Cultura & Gossip
SPETTACOLI - Agenda settimanale dal 3 al 9 dicembre 2018 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano
30.11.2018 12:03 di Napoli Magazine
aA

Cinema Teatro Italia di Eboli

Info 0828365333

Martedì 4 dicembre, ore 20.45

 

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Mercoledì 5 e giovedì 6 dicembre, ore 20.45

 

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

info 0818786165

Venerdì 7 dicembre, ore 21.00

 

Teatro Umberto di Nola

info 0818231622

Sabato 8 dicembre, ore 20.45

 

Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani

Info 0815158061, 3381890767

Domenica 9 dicembre, ore 20.30

 

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

presenta

 

Carlo Buccirosso
in

 

Colpo di scena

scritto e diretto da Carlo Buccirosso

 

con

Gino Monteleone, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Monica Assante di Tatisso, Elvira Zingone, Claudiafederica Petrella, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Matteo Tugnoli

 

scene Gilda Cerullo e Renato Lori, musiche Paolo Petrella
costumi Zaira de Vincentiis, disegno luci Francesco Adinolfi
consulenza speciale Luciano Nigro, aiuto regia Martina Parisi
coordinatore effetti speciali Simone Petrella
foto di scena Gilda Valenza


produzione esecutiva A.G. Spettacoli

 

In un classico commissariato di provincia, il vice questore Armando Piscitelli, conduce da sempre il proprio lavoro nel rispetto del più integerrimo rigore, con la consapevolezza di svolgere le mansioni di garante dell’ordine pubblico e difesa della sicurezza del cittadino con la tenacia e la fede di un missionario, inviato dal cielo esclusivamente per ripulire la terra dalle nefandezze degli uomini scellerati che minacciano la gente cristiana che vorrebbe condurre in pace una vita serena…

Nell’ufficio del paladino Armando, si barcamenano una serie di fidi scudieri nel tentativo di debellare “le barbarie di tutti i santi giorni”… dall’inossidabile tartassato ispettore Murolo, ai giovani agenti rampanti Varriale, Di Nardo e Farina, all’esperta rassicurante sovrintendente Signorelli.

Una sorta di cavalieri della tavola rotonda, attorno alla quale si aggirano le insidie quotidiane della delinquenza spicciola, lontana sì dagli echi mortali del terrorismo mondiale, ma angosciosamente vicina al respiro del singolo cittadino, a difesa del quale il vice questore si vedrà costretto all’inevitabile sacrificio di un capro espiatorio a lui tristemente noto, tale Michele Donnarumma, vittima predestinata, agnello feroce dall’aspetto inquietante, che sconvolgerà la salda religione di Piscitelli, come il più spietato e barbaro dei saraceni!

Solo allora, il paladino Armando per la prima volta nella sua vita, cercherà conforto nel tepore degli affetti familiari, trovando così rifugio tra le mura sicure della propria casa di montagna, dove ad attenderlo con ansia ci saranno suo padre Marcello, ex colonnello dell’esercito affetto da Alzheimer, Gina la sua bisbetica badante rumena, e la suadente professoressa Cuccurullo, che con stravagante follia, degna della più classica struttura psichiatrica, contribuiranno a far vacillare definitivamente le sicurezze ed i sacri comandamenti di Piscitelli!

E come nella più classica e scontata sceneggiatura di una trama thriller, neppure il tepore di un sicuro nascondiglio di montagna potrà sottrarre lo spettatore, ed il povero vice questore, dal più classico, ma “si spera” imprevedibile, colpo di scena finale…

 

Carlo Buccirosso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620, 3892932553

Martedì 4 dicembre, ore 21.00

 

Panart Produzioni

presenta

 

Ettore Bassi in

 

Il Sindaco Pescatore

tratto dall’omonimo libro di Dario Vassallo, testi di Edoardo Erba

 

regia Enrico Maria Lamanna


Raccontiamo e soprattutto ricordiamo la storia di un eroe normale, Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore. Un uomo normale e straordinario in una regione malata e straordinaria come la Campania. Un uomo che ha sacrificato con la sua vita l'impegno di amministrare difendere e migliorare la sua terra e le sue persone.

La sua opera di uomo semplice onesto e lungimirante attraverso l'inizio della sua carriera politica, i successi straordinari ottenuti sul campo del Cilento nell'ottica del Bene Comune, compresa l'operazione Dieta Mediterranea assunta grazie a lui a Patrimonio dell'Unesco, fino al suo tragico epilogo.

 

 

Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani

Info 0815158061, 3381890767

Martedì 4 dicembre, ore 20.30

 

Balletto del Sud

presenta

 

Serata Romantica

spettacolo di danza, musica e poesia

ideazione e regia di Fredy Franzutti

 

 coreografie
Michel Fokine, Arthur Saint-Léon, Jean Coralli, Marius Petipa,
Jules Perrot, August Bournonville e Fredy Franzutti

 

musiche di
Chopin, Adam, Schneitzhöffers, Minkus, Delibes, Verdi

 

scene di Francesco Palma

 

testi di Giacomo Leopardi

 

con Andrea Sirianni
e i solisti del Balletto del Sud

 

Le più belle pagine del repertorio ballettistico romantico  (Giselle, La Sylphide, la Bayadere, Les Sylphides) intervallate dai brani di Chopin e le rime del poeta di Recanati ritenuto il maggior poeta dell'Ottocento italiano e una delle più importanti figure della letteratura mondiale.

