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lunedì 22 aprile 2019, ore
CULTURA & GOSSIP
SPETTACOLI - Agenda settimanale dal 18 al 24 marzo 2019 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano
15.03.2019 11:25 di Napoli Magazine

Agenda settimanale dal 18 al 24 marzo 2019 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano:

 

Teatro Ricciardi di Capua

Info 0823963874

Mercoledì 20 marzo, ore 20.45

 

Teatro Magic Vision di Casalnuovo

Info 0818030270, 3292180679

Giovedì 21 marzo, ore 20.45

 

Teatro La Provvidenza di Vallo Della Lucania

info 0974717089

Venerdì 22 marzo, ore 20.45

 

Best Live

presenta

 

Francesco Cicchella in

 

Millevoci Tonight Show

uno spettacolo di Francesco Cicchella

scritto con Riccardo Cassini, Vincenzo De Honestis e Gennaro Scarpato

 

con Vincenzo De Honestis, Giovanni Quaranta, Ciro Salatino

 

regia Gigi Proietti

 

la band

Paco Ruggiero (Tastiere/Direzione musicale), Emilio Silva Bedmar (Sax)

Carmen Buscè (Voce), Arturo Caccavale (Tromba)

Sebastiano Esposito (Chitarre), Gino Giovannelli (Pianoforte/Tastiere)

Umberto Lepore (Basso elettrico/Contrabbasso), Elio Severino (Batteria)

 

Millevoci Tonight Show è un one man show comico-musicale nel quale Francesco Cicchella mette in gioco le sue doti di comico, cantante e intrattenitore.

Il titolo strizza l’occhio allo storico varietà di Rai1 “Milleluci” e al contemporaneo “Tonight show” americano, sintetizzando uno dei criteri principali dello spettacolo: fondere gli elementi tradizionali del varietà con una concezione più fresca, moderna ed innovativa del one man show.

Le mille voci a cui si fa riferimento sono quelle che Cicchella porta in scena, facendo vivere una moltitudine di personaggi e giocando continuamente con la sua vocalità anche quando veste i panni di se stesso.

Il giovane comico si racconta con ironia, in un susseguirsi di pezzi di bravura e grande comicità, lasciando scoprire al pubblico il mondo che c’è dietro l’artista televisivo, senza però trascurare i personaggi che lo hanno reso popolare sul piccolo schermo.

Le celebri parodie televisive di Massimo Ranieri, Michael Bublé, Gigi D’Alessio, rivisitate in chiave teatrale, restano infatti tra i momenti più esilaranti dello show. A queste, si aggiungono delle vere e proprie novità assolute, come la parodia dell’attore Toni Servillo.

Accanto a Cicchella, ritroviamo ancora una volta la fedelissima spalla Vincenzo De Honestis, con il quale forma una coppia comica più che collaudata, e i due giovani performer Ciro Salatino e Giovanni Quaranta nei panni di due attrezzisti che approfittano di ogni momento utile per dare sfogo alle loro velleità artistiche.

La direzione musicale è affidata al maestro Paco Ruggiero, che dirige una band formata da otto elementi, la cui qualità spicca in numeri caratterizzati da grande spessore musicale, oltre che dalla loro innata vis comica, come quando il nostro protagonista si chiede cosa sarebbe accaduto se i vecchi successi della musica italiana fossero stati scritti nei giorni nostri.

La regia di Gigi Proietti impreziosisce il tutto, confezionando con maestria uno spettacolo ricco di ingredienti, capace di intrattenere il pubblico regalando momenti di puro divertimento e performances musicali, senza privarsi di qualche momento di riflessione e lasciando ampio spazio all’improvvisazione, che resta il valore aggiunto di questo show fresco, leggero e  molto  godibile.

Lo spettacolo è scritto dallo stesso Cicchella, insieme a  Riccardo Cassini, Vincenzo De Honestis e Gennaro Scarpato.

 

 

Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli

Info 0974282362, 3383096807

Mercoledì 20 marzo, ore 20.45

 

Teatro Verdi di Salerno

info 089662141

Da giovedì 21 a domenica 24 marzo

(feriali ore 21.00 - festivi ore 18.00)

 

Goldenart Production

presenta

 

Alessandro Haber, Lucrezia Lante Della Rovere

in

 

Il Padre

di Florian Zeller

 

con David Sebasti

Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo, Riccardo Floris

 

scene Gianluca Amodio, musiche Antonio Di Pofi   

costumi Alessandro Lai, disegno luci Umile Vainieri

foto Tommaso Le Pera

 

regia Piero Maccarinelli

 

Andrea è un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza.

Ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita.

Le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza. La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia.

Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. 

La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone.

Con grande abilità l’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall’immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.

