spiega il regista Miniero - è tutta nel titolo: è la vita di coppia. In una coppia, ciascuno reca dentro di se il suo passato e il suo futuro, ma, inavvertitamente, emerge una differente visione della vita tra femminile e maschile”.
Entrambi i due giovani evocheranno facce e personaggi del loro futuro e del loro passato: genitori, amanti, figli, amici che come in tutte le coppie turberanno la loro serenità. Presenze interpretate dagli stessi due protagonisti che accompagneranno fisicamente in scena dei cartonati con le varie persone evocate dal loro dialogo.

Alla fine il palco sarà popolato da tutte queste sagome e dai due attori: l'immagine stilizzata di una vita di coppia reale, faticosa e a volte insensata. Perché non sempre ci accorgiamo che in due siamo molti di più. E montare un letto con tutte queste persone intorno, anzi paure, non sarà mica una passeggiata.

 

Luca Miniero

 

Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere

Info 0823799612

Martedì 14 febbraio, ore 21.00

 

Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli

Info 0974282362, 3383096807

Mercoledì 15 febbraio, ore 20.45

 

Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani

Info 0815158061, 3381890767

Giovedì 16 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Umberto di Nola

info 0818231622

Venerdì 17 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Cilea Napoli Srl

in collaborazione con Pragma Srl

presentano

 

Biagio Izzo

in

 

Bello di papà

di Vincenzo Salemme

 

con

Mario Porfito, Domenico Aria, Adele Pandolfi, Yuliya Mayarchuck,

Rosa Miranda, Arduino Speranza, Luana Pantaleo

 

scene Alessandro Chiti, costumi Francesca Romana Scudiero

disegno luci Gigi Ascione, musiche Antonio Boccia

aiuto Regia Antonio Guerriero

 

regia Vincenzo Salemme

 

Supervisione Artistica Teatro Cilea Napoli Srl

 

Bello di papà è una commedia del 2006. Credo che l’idea mi sia venuta quando in tutto il mondo occidentale arrivavano i primi segnali della crisi economica, che ancora oggi fatichiamo a superare.

Dico forse perché, col senno di poi, mi sembra che Antonio Mecca, il dentista protagonista della commedia, possa rappresentare, ovviamente in versione decisamente comica, il travaglio sociale, economico e psicologico di una gran parte della cosidetta generazione dei cinquantenni, che dall’inizio di questo millennio viene messa in discussione ogni volta che la politica si deve occupare delle programmazioni finanziarie.

Antonio Mecca è il classico uomo che ha raggiunto una posizione sociale, ma che allo stesso tempo la sente, questa posizione, vacillare sotto i colpi del cosidetto “Nuovo che avanza”.

E il “nuovo che avanza” per quella generazione cui facevo riferimento poco più sopra, sono appunto i giovani che vogliono prendere i posti di comando.

Antonio ha paura di ogni novità, è un vero conservatore, conservatore di danaro, ma soprattutto conservatore di affetti. Profondamente sarebbe un buono, ma costantemente ha paura di essere fregato, è forse per questo che non si è mai sposato.

E’ forse per questo che adesso sta con una bellissima ragazza ucraina, che gli piace da morire, ma, allo stesso tempo, teme come un ingombrante invasore.

Invasore della casa e soprattutto del conto corrente perché Marina, l’ucraina, vorrebbe costruire una famiglia con Antonio, e vorrebbe, soprattutto, (questa la cosa più terrificante e spaventevole per il nostro dentista) dei figli.

Antonio teme i figli più di ogni altra cosa, perché i bambini sono di un egoismo assoluto e lui, egoista per paura, questo proprio non può accettarlo.

E’ così che nasce l’idea di questa commedia, da questo paradosso: un uomo che non vuole avere figli, costretto a ricevere in casa un suo coetaneo che ha bisogno di ritornare ad essere un figlio.

Nel paradosso di questo scontro generazionale tra due uomini della stessa età, forse, si nasconde quello che io credo sia un finto problema. Penso che l’età ci distingua gli uni dagli altri, ma altrettanto fermamente credo che dal punto di vista sociale l’età sia soltanto una convenzione.

Credo che dividere i cittadini tra giovani ed anziani sia un vecchio modo di intendere la politica. Penso che esistano, piuttosto, le persone e che ogni persona abbia il diritto e il dovere di salvaguardare il proprio benessere sociale e spirituale.

 

Vincenzo Salemme

 

 

Teatro La Provvidenza di Vallo Della Lucania

info 0974717089

Venerdì 17 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta

info 0823444051

Sabato 18, ore 20.45, e domenica 19 febbraio, ore 18.00

 

T.T.R.

