Teatro Carlo Gesualdo di Avellino
info 0825771620, 3892932553
Martedì 27 novembre, ore 21.00
Anni 60
presenta
Destinati all'estinzione
scritto, diretto e interpretato da Angelo Pintus
L'attore brillante, reduce dal grandissimo successo registrato al Teatro Manzoni di Milano con il monologo E se fosse stato il cavallo?! (presentato in esclusiva nazionale per 42 repliche in sei settimane alla presenza di 33.276 spettatori), tornerà a far ridere e sorridere il pubblico con un nuovo one-man-show ispirato alle piccole e grandi smanie dei nostri tempi sintomo tragicomico di un destino ineluttabile, come spiega l'artista nelle note di presentazione dello show.
C'è chi parla con il cane e lo fa mentre lo veste, c'è chi guida mentre manda messaggi con il cellulare e c'è chi vuole fare la rivoluzione ma la fa solo su Facebook, c'è chi parcheggia la macchina nel posto riservati ai disabili tanto sono 5 solo minuti.
C'è chi festeggia il complemese, chi dice ciaone e chi fa l'Apericena. Ma soprattutto c'è chi crede che la terra sia piatta e probabilmente si è anche convinto che la colpa sia di Silvio. Sono questi i piccoli segnali che fanno presagire un ritorno quello dei Dinosauri. Amici miei, che ci piaccia o no, siamo Destinati all'estinzione.
Teatro Ricciardi di Capua
Info 0823963874
Venerdì 30 novembre, ore 20.45
Teatro Carlo Gesualdo di Avellino
info 0825771620, 3892932553
Sabato 1, ore 21.00, e domenica 2 dicembre, ore 18.00
Primoatto Produzioni e Nonsoloeventi srl
presentano
Maurizio Casagrande in
Mostri a parte
di Maurizio Casagrande e Francesco Velonà
con
Fabio Balsamo, Tiziana De Giacomo, Nicola d’Ortona
Marianna Liguori, Giovanna Rei, Claudia Vietri
scene Sissy Granata
costumi Maria Rosaria Riccio
regia Maurizio Casagrande
Le urla di un uomo che viene trascinato via aprono lo spettacolo. “Ma come fate a guardare questa robaccia… aprite gli occhi… ma non lo vedete che sono tutti mostri!”
Franco, dimenticata rockstar degli anni ’80, è sposato con la più giovane Ursula, conduttrice televisiva di grande successo, fervente ammiratrice negli anni d’oro della sua carriera, ma che oggi è la vera “star” di casa.
Lui, un artista non particolarmente bravo, ma sincero ed originale, e lei senza grandi capacità, ma priva di scrupoli e bravissima ad approfittare di chiunque per aumentare gli ascolti. Lui completamente fuori luogo nello show business dei giorni nostri, e lei perfettamente inserita nell’effimero mondo della televisione.
Lui e lei. Un uomo e una donna, ma in realtà il passato ed il presente che si scontrano in campo neutro: Il teatro.
Ursula, quasi per pietà, offre a Franco la possibilità di partecipare alla sua seguitissima trasmissione, ma la cosa si trasforma in un clamoroso flop. Le curve degli ascolti della sua esibizione risultano più basse di quelle della pubblicità, e questo porta alla rottura del rapporto tra i due.
O lui troverà il modo di risalire la china, o lei lo eliminerà dalla sua vita. Ma come fare? Ormai lo spettacolo propone solo robaccia e lui vede solo mostri intorno a lui, non più “sacri”, come un tempo, ma assolutamente “pagani”. Per farcela, dovrebbe diventare uno di loro!
Ed è proprio quello che accadrà quando scoprirà di essere l’erede del dott. Jekyll, ed entrerà in possesso della famosa pozione che riesce a svelare e portare in vita l’altro lato di noi stessi. L’uso della pozione cambierà tutto, e anche Ursula ritroverà per Franco l’antico amore.
Sembra un lieto fine, ma si sa, i finali in cui vissero tutti felici e contenti appartengono alle fiabe, nella realtà la voce di Franco ci porterà al tragico epilogo.
