Cultura & Gossip
SPETTACOLI - Agenda settimanale dal 14 al 20 novembre 2016 in Campania, programmata dal Teatro Pubblico Campano
11.11.2016 12:59 di Napoli Magazine
aA

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620

Inaugurazione stagione teatrale 206/2017

Lunedì 14 novembre, ore 21.00

 

Jolefilm

presenta

 

Marco Paolini

in

 

NUMERO PRIMO

Studio per un nuovo Album

testi di Gianfranco Bettin e Marco Paolini

 

Nella stazione spaziale del film 2001 Odissea nello spazio ci sono cabine telefoniche a disposizione dei viaggiatori, sono modernissime, confortevoli e permettono di fare videochiamate, ma sono fisse. Nessuno dei protagonisti del film usa un telefono portatile o

un palmare.

In 20.000 leghe sotto i mari Jules Verne immagina l’uso di energie, materiali e tecnologie che assomigliano moltissimo a quelli che sono stati effettivamente poi usati per i moderni sottomarini. Ma le previsioni più stupefacenti e azzeccate sul futuro sembrano quelle contenute nelle Mille e una notte: l’invenzione del password “apriti sesamo” e del touch-screen della lampada di Aladino. Possiamo quindi aspettare con fiducia l’avvento del tappeto volante in tempi ragionevoli.

Mi sembra di poter concludere che è molto più difficile fare previsioni sul futuro a breve che a lungo termine. Eppure il futuro prossimo dovrebbe far parte di un orizzonte a cui guardare con attenzione. Un presente dilatato come quello in cui viviamo rischia sia di cancellare la memoria del passato, sia di inibire ogni ragionamento sul futuro, dando per scontato che si tratti di un aggiornamento del presente, un aggiornamento “compatibile” con il presente.

Raccontare storie ambientate nel futuro prossimo è un esercizio confinato in un genere: la

fantascienza. Esiste una tradizione di fantascienza in letteratura e nel cinema ma a teatro non è molto diffusa.

Per tagliare la testa al toro conviene subito dire che Numero Primo è un esperimento di fantascienza narrata a teatro, ma che agli autori non piace chiamarla così.

Numero Primo è una storia che racconta di un futuro probabile fatto di cose, di bestie e di

umani rimescolati insieme come si fa con le carte prima di giocare.

Numero Primo è anche il soprannome del protagonista, figlio di Ettore e di madre incerta. Ma anche le cose e le bestie hanno voci e pensieri in questa storia.Marco Paolini e Gianfranco Bettin, coautori di questo lavoro, sono partiti da alcune domande: Qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo e quali invece no a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento?

Il termine antropocene è stato adottato dalla comunità scientifica per identificare una giovanissima era geologica caratterizzata dall’azione prevalente del fattore umano come causa di trasformazione del pianeta. Apparentemente l’antropocene è governato da un principio difficile da comprendere per il mondo scientifico: la moda. Tutto ciò che non è di

moda fatica a sopravvivere, o si estingue: vale per le cose, per gli animali, per le istituzioni, per le buone idee e per le migliori intenzioni.

L’antropocene è la più volubile era geologica mai vista sul pianeta. Le nuove tecnologie sono di moda per definizione, ma spesso invecchiano in fretta generando però nuove attese.

E se a cambiare rapidamente non fossero solo le cose e gli scenari intorno a noi, ma noi stessi, un po’ per scelta e un po’ per necessità? E in tal caso verso quale direzione o destinazione? Dovremo forse chiederlo alla moda.

Al narratore sulla scena tocca il compito di rendere credibili cose possibili domani, ma che oggi appaiono inverosimili. L’orizzonte temporale immaginato riguarda i prossimi 5000 giorni e solo pensando a quanto il mondo delle cose sia cambiato nei 5000 giorni appena trascorsi risulta quantomeno necessario guardare al futuro con il beneficio del dubbio rispetto a ciò che oggi è ancora inverosimile.

 

“Ho un’età in cui non sento il bisogno di guardare indietro, di ricostruire, preferisco sforzarmi di immaginare il futuro, così farò un Album con nuovi personaggi. Parlerò della mia generazione alle prese con una pervasiva rivoluzione tecnologica. Parlerò dell'attrazione e della diffidenza verso di essa, del riaffiorare del lavoro manuale come resistenza al digitale. Parlerò di biologia e altri linguaggi, ma lo farò seguendo il filo di una storia più lunga che forse racconterò a puntate come ho fatto con i primi Album”.