Per circa un’ora e trenta, gli attori si muovono in uno spazio mutevole e raccontano, con delicatezza, ma allo stesso tempo, con il sorriso e l’ ironia, il viaggio nei meandri di una mente corrotta dalla malattia, spaesata e confusa.

Lo spettatore si ritrova a vivere la realtà con gli occhi del protagonista, vedendo entrare ed uscire di scena quattro attori diversi, che, interpretando gli sdoppiamenti di Anna, di Piero e della badante Laura, si muovono velocemente, si alternano, scompaiono, ripetono le stesse azioni.

Scene “reali” si mescolano a quelle “immaginate” o “deformate” dall’uomo, che lo conducono in un labirinto confuso di idee, volti, luoghi e situazioni, in cui anche lo spettatore, inesorabilmente, è destinato a perdersi, tra lo stupore e l’angoscia, provando empaticamente le stesse sensazioni che il protagonista si trova a vivere.

 

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Giovedì 21 marzo, ore 20.45

 

Teatro Umberto di Nola

info 0818231622

Venerdì 22 marzo, ore 20.45

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Sabato 23 marzo, ore 20.45

 

Luscar Produzioni Teatrali

                                                          presenta     

 

Gino Rivieccio in

 

Cavalli di ritorno 2.0

scritto da Riccardo Cassini, Gustavo Verde, Gino Rivieccio, Gianni Puca

 

con Rosario Minervini e Paola Bocchetti

 

e con la partecipazione in video di Giovanni Esposito

direzione artistica Enzo Liguori, musiche e arrangiamenti Antonello Cascone

scene Vittorio Barresi realizzate da Quintessenza, costumi Sandra Banco

contributi video Alessio De Francesco, supervisione tecnica Andrea Genovese

audio e luci Mimmo Eventi

 

regia Gino Rivieccio

 

Cosa accadrebbe se a un attore venisse rubata la sua identità? E come vi comportereste se il delinquent,e entrando nella vostra privacy, si vantasse di avervi incastrato e vi obbligasse a fare quello che vuole? E' quello che succede in teatro a Gino Rivieccio, la cui vita viene presa di mira online da un fan che si impadronisce dei suoi dati e del suo profilo, per sbeffeggiarlo e ricattarlo davanti agli occhi di tutti.

Il nostro protagonista non può neanche ribellarsi, perché il ladro minaccia di farlo sparire dal web e da tutto quello che si può gestire attraverso la rete: ovverossia l'universo.

Sono questi, ed altri ancora, gli ingredienti del nuovo spettacolo di Gino Rivieccio, scritto dalla coppia Riccardo Cassini e Gustavo Verde con la collaborazione di Gianni Puca e dello stesso Rivieccio, che ne firma anche la regia.

Lo show, in versione aggiornata, propone i nuovi fatti di cronaca, di politica e di costume, che hanno reso gli ultimi mesi pieni di spunti e di sorprese da portare in scena.

Insomma dopo i cavalli di razza, i cavalli dei pantaloni, i cavalli di Troia e i cavalli di battaglia è il momento di ridere e divertirsi con i "Cavalli di ritorno".

 

Cinema Teatro Modernissimo di Telese

Info 0824976106

Venerdì 22 marzo, ore 20.30

 

Teatro Totò

presenta

 

Francesca Marini in

 

Mia cara città

scritto e diretto da Francesca Marini

 

Dopo le splendide produzioni targate Teatro Totò degli ultimi anni, che l'hanno vista interpretare repertori diversi come il musical o la canzone italiana d'autore, senza dimenticare lo straordinario spettacolo "Verso il mito" dedicato alla Piaf, Francesca Marini, con "Mia cara città" recital live in due tempi, ripercorre canzoni, aneddoti e poesie tra le più belle scritte nel primo 900.

Canzoni rese famose dai più grandi poeti dell'epoca come Di Giacomo, Bovio, E. A. Mario, Tagliaferri, Gambardella etc. per risalire poi fino ai nostri tempi con canzoni di bravi autori contemporanei che sulla scia dei loro predecessori hanno descritto in modo più moderno il cambiamento e il linguaggio musicale della nostra bella e cara città.

 

 

Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta

info 0823444051

Sabato 23, ore 20.45, e domenica 24 marzo, ore 18.00

 

Tradizione e Turismo e AG Spettacoli

in collaborazione con

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

presentano

 

Biagio Izzo

in

 

I Fiori del Latte

di Eduardo Tartaglia

 

con

Mario Porfito, Angela De Matteo, Stefano Jotti, Stefano Meglio, Ivan Senin

 

luci Gigi Ascione, scene Luigi Ferrigno

costumi Giovanna Napolitano, musiche Mariano Bellopede

produzione esecutiva Giacomo Monda

 

regia Giuseppe Miale di Mauro

 

“Se un’idea non ha significato e utilità sociale non m’interessa lavorarci sopra.”