Teatro Magic Vision di Casalnuovo
Info 0818030270, 3292180679
Venerdì 30 novembre, ore 20.45
Città Mediterranee
presenta
Gianfranco e Massimiliano Gallo
in
Comicissimi Fratelli
scritto e diretto da Gianfranco Gallo
con
Gianluca Di Gennaro, Yulija Mayarchuck, Franco Pinelli,
Arduino Speranza, Marco Palmieri.
La trama di Comicissimi Fratelli ruota intorno alle vicende di due fratelli attori in un piccolo teatro partenopeo degli inizi del ‘900, uno dei quali abbandona l’altro per “scritturarsi” nella compagnia di Eduardo Scarpetta, tradendo dunque , il Teatro di Tradizione in un suo momento di calo.
Ma tutto inizia con Gianfranco e Massimiliano che interpretano se stessi , moderne proiezioni di quei fratelli d’Arte che non cambiano nei secoli con le loro frizioni, i loro alterchi, le loro gelosie.
Le storie dei due fratelli Gallo che s’intrecciano con quelle dei due fratelli attori dei primi del’900, sono il Trait d’Union di due ore esilaranti senza respiro. I Gallo devono recitare una farsa ispirata alla Francesca da Rimini di Petito.
Gianfranco ha deciso di lasciare il giorno dopo la compagnia di famiglia, il suo futuro lo vede in Tv, sul Web, nei salotti più Pop e discutibili, da lì dice , sarà forse possibile arrivare alle platee che contano, alla massa, ai giovani che rifuggono il Teatro, la tradizione, che non sanno che quel che accade su PC e cellulari.
Massimiliano invece è convinto della bontà della loro azione artistica. Si può pensare di veicolare una farsa di un Teatro passato senza sedere nel salotto di Barbara D’Urso? Cosa direbbe Petito oggi? Si accomoderebbe anche lui?
Per la scenografia, oltre che del bravo Ciro Inglese e, per la costruzione, di Massimo Malavolta, l’allestimento si avvale di un nome importante dell’arte contemporanea internazionale e della Pop Art universale, Roxy in the Box, che con le sue opere, tra pittura, video, installazioni, performances si sposa perfettamente con la ricerca a contrasto di un punto comune tra l’Arte e la Massa. Sue opere originali saranno l’elemento pregnante della scenografia.
Un muro circolare , su di esso, come in una normalissima piazzetta del centro storico di Napoli, personaggi famosi e improbabili in quello spazio popolare messi lì da Roxy In The box. Al centro una pedana come una zattera, sulla quale “resiste” un Teatro antico, semplice come una festa di piazza, lo scheletro di un arco scenico, le lampadine fulminate. Si naviga a vista!
Il repertorio napoletano comico , la tradizione , le famiglie d’arte, il vasto bagaglio spesso ingombrante di un Teatro che parte dalle atellane e che prosegue per linea diretta fino ai Giuffrè, giungendo, perché no , a me e mio fratello, è il mondo che esploro da sempre e che rinnovo, fedele alla lezione dei grandi del passato nella mia totale infedeltà al testo che riscrivo completamente, usando trama e approccio come trampolino.
Il Teatro napoletano anni fa si divise in due, accanto a quello dirompente dei Petito, discendenti dei comici dell’Arte, attori “fisici”, inventori di battute sempre nuove, jazzisti del canovaccio, si sviluppò , grazie a Scarpetta ma soprattutto ai De Filippo, un Teatro borghese, dove il testo non fu più partenza ma partenza e arrivo, in cui la potente drammaturgia incanalava attori e regista fino ad un approdo certo e sicuro.
Roberto De Simone critica Eduardo proprio per questo, lo accusa di aver interrotto la linea principale del nostro vero Teatro, che egli evidentemente identifica in quello di cui i Petito furono espressione. Io credo che entrambi i modelli siano da rispettare e che oggi possano convivere nel panorama di un Teatro di produzione che valichi i limiti del Tempo in maniera diversa.
La differenza è che se metto in scena De Filippo sento di rappresentare un’Opera universale nella quale però è importante e necessario il riferimento storico, se invece metto in scena e riscrivo una farsa di Petito , mi sento al riparo da qualsiasi attacco portato dal naturale cambiamento della società.