 

Marco Paolini

 

 

Teatro Umberto di Nola

info 0818231622

Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Martedì 15 novembre, ore 20.45

 

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Mercoledì 16 e giovedì 17 novembre, ore 20.30

 

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

info 0818786165

Inaugurazione stagione teatrale 206/2017

Venerdì 18 novembre, ore 21.00

 

Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere

Info 0823799612

Sabato 19 novembre, ore 21.00

 

Diana Or.I.S.

presenta

 

UNA FESTA ESAGERATA!

una nuova commedia scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme

 

con

Nicola Acunzo, Vincenzo Borrino, Antonella Cioli, Sergio D'auria
Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Giovanni Ribo', Mirea Flavia Stellato

 

scene Alessandro Chiti, costumi Francesca Romana Scudiero,

Musiche Antonio Boccia, disegno luci Francesco Adinolfi

 

"Una festa esagerata!" nasce da un'idea che avevo in mente da tempo, uno spunto che mi permettesse di raccontare in chiave realistica e divertente il lato oscuro e grottesco dell'animo umano. Non dell'umanità intera ovviamente, ma di quella grande melassa/massa dalla quale provengo, quel blocco sociale che in Italia viene definito "piccola borghesia".

Volevo parlare delle cosiddette persone normali, di coloro che vivono nascondendosi dietro lo scudo delle convenzioni, coloro che vivono le relazioni sociali usando il codice dell'ipocrisia come unica strada per la sopravvivenza. Sopravvivenza alle "chiacchiere", alle "voci", ai sussurri pettegoli e sospettosi dei vicini.

E sì, perché io vedo la nostra enorme piccola borghesia come un grande condominio, fatto di vicini che si prestano lo zucchero, il termometro e si scambiano i saluti ma che, al contempo, sono pronti a tradirsi, abbandonarsi e, in qualche caso estremo, anche a condannarsi a vicenda.

Non è la prima volta che questo ventre antico del nostro paese viene messo in commedia ma l'idea dalla quale parto mi sembra molto efficace in questo momento storico fatto di conflitti internazionali, guerre di religione e odi razziali. La barbarie, temo, nasconda sempre dietro un alibi. Ognuno trova sempre una buona ragione per odiare l'altro.

Ma quel che temo ancora di più é l'odio che si nasconde dietro il velo sorridente della nostra educazione. Temo il buio del nostro animo spaventato. Temo la viltà dettata dalla paura. Temo il sonno della ragione. Spero che questa commedia strappi risate e sproni al dialogo. Un dialogo tra persone. Che si rispettano e, seppure con qualche sforzo, provino a volersi bene.

Vincenzo Salemme

 

 

 

Teatro La Provvidenza di Vallo Della Lucania

info 0974717089

 Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Martedì 15 novembre ore 20.45

 

Teatro Auditorium Tommasiello di Teano

info 0823885096 – 3333782429

Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Mercoledì 16 novembre, ore 20.45

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Giovedì 17 novembre, ore 20.45

 

Teatro Comunale di Lacedonia

info 3346632836 - 3337448095

Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Venerdì 18 novembre, ore 20.45

 

Teatro delle Arti di Salerno

info 089221807

Sabato 19, ore 21.00, e domenica 20 novembre, ore 18.30

 

Teatro Cilea Napoli Srl

in collaborazione con Pragma Srl

presentano

 

Biagio Izzo

in

 

BELLO DI PAPÀ

di Vincenzo Salemme

 

con

Mario Porfito, Domenico Aria, Adele Pandolfi, Yuliya Mayarchuck,

Rosa Miranda, Arduino Speranza, Luana Pantaleo

 

scene Alessandro Chiti, costumi Francesca Romana Scudiero

disegno luci Gigi Ascione, musiche Antonio Boccia

aiuto Regia Antonio Guerriero

 

regia Vincenzo Salemme

 

Supervisione Artistica Teatro Cilea Napoli Srl

 

Bello di papà è una commedia del 2006. Credo che l’idea mi sia venuta quando in tutto il mondo occidentale arrivavano i primi segnali della crisi economica, che ancora oggi fatichiamo a superare.