Protagonisti sono gli interpreti ideali per il programma: i solisti del Balletto del Sud, « l'unica compagnia italiana in grado di affrontare un tale repertorio» (Ermanno Romanelli), ed artsiti ospiti di livello internazionale che rendono ogni replica unica e differente dalle altre.

Molte sono le qualità che accostano la poetica di Leopardi alle melodie di Chopin e la musica romantica, caratterizzate dal pessimismo degli autori: probabile effetto delle patologie che spesso li affliggevano e sviluppatesi successivamente in un sistema complesso poetico e filosofico. Chopin e Leopardi, ad esempio, nacquero a dodici anni di distanza ma furono coetanei nella morte, giunta per entrambi a soli trentanove anni. E durante la serata i brani più celebri del balletto per antonomasia e del più famoso poeta italiano dell’Ottocento rievocheranno le sempiterne suggestioni del Romanticismo, di cui furono tra i massimi rappresentanti.

Il programma, concepito e diretto da Fredy Franzutti, che cura anche alcune coreografie è uno studio che realizza  uno spettacolo di danza con diverse formule, dal grande spettacolo con corpo di ballo, orchestra al raffinato programma per danzatori solisti, attore e pianoforte.

Nelle diverse edizioni hanno partecipato alla "Serata Romantica": Andrea Sirianni, valido attore dotato di eloquio elegante e dizione corretta che, anche per le sue esperienze sui testi di Gabriele D’Annunzio e W.H. Auden, si può considerare uno specialista dell’interpretazione del testo in poesia. 

La prima ballerina Letizia Giuliani, nome di spicco della danza italiana, che partecipa al progetto come ballerina ospite e come ripetitrice delle coreografie del repertorio romantico, donando e tramandando preziosi insegnamenti di stile appresi nella sua carriera internazionale al fianco dei più grandi primi ballerini del momento. I primi ballerini dell'opera di Sofia: Katerina Petrova e Tsetso Ivanov. Un teatro di antica tradizione che riesce a trattenere i dogmi della grande scuola dell'est e a mantenere integro il repertorio di Marius Petipa. Lo spettacolo ha visto la partecipazione straordinaria del pianista Francesco Libetta, considerato un'eccellenza nel panorama internazionale, definito dal New York Times: “aristocratico poeta dalle tastiera”. Accanto a loro si alternano nel programma i solisti del Balletto del Sud.

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Giovedì 6 dicembre, ore 20.45

 

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620, 3892932553

Sabato 8, ore 21.00, e domenica 9 dicembre, ore 18.00

 

Goldenart Production

presenta

 

Alessandro Haber, Lucrezia Lante Della Rovere

in

 

Il Padre

di Florian Zeller

 

con David Sebasti

Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo, Riccardo Floris

 

scene Gianluca Amodio, musiche Antonio Di Pofi   

costumi Alessandro Lai, disegno luci Umile Vainieri

foto Tommaso Le Pera

 

regia Piero Maccarinelli

 

Andrea è un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza.

Ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita.

Le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza. La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia.

Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. 

La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone.

Con grande abilità l’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall’immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.

Per circa un’ora e trenta, gli attori si muovono in uno spazio mutevole e raccontano, con delicatezza, ma allo stesso tempo, con il sorriso e l’ ironia, il viaggio nei meandri di una mente corrotta dalla malattia, spaesata e confusa.

Lo spettatore si ritrova a vivere la realtà con gli occhi del protagonista, vedendo entrare ed uscire di scena quattro attori diversi, che, interpretando gli sdoppiamenti di Anna, di Piero e della badante Laura, si muovono velocemente, si alternano, scompaiono, ripetono le stesse azioni.

Scene “reali” si mescolano a quelle “immaginate” o “deformate” dall’uomo, che lo conducono in un labirinto confuso di idee, volti, luoghi e situazioni, in cui anche lo spettatore, inesorabilmente, è destinato a perdersi, tra lo stupore e l’angoscia, provando empaticamente le stesse sensazioni che il protagonista si trova a vivere.

 

Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta

info 0823444051

Inaugurazione stagione teatrale 2018/2019

Venerdì 7 e sabato 8 dicembre, ore 20.45

 

Diana Or.i.s

presenta

 

Vincenzo Salemme in

 

Con tutto il cuore

scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme

 

con (in o.a.)

Domenico Aria, Vincenzo Borrino, Antonella Cioli, Sergio D’Auria,

Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Fernanda Pinto, Giovanni Ribo’

 

scene Gilda Cerullo e Renato Lori, costumi Francesca Romana Scudiero
luci Umile Vainieri

 

Il mio nuovo spettacolo sarà ancora una commedia, nel senso più scolastico della parola. Perché anche stavolta, come nella mia precedente "Una festa esagerata", vorrei che il pubblico si divertisse molto. E perché anche stavolta al centro della vicenda c'è un piccolo uomo, il mite insegnante di lettere antiche Ottavio Camaldoli, che subisce un trapianto di cuore, ma non sa che il cuore gli è stato dato in dono, è quello di un feroce delinquente, Pasquale Mangiacarne, morto ucciso, il quale prima di morire ha sussurrato alla mamma, feroce quanto lui, le ultime volontà: che il proprio cuore possa continuare a pulsare anche dopo la sua morte, affinché colui che lo riceverà in dono (Ottavio appunto), possa vendicarlo.

