Agenda settimanale dal 2 all'8 dicembre 2019 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano:
Teatro Comunale Mario Scarpetta di Sala Consilina
Info 3498713124
Inaugurazione stagione teatrale 2019/2020
Martedì 3 dicembre, ore 20.45
Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
presenta
Isa Danieli, Giuliana De Sio in
Le Signorine
di Gianni Clementi, traduzione Antonio Grosso
la voce del mago è di Sergio Rubini
scene Carmelo Giammello, costumi Chiara Aversano, luci Luigi Biondi
regia Pierpaolo Sepe
Due sorelle zitelle, offese da una natura ingenerosa, trascorrono la propria esistenza in un continuo e scoppiettante scambio di accuse reciproche. È in una piccola storica merceria in un vicolo di napoli, ormai circondata da empori cinesi e fast food mediorientali, che Addolorata e Rosaria passano gran parte della loro giornata, per poi tornare nel loro modesto, ma dignitoso appartamento poco lontano.
Una vita scandita dalla monotona, ma rassicurante ripetizione degli avvenimenti. Addolorata, dopo una vita condotta all’insegna del sacrificio e del risparmio, cui è stata obbligata dalla sorella, vuole finalmente godersi la vita.
Rosaria, che ha fatto dell’avarizia e dell’accumulo il fine della propria esistenza, non ha nessuna intenzione di intaccare il cospicuo conto bancario, cresciuto esponenzialmente nel corso degli anni. Anche l’uso del televisore, con conseguente consumo di energia elettrica, può generare un diverbio.
Costrette a una faticosa convivenza, le due ‘signorine’, ormai ben oltre l’età da matrimonio, non possono neanche contare su una vita privata a distrarle da quella familiare. Le poche notizie che gli giungono dal mondo provengono dai pettegolezzi dei parenti o dai reality in televisione.
L’unico vero sfogo per Rosaria e Addolorata sembra essere il loro continuo provocarsi a vicenda, a suon di esilaranti battibecchi senza esclusione di colpi.
Rosaria domina e Addolorata, a malincuore, subisce. Ma proprio quando le due sorelle sembrano destinate a questo gioco delle parti, un inaspettato incidente capovolgerà le loro sorti, offrendo finalmente ad Addolorata l’occasione di mettere in atto una vendetta covata da troppi anni …
Le Signorine è una commedia che sa sfruttare abilmente la comicità che si cela dietro al tragico quotidiano, soprattutto grazie a due formidabili attrici del nostro teatro, che trasformano i litigi e le miserie delle due sorelle, in occasioni continue di gag e di risate.
Nella loro veracità napoletana, Rosaria e Addolorata sanno farci divertire e commuovere, raccontando con grande ironia, gioie e dolori della vita familiare. Un testo irriverente e poetico che ci ricorda come la famiglia sia il luogo dove ci è permesso dare il peggio di noi, senza il rischio di perdere i legami più importanti.
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
Da venerdì 6 a domenica 8 dicembre 2019
(feriali ore 20.45, domenica ore 18.00)
info 0823444051
Gli Ipocriti Melina Balsamo
presenta
Vinicio Marchioni, Giuseppe Zeno
ne
I Soliti Ignoti
tratto dalla sceneggiatura di Mario Monicelli, Suso Cecchi D’amico, Age & Scarpelli
adattamento teatrale Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli
con
Augusto Fornari
Salvatore Caruso, Vito Facciolla, Antonio Grosso
Ivano Schiavi, Marilena Anniballi
scena Luigi Ferrigno, costumi Milena Mancini
musiche Pino Marino, luci Giuseppe D’alterio
regia Vinicio Marchioni
La commedia è la prima versione teatrale del mitico film con la regia di Mario Monicelli uscito nel 1958 e diventato col tempo un classico imperdibile della cinematografia e non solo.
