Cultura & Gossip
SPETTACOLI - Agenda settimanale dal 5 all'11 dicembre 2016 in Campania, programmata dal Teatro Pubblico Campano
02.12.2016 12:08 di Napoli Magazine
aA

Teatro Ricciardi di Capua

Info 0823963874

Martedì 6 dicembre, ore 21.00

 

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

info 0818786165

Mercoledì 7 dicembre, ore 21.00

 

Teatro Umberto di Nola

info 0818231622

Giovedì 8 dicembre, ore 20.45

 

Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli

Info 0974282362, 3383096807

Venerdì 9 dicembre, ore 20.45

 

Compagnia Gli Ipocriti

presenta

 

Giulio Scarpati, Valeria Solarino

in

 

Una giornata particolare

di Ettore Scola e Ruggero Maccari, adattamento Gigliola Fantoni

 

con Toni Fornari

 

e Guglielmo Poggi, Anna Ferraioli, Elisabetta Mirra, Paolo Minnielli

 

scena Luigi Ferrigno    

costumi Marianna Carbone

luci Raffaele Perin    

video e suoni Marco Schiavoni

 

regia Nora Venturini

 

Lo spettacolo è dedicato al Maestro Ettore Scola, grande regista e sceneggiatore

 

6 maggio del 1938, giorno della visita di Hitler a Roma. In un comprensorio popolare, Antonietta, moglie di un usciere e madre di sei figli, prepara la colazione, sveglia la famiglia, aiuta nei preparativi per la parata. Una volta sola, inavvertitamente, apre la gabbietta del merlo che va a posarsi sul davanzale di un appartamento difronte al suo. Bussa alla porta, ad aprirle è Gabriele, ex annunciatore dell'EIAR che sta preparando la valigia in attesa di andare al confino perché omosessuale. Antonietta, donna ignorante e plagiata dall’affascinante figura di Mussolini, rispecchia in pieno il ruolo di donna del “regime” dedita alla famiglia, succube del marito e “mezzo di produzione” per la macchina bellica. È rapita dal fascino discreto di Gabriele e, inconsapevolmente, tenta di conquistarlo mentre lui è costretto a confessare la sua omosessualità causa anche del suo licenziamento. Mentre la radio continua a trasmettere la radiocronaca dell'incontro tra Hitler e Mussolini, Antonietta e Gabriele si rispecchieranno l'una nell'altro condividendo la solitudine delle loro anime. Gabriele regala ad Antonietta un libro (I tre moschettieri) che rappresenta il simbolo di una speranza ovvero che le donne possano affrancarsi dalla loro condizione di “schiave” in cui erano state relegate dal regime fascista, attraverso la conoscenza e la cultura.

 

Note di regia

Abbiamo deciso di mettere in scena Una giornata particolare, superando timori e scrupoli verso il capolavoro cinematografico originale, perché a ben guardarla la sceneggiatura di Scola e Maccari nasconde una commedia perfetta. Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui sono “obbligati” a restare, prigionieri. Fuori il mondo, la Storia, di cui ci arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti: per Gabriele, per Antonietta, per la sua famiglia che si reca alla parata, per gli Italiani che festeggiano l’incontro tra Mussolini e Hitler, senza sapere quanto fatale sarà per i destini del Paese.

Unità di tempo, unità di luogo. E due personaggi che, grazie al loro incontro, cambiano, si trasformano sotto i nostri occhi, scoprono una parte nuova di sé stessi, modificano il loro sguardo sulla realtà che li circonda. Antonietta, asservita ai figli e al marito, grazie a Gabriele mette in discussione le sue certezze sul regime, inizia a dubitare sulle verità propagandate dal fascismo, acquista maggiore rispetto di sé stessa, assapora un modo diverso di stare con un uomo. Gabriele, omosessuale licenziato dalla Radio e in procinto di essere spedito al confino, costretto tutta la vita a fingere e a nascondersi, con Antonietta finalmente si sente libero, esce allo scoperto, per la prima volta si sente accettato, apprezzato e amato per quello che è. Ignorante e sottomessa lei, colto e raffinato lui, apparentemente diversissimi, si sentono, si annusano, si riconoscono. Sono due umiliati, due calpestati, sono due ultimi. Nel giorno del ballo, sono le due Cenerentole rimaste a casa. E la loro storia è la storia, purtroppo sempre attuale, di coloro che non hanno voce, spazio, rispetto, e sui destini dei quali cammina con passo marziale la Storia con la S maiuscola.       