Il povero Ottavio però, pur avendo effettivamente cambiato il cuore, non ha modificato il suo carattere. E non ha nessuna intenzione di trasformarsi in assassino. Lui che già subisce le angherie di una ex moglie e del suo nuovo compagno, lui che è troppo remissivo con la figlia ventenne che vive in casa con lui.

Lui che si fa abbindolare da un finto infermiere e da una finta governante indiana, lui che ha paura persino del gangster nano tutto chiacchiere e minacce da sbruffone, lui che rispetta ed ha sempre rispettato la legge, questo uomo dal temperamento quasi vile, dovrà sottostare alla prepotenza della Signora Carmela (mamma di Mangiacarne) e sarà costretto col passare dei giorni a diventare un duro. Un cinico.

Un uomo capace di rendere il proprio cuore chiuso come la pietra. Forse tutto questo per dimostrare che in ognuno di noi ci sono tutte le sfumature e tutti i colori dell'animo umano. E che è sempre l'occasione che ci costringe a fare delle scelte. E in quelle scelte si capisce davvero qual è la nostra natura più profonda.

 

Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli

Info 0974282362, 3383096807

Venerdì 7 dicembre, ore 20.45

 

Cose Production

presenta

 

Sal da Vinci in

 

Sinfonie in Sal maggiore

scritto da Sal Da Vinci e Ciro Villano

 

coreografie Patrick King

 

con

Sal Da Vinci, Gianni Parisi, Floriana De Martino, Ciro Villano, Francesco Da Vinci

 

dancer

Patrick King, Sarah Grether

 

musicisti

Orchestra di 50 elementi diretti dal Maestro Adriano Pennino

 

band

Maurizio Bosnia, Gianluca Mirra, Gaetano Diodato,

Sasà Dell’Aversano, Antonio Mambelli, Ciro Manna 

 

disegno luci Francesco Adinolfi, scene Massimo Comune

scenotecnica Speedy Scenografie

ideazione e progettazione costumi Paola Pugliese e Rita Boccarossa

sartoria Romeo Gigli Plus, make-up Kriss Barone

 

regia Marco Carniti

 

C’era un tempo in cui per unire i due mondi, il vecchio e il nuovo continente, esistevano solo due modi, la nave e la fantasia. E Sal da Vinci, in sinfonie in Sal Maggiore, proverà a viaggiare con entrambi i mezzi, partendo dall’Eterna Santa Lucia e approdando ai piedi della statua della Libertà. Su un mare di note riscritte in una sinfonia di ricordi e di ambizioni, la nave di Sal percorre l’oceano delle sensazioni e delle emozioni, senza barriere di tempo o di linguaggio.

In questo fantastico cammino rivivono le atmosfere delle grandi orchestre che suonavano pezzi indimenticabili ed eterni: eterni come il mare, come l’oceano. Compagni di viaggio di Sal, oltre ad un’orchestra formata da 50 elementi diretti dal maestro Adriano Pennino e la sua voglia di cantare i suoi cavalli di battaglia e non solo, in un mix ben dosato tra la melodia classica napoletana e brani mai interpretati prima dal cantautore, ci saranno i suoi sogni, i suoi ricordi, la sua voce e un equipaggio sgangherato e comico che renderanno la traversata anche molto divertente.

Si realizza, dunque, un sogno per Sal, protagonista in una colossale produzione che ancora una volta vuole scommettere sulla bellezza e sulla qualità, portando in scena uno spettacolo ricchissimo anche da un punto di vista estetico e – se vogliamo anacronistico: in un’epoca in cui il suono della musica viene riprodotto dagli MP3, impiantare un’orchestra di 50 elementi può sembrare una follia…

E forse lo è: ma i veri artisti vivono solo di folli sogni. A dirigere i lavori come saggio timoniere, Marco Carniti (che vanta un curriculum eccezionale, avendo curato gli allestimenti di molti lavori da Strehler al teatro lirico e non solo), visionario regista che proverà ad assemblare i vari reparti, dalla prosa  (scritta dallo stesso Sal e da Ciro Villano in scena con Gianni Parisi e Floriana De Martino), guidando la nave tra le canzoni riarrangiate dal direttore d’orchestra Pennino e i monologhi  che raccontano i ricordi e i sogni del cantautore napoletano, passando per gli sketch che si ispirano ai gran varietà degli anni d’oro del teatro e della televisioni, senza rinunciare al gusto di raccontare temi profondi e scomodi come l’emigrazione di ieri, di oggi e di sempre, visto che i grandi temi, come la bellezza della musica sono sempre attuali. Buon viaggio a tutti. Si SALpa.

 

 

Teatro Barone di Melito di Napoli

Info 0817113455

Venerdì 7 dicembre, ore 20.45

 

Primoatto Produzioni e Nonsoloeventi srl

presentano

 

Maurizio Casagrande  in

 

Mostri a parte

di Maurizio Casagrande e Francesco Velonà 

 

con
Fabio Balsamo, Tiziana De Giacomo, Nicola d’Ortona
Marianna Liguori, Giovanna Rei, Claudia Vietri

 

scene Sissy Granata
costumi Maria Rosaria Riccio

 

regia Maurizio Casagrande

 

Le urla di un uomo che viene trascinato via aprono lo spettacolo. “Ma come fate a guardare questa robaccia… aprite gli occhi… ma non lo vedete che sono tutti mostri!”