Le gesta maldestre ed esilaranti di un gruppo di ladri sbarcano sulle scene rituffandoci nell’Italia povera ma vitale del secondo dopoguerra. L’adattamento è fedele alla meravigliosa sceneggiatura originale senza rinunciare a trovate di scrittura e di regia per rendere vicina quell’epoca lontana.
Ci sono dei film che segnano la nostra vita e I soliti Ignoti per me è uno di questi. Come uomo mi sono divertito e commosso di fronte alle peripezie di questo gruppo di scalcinati ladri. Come attore mi sono esaltato davanti alla naturalezza con cui recitano mostri sacri come Mastroianni e Gassman.
Come regista ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero. Così l’idea di curare l’adattamento teatrale del film mi ha immediatamente conquistato.
È una storia bella e necessaria, che ci parla del presente immergendoci nel passato. La povertà del dopoguerra è una piaga che resiste ancora oggi, sebbene in altre forme, in tante zone d’Italia.
Vorrei restituire sulla scena l’urgenza sentita dai personaggi di superare la miseria che li affligge, insieme alla vitalità indistruttibile e alla magia di un’Italia passata verso la quale proviamo nostalgia e tenerezza. Spero che gli spettatori possano uscire dal teatro con gli stessi sentimenti che provo io dopo una visione del film: divertiti, commossi e perdutamente innamorati di quei personaggi indimenticabili. Adattare un classico è sempre una sfida rischiosa e difficile. Ma sono le sfide che vale la pena vivere, insieme ai miei compagni di strada.
Vinicio Marchioni
Teatro Diana di Nocera Inferiore
info 3347009811
Venerdì 6 dicembre, ore 20.45
Teatro Umberto di Nola
info 0818231622
Sabato 7 dicembre, ore 20.45
Teatro Augusteo
presenta
Lucio Pierri, Ernesto Lama
in
Scacco Matto
commedia comica in due tempi
scritta da Lello Marangio e Lucio Pierri
regia Lucio Pierri
In una società come la nostra, sempre più frenetica, diventa difficile non perdere di vista ciò che veramente conta, quello che davvero esiste ed è tangibile. La nostra esistenza è come una partita a scacchi, un gioco di strategia e non importa se tu sia bianco o nero, ciò che vale alla fine è catturare il re.
Ma talvolta si resta imbrigliati nelle proprie manie, nelle proprie fobie e diventa difficile arrivare al traguardo per poter gridare ”scacco matto”, perché la trappola, il pericolo, le tentazioni sono sempre in agguato.
Quattro protagonisti in scena, attaccati ad un doppio filo, dove ognuno può rappresentare la salvezza dell’altro senza sapere di essere in realtà l’origine del problema.
Questo è il tema della nuova commedia di Lello Marangio e Lucio Pierri, una pièce dove le fobie e le vicissitudini dei personaggi si incrociano, si sfiorano per poi intrecciarsi in una trama fitta, piena di equivoci, gags, battute fulminee che faranno ridere e contemporaneamente riflettere gli spettatori in sala.
Scacco matto è un testo modernamente comico, in cui gli autori fondono la comicità di situazione tipicamente inglese e quella della nostra migliore tradizione teatrale, una commedia intrigante dal plot non scontato, ricco di colpi di scena e dal finale completamente inaspettato, impreziosito dai due protagonisti: Lucio Pierri, raffinato talento comico, da anni ormai volto teatrale e televisivo che firma anche la regia dello spettacolo e l’istrionico Ernesto Lama, uno degli attori più ecclettici che il nostro panorama teatrale possa vantare, un vulcano pronto ad esplodere in scena in ogni momento
Signori, prego accomodarsi in sala, lo spettacolo ha inizio.