Il Teatro di Tato Russo

presenta

 

Gran Cafè Chantant

Vaudeville in due atti di Tato Russo da Eduardo Scarpetta

 

con

Tato Russo

 

e

Clelia Rondinella, Katia Terlizzi, Renato De Rienzo, Mario Brancaccio,

Salvatore Esposito, Dodo Gagliarde, Letizia Netti, Carmen Pommella,

Antonio Romano, Francesco Ruotolo, Caterina Scalaprice, Massimo Sorrentino

 

e con l’Orchestra Gran Cafè Chantant

 

scene Peppe Zarbo, costumi Giusi Giustino

musiche Zeno Craig, disegno luci Roger La Fontaine

 

Siamo ai primi del 900, nel cuore della belle epoque. Molti teatri di prosa chiudono perché la moda dell’epoca li rende ormai deserti. Qualcuno per seguirla viene trasformato in ritrovo di numeri ben più allegrotti.

Due coppie di artisti ormai alla fame sono costretti, loro detentori dell’antica arte della tragedia, a riciclarsi come vedette di café chantant. Una serie infinita di traversie e di avventure tutte da ridere li accompagna in quello che vuole soprattutto essere l’affresco d’un epoca edonistica e culturalmente in grande decadenza.

Tato Russo riscrive e trasforma la commedia di Scarpetta in un vaudeville, che è un tourbillon di trovate e di caratteri, e intorno al classico divertentissimo intreccio scarpettiano ci propone l’analisi critica di un periodo storico che, pur durando lo spazio di una meteora, fu denso di significati culturali e civili, che chiudeva un secolo, l’Ottocento, e ne proponeva un altro: quello dell’opera moderna. Un mitico quindicennio che, pur proponendosi come un’epoca di splendori, portava in se un periodo di miseria e decadenza.

Nel 1900 i teatri di prosa chiudevano per lasciare spazio al Café Chantant. Questa nuova forma di spettacolo metteva in crisi quello tradizionale come accadrà qualche decennio più tardi con l’avvento del cinema e oggi con l’avvento dei one man show da cabaret.

I luoghi teatrali si trasformavano. Chiudevano molti " teatri storici", altri per sopravvivere erano costretti a modificare il repertorio. La vicenda dura un giorno, ma Tato Russo dilata lo spazio temporale di questa giornata, riferendola all’intero periodo di quel quindicennio, dalla nascita, allo splendore, alla miseria del café chantant: un lungo giorno in cui cambia la moda, il gusto, la maniera di pensare della gente.

E se l’azione parte dalla crisi del teatro di prosa determinata dall’aggressione del café chantant, termina nella fine quest’ultimo a sua volta stroncato dall’avvento del cinema. Intorno ai quattro protagonisti della storia si muove una miriade di personaggi, che vagano tra tipi macchiette.

Tato Russo ha impostato la commedia su questa folleggiante contrapposizione di stili recitativi e di drammaturgia.

Da una parte il linguaggio di commedia che sarà di Eduardo, dall’altra quello da farsa che è tipico di Scarpetta. Da una parte un Felice, personaggio nel vero senso della parola; dall’altra il mondo delle caricature, dei trucchi, delle esagerazioni.

Tato Russo ripropone cosi uno Scarpetta diverso, più vicino ai classici nelle linee di una direzione personale di fare teatro, laddove ogni intuizione critica non si propone mai come fine a se stessa ma sottostà invece ad un piano organico di messa in scena, in cui ogni elemento concorre in giusta proporzione con tutti gli altri.

Uno spettacolo ricco di trovate, di colori, di contenuti. Un vero fuoco di fila affidato alla grande bravura di tutti gli interpreti con alla testa Tato Russo.

 

 

Teatro Magic Vision di Casalnuovo

Info 0818030270, 3292180679

Giovedì 16 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

info 0818786165

Venerdì 17 febbraio, ore 21.00

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Sabato 18 febbraio, ore 20.45

 

Teatro Comunale di Lacedonia

info 3346632836 - 3337448095

Domenica 19 febbraio, ore 18.30

 

Quisquilie Production

presenta

 

Sergio Assisi

in

 

L’ispettore Drake e il delitto perfetto

di David Tristram

adattamento e regia di Sergio Assisi

 

con

Luigi Di Fiore, Francesco Procopio, Fabrizio Sabatucci, Beatrice Gattai

 

musiche originali Louis Siciliano Aluei (Edizioni Musicali GDM Music)

Scenografia Roberto Crea

costumi e grafica Mirjana Panovsky

disegno luci Francesco Adinolfi

aiuto regia Pino L’Abbate

Produzione esecutiva Lucilla De Rosa

L’abito di scena di Sergio Assisi è realizzato da ISAIA

 

Quando un genio decide di commettere un delitto, il piano che mette in pratica per portare a termine il suo progetto è a prova di errore. Ma è anche a prova di idiota?