Dico forse perché, col senno di poi, mi sembra che Antonio Mecca, il dentista protagonista della commedia, possa rappresentare, ovviamente in versione decisamente comica, il travaglio sociale, economico e psicologico di una gran parte della cosidetta generazione dei cinquantenni, che dall’inizio di questo millennio viene messa in discussione ogni volta che la politica si deve occupare delle programmazioni finanziarie.

Antonio Mecca è il classico uomo che ha raggiunto una posizione sociale, ma che allo stesso tempo la sente, questa posizione, vacillare sotto i colpi del cosidetto “Nuovo che avanza”.

E il “nuovo che avanza” per quella generazione cui facevo riferimento poco più sopra, sono appunto i giovani che vogliono prendere i posti di comando.

Antonio ha paura di ogni novità, è un vero conservatore, conservatore di danaro, ma soprattutto conservatore di affetti. Profondamente sarebbe un buono, ma costantemente ha paura di essere fregato, è forse per questo che non si è mai sposato.

E’ forse per questo che adesso sta con una bellissima ragazza ucraina, che gli piace da morire, ma, allo stesso tempo, teme come un ingombrante invasore.

Invasore della casa e soprattutto del conto corrente perché Marina, l’ucraina, vorrebbe costruire una famiglia con Antonio, e vorrebbe, soprattutto, (questa la cosa più terrificante e spaventevole per il nostro dentista) dei figli.

Antonio teme i figli più di ogni altra cosa, perché i bambini sono di un egoismo assoluto e lui, egoista per paura, questo proprio non può accettarlo.

E’ così che nasce l’idea di questa commedia, da questo paradosso: un uomo che non vuole avere figli, costretto a ricevere in casa un suo coetaneo che ha bisogno di ritornare ad essere un figlio.

Nel paradosso di questo scontro generazionale tra due uomini della stessa età, forse, si nasconde quello che io credo sia un finto problema. Penso che l’età ci distingua gli uni dagli altri, ma altrettanto fermamente credo che dal punto di vista sociale l’età sia soltanto una convenzione.

Credo che dividere i cittadini tra giovani ed anziani sia un vecchio modo di intendere la politica. Penso che esistano, piuttosto, le persone e che ogni persona abbia il diritto e il dovere di salvaguardare il proprio benessere sociale e spirituale.

 

Vincenzo Salemme

 

 

Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta

info 0823444051

Da venerdì 18 a domenica 20 novembre

(feriali ore 20.45, domenica ore 18.00)

 

Balletto del Sud

presenta

 

Carmen

da un racconto di Prosper Mérimée

musiche Georges Bizet, Emmanuel Chabrier, Isaac Albeniz, Jules Massenet

solisti e corpo di ballo del Balletto del Sud

 

coreografie Fredy Franzutti

 

scene Francesco Palma

 

 

Carmen, balletto in due atti di Fredy Franzutti, è una delle produzioni di maggior successo della compagnia "Balletto del Sud", oggi una delle più apprezzate nel panorama nazionale. In una versione della celeberrima eroina di Prosper Mérimée si esalta il carattere della bellezza medusea, che seduce il pubblico di sempre anche grazie alla popolarissima musica di Georges Bizet al quale testo dedicò un'opera lirica.

Carmen è ambientata (nel testo e nella versione musicale) in una Spagna letta da un punto di vista non autoctono, ovvero da autori che ne colorano la componente esotica aumentando il fascino delle caratteristiche tipiche della tradizione popolare di una terra che fu crocevia di popoli e culture.

Alle musiche di Bizet si affiancano opere di altri autori (Albéniz, Chabrier e Massenet) che guardano nella stessa maniera il paese e il popolo spagnolo dalla raffinatissima Parigi.

Il modo in cui i personaggi vivono elementi come il fato, il destino avverso, la superstizione, la passione, il tradimento, la gelosia fino all'omicidio d'onore  è tutt'ora invariato in produzioni teatrali o cinematografiche contemporanee a cui la coreografia fa riferimento.

La Carmen di Fredy Franzutti ha avuto circa 90 repliche nei più prestigiosi teatri e festival italiani, come il Teatro Antico di Taormina, il Festival della Versiliana e l'inaugurazione del Teatro Grande di Pompei. Nel 2010 entra nel repertorio del Teatro dell'Opera di Tirana. Con Carmen Fredy Franzutti riceve il prestigioso “Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli 2016”.