Teatro Carlo Gesualdo di Avellino
info 0825771620, 3892932553
Sabato 7, ore 21.00, e domenica 8 dicembre, ore 18.00
Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
presenta
Alessio Boni, Serra Yilmaz
in
Don Chisciotte
liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra
adattamento Francesco Niccolini
drammaturgia Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer, Francesco Niccolini
con
Marcello Prayer, Francesco Meoni
Pietro Faiella, Liliana Massari, Elena Nico
Nicoló Diana (Ronzinante)
scene Massimo Troncanetti, costumi Francesco Esposito
luci Davide Scognamiglio, musiche Francesco Forni
foto di scena
Gianmarco Chieregato, Andrea Boni
Lucia De Luise, Davide Scognamiglio
regia
Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer
Chisciotti e cavalieri erranti, sparpagliati per il mondo o chiusi dentro le mura, sono sempre gli stessi, quelli di un tempo, quelli di oggi e quelli di domani, savi e pazzi, eroi e insensati. Non sono venuti al mondo per vivere meglio o peggio. Quando l'universo nella solitudine si abbandona alle proprie miserie, loro pronunciano parole di giustizia, d'amore, di bellezza e di scienza. Chi si rende volontariamente schiavo non maledice l'esistenza.
(Fernando Arrabal, Uno schiavo chiamato Cervantes)
Chi è pazzo? Chi è normale?
Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici.
La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani.
L'animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L'uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Emblematico in questo è Amleto, coevo di Don Chisciotte, che si chiede: chi vorrebbe faticare, soffrire, lavorare indegnamente, assistere all’insolenza dei potenti, alle premiazioni degli indegni sui meritevoli, se tanto la fine è morire?
Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l'ha reso immortale.
È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole pre-determinate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete - avvalendosi del sogno, della fantasia, dell'immaginazione - sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte.
Alessio Boni
E io dico che Don Chisciotte e Sancho vennero al mondo affinché Cervantes potesse narrare la loro storia e io spiegarla e commentarla, o meglio, affinché Cervantes la raccontasse e la spiegasse e io la commentassi.
Può raccontare, spiegare e commentare la tua vita, mio caro Don Chisciotte, soltanto chi è stato contagiato dalla tua stessa follia di non morire.
Allora, intercedi in mio favore, o mio signore e padrone, affinché la tua Dulcinea del Toboso, ormai disincantata dalle frustate di Sancho, mi conduca mano nella mano all’immortalità del nome e della fama. E se la vita è sogno, lasciami sognare per sempre!
(Miguel de Unamuno, Vita di Don Chisciotte e Sancho)
Teatro Nuovo di Salerno
info 089220886
Sabato 7, ore 21.00, e domenica 8 dicembre, ore 18.30
Salvatore Gisonna, Fabio Balsamo e Ciro Esposito
in
Siamo tutti…Felice
due atti comici di Salvatore Gisonna
con la prestigiosa presenza in video a titolo amichevole di
Gigi D’Alessio, Biagio Izzo, Peppe Iodice e Miriam Candurro
regia Salvatore Gisonna
La Commedia è assolutamente brillante.
Dalla penna di Salvatore Gisonna, dai consigli dell’amico Giuseppe De Rosa e dalla collaborazione ai testi di Massimo Peluso e Ciro Esposito, nasce la commedia in due atti Siamo tutti… Felice.
E’ la storia di tre fratelli, Felice, Gigi ed Enzo Aria, che, dopo la morte del padre, vivono sotto lo stesso tetto.
Si sa la convivenza è sempre complicata, soprattutto tra fratelli, ma quando questi fratelli sono Salvatore Gisonna, Fabio Balsamo e Ciro Esposito, allora oltre ad essere complicata può essere anche molto divertente.
Felice è il motore economico della famiglia grazie all’eredità da gestire lasciatagli dal padre, e di conseguenza carnefice degli altri due. Gigi, invece, è un agente immobiliare dalle scarse propensioni alla vendita, mentre Enzo è un cantante neomelodico dalle belle speranze ed in attesa di pubblicare il suo primo cd.