I testi di Antonio e dei suoi fratelli, non sono moderni né da modernizzare, sono , per un teatrante , tappeti volanti che non conoscono che un solo spazio, quello da esplorare ancora. “Comicissimi Fratelli…il pubblico ha sempre ragione” vuole essere il manifesto del questo pensiero e un nostro cavallo di battaglia da me riscritto e messo in scena con Massimiliano in questi 37 anni di carriera.
Gianfranco Gallo
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
Info 0818577725 – 3337361628
Da venerdì 30 novembre a domenica 2 dicembre
(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
Teatro Totò e Prospet
presentano
Gianni Ferreri, Veronica Maya
in
La banda degli onesti
di Mario Scarpetta
dalla sceneggiatura di Age e Scarpelli
con Davide Ferri e Eduardo Scarpetta
musiche originali M°. Antonello Cascone, scene Tonino Di Ronza
costumi Maria Pennacchio, aiuto regia Maria Autiero
regia Gaetano Liguori
Cosi’ come negli anni ’50 Toto’ si era accostato a Scarpetta, interpretando per il cinema tre sue commedie ( Il medico dei pazzi, Un turco napoletano, Miseria e nobiltà) negli anni ’90 uno Scarpetta, con un umile e sincero omaggio si accostò al Principe della risata, trascrivendo per la scena teatrale uno dei suoi più divertenti e famosi film.
Mario Scarpetta, pronipote del grande commediografo e autore Eduardo, in occasione del centenario della nascita dichiarò: “la cosa più difficile è stata quella di dimenticarsi di Toto”. L’adattamento teatrale di Mario Scarpetta fu autorizzato dagli sceneggiatori del film Age e Scarpelli e mantiene praticamente immutata la struttura della sceneggiatura e presenta rispetto al film degli anni ’60 alcune modifiche pratiche.
“Ho semplificato molto l’azione, ci raccontò Mario Scarpetta, eliminando quando necessario alcune parti e alcune situazioni, come nel caso della rinuncia alla figura di Cardone, il pittore, che nel film era interpretato da uno splendido Giacomo Furia”.
Da qui e con lo stesso criterio fu realizzata anche la scelta anche scenografica dei luoghi deputati dell’intreccio : la portineria e la tipografia. Lo spettacolo fa ritornare questa volta in teatro le vicende di quel Don Gennaro, portinaio con pochi soldi e molti sogni e Don Ferdinando non meno squattrinato e sognatore che insieme stampano un bel gruzzolo di banconote false.
“Non era facile mettere in piedi una versione teatrale del film, affermò Liliana de, Curtis, ma Mario Scarpetta e i suoi attori ci sono riusciti benissimo. A loro va il mio applauso sincero. Sono sicura che a mio padre la commedia sarebbe piaciuta“.
Mario Scarpetta recitò questa commedia l’ultima volta nel 2004, poco prima della morte e dopo una lunghissima tournée durata anni. Oggi, dopo tredici anni, in ricordo di Totò e di Mario Scarpetta, viene riproposto questo allestimento.