 

 

Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani

Info 0815158061, 3381890767

Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Sabato 19 novembre, ore 20.45

 

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

presenta

 

Lina Sastri

in

 

MI CHIAMO LINA SASTRI

...appunti di viaggio
biografia in musica

 

idea scenica e disegno luci Alessandro Kokocinski
direzione musicale Adriano Pennino
ottimizzazione grafica Stefano Labellarte
 

drammaturgia e regia Lina Sastri

 

Il titolo trae spunto dalla risposta che l’amata artista partenopea è costretta a dare a chi, ancora oggi, le chiede come si chiama, ricordando di lei la voce e il volto ma non il nome.

Dopo un’intensa stagione dedicata alla prosa, Lina Sastri torna felicemente alla musica. Con lei 5 musicisti che da sempre la accompagnano nel suo viaggio musicale.

La musica è quella della sua terra, Napoli vecchia e nuova, cantata alla sua maniera, a volte con un solo strumento, a volte con una festa di suoni seguendo l’essenza interpretativa che il testo e le note – insieme allo spazio del tempo e del luogo in cui le esegue –  le suggeriscono.

Parole di brani, o stralci di testi teatrali rappresentati, racconti di vita e di incontri ordinari e straordinari della sua vita artistica. Le poesie che tanto ama e citazioni da poeti che le sono cari o dalla sua stessa scrittura.

Il tutto si intreccia alla musica in un abbraccio d’amore sincero. Un racconto musicale sul filo delle emozioni, della bellezza e dell’arte che, in Napoli, trova ispirazione e complemento.

 

 

 

 

Teatro Nuovo di Salerno

info 089220886

Sabato 19, ore 21.00, e domenica 20 novembre, ore 18.30

 

Vittorio Marsiglia

In

 

ORA TOCCA A ME

Recital

dalla macchietta al varietà

 

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SPETTACOLI - Agenda settimanale dal 14 al 20 novembre 2016 in Campania, programmata dal Teatro Pubblico Campano

di Napoli Magazine

11/11/2016 - 12:59

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620

Inaugurazione stagione teatrale 206/2017

Lunedì 14 novembre, ore 21.00

 

Jolefilm

presenta

 

Marco Paolini

in

 

NUMERO PRIMO

Studio per un nuovo Album

testi di Gianfranco Bettin e Marco Paolini

 

Nella stazione spaziale del film 2001 Odissea nello spazio ci sono cabine telefoniche a disposizione dei viaggiatori, sono modernissime, confortevoli e permettono di fare videochiamate, ma sono fisse. Nessuno dei protagonisti del film usa un telefono portatile o

un palmare.

In 20.000 leghe sotto i mari Jules Verne immagina l’uso di energie, materiali e tecnologie che assomigliano moltissimo a quelli che sono stati effettivamente poi usati per i moderni sottomarini. Ma le previsioni più stupefacenti e azzeccate sul futuro sembrano quelle contenute nelle Mille e una notte: l’invenzione del password “apriti sesamo” e del touch-screen della lampada di Aladino. Possiamo quindi aspettare con fiducia l’avvento del tappeto volante in tempi ragionevoli.

Mi sembra di poter concludere che è molto più difficile fare previsioni sul futuro a breve che a lungo termine. Eppure il futuro prossimo dovrebbe far parte di un orizzonte a cui guardare con attenzione. Un presente dilatato come quello in cui viviamo rischia sia di cancellare la memoria del passato, sia di inibire ogni ragionamento sul futuro, dando per scontato che si tratti di un aggiornamento del presente, un aggiornamento “compatibile” con il presente.

Raccontare storie ambientate nel futuro prossimo è un esercizio confinato in un genere: la

fantascienza. Esiste una tradizione di fantascienza in letteratura e nel cinema ma a teatro non è molto diffusa.

Per tagliare la testa al toro conviene subito dire che Numero Primo è un esperimento di fantascienza narrata a teatro, ma che agli autori non piace chiamarla così.

Numero Primo è una storia che racconta di un futuro probabile fatto di cose, di bestie e di

umani rimescolati insieme come si fa con le carte prima di giocare.