Franco, dimenticata rockstar degli anni ’80, è sposato con la più giovane Ursula, conduttrice televisiva di grande successo, fervente ammiratrice negli anni d’oro della sua carriera, ma che oggi è la vera “star” di casa. 

Lui, un artista non particolarmente bravo, ma sincero ed originale, e lei senza grandi capacità, ma priva di scrupoli e bravissima ad approfittare di chiunque per aumentare gli ascolti. Lui completamente fuori luogo nello show business dei giorni nostri, e lei perfettamente inserita nell’effimero mondo della televisione. 

Lui e lei. Un uomo e una donna, ma in realtà il passato ed il presente che si scontrano in campo neutro: Il teatro.

Ursula, quasi per pietà, offre a Franco la possibilità di partecipare alla sua seguitissima trasmissione, ma la cosa si trasforma in un clamoroso flop. Le curve degli ascolti della sua esibizione risultano più basse di quelle della pubblicità, e questo porta alla rottura del rapporto tra i due.

O lui troverà il modo di risalire la china, o lei lo eliminerà dalla sua vita. Ma come fare? Ormai lo spettacolo propone solo robaccia e lui vede solo mostri intorno a lui, non più “sacri”, come un tempo, ma assolutamente “pagani”. Per farcela, dovrebbe diventare uno di loro!

Ed è proprio quello che accadrà quando scoprirà di essere l’erede del dott. Jekyll, ed entrerà in possesso della famosa pozione che riesce a svelare e portare in vita l’altro lato di noi stessi. L’uso della pozione cambierà tutto, e anche Ursula ritroverà per Franco l’antico amore.

Sembra un lieto fine, ma si sa, i finali in cui vissero tutti felici e contenti appartengono alle fiabe, nella realtà la voce di Franco ci porterà al tragico epilogo.

 

 

Teatro La Provvidenza di Vallo Della Lucania

info 0974717089

Venerdì 7 dicembre, ore 20.45

 

Teatro Gloria di Pomigliano D’Arco

Info 0818843409

Domenica 9 dicembre, ore 19.00

(alle ore 17.00, Gianni Ferreri e Veronica Maya saranno ospiti della Distilleria Feltrinelli

di Via Roma 281, Pomigliano D’Arco), per un incontro con il pubblico

 

Teatro Totò e Prospet

presentano

 

Gianni Ferreri, Veronica Maya

in

 

La banda degli onesti

di Mario Scarpetta
dalla sceneggiatura di Age e Scarpelli

 

con Davide Ferri e Eduardo Scarpetta
 

musiche originali M°. Antonello Cascone, scene Tonino Di Ronza
costumi Maria Pennacchio, aiuto regia Maria Autiero
 

regia Gaetano Liguori

 

Cosi’ come negli anni ’50 Toto’ si era accostato a Scarpetta, interpretando per il cinema tre sue commedie ( Il medico dei pazzi, Un turco napoletano, Miseria e nobiltà) negli anni ’90 uno Scarpetta, con un umile e sincero omaggio si accostò al Principe della risata, trascrivendo per la scena teatrale uno dei suoi più divertenti e famosi film.

Mario Scarpetta, pronipote del grande commediografo e autore Eduardo, in occasione del centenario della nascita dichiarò: “la cosa più difficile è stata quella di dimenticarsi di Toto”. L’adattamento teatrale di Mario Scarpetta fu autorizzato dagli sceneggiatori del film Age e Scarpelli e mantiene praticamente immutata la struttura della sceneggiatura e presenta rispetto al film degli anni ’60 alcune modifiche pratiche.

“Ho semplificato molto l’azione, ci raccontò Mario Scarpetta, eliminando quando necessario alcune parti e alcune situazioni, come nel caso  della rinuncia alla figura di  Cardone, il pittore, che nel film era interpretato da uno splendido Giacomo Furia”.

Da qui e con lo stesso criterio  fu realizzata anche la scelta anche scenografica dei luoghi deputati dell’intreccio : la portineria e la tipografia. Lo spettacolo fa ritornare questa volta in teatro le vicende di quel Don Gennaro, portinaio con pochi soldi e molti sogni e Don Ferdinando non meno squattrinato e sognatore che insieme stampano un bel gruzzolo di banconote false.

“Non era facile mettere in piedi una versione teatrale del film, affermò Liliana de, Curtis, ma Mario Scarpetta e i suoi attori ci sono riusciti benissimo. A loro va il mio applauso sincero. Sono sicura che a mio padre la commedia sarebbe piaciuta“. 

Mario Scarpetta recitò questa commedia  l’ultima volta nel  2004, poco prima della morte e dopo una lunghissima tournée durata anni. Oggi, dopo tredici anni, in ricordo di Totò e di Mario Scarpetta, viene riproposto questo allestimento.