 

Molto probabilmente Tartaglia ha colto in pieno queste parole di Eduardo De Filippo quando ha scritto I Fiori del Latte.

Infatti, in questa commedia (come ci ha insegnato il grande Eduardo) si riesce a ridere pur affrontando un tema di grande attualità e riflessione sociale.

La terra dei fuochi. 

La storia è ambientata in un caseificio di prossima apertura che si trova in un paese inventato (Casal di sotto Scalo) in cui due cugini, Aniello e Costantino, dopo anni di sacrifici decidono d’investire tutti i loro risparmi in un’azienda che punta a diventare un modello biologico, un’oasi ecologica dove ogni prodotto è naturale, senza additivi chimici o altre diavolerie.

Un caseificio, insomma, che mira a diventare fore all’occhiello di una zona nota alle cronache per lo sversamento dei rifiuti tossici.

Purtroppo, però, alla vigilia dell’inaugurazione i due cugini scopriranno che sotto il recinto delle bufale ci sono dei bidoni sospetti che potrebbero rovinare il loro sogno biologico.

Questa scoperta attanaglierà i due protagonisti in un vortice di dubbi.

Cosa fare? Denunciare tutto e far chiudere l’azienda ancor prima che apra, oppure fare finta di niente e continuare con questo spettro terribile che divora le loro coscienze?

La forza di questa commedia sta proprio nella capacità di affrontare un tema così attuale e scottante mescolando sempre il divertimento e la comicità con la riflessione e il sociale, senza mai cadere in facili moralismi o in giudizi banali.

La scrittura di Tartaglia riesce a smontare con grande ironia e forza comica la dolorosa scoperta di una vita avvelenata da scelte complicate. Con tutta la sincerità e la semplicità che ci regalano questi due “vaccari” napoletani alle prese con rimorsi di coscienza apparentemente insuperabili.

Sarà l’arrivo di una donna (ex fidanzata di Aniello) che nasconde una notizia sconvolgente, a dare la forza per affrontare un destino più grande di loro e raccogliere i frutti che i due cugini hanno coltivato con onestà per una vita intera. 

Giuseppe Miale di Mauro

 

 

 

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620, 3892932553

Sabato 23, ore 21.00, e domenica 24 marzo, ore 18.00

 

Banana Mediacompany Proudaction

presenta

 

Teresa Mannino

in

 

Sento la terra girare

di Teresa Mannino e Giovanna Donini

 

regia di Teresa Mannino

 

Vivo chiusa in un armadio, per mesi, anni. Un giorno decido di uscire, apro le ante e un piccolo raggio di luce artificiale mi acceca, esco e provo ad aprire gli occhi, li apro e leggo che il principe Harry si sta sposando e che l’asse della terra si sta spostando. Mi butto stranamente sulla notizia meno glamour. Com’è possibile che l’asse terrestre stia variando? Finché sparisce la primavera, cambiano le stagioni, ma l’asse della Terra… Pare che, a causa dello scioglimento dei ghiacci, i Poli diventino più leggeri e l’asse si sposti. Come quando, al parco, il compagno strafottente che hai di fronte scende all’improvviso dal dondolo e ti fa cadere giù. Bastardo!

Leggo che le cose stanno cambiando in modo radicale e velocissimo, gli animali si estinguono a un ritmo allarmante, come quando sono spariti i dinosauri 66 milioni di anni fa. Nel mare ci sono più bottiglie di plastica che pesci, sulle spiagge più tamarri che paguri. Leggo che non c’è più acqua da bere e aria da respirare. Cose di pazzi! Ma la prova che qualcosa di epocale sta accadendo arriva quando vedo la pubblicità del filo interdentale per cani. Segno certo che stiamo per estinguerci al ritmo di zumba! Ma si parla sempre d’altro, di posteggi per mamme etero, di tablet a scuola, di ascolti televisivi, di fake news, di bonus bebè.

Fuori dall’armadio scopro che il mondo va a rotoli, rotoli di carta igienica. Allora, cerco delle strategie: non uso più rotoli, di nessun tipo, chiudo l’acqua mentre mi insapono, tengo spente le luci dell’albero di Natale, vendo la macchina e faccio l’orto sul balcone. Ma ciò non migliora la situazione del pianeta e in più mi sono complicata la vita. La strategia deve essere un’altra.

Decido di richiudermi nell’armadio, ma l’armadio non è più lo stesso, dentro quell’armadio sento la Terra girare.

 

Teresa Mannino

 

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