Numero Primo è anche il soprannome del protagonista, figlio di Ettore e di madre incerta. Ma anche le cose e le bestie hanno voci e pensieri in questa storia.Marco Paolini e Gianfranco Bettin, coautori di questo lavoro, sono partiti da alcune domande: Qual è il rapporto di ciascuno di noi con l’evoluzione delle tecnologie? Quanto tempo della nostra vita esse occupano? Quanto ci interessa sapere di loro? Quali domande ci poniamo e quali invece no a proposito del ritmo di adeguamento che ci impongono per stare al loro passo? Quanto sottile è il confine tra intelligenza biologica e intelligenza artificiale? Se c’è una direzione c’è anche una destinazione di tutto questo movimento?

Il termine antropocene è stato adottato dalla comunità scientifica per identificare una giovanissima era geologica caratterizzata dall’azione prevalente del fattore umano come causa di trasformazione del pianeta. Apparentemente l’antropocene è governato da un principio difficile da comprendere per il mondo scientifico: la moda. Tutto ciò che non è di

moda fatica a sopravvivere, o si estingue: vale per le cose, per gli animali, per le istituzioni, per le buone idee e per le migliori intenzioni.

L’antropocene è la più volubile era geologica mai vista sul pianeta. Le nuove tecnologie sono di moda per definizione, ma spesso invecchiano in fretta generando però nuove attese.

E se a cambiare rapidamente non fossero solo le cose e gli scenari intorno a noi, ma noi stessi, un po’ per scelta e un po’ per necessità? E in tal caso verso quale direzione o destinazione? Dovremo forse chiederlo alla moda.

Al narratore sulla scena tocca il compito di rendere credibili cose possibili domani, ma che oggi appaiono inverosimili. L’orizzonte temporale immaginato riguarda i prossimi 5000 giorni e solo pensando a quanto il mondo delle cose sia cambiato nei 5000 giorni appena trascorsi risulta quantomeno necessario guardare al futuro con il beneficio del dubbio rispetto a ciò che oggi è ancora inverosimile.

 

“Ho un’età in cui non sento il bisogno di guardare indietro, di ricostruire, preferisco sforzarmi di immaginare il futuro, così farò un Album con nuovi personaggi. Parlerò della mia generazione alle prese con una pervasiva rivoluzione tecnologica. Parlerò dell'attrazione e della diffidenza verso di essa, del riaffiorare del lavoro manuale come resistenza al digitale. Parlerò di biologia e altri linguaggi, ma lo farò seguendo il filo di una storia più lunga che forse racconterò a puntate come ho fatto con i primi Album”.

 

Marco Paolini

 

 

Teatro Umberto di Nola

info 0818231622

Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Martedì 15 novembre, ore 20.45

 

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Mercoledì 16 e giovedì 17 novembre, ore 20.30

 

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

info 0818786165

Inaugurazione stagione teatrale 206/2017

Venerdì 18 novembre, ore 21.00

 

Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere

Info 0823799612

Sabato 19 novembre, ore 21.00

 

Diana Or.I.S.

presenta

 

UNA FESTA ESAGERATA!

una nuova commedia scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme

 

con

Nicola Acunzo, Vincenzo Borrino, Antonella Cioli, Sergio D'auria
Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Giovanni Ribo', Mirea Flavia Stellato

 

scene Alessandro Chiti, costumi Francesca Romana Scudiero,

Musiche Antonio Boccia, disegno luci Francesco Adinolfi

 

"Una festa esagerata!" nasce da un'idea che avevo in mente da tempo, uno spunto che mi permettesse di raccontare in chiave realistica e divertente il lato oscuro e grottesco dell'animo umano. Non dell'umanità intera ovviamente, ma di quella grande melassa/massa dalla quale provengo, quel blocco sociale che in Italia viene definito "piccola borghesia".

Volevo parlare delle cosiddette persone normali, di coloro che vivono nascondendosi dietro lo scudo delle convenzioni, coloro che vivono le relazioni sociali usando il codice dell'ipocrisia come unica strada per la sopravvivenza. Sopravvivenza alle "chiacchiere", alle "voci", ai sussurri pettegoli e sospettosi dei vicini.

E sì, perché io vedo la nostra enorme piccola borghesia come un grande condominio, fatto di vicini che si prestano lo zucchero, il termometro e si scambiano i saluti ma che, al contempo, sono pronti a tradirsi, abbandonarsi e, in qualche caso estremo, anche a condannarsi a vicenda.