Il destino però riserverà loro una bella sorpresa che sconvolgerà la loro monotona vita familiare e per sapere il resto venite a teatro e non ve ne pentirete
di Napoli Magazine
30/11/2019 - 12:55
Agenda settimanale dal 2 all'8 dicembre 2019 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano:
Teatro Comunale Mario Scarpetta di Sala Consilina
Info 3498713124
Inaugurazione stagione teatrale 2019/2020
Martedì 3 dicembre, ore 20.45
Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
presenta
Isa Danieli, Giuliana De Sio in
Le Signorine
di Gianni Clementi, traduzione Antonio Grosso
la voce del mago è di Sergio Rubini
scene Carmelo Giammello, costumi Chiara Aversano, luci Luigi Biondi
regia Pierpaolo Sepe
Due sorelle zitelle, offese da una natura ingenerosa, trascorrono la propria esistenza in un continuo e scoppiettante scambio di accuse reciproche. È in una piccola storica merceria in un vicolo di napoli, ormai circondata da empori cinesi e fast food mediorientali, che Addolorata e Rosaria passano gran parte della loro giornata, per poi tornare nel loro modesto, ma dignitoso appartamento poco lontano.
Una vita scandita dalla monotona, ma rassicurante ripetizione degli avvenimenti. Addolorata, dopo una vita condotta all’insegna del sacrificio e del risparmio, cui è stata obbligata dalla sorella, vuole finalmente godersi la vita.
Rosaria, che ha fatto dell’avarizia e dell’accumulo il fine della propria esistenza, non ha nessuna intenzione di intaccare il cospicuo conto bancario, cresciuto esponenzialmente nel corso degli anni. Anche l’uso del televisore, con conseguente consumo di energia elettrica, può generare un diverbio.
Costrette a una faticosa convivenza, le due ‘signorine’, ormai ben oltre l’età da matrimonio, non possono neanche contare su una vita privata a distrarle da quella familiare. Le poche notizie che gli giungono dal mondo provengono dai pettegolezzi dei parenti o dai reality in televisione.
L’unico vero sfogo per Rosaria e Addolorata sembra essere il loro continuo provocarsi a vicenda, a suon di esilaranti battibecchi senza esclusione di colpi.
Rosaria domina e Addolorata, a malincuore, subisce. Ma proprio quando le due sorelle sembrano destinate a questo gioco delle parti, un inaspettato incidente capovolgerà le loro sorti, offrendo finalmente ad Addolorata l’occasione di mettere in atto una vendetta covata da troppi anni …
Le Signorine è una commedia che sa sfruttare abilmente la comicità che si cela dietro al tragico quotidiano, soprattutto grazie a due formidabili attrici del nostro teatro, che trasformano i litigi e le miserie delle due sorelle, in occasioni continue di gag e di risate.
Nella loro veracità napoletana, Rosaria e Addolorata sanno farci divertire e commuovere, raccontando con grande ironia, gioie e dolori della vita familiare. Un testo irriverente e poetico che ci ricorda come la famiglia sia il luogo dove ci è permesso dare il peggio di noi, senza il rischio di perdere i legami più importanti.
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
Da venerdì 6 a domenica 8 dicembre 2019
(feriali ore 20.45, domenica ore 18.00)
info 0823444051
Gli Ipocriti Melina Balsamo
presenta
Vinicio Marchioni, Giuseppe Zeno
ne
I Soliti Ignoti
tratto dalla sceneggiatura di Mario Monicelli, Suso Cecchi D’amico, Age & Scarpelli
adattamento teatrale Antonio Grosso e Pier Paolo Piciarelli
con
Augusto Fornari
Salvatore Caruso, Vito Facciolla, Antonio Grosso
Ivano Schiavi, Marilena Anniballi
scena Luigi Ferrigno, costumi Milena Mancini
musiche Pino Marino, luci Giuseppe D’alterio
regia Vinicio Marchioni
La commedia è la prima versione teatrale del mitico film con la regia di Mario Monicelli uscito nel 1958 e diventato col tempo un classico imperdibile della cinematografia e non solo.