L’Ispettore Drake e il suo fido aiutante Plod si ritrovano a dover affrontare la più grande sfida delle loro carriere: risolvere un misterioso e intricato delitto. E quando diciamo intricato, intendiamo proprio intricato, intricato come… come una cosa molto intricata, per intenderci.
Chi è il misterioso dottor Short? E perché ha sposato un facocero? E’ stato lui ad uccidere la sua quarta moglie o è stata la sua quarta moglie a uccidere lui? Ha veramente due figlie di nome Sabrina o una delle due mente? Che ci fa il Papa nel bosco? Ma soprattutto, perché c’è un lampione in salotto?

Queste sono solo alcune delle tante domande a cui l’ispettore dovrà dare una risposta. Personaggio surreale al servizio di un thriller surreale, l’Ispettore Drake racchiude in sé tutti i luoghi comuni del detective esasperati all’ennesima potenza, fino ad ottenere una miscela esplosiva e irresistibilmente comica.

La sua lampante incompetenza, malcelata da un atteggiamento serioso e goffamente beffardo, è resa ancora più esilarante dall’accoppiata con il sergente Plod, il peggior assistente che un detective possa desiderare di avere al suo fianco quando si sta indagando su un omicidio!

In questa fortunata commedia inglese si alternano continue e inaspettate gag e innumerevoli colpi di scena, trascinando lo spettatore in un universo goliardico dove tutto, ma proprio tutto può accadere, e dove ciò che è incredibile diventa magicamente plausibile.
 

Note di regia

Lo spettacolo nasce dalla volontà di rappresentare qualcosa di nuovo e di classico nello stesso momento.

Una commedia inglese dall’inconfondibile humor surreale, che si amalgama con la comicità nazional popolare.

L’idea è quella di dar vita a personaggi dichiaratamente eterogenei per dialetto. Dal napoletano al milanese, passando per il romano. Una sorta di spettacolo multietnico, che prova a sfruttare le comicità regionali, sulla base di una provata e internazionale ironia british.
Protagonista della storia non è un “semplice” delitto da risolvere, ma il gioco complesso e matematico del teatro nel teatro, l’abbattimento della quarta parete, e finzione che si mischia a realtà.

Attori che escono fuori dal personaggio e personaggi che giocano ad essere attori. L’ambientazione classica di un salotto inglese, ma ricco di elementi folli, porta lo spettatore fin dall’inizio in una nuova dimensione, resa confortevole dalle più classiche trovate sceniche.
Una prima esperienza di regia teatrale, ambiziosa ma non troppo, con la quale provare a creare un nuovo stile identificativo.

Può la stupidità vincere sul genio del male? Può il genio prendersi gioco del comune essere umano senza pagare le conseguenze della propria vanità?

 

Sergio Assisi

 

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Venerdì 17 febbraio, ore 20.30

 

Teatro Auditorium Tommasiello di Teano

info 0823885096 – 3333782429

Sabato 18 febbraio, ore 20.45

 

Good Mood

presenta

 

Tre papà per un bebè

di Antonio Grosso

 

con

Mario Zamma, Nicola Canonico, Alessia Fabiani, Giuseppe Cantore e Leonardo Barbarisi

 

assistente regia Viviana Simone

musiche Mariano Perrella

scene Biagio Barbarisi e Clara Surro

costumi Clara Surro

luci e fonica E.p Moretti

 

regia Roberto D'Alessandro

 

Tre papà per un bebè è la storia di tre amici quarantenni che vivono nello stesso appartamento, ognuno concentrato nel proprio lavoro e nella propria vita da single: un donnaiolo impenitente, un omosessuale eccentrico e un laureato in ginecologia con problemi con l’altro sesso.

All’improvviso, piomba in questo tranquillo ménage domestico un neonato di pochi mesi e a complicare la situazione, giunge anche in maniera inaspettata una misteriosa e avvenente ragazza. Tra pappe, ninna nanne e pannolini, i tre affronteranno problematiche mai immaginate, e l’arrivo della ragazza metterà a dura prova la determinazione dei tre neopapà.