ULTIMISSIME CULTURA & GOSSIP
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
SPETTACOLI - Agenda settimanale dal 3 al 9 dicembre 2018 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano

di Napoli Magazine

30/11/2018 - 12:03

Cinema Teatro Italia di Eboli

Info 0828365333

Martedì 4 dicembre, ore 20.45

 

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Mercoledì 5 e giovedì 6 dicembre, ore 20.45

 

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

info 0818786165

Venerdì 7 dicembre, ore 21.00

 

Teatro Umberto di Nola

info 0818231622

Sabato 8 dicembre, ore 20.45

 

Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani

Info 0815158061, 3381890767

Domenica 9 dicembre, ore 20.30

 

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

presenta

 

Carlo Buccirosso
in

 

Colpo di scena

scritto e diretto da Carlo Buccirosso

 

con

Gino Monteleone, Gennaro Silvestro, Peppe Miale, Monica Assante di Tatisso, Elvira Zingone, Claudiafederica Petrella, Giordano Bassetti, Fiorella Zullo, Matteo Tugnoli

 

scene Gilda Cerullo e Renato Lori, musiche Paolo Petrella
costumi Zaira de Vincentiis, disegno luci Francesco Adinolfi
consulenza speciale Luciano Nigro, aiuto regia Martina Parisi
coordinatore effetti speciali Simone Petrella
foto di scena Gilda Valenza


produzione esecutiva A.G. Spettacoli

 

In un classico commissariato di provincia, il vice questore Armando Piscitelli, conduce da sempre il proprio lavoro nel rispetto del più integerrimo rigore, con la consapevolezza di svolgere le mansioni di garante dell’ordine pubblico e difesa della sicurezza del cittadino con la tenacia e la fede di un missionario, inviato dal cielo esclusivamente per ripulire la terra dalle nefandezze degli uomini scellerati che minacciano la gente cristiana che vorrebbe condurre in pace una vita serena…

Nell’ufficio del paladino Armando, si barcamenano una serie di fidi scudieri nel tentativo di debellare “le barbarie di tutti i santi giorni”… dall’inossidabile tartassato ispettore Murolo, ai giovani agenti rampanti Varriale, Di Nardo e Farina, all’esperta rassicurante sovrintendente Signorelli.

Una sorta di cavalieri della tavola rotonda, attorno alla quale si aggirano le insidie quotidiane della delinquenza spicciola, lontana sì dagli echi mortali del terrorismo mondiale, ma angosciosamente vicina al respiro del singolo cittadino, a difesa del quale il vice questore si vedrà costretto all’inevitabile sacrificio di un capro espiatorio a lui tristemente noto, tale Michele Donnarumma, vittima predestinata, agnello feroce dall’aspetto inquietante, che sconvolgerà la salda religione di Piscitelli, come il più spietato e barbaro dei saraceni!

Solo allora, il paladino Armando per la prima volta nella sua vita, cercherà conforto nel tepore degli affetti familiari, trovando così rifugio tra le mura sicure della propria casa di montagna, dove ad attenderlo con ansia ci saranno suo padre Marcello, ex colonnello dell’esercito affetto da Alzheimer, Gina la sua bisbetica badante rumena, e la suadente professoressa Cuccurullo, che con stravagante follia, degna della più classica struttura psichiatrica, contribuiranno a far vacillare definitivamente le sicurezze ed i sacri comandamenti di Piscitelli!

E come nella più classica e scontata sceneggiatura di una trama thriller, neppure il tepore di un sicuro nascondiglio di montagna potrà sottrarre lo spettatore, ed il povero vice questore, dal più classico, ma “si spera” imprevedibile, colpo di scena finale…

 

Carlo Buccirosso

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620, 3892932553

Martedì 4 dicembre, ore 21.00

 

Panart Produzioni

presenta

 

Ettore Bassi in

 

Il Sindaco Pescatore

tratto dall’omonimo libro di Dario Vassallo, testi di Edoardo Erba

 

regia Enrico Maria Lamanna


Raccontiamo e soprattutto ricordiamo la storia di un eroe normale, Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore. Un uomo normale e straordinario in una regione malata e straordinaria come la Campania. Un uomo che ha sacrificato con la sua vita l'impegno di amministrare difendere e migliorare la sua terra e le sue persone.

La sua opera di uomo semplice onesto e lungimirante attraverso l'inizio della sua carriera politica, i successi straordinari ottenuti sul campo del Cilento nell'ottica del Bene Comune, compresa l'operazione Dieta Mediterranea assunta grazie a lui a Patrimonio dell'Unesco, fino al suo tragico epilogo.

 

 

Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani

Info 0815158061, 3381890767

Martedì 4 dicembre, ore 20.30

 

Balletto del Sud

presenta

 

Serata Romantica

spettacolo di danza, musica e poesia

ideazione e regia di Fredy Franzutti

 

 coreografie
Michel Fokine, Arthur Saint-Léon, Jean Coralli, Marius Petipa,
Jules Perrot, August Bournonville e Fredy Franzutti

 

musiche di
Chopin, Adam, Schneitzhöffers, Minkus, Delibes, Verdi

 

scene di Francesco Palma

 

testi di Giacomo Leopardi

 

con Andrea Sirianni
e i solisti del Balletto del Sud

 

Le più belle pagine del repertorio ballettistico romantico  (Giselle, La Sylphide, la Bayadere, Les Sylphides) intervallate dai brani di Chopin e le rime del poeta di Recanati ritenuto il maggior poeta dell'Ottocento italiano e una delle più importanti figure della letteratura mondiale.