Le gesta maldestre ed esilaranti di un gruppo di ladri sbarcano sulle scene rituffandoci nell’Italia povera ma vitale del secondo dopoguerra. L’adattamento è fedele alla meravigliosa sceneggiatura originale senza rinunciare a trovate di scrittura e di regia per rendere vicina quell’epoca lontana.
Ci sono dei film che segnano la nostra vita e I soliti Ignoti per me è uno di questi. Come uomo mi sono divertito e commosso di fronte alle peripezie di questo gruppo di scalcinati ladri. Come attore mi sono esaltato davanti alla naturalezza con cui recitano mostri sacri come Mastroianni e Gassman.
Come regista ho amato il perfetto equilibrio con cui Monicelli rende un argomento drammatico in modo leggero. Così l’idea di curare l’adattamento teatrale del film mi ha immediatamente conquistato.
È una storia bella e necessaria, che ci parla del presente immergendoci nel passato. La povertà del dopoguerra è una piaga che resiste ancora oggi, sebbene in altre forme, in tante zone d’Italia.
Vorrei restituire sulla scena l’urgenza sentita dai personaggi di superare la miseria che li affligge, insieme alla vitalità indistruttibile e alla magia di un’Italia passata verso la quale proviamo nostalgia e tenerezza. Spero che gli spettatori possano uscire dal teatro con gli stessi sentimenti che provo io dopo una visione del film: divertiti, commossi e perdutamente innamorati di quei personaggi indimenticabili. Adattare un classico è sempre una sfida rischiosa e difficile. Ma sono le sfide che vale la pena vivere, insieme ai miei compagni di strada.
Vinicio Marchioni
Teatro Diana di Nocera Inferiore
info 3347009811
Venerdì 6 dicembre, ore 20.45
Teatro Umberto di Nola
info 0818231622
Sabato 7 dicembre, ore 20.45
Teatro Augusteo
presenta
Lucio Pierri, Ernesto Lama
in
Scacco Matto
commedia comica in due tempi
scritta da Lello Marangio e Lucio Pierri
regia Lucio Pierri
In una società come la nostra, sempre più frenetica, diventa difficile non perdere di vista ciò che veramente conta, quello che davvero esiste ed è tangibile. La nostra esistenza è come una partita a scacchi, un gioco di strategia e non importa se tu sia bianco o nero, ciò che vale alla fine è catturare il re.
Ma talvolta si resta imbrigliati nelle proprie manie, nelle proprie fobie e diventa difficile arrivare al traguardo per poter gridare ”scacco matto”, perché la trappola, il pericolo, le tentazioni sono sempre in agguato.
Quattro protagonisti in scena, attaccati ad un doppio filo, dove ognuno può rappresentare la salvezza dell’altro senza sapere di essere in realtà l’origine del problema.
Questo è il tema della nuova commedia di Lello Marangio e Lucio Pierri, una pièce dove le fobie e le vicissitudini dei personaggi si incrociano, si sfiorano per poi intrecciarsi in una trama fitta, piena di equivoci, gags, battute fulminee che faranno ridere e contemporaneamente riflettere gli spettatori in sala.
Scacco matto è un testo modernamente comico, in cui gli autori fondono la comicità di situazione tipicamente inglese e quella della nostra migliore tradizione teatrale, una commedia intrigante dal plot non scontato, ricco di colpi di scena e dal finale completamente inaspettato, impreziosito dai due protagonisti: Lucio Pierri, raffinato talento comico, da anni ormai volto teatrale e televisivo che firma anche la regia dello spettacolo e l’istrionico Ernesto Lama, uno degli attori più ecclettici che il nostro panorama teatrale possa vantare, un vulcano pronto ad esplodere in scena in ogni momento
Signori, prego accomodarsi in sala, lo spettacolo ha inizio.