Teatro delle Arti di Salerno
info 089221807
Sabato 1, ore 21.00, e domenica 2 dicembre, ore 18.30
Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
presenta
Carlo Buccirosso
in
Colpo di scena
scritto e diretto da Carlo Buccirosso
con
Gino Monteleone, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Monica Assante di Tatisso, Elvira Zingone, Claudiafederica Petrella, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Matteo Tugnoli
scene Gilda Cerullo e Renato Lori, musiche Paolo Petrella
costumi Zaira de Vincentiis, disegno luci Francesco Adinolfi
consulenza speciale Luciano Nigro, aiuto regia Martina Parisi
coordinatore effetti speciali Simone Petrella
foto di scena Gilda Valenza
produzione esecutiva A.G. Spettacoli
In un classico commissariato di provincia, il vice questore Armando Piscitelli, conduce da sempre il proprio lavoro nel rispetto del più integerrimo rigore, con la consapevolezza di svolgere le mansioni di garante dell’ordine pubblico e difesa della sicurezza del cittadino con la tenacia e la fede di un missionario, inviato dal cielo esclusivamente per ripulire la terra dalle nefandezze degli uomini scellerati che minacciano la gente cristiana che vorrebbe condurre in pace una vita serena…
Nell’ufficio del paladino Armando, si barcamenano una serie di fidi scudieri nel tentativo di debellare “le barbarie di tutti i santi giorni”… dall’inossidabile tartassato ispettore Murolo, ai giovani agenti rampanti Varriale, Di Nardo e Farina, all’esperta rassicurante sovrintendente Signorelli…una sorta di cavalieri della tavola rotonda, attorno alla quale si aggirano le insidie quotidiane della delinquenza spicciola, lontana sì dagli echi mortali del
terrorismo mondiale, ma angosciosamente vicina al respiro del singolo cittadino, a difesa del quale il vice questore si vedrà costretto all’inevitabile sacrificio di un capro espiatorio a lui tristemente noto, tale Michele Donnarumma, vittima predestinata, agnello feroce dall’aspetto inquietante, che sconvolgerà la salda religione di Piscitelli, come il più spietato e barbaro dei saraceni!
Solo allora, il paladino Armando per la prima volta nella sua vita, cercherà conforto nel tepore degli affetti familiari, trovando così rifugio tra le mura sicure della propria casa di montagna, dove ad attenderlo con ansia ci saranno suo padre Marcello, ex colonnello dell’esercito affetto da Alzheimer, Gina la sua bisbetica badante rumena, e la suadente professoressa Cuccurullo, che con stravagante follia, degna della più classica struttura psichiatrica, contribuiranno a far vacillare definitivamente le sicurezze ed i sacri comandamenti di Piscitelli!
E come nella più classica e scontata sceneggiatura di una trama thriller, neppure il tepore di un sicuro nascondiglio di montagna potrà sottrarre lo spettatore, ed il povero vice questore, dal più classico, ma “si spera” imprevedibile, colpo di scena finale…
Carlo Buccirosso
di Napoli Magazine
23/11/2018 - 11:43
Teatro Carlo Gesualdo di Avellino
info 0825771620, 3892932553
Martedì 27 novembre, ore 21.00
Anni 60
presenta
Destinati all'estinzione
scritto, diretto e interpretato da Angelo Pintus
L'attore brillante, reduce dal grandissimo successo registrato al Teatro Manzoni di Milano con il monologo E se fosse stato il cavallo?! (presentato in esclusiva nazionale per 42 repliche in sei settimane alla presenza di 33.276 spettatori), tornerà a far ridere e sorridere il pubblico con un nuovo one-man-show ispirato alle piccole e grandi smanie dei nostri tempi sintomo tragicomico di un destino ineluttabile, come spiega l'artista nelle note di presentazione dello show.
C'è chi parla con il cane e lo fa mentre lo veste, c'è chi guida mentre manda messaggi con il cellulare e c'è chi vuole fare la rivoluzione ma la fa solo su Facebook, c'è chi parcheggia la macchina nel posto riservati ai disabili tanto sono 5 solo minuti.
C'è chi festeggia il complemese, chi dice ciaone e chi fa l'Apericena. Ma soprattutto c'è chi crede che la terra sia piatta e probabilmente si è anche convinto che la colpa sia di Silvio. Sono questi i piccoli segnali che fanno presagire un ritorno quello dei Dinosauri. Amici miei, che ci piaccia o no, siamo Destinati all'estinzione.
Teatro Ricciardi di Capua
Info 0823963874
Venerdì 30 novembre, ore 20.45
Teatro Carlo Gesualdo di Avellino
info 0825771620, 3892932553
Sabato 1, ore 21.00, e domenica 2 dicembre, ore 18.00
Primoatto Produzioni e Nonsoloeventi srl
presentano
Maurizio Casagrande in
Mostri a parte
di Maurizio Casagrande e Francesco Velonà
con
Fabio Balsamo, Tiziana De Giacomo, Nicola d’Ortona
Marianna Liguori, Giovanna Rei, Claudia Vietri
scene Sissy Granata
costumi Maria Rosaria Riccio
regia Maurizio Casagrande
Le urla di un uomo che viene trascinato via aprono lo spettacolo. “Ma come fate a guardare questa robaccia… aprite gli occhi… ma non lo vedete che sono tutti mostri!”