Protagonisti sono gli interpreti ideali per il programma: i solisti del Balletto del Sud, « l'unica compagnia italiana in grado di affrontare un tale repertorio» (Ermanno Romanelli), ed artsiti ospiti di livello internazionale che rendono ogni replica unica e differente dalle altre.

Molte sono le qualità che accostano la poetica di Leopardi alle melodie di Chopin e la musica romantica, caratterizzate dal pessimismo degli autori: probabile effetto delle patologie che spesso li affliggevano e sviluppatesi successivamente in un sistema complesso poetico e filosofico. Chopin e Leopardi, ad esempio, nacquero a dodici anni di distanza ma furono coetanei nella morte, giunta per entrambi a soli trentanove anni. E durante la serata i brani più celebri del balletto per antonomasia e del più famoso poeta italiano dell’Ottocento rievocheranno le sempiterne suggestioni del Romanticismo, di cui furono tra i massimi rappresentanti.

Il programma, concepito e diretto da Fredy Franzutti, che cura anche alcune coreografie è uno studio che realizza  uno spettacolo di danza con diverse formule, dal grande spettacolo con corpo di ballo, orchestra al raffinato programma per danzatori solisti, attore e pianoforte.

Nelle diverse edizioni hanno partecipato alla "Serata Romantica": Andrea Sirianni, valido attore dotato di eloquio elegante e dizione corretta che, anche per le sue esperienze sui testi di Gabriele D’Annunzio e W.H. Auden, si può considerare uno specialista dell’interpretazione del testo in poesia. 

La prima ballerina Letizia Giuliani, nome di spicco della danza italiana, che partecipa al progetto come ballerina ospite e come ripetitrice delle coreografie del repertorio romantico, donando e tramandando preziosi insegnamenti di stile appresi nella sua carriera internazionale al fianco dei più grandi primi ballerini del momento. I primi ballerini dell'opera di Sofia: Katerina Petrova e Tsetso Ivanov. Un teatro di antica tradizione che riesce a trattenere i dogmi della grande scuola dell'est e a mantenere integro il repertorio di Marius Petipa. Lo spettacolo ha visto la partecipazione straordinaria del pianista Francesco Libetta, considerato un'eccellenza nel panorama internazionale, definito dal New York Times: “aristocratico poeta dalle tastiera”. Accanto a loro si alternano nel programma i solisti del Balletto del Sud.

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Giovedì 6 dicembre, ore 20.45

 

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620, 3892932553

Sabato 8, ore 21.00, e domenica 9 dicembre, ore 18.00

 

Goldenart Production

presenta

 

Alessandro Haber, Lucrezia Lante Della Rovere

in

 

Il Padre

di Florian Zeller

 

con David Sebasti

Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo, Riccardo Floris

 

scene Gianluca Amodio, musiche Antonio Di Pofi   

costumi Alessandro Lai, disegno luci Umile Vainieri

foto Tommaso Le Pera

 

regia Piero Maccarinelli

 

Andrea è un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza.

Ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita.

Le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza. La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia.

Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà. 

La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone.

Con grande abilità l’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall’immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.

Per circa un’ora e trenta, gli attori si muovono in uno spazio mutevole e raccontano, con delicatezza, ma allo stesso tempo, con il sorriso e l’ ironia, il viaggio nei meandri di una mente corrotta dalla malattia, spaesata e confusa.

Lo spettatore si ritrova a vivere la realtà con gli occhi del protagonista, vedendo entrare ed uscire di scena quattro attori diversi, che, interpretando gli sdoppiamenti di Anna, di Piero e della badante Laura, si muovono velocemente, si alternano, scompaiono, ripetono le stesse azioni.

Scene “reali” si mescolano a quelle “immaginate” o “deformate” dall’uomo, che lo conducono in un labirinto confuso di idee, volti, luoghi e situazioni, in cui anche lo spettatore, inesorabilmente, è destinato a perdersi, tra lo stupore e l’angoscia, provando empaticamente le stesse sensazioni che il protagonista si trova a vivere.

 

Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta

info 0823444051

Inaugurazione stagione teatrale 2018/2019

Venerdì 7 e sabato 8 dicembre, ore 20.45

 

Diana Or.i.s

presenta

 

Vincenzo Salemme in

 

Con tutto il cuore

scritta, diretta e interpretata da Vincenzo Salemme

 

con (in o.a.)

Domenico Aria, Vincenzo Borrino, Antonella Cioli, Sergio D’Auria,

Teresa Del Vecchio, Antonio Guerriero, Fernanda Pinto, Giovanni Ribo’

 

scene Gilda Cerullo e Renato Lori, costumi Francesca Romana Scudiero
luci Umile Vainieri

 

Il mio nuovo spettacolo sarà ancora una commedia, nel senso più scolastico della parola. Perché anche stavolta, come nella mia precedente "Una festa esagerata", vorrei che il pubblico si divertisse molto. E perché anche stavolta al centro della vicenda c'è un piccolo uomo, il mite insegnante di lettere antiche Ottavio Camaldoli, che subisce un trapianto di cuore, ma non sa che il cuore gli è stato dato in dono, è quello di un feroce delinquente, Pasquale Mangiacarne, morto ucciso, il quale prima di morire ha sussurrato alla mamma, feroce quanto lui, le ultime volontà: che il proprio cuore possa continuare a pulsare anche dopo la sua morte, affinché colui che lo riceverà in dono (Ottavio appunto), possa vendicarlo.