Non è la prima volta che questo ventre antico del nostro paese viene messo in commedia ma l'idea dalla quale parto mi sembra molto efficace in questo momento storico fatto di conflitti internazionali, guerre di religione e odi razziali. La barbarie, temo, nasconda sempre dietro un alibi. Ognuno trova sempre una buona ragione per odiare l'altro.

Ma quel che temo ancora di più é l'odio che si nasconde dietro il velo sorridente della nostra educazione. Temo il buio del nostro animo spaventato. Temo la viltà dettata dalla paura. Temo il sonno della ragione. Spero che questa commedia strappi risate e sproni al dialogo. Un dialogo tra persone. Che si rispettano e, seppure con qualche sforzo, provino a volersi bene.

Vincenzo Salemme

 

 

 

Teatro La Provvidenza di Vallo Della Lucania

info 0974717089

 Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Martedì 15 novembre ore 20.45

 

Teatro Auditorium Tommasiello di Teano

info 0823885096 – 3333782429

Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Mercoledì 16 novembre, ore 20.45

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Giovedì 17 novembre, ore 20.45

 

Teatro Comunale di Lacedonia

info 3346632836 - 3337448095

Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Venerdì 18 novembre, ore 20.45

 

Teatro delle Arti di Salerno

info 089221807

Sabato 19, ore 21.00, e domenica 20 novembre, ore 18.30

 

Teatro Cilea Napoli Srl

in collaborazione con Pragma Srl

presentano

 

Biagio Izzo

in

 

BELLO DI PAPÀ

di Vincenzo Salemme

 

con

Mario Porfito, Domenico Aria, Adele Pandolfi, Yuliya Mayarchuck,

Rosa Miranda, Arduino Speranza, Luana Pantaleo

 

scene Alessandro Chiti, costumi Francesca Romana Scudiero

disegno luci Gigi Ascione, musiche Antonio Boccia

aiuto Regia Antonio Guerriero

 

regia Vincenzo Salemme

 

Supervisione Artistica Teatro Cilea Napoli Srl

 

Bello di papà è una commedia del 2006. Credo che l’idea mi sia venuta quando in tutto il mondo occidentale arrivavano i primi segnali della crisi economica, che ancora oggi fatichiamo a superare.

Dico forse perché, col senno di poi, mi sembra che Antonio Mecca, il dentista protagonista della commedia, possa rappresentare, ovviamente in versione decisamente comica, il travaglio sociale, economico e psicologico di una gran parte della cosidetta generazione dei cinquantenni, che dall’inizio di questo millennio viene messa in discussione ogni volta che la politica si deve occupare delle programmazioni finanziarie.

Antonio Mecca è il classico uomo che ha raggiunto una posizione sociale, ma che allo stesso tempo la sente, questa posizione, vacillare sotto i colpi del cosidetto “Nuovo che avanza”.

E il “nuovo che avanza” per quella generazione cui facevo riferimento poco più sopra, sono appunto i giovani che vogliono prendere i posti di comando.

Antonio ha paura di ogni novità, è un vero conservatore, conservatore di danaro, ma soprattutto conservatore di affetti. Profondamente sarebbe un buono, ma costantemente ha paura di essere fregato, è forse per questo che non si è mai sposato.

E’ forse per questo che adesso sta con una bellissima ragazza ucraina, che gli piace da morire, ma, allo stesso tempo, teme come un ingombrante invasore.

Invasore della casa e soprattutto del conto corrente perché Marina, l’ucraina, vorrebbe costruire una famiglia con Antonio, e vorrebbe, soprattutto, (questa la cosa più terrificante e spaventevole per il nostro dentista) dei figli.

Antonio teme i figli più di ogni altra cosa, perché i bambini sono di un egoismo assoluto e lui, egoista per paura, questo proprio non può accettarlo.

E’ così che nasce l’idea di questa commedia, da questo paradosso: un uomo che non vuole avere figli, costretto a ricevere in casa un suo coetaneo che ha bisogno di ritornare ad essere un figlio.

Nel paradosso di questo scontro generazionale tra due uomini della stessa età, forse, si nasconde quello che io credo sia un finto problema. Penso che l’età ci distingua gli uni dagli altri, ma altrettanto fermamente credo che dal punto di vista sociale l’età sia soltanto una convenzione.