Teatro Carlo Gesualdo di Avellino
info 0825771620, 3892932553
Sabato 7, ore 21.00, e domenica 8 dicembre, ore 18.00
Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
presenta
Alessio Boni, Serra Yilmaz
in
Don Chisciotte
liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra
adattamento Francesco Niccolini
drammaturgia Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer, Francesco Niccolini
con
Marcello Prayer, Francesco Meoni
Pietro Faiella, Liliana Massari, Elena Nico
Nicoló Diana (Ronzinante)
scene Massimo Troncanetti, costumi Francesco Esposito
luci Davide Scognamiglio, musiche Francesco Forni
foto di scena
Gianmarco Chieregato, Andrea Boni
Lucia De Luise, Davide Scognamiglio
regia
Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer
Chisciotti e cavalieri erranti, sparpagliati per il mondo o chiusi dentro le mura, sono sempre gli stessi, quelli di un tempo, quelli di oggi e quelli di domani, savi e pazzi, eroi e insensati. Non sono venuti al mondo per vivere meglio o peggio. Quando l'universo nella solitudine si abbandona alle proprie miserie, loro pronunciano parole di giustizia, d'amore, di bellezza e di scienza. Chi si rende volontariamente schiavo non maledice l'esistenza.
(Fernando Arrabal, Uno schiavo chiamato Cervantes)
Chi è pazzo? Chi è normale?
Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici.
La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani.
L'animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L'uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Emblematico in questo è Amleto, coevo di Don Chisciotte, che si chiede: chi vorrebbe faticare, soffrire, lavorare indegnamente, assistere all’insolenza dei potenti, alle premiazioni degli indegni sui meritevoli, se tanto la fine è morire?
Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l'ha reso immortale.
È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole pre-determinate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete - avvalendosi del sogno, della fantasia, dell'immaginazione - sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte.
Alessio Boni
E io dico che Don Chisciotte e Sancho vennero al mondo affinché Cervantes potesse narrare la loro storia e io spiegarla e commentarla, o meglio, affinché Cervantes la raccontasse e la spiegasse e io la commentassi.
Può raccontare, spiegare e commentare la tua vita, mio caro Don Chisciotte, soltanto chi è stato contagiato dalla tua stessa follia di non morire.
Allora, intercedi in mio favore, o mio signore e padrone, affinché la tua Dulcinea del Toboso, ormai disincantata dalle frustate di Sancho, mi conduca mano nella mano all’immortalità del nome e della fama. E se la vita è sogno, lasciami sognare per sempre!
(Miguel de Unamuno, Vita di Don Chisciotte e Sancho)
Teatro Nuovo di Salerno
info 089220886
Sabato 7, ore 21.00, e domenica 8 dicembre, ore 18.30
Salvatore Gisonna, Fabio Balsamo e Ciro Esposito
in
Siamo tutti…Felice
due atti comici di Salvatore Gisonna
con la prestigiosa presenza in video a titolo amichevole di
Gigi D’Alessio, Biagio Izzo, Peppe Iodice e Miriam Candurro
regia Salvatore Gisonna
La Commedia è assolutamente brillante.
Dalla penna di Salvatore Gisonna, dai consigli dell’amico Giuseppe De Rosa e dalla collaborazione ai testi di Massimo Peluso e Ciro Esposito, nasce la commedia in due atti Siamo tutti… Felice.
E’ la storia di tre fratelli, Felice, Gigi ed Enzo Aria, che, dopo la morte del padre, vivono sotto lo stesso tetto.
Si sa la convivenza è sempre complicata, soprattutto tra fratelli, ma quando questi fratelli sono Salvatore Gisonna, Fabio Balsamo e Ciro Esposito, allora oltre ad essere complicata può essere anche molto divertente.
Felice è il motore economico della famiglia grazie all’eredità da gestire lasciatagli dal padre, e di conseguenza carnefice degli altri due. Gigi, invece, è un agente immobiliare dalle scarse propensioni alla vendita, mentre Enzo è un cantante neomelodico dalle belle speranze ed in attesa di pubblicare il suo primo cd.
Il destino però riserverà loro una bella sorpresa che sconvolgerà la loro monotona vita familiare e per sapere il resto venite a teatro e non ve ne pentirete