Franco, dimenticata rockstar degli anni ’80, è sposato con la più giovane Ursula, conduttrice televisiva di grande successo, fervente ammiratrice negli anni d’oro della sua carriera, ma che oggi è la vera “star” di casa.
Lui, un artista non particolarmente bravo, ma sincero ed originale, e lei senza grandi capacità, ma priva di scrupoli e bravissima ad approfittare di chiunque per aumentare gli ascolti. Lui completamente fuori luogo nello show business dei giorni nostri, e lei perfettamente inserita nell’effimero mondo della televisione.
Lui e lei. Un uomo e una donna, ma in realtà il passato ed il presente che si scontrano in campo neutro: Il teatro.
Ursula, quasi per pietà, offre a Franco la possibilità di partecipare alla sua seguitissima trasmissione, ma la cosa si trasforma in un clamoroso flop. Le curve degli ascolti della sua esibizione risultano più basse di quelle della pubblicità, e questo porta alla rottura del rapporto tra i due.
O lui troverà il modo di risalire la china, o lei lo eliminerà dalla sua vita. Ma come fare? Ormai lo spettacolo propone solo robaccia e lui vede solo mostri intorno a lui, non più “sacri”, come un tempo, ma assolutamente “pagani”. Per farcela, dovrebbe diventare uno di loro!
Ed è proprio quello che accadrà quando scoprirà di essere l’erede del dott. Jekyll, ed entrerà in possesso della famosa pozione che riesce a svelare e portare in vita l’altro lato di noi stessi. L’uso della pozione cambierà tutto, e anche Ursula ritroverà per Franco l’antico amore.
Sembra un lieto fine, ma si sa, i finali in cui vissero tutti felici e contenti appartengono alle fiabe, nella realtà la voce di Franco ci porterà al tragico epilogo.
Teatro Magic Vision di Casalnuovo
Info 0818030270, 3292180679
Venerdì 30 novembre, ore 20.45
Città Mediterranee
presenta
Gianfranco e Massimiliano Gallo
in
Comicissimi Fratelli
scritto e diretto da Gianfranco Gallo
con
Gianluca Di Gennaro, Yulija Mayarchuck, Franco Pinelli,
Arduino Speranza, Marco Palmieri.
La trama di Comicissimi Fratelli ruota intorno alle vicende di due fratelli attori in un piccolo teatro partenopeo degli inizi del ‘900, uno dei quali abbandona l’altro per “scritturarsi” nella compagnia di Eduardo Scarpetta, tradendo dunque , il Teatro di Tradizione in un suo momento di calo.
Ma tutto inizia con Gianfranco e Massimiliano che interpretano se stessi , moderne proiezioni di quei fratelli d’Arte che non cambiano nei secoli con le loro frizioni, i loro alterchi, le loro gelosie.
Le storie dei due fratelli Gallo che s’intrecciano con quelle dei due fratelli attori dei primi del’900, sono il Trait d’Union di due ore esilaranti senza respiro. I Gallo devono recitare una farsa ispirata alla Francesca da Rimini di Petito.
Gianfranco ha deciso di lasciare il giorno dopo la compagnia di famiglia, il suo futuro lo vede in Tv, sul Web, nei salotti più Pop e discutibili, da lì dice , sarà forse possibile arrivare alle platee che contano, alla massa, ai giovani che rifuggono il Teatro, la tradizione, che non sanno che quel che accade su PC e cellulari.
Massimiliano invece è convinto della bontà della loro azione artistica. Si può pensare di veicolare una farsa di un Teatro passato senza sedere nel salotto di Barbara D’Urso? Cosa direbbe Petito oggi? Si accomoderebbe anche lui?