Il povero Ottavio però, pur avendo effettivamente cambiato il cuore, non ha modificato il suo carattere. E non ha nessuna intenzione di trasformarsi in assassino. Lui che già subisce le angherie di una ex moglie e del suo nuovo compagno, lui che è troppo remissivo con la figlia ventenne che vive in casa con lui.

Lui che si fa abbindolare da un finto infermiere e da una finta governante indiana, lui che ha paura persino del gangster nano tutto chiacchiere e minacce da sbruffone, lui che rispetta ed ha sempre rispettato la legge, questo uomo dal temperamento quasi vile, dovrà sottostare alla prepotenza della Signora Carmela (mamma di Mangiacarne) e sarà costretto col passare dei giorni a diventare un duro. Un cinico.

Un uomo capace di rendere il proprio cuore chiuso come la pietra. Forse tutto questo per dimostrare che in ognuno di noi ci sono tutte le sfumature e tutti i colori dell'animo umano. E che è sempre l'occasione che ci costringe a fare delle scelte. E in quelle scelte si capisce davvero qual è la nostra natura più profonda.

 

Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli

Info 0974282362, 3383096807

Venerdì 7 dicembre, ore 20.45

 

Cose Production

presenta

 

Sal da Vinci in

 

Sinfonie in Sal maggiore

scritto da Sal Da Vinci e Ciro Villano

 

coreografie Patrick King

 

con

Sal Da Vinci, Gianni Parisi, Floriana De Martino, Ciro Villano, Francesco Da Vinci

 

dancer

Patrick King, Sarah Grether

 

musicisti

Orchestra di 50 elementi diretti dal Maestro Adriano Pennino

 

band

Maurizio Bosnia, Gianluca Mirra, Gaetano Diodato,

Sasà Dell’Aversano, Antonio Mambelli, Ciro Manna 

 

disegno luci Francesco Adinolfi, scene Massimo Comune

scenotecnica Speedy Scenografie

ideazione e progettazione costumi Paola Pugliese e Rita Boccarossa

sartoria Romeo Gigli Plus, make-up Kriss Barone

 

regia Marco Carniti

 

C’era un tempo in cui per unire i due mondi, il vecchio e il nuovo continente, esistevano solo due modi, la nave e la fantasia. E Sal da Vinci, in sinfonie in Sal Maggiore, proverà a viaggiare con entrambi i mezzi, partendo dall’Eterna Santa Lucia e approdando ai piedi della statua della Libertà. Su un mare di note riscritte in una sinfonia di ricordi e di ambizioni, la nave di Sal percorre l’oceano delle sensazioni e delle emozioni, senza barriere di tempo o di linguaggio.

In questo fantastico cammino rivivono le atmosfere delle grandi orchestre che suonavano pezzi indimenticabili ed eterni: eterni come il mare, come l’oceano. Compagni di viaggio di Sal, oltre ad un’orchestra formata da 50 elementi diretti dal maestro Adriano Pennino e la sua voglia di cantare i suoi cavalli di battaglia e non solo, in un mix ben dosato tra la melodia classica napoletana e brani mai interpretati prima dal cantautore, ci saranno i suoi sogni, i suoi ricordi, la sua voce e un equipaggio sgangherato e comico che renderanno la traversata anche molto divertente.

Si realizza, dunque, un sogno per Sal, protagonista in una colossale produzione che ancora una volta vuole scommettere sulla bellezza e sulla qualità, portando in scena uno spettacolo ricchissimo anche da un punto di vista estetico e – se vogliamo anacronistico: in un’epoca in cui il suono della musica viene riprodotto dagli MP3, impiantare un’orchestra di 50 elementi può sembrare una follia…

E forse lo è: ma i veri artisti vivono solo di folli sogni. A dirigere i lavori come saggio timoniere, Marco Carniti (che vanta un curriculum eccezionale, avendo curato gli allestimenti di molti lavori da Strehler al teatro lirico e non solo), visionario regista che proverà ad assemblare i vari reparti, dalla prosa  (scritta dallo stesso Sal e da Ciro Villano in scena con Gianni Parisi e Floriana De Martino), guidando la nave tra le canzoni riarrangiate dal direttore d’orchestra Pennino e i monologhi  che raccontano i ricordi e i sogni del cantautore napoletano, passando per gli sketch che si ispirano ai gran varietà degli anni d’oro del teatro e della televisioni, senza rinunciare al gusto di raccontare temi profondi e scomodi come l’emigrazione di ieri, di oggi e di sempre, visto che i grandi temi, come la bellezza della musica sono sempre attuali. Buon viaggio a tutti. Si SALpa.