Credo che dividere i cittadini tra giovani ed anziani sia un vecchio modo di intendere la politica. Penso che esistano, piuttosto, le persone e che ogni persona abbia il diritto e il dovere di salvaguardare il proprio benessere sociale e spirituale.

 

Vincenzo Salemme

 

 

Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta

info 0823444051

Da venerdì 18 a domenica 20 novembre

(feriali ore 20.45, domenica ore 18.00)

 

Balletto del Sud

presenta

 

Carmen

da un racconto di Prosper Mérimée

musiche Georges Bizet, Emmanuel Chabrier, Isaac Albeniz, Jules Massenet

solisti e corpo di ballo del Balletto del Sud

 

coreografie Fredy Franzutti

 

scene Francesco Palma

 

 

Carmen, balletto in due atti di Fredy Franzutti, è una delle produzioni di maggior successo della compagnia "Balletto del Sud", oggi una delle più apprezzate nel panorama nazionale. In una versione della celeberrima eroina di Prosper Mérimée si esalta il carattere della bellezza medusea, che seduce il pubblico di sempre anche grazie alla popolarissima musica di Georges Bizet al quale testo dedicò un'opera lirica.

Carmen è ambientata (nel testo e nella versione musicale) in una Spagna letta da un punto di vista non autoctono, ovvero da autori che ne colorano la componente esotica aumentando il fascino delle caratteristiche tipiche della tradizione popolare di una terra che fu crocevia di popoli e culture.

Alle musiche di Bizet si affiancano opere di altri autori (Albéniz, Chabrier e Massenet) che guardano nella stessa maniera il paese e il popolo spagnolo dalla raffinatissima Parigi.

Il modo in cui i personaggi vivono elementi come il fato, il destino avverso, la superstizione, la passione, il tradimento, la gelosia fino all'omicidio d'onore  è tutt'ora invariato in produzioni teatrali o cinematografiche contemporanee a cui la coreografia fa riferimento.

La Carmen di Fredy Franzutti ha avuto circa 90 repliche nei più prestigiosi teatri e festival italiani, come il Teatro Antico di Taormina, il Festival della Versiliana e l'inaugurazione del Teatro Grande di Pompei. Nel 2010 entra nel repertorio del Teatro dell'Opera di Tirana. Con Carmen Fredy Franzutti riceve il prestigioso “Premio Internazionale Carlo Alberto Cappelli 2016”.

 

 

Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani

Info 0815158061, 3381890767

Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Sabato 19 novembre, ore 20.45

 

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

presenta

 

Lina Sastri

in

 

MI CHIAMO LINA SASTRI

...appunti di viaggio
biografia in musica

 

idea scenica e disegno luci Alessandro Kokocinski
direzione musicale Adriano Pennino
ottimizzazione grafica Stefano Labellarte
 

drammaturgia e regia Lina Sastri

 

Il titolo trae spunto dalla risposta che l’amata artista partenopea è costretta a dare a chi, ancora oggi, le chiede come si chiama, ricordando di lei la voce e il volto ma non il nome.

Dopo un’intensa stagione dedicata alla prosa, Lina Sastri torna felicemente alla musica. Con lei 5 musicisti che da sempre la accompagnano nel suo viaggio musicale.

La musica è quella della sua terra, Napoli vecchia e nuova, cantata alla sua maniera, a volte con un solo strumento, a volte con una festa di suoni seguendo l’essenza interpretativa che il testo e le note – insieme allo spazio del tempo e del luogo in cui le esegue –  le suggeriscono.

Parole di brani, o stralci di testi teatrali rappresentati, racconti di vita e di incontri ordinari e straordinari della sua vita artistica. Le poesie che tanto ama e citazioni da poeti che le sono cari o dalla sua stessa scrittura.

Il tutto si intreccia alla musica in un abbraccio d’amore sincero. Un racconto musicale sul filo delle emozioni, della bellezza e dell’arte che, in Napoli, trova ispirazione e complemento.

 

 

 

 

Teatro Nuovo di Salerno

info 089220886

Sabato 19, ore 21.00, e domenica 20 novembre, ore 18.30

 

Vittorio Marsiglia

In

 

ORA TOCCA A ME

Recital

dalla macchietta al varietà