Per la scenografia, oltre che del bravo Ciro Inglese e, per la costruzione, di Massimo Malavolta, l’allestimento si avvale di un nome importante dell’arte contemporanea internazionale e della Pop Art universale, Roxy in the Box, che con le sue opere, tra pittura, video, installazioni, performances si sposa perfettamente con la ricerca a contrasto di un punto comune tra l’Arte e la Massa. Sue opere originali saranno l’elemento pregnante della scenografia.
Un muro circolare , su di esso, come in una normalissima piazzetta del centro storico di Napoli, personaggi famosi e improbabili in quello spazio popolare messi lì da Roxy In The box. Al centro una pedana come una zattera, sulla quale “resiste” un Teatro antico, semplice come una festa di piazza, lo scheletro di un arco scenico, le lampadine fulminate. Si naviga a vista!
Il repertorio napoletano comico , la tradizione , le famiglie d’arte, il vasto bagaglio spesso ingombrante di un Teatro che parte dalle atellane e che prosegue per linea diretta fino ai Giuffrè, giungendo, perché no , a me e mio fratello, è il mondo che esploro da sempre e che rinnovo, fedele alla lezione dei grandi del passato nella mia totale infedeltà al testo che riscrivo completamente, usando trama e approccio come trampolino.
Il Teatro napoletano anni fa si divise in due, accanto a quello dirompente dei Petito, discendenti dei comici dell’Arte, attori “fisici”, inventori di battute sempre nuove, jazzisti del canovaccio, si sviluppò , grazie a Scarpetta ma soprattutto ai De Filippo, un Teatro borghese, dove il testo non fu più partenza ma partenza e arrivo, in cui la potente drammaturgia incanalava attori e regista fino ad un approdo certo e sicuro.
Roberto De Simone critica Eduardo proprio per questo, lo accusa di aver interrotto la linea principale del nostro vero Teatro, che egli evidentemente identifica in quello di cui i Petito furono espressione. Io credo che entrambi i modelli siano da rispettare e che oggi possano convivere nel panorama di un Teatro di produzione che valichi i limiti del Tempo in maniera diversa.
La differenza è che se metto in scena De Filippo sento di rappresentare un’Opera universale nella quale però è importante e necessario il riferimento storico, se invece metto in scena e riscrivo una farsa di Petito , mi sento al riparo da qualsiasi attacco portato dal naturale cambiamento della società.
I testi di Antonio e dei suoi fratelli, non sono moderni né da modernizzare, sono , per un teatrante , tappeti volanti che non conoscono che un solo spazio, quello da esplorare ancora. “Comicissimi Fratelli…il pubblico ha sempre ragione” vuole essere il manifesto del questo pensiero e un nostro cavallo di battaglia da me riscritto e messo in scena con Massimiliano in questi 37 anni di carriera.
Gianfranco Gallo
Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei
Info 0818577725 – 3337361628
Da venerdì 30 novembre a domenica 2 dicembre
(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)
Teatro Totò e Prospet
presentano
Gianni Ferreri, Veronica Maya
in
La banda degli onesti
di Mario Scarpetta
dalla sceneggiatura di Age e Scarpelli
con Davide Ferri e Eduardo Scarpetta
musiche originali M°. Antonello Cascone, scene Tonino Di Ronza
costumi Maria Pennacchio, aiuto regia Maria Autiero
regia Gaetano Liguori
Cosi’ come negli anni ’50 Toto’ si era accostato a Scarpetta, interpretando per il cinema tre sue commedie ( Il medico dei pazzi, Un turco napoletano, Miseria e nobiltà) negli anni ’90 uno Scarpetta, con un umile e sincero omaggio si accostò al Principe della risata, trascrivendo per la scena teatrale uno dei suoi più divertenti e famosi film.
Mario Scarpetta, pronipote del grande commediografo e autore Eduardo, in occasione del centenario della nascita dichiarò: “la cosa più difficile è stata quella di dimenticarsi di Toto”. L’adattamento teatrale di Mario Scarpetta fu autorizzato dagli sceneggiatori del film Age e Scarpelli e mantiene praticamente immutata la struttura della sceneggiatura e presenta rispetto al film degli anni ’60 alcune modifiche pratiche.