 

 

Teatro Barone di Melito di Napoli

Info 0817113455

Venerdì 7 dicembre, ore 20.45

 

Primoatto Produzioni e Nonsoloeventi srl

presentano

 

Maurizio Casagrande  in

 

Mostri a parte

di Maurizio Casagrande e Francesco Velonà 

 

con
Fabio Balsamo, Tiziana De Giacomo, Nicola d’Ortona
Marianna Liguori, Giovanna Rei, Claudia Vietri

 

scene Sissy Granata
costumi Maria Rosaria Riccio

 

regia Maurizio Casagrande

 

Le urla di un uomo che viene trascinato via aprono lo spettacolo. “Ma come fate a guardare questa robaccia… aprite gli occhi… ma non lo vedete che sono tutti mostri!”

Franco, dimenticata rockstar degli anni ’80, è sposato con la più giovane Ursula, conduttrice televisiva di grande successo, fervente ammiratrice negli anni d’oro della sua carriera, ma che oggi è la vera “star” di casa. 

Lui, un artista non particolarmente bravo, ma sincero ed originale, e lei senza grandi capacità, ma priva di scrupoli e bravissima ad approfittare di chiunque per aumentare gli ascolti. Lui completamente fuori luogo nello show business dei giorni nostri, e lei perfettamente inserita nell’effimero mondo della televisione. 

Lui e lei. Un uomo e una donna, ma in realtà il passato ed il presente che si scontrano in campo neutro: Il teatro.

Ursula, quasi per pietà, offre a Franco la possibilità di partecipare alla sua seguitissima trasmissione, ma la cosa si trasforma in un clamoroso flop. Le curve degli ascolti della sua esibizione risultano più basse di quelle della pubblicità, e questo porta alla rottura del rapporto tra i due.

O lui troverà il modo di risalire la china, o lei lo eliminerà dalla sua vita. Ma come fare? Ormai lo spettacolo propone solo robaccia e lui vede solo mostri intorno a lui, non più “sacri”, come un tempo, ma assolutamente “pagani”. Per farcela, dovrebbe diventare uno di loro!

Ed è proprio quello che accadrà quando scoprirà di essere l’erede del dott. Jekyll, ed entrerà in possesso della famosa pozione che riesce a svelare e portare in vita l’altro lato di noi stessi. L’uso della pozione cambierà tutto, e anche Ursula ritroverà per Franco l’antico amore.

Sembra un lieto fine, ma si sa, i finali in cui vissero tutti felici e contenti appartengono alle fiabe, nella realtà la voce di Franco ci porterà al tragico epilogo.

 

 

Teatro La Provvidenza di Vallo Della Lucania

info 0974717089

Venerdì 7 dicembre, ore 20.45

 

Teatro Gloria di Pomigliano D’Arco

Info 0818843409

Domenica 9 dicembre, ore 19.00

(alle ore 17.00, Gianni Ferreri e Veronica Maya saranno ospiti della Distilleria Feltrinelli

di Via Roma 281, Pomigliano D’Arco), per un incontro con il pubblico

 

Teatro Totò e Prospet

presentano

 

Gianni Ferreri, Veronica Maya

in

 

La banda degli onesti

di Mario Scarpetta
dalla sceneggiatura di Age e Scarpelli

 

con Davide Ferri e Eduardo Scarpetta
 

musiche originali M°. Antonello Cascone, scene Tonino Di Ronza
costumi Maria Pennacchio, aiuto regia Maria Autiero
 

regia Gaetano Liguori

 

Cosi’ come negli anni ’50 Toto’ si era accostato a Scarpetta, interpretando per il cinema tre sue commedie ( Il medico dei pazzi, Un turco napoletano, Miseria e nobiltà) negli anni ’90 uno Scarpetta, con un umile e sincero omaggio si accostò al Principe della risata, trascrivendo per la scena teatrale uno dei suoi più divertenti e famosi film.

Mario Scarpetta, pronipote del grande commediografo e autore Eduardo, in occasione del centenario della nascita dichiarò: “la cosa più difficile è stata quella di dimenticarsi di Toto”. L’adattamento teatrale di Mario Scarpetta fu autorizzato dagli sceneggiatori del film Age e Scarpelli e mantiene praticamente immutata la struttura della sceneggiatura e presenta rispetto al film degli anni ’60 alcune modifiche pratiche.

“Ho semplificato molto l’azione, ci raccontò Mario Scarpetta, eliminando quando necessario alcune parti e alcune situazioni, come nel caso  della rinuncia alla figura di  Cardone, il pittore, che nel film era interpretato da uno splendido Giacomo Furia”.

Da qui e con lo stesso criterio  fu realizzata anche la scelta anche scenografica dei luoghi deputati dell’intreccio : la portineria e la tipografia. Lo spettacolo fa ritornare questa volta in teatro le vicende di quel Don Gennaro, portinaio con pochi soldi e molti sogni e Don Ferdinando non meno squattrinato e sognatore che insieme stampano un bel gruzzolo di banconote false.

“Non era facile mettere in piedi una versione teatrale del film, affermò Liliana de, Curtis, ma Mario Scarpetta e i suoi attori ci sono riusciti benissimo. A loro va il mio applauso sincero. Sono sicura che a mio padre la commedia sarebbe piaciuta“. 

Mario Scarpetta recitò questa commedia  l’ultima volta nel  2004, poco prima della morte e dopo una lunghissima tournée durata anni. Oggi, dopo tredici anni, in ricordo di Totò e di Mario Scarpetta, viene riproposto questo allestimento.