La commedia affronta, in maniera leggera, la tematica della paternità e dell’amore per i figli, in un susseguirsi di comicità e strane riflessioni intervallate da momenti teneri e poetici, con un finale inaspettato.

 

 

Teatro Verdi di Salerno

info 089662141

Venerdì 17 febbraio, ore 21,00

 

Promo Music in collaborazione con La Versiliana Festival

presentano

 

Caravaggio

uno spettacolo di e con Vittorio Sgarbi

 

musiche composte da Valentino Corvino violino, elettronica

immagini elaborate da Tommaso Arosio scenografia e video

 

disegno del suono Andrea Balducci

 

regia e luci Angelo Generali

 

Caravaggio è doppiamente contemporaneo. È contemporaneo perché c'è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che continuano a vivere; ed è contemporaneo perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l'importanza della sua opera. Non sono stati il Settecento o l'Ottocento a capire Caravaggio, ma il nostro Novecento. Caravaggio viene riscoperto in un'epoca fortemente improntata ai valori della realtà, del popolo, della lotta di classe. Ogni secolo sceglie i propri artisti. E questo garantisce un'attualizzazione, un'interpretazione di artisti che non sono più del Quattrocento, del Cinquecento e del Seicento ma appartengono al tempo che li capisce, che li interpreta, che li sente contemporanei. Tra questi, nessuno è più vicino a noi, alle nostre paure, ai nostri stupori, alle nostre emozioni, di quanto non sia Caravaggio.

 

Vittorio Sgarbi

 

Vittorio Sgarbi ci condurrà, attraverso la vita e la pittura rivoluzionaria di Michelangelo Merisi, in uno spettacolo teatrale arricchito dalla musica di Valentino Corvino, e dalle immagini delle opere più rappresentative del pittore lombardo curate dal visual artist Tommaso Arosio. La regia è di Angelo Generali.

 

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620

Sabato 18, ore 21.00, e domenica 19 febbraio, ore 18.30

 

Compagnia Mauri Sturno, Fondazione Teatro della Toscana

presentano

 

Glauco Mauri e Roberto Sturno

in

 

Edipo

 Edipo Re - Edipo a Colono

di Sofocle

 

e con

Ivan Alovisio, Elena Arvigo, Laura Garofoli

Mauro Mandolini, Roberto Manzi, Giuliano Scarpinato

 

scene e costumi Marta Crisolini Malatesta

musiche Germano Mazzocchetti

 

regie

Andrea Baracco - Edipo Re

Glauco Mauri - Edipo a Colono

 

A distanza di vent’anni la Compagnia Mauri Sturno ritorna a mettere in scena i due capolavori di Sofocle, per analizzare più compiutamente il mito immortale di Edipo, affidando la regia a due diversi registi: Glauco Mauri, per Edipo a Colono, e Andrea Baracco per Edipo Re. Due registi, due generazioni a confronto, esempio di collaborazione e di continuità, oltre che condizione indispensabile per il futuro del teatro.

 

“Edipo re e Edipo a Colono sono due capolavori fondamentali nella storia dell’uomo, per gli interrogativi che pongono alla mente e per la ricchezza di umanità e di poesia che ci donano. La storia di Edipo è la storia dell’UOMO, perché racchiude in sé tutta la storia del suo vivere. Edipo Re e Edipo a Colono sono due opere scritte in epoche diverse della vita di Sofocle ed è nell’accostamento di questi due grandi testi che poeticamente si esprime e compiutamente si racconta la “favola” di Edipo alla ricerca della verità.

Alla fine del suo lungo cammino Edipo comprende se stesso, la luce e le tenebre che sono dentro di lui, ma afferma anche il diritto alla libera responsabilità del suo agire. Edipo è pronto ad accettare tutto quello che deve accadere ed è pronto a essere distrutto purché sia fatta luce. Solo nell’interrogarci comincia la dignità di essere uomini. E’ questo che Sofocle con la sua opera immortale dice a tutti noi.

Convinti che il Teatro sia un’arte che può e deve servire “all’arte del vivere” affrontiamo queste due opere classiche per trovare nelle radici del nostro passato il nutrimento per comprendere il nostro presente, questo è il nostro impegno e il nostro desiderio.” 

 

Andrea Baracco, Glauco Mauri

 

 

Teatro Nuovo di Salerno

info 089220886

Sabato 18, ore 21.00, e domenica 19 febbraio, ore 18.30

 

Gino Cogliandro

in

 

Una santa di serie B

Novità comica di Gino Cogliandro