“Ho semplificato molto l’azione, ci raccontò Mario Scarpetta, eliminando quando necessario alcune parti e alcune situazioni, come nel caso della rinuncia alla figura di Cardone, il pittore, che nel film era interpretato da uno splendido Giacomo Furia”.
Da qui e con lo stesso criterio fu realizzata anche la scelta anche scenografica dei luoghi deputati dell’intreccio : la portineria e la tipografia. Lo spettacolo fa ritornare questa volta in teatro le vicende di quel Don Gennaro, portinaio con pochi soldi e molti sogni e Don Ferdinando non meno squattrinato e sognatore che insieme stampano un bel gruzzolo di banconote false.
“Non era facile mettere in piedi una versione teatrale del film, affermò Liliana de, Curtis, ma Mario Scarpetta e i suoi attori ci sono riusciti benissimo. A loro va il mio applauso sincero. Sono sicura che a mio padre la commedia sarebbe piaciuta“.
Mario Scarpetta recitò questa commedia l’ultima volta nel 2004, poco prima della morte e dopo una lunghissima tournée durata anni. Oggi, dopo tredici anni, in ricordo di Totò e di Mario Scarpetta, viene riproposto questo allestimento.
Teatro delle Arti di Salerno
info 089221807
Sabato 1, ore 21.00, e domenica 2 dicembre, ore 18.30
Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
presenta
Carlo Buccirosso
in
Colpo di scena
scritto e diretto da Carlo Buccirosso
con
Gino Monteleone, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Monica Assante di Tatisso, Elvira Zingone, Claudiafederica Petrella, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Matteo Tugnoli
scene Gilda Cerullo e Renato Lori, musiche Paolo Petrella
costumi Zaira de Vincentiis, disegno luci Francesco Adinolfi
consulenza speciale Luciano Nigro, aiuto regia Martina Parisi
coordinatore effetti speciali Simone Petrella
foto di scena Gilda Valenza
produzione esecutiva A.G. Spettacoli
In un classico commissariato di provincia, il vice questore Armando Piscitelli, conduce da sempre il proprio lavoro nel rispetto del più integerrimo rigore, con la consapevolezza di svolgere le mansioni di garante dell’ordine pubblico e difesa della sicurezza del cittadino con la tenacia e la fede di un missionario, inviato dal cielo esclusivamente per ripulire la terra dalle nefandezze degli uomini scellerati che minacciano la gente cristiana che vorrebbe condurre in pace una vita serena…
Nell’ufficio del paladino Armando, si barcamenano una serie di fidi scudieri nel tentativo di debellare “le barbarie di tutti i santi giorni”… dall’inossidabile tartassato ispettore Murolo, ai giovani agenti rampanti Varriale, Di Nardo e Farina, all’esperta rassicurante sovrintendente Signorelli…una sorta di cavalieri della tavola rotonda, attorno alla quale si aggirano le insidie quotidiane della delinquenza spicciola, lontana sì dagli echi mortali del
terrorismo mondiale, ma angosciosamente vicina al respiro del singolo cittadino, a difesa del quale il vice questore si vedrà costretto all’inevitabile sacrificio di un capro espiatorio a lui tristemente noto, tale Michele Donnarumma, vittima predestinata, agnello feroce dall’aspetto inquietante, che sconvolgerà la salda religione di Piscitelli, come il più spietato e barbaro dei saraceni!
Solo allora, il paladino Armando per la prima volta nella sua vita, cercherà conforto nel tepore degli affetti familiari, trovando così rifugio tra le mura sicure della propria casa di montagna, dove ad attenderlo con ansia ci saranno suo padre Marcello, ex colonnello dell’esercito affetto da Alzheimer, Gina la sua bisbetica badante rumena, e la suadente professoressa Cuccurullo, che con stravagante follia, degna della più classica struttura psichiatrica, contribuiranno a far vacillare definitivamente le sicurezze ed i sacri comandamenti di Piscitelli!
E come nella più classica e scontata sceneggiatura di una trama thriller, neppure il tepore di un sicuro nascondiglio di montagna potrà sottrarre lo spettatore, ed il povero vice questore, dal più classico, ma “si spera” imprevedibile, colpo di scena finale…
Carlo Buccirosso