Nora Venturini

 

 

Teatro Roma di Portici

info 081472662

Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Mercoledì 7 dicembre, ore 20.45

 

Teatro Gloria di Pomigliano D’Arco

Info 0818843409

Giovedì 8 dicembre, ore 20.45

(alle ore 16.00, Rocco Papaleo e la compagnia saranno ospiti alla Distilleria

di Via Roma 281, Pomigliano D’Arco), per un incontro con il pubblico

 

Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei

Info 0818577725 – 3337361628

Da venerdì 9 a domenica 11 dicembre

(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15

 

Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

presenta
 

Rocco Papaleo

in

 

Buena Onda

di Valter Lupo, Valerio Vestoso, Rocco Papaleo, Giovanni Esposito

 

con Giovanni Esposito

 

e con

Francesco Accardo chitarra, Jerry Accardo percussioni 

Guerino Rondolone contrabbasso, Arturo Valiante pianoforte 

 

scene Sonia Peng, costumi Eleonora Rella, luci Luigi Marra

 

regia Valter Lupo

 

Continua il viaggio di Rocco Papaleo ed i suoi fidati compagni di viaggi attraverso il teatro canzone. Si parte per un’avventura ai confini del mondo. Il viaggio e la scoperta saranno parte integrante della poetica di Papaleo, ma questa volta sarà un viaggio più esotico. Come nel caso di Una piccola impresa meridionale, lo spettacolo seguirà l’uscita del nuovo film di Rocco Papaleo nelle sale italiane. Rocco Papaleo conferma la volontà di creare un teatro “a portata di mano”, con il solo desiderio, a ben vedere, di stringerne altre.

 

Entrare in teatro, per me, è come lasciare la terra ferma.

È solcare il mare dell’immaginazione, vivere un’esperienza di navigante.

Per questo il nostro teatro canzone questa volta vuole agire come se si trovasse su una nave, che ci trasporta insieme ai passeggeri/spettatori per affrontare un viaggio che possa divertire e, nella migliore delle ipotesi, emozionare.

Ci sentiamo di promettere una crociera a tutti gli effetti, magari non sfarzosa, ma con tutto quello che serve per comporre un entertainment efficace. Avremo marinai pronti a tutto per assistervi e divertirvi, l’orchestrina per ballare e contrappuntare le storie che il Capitano vorrà raccontare e tra i passeggeri cercheremo hostess e steward che accetteranno l’ironia del mettersi in gioco.

La nostra nave si chiama ‘Buena Onda’, l’onda buona, quella che solleva e dà sollievo.

La ‘Buena Onda’ prospetta di gettare al più presto l’ancora nella vostra città.

 

Rocco Papaleo

 

 

 

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Mercoledì 7 dicembre, ore 20.30

 

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

presenta

 

Lina Sastri in

 

Mi chiamo Lina Sastri

...appunti di viaggio
Biografia in musica

 

idea scenica e disegno luci Alessandro Kokocinski, direzione musicale Adriano Pennino
ottimizzazione grafica Stefano Labellarte
drammaturgia e regia Lina Sastri

 

Il titolo trae spunto dalla risposta che l’amata artista partenopea è costretta a dare a chi, ancora oggi, le chiede come si chiama, ricordando di lei la voce e il volto ma non il nome.

Dopo un’intensa stagione dedicata alla prosa, Lina Sastri torna felicemente alla musica. Con lei 5 musicisti che da sempre la accompagnano nel suo viaggio musicale. La musica è quella della sua terra, Napoli vecchia e nuova, cantata alla sua maniera, a volte con un solo strumento, a volte con una festa di suoni seguendo l’essenza interpretativa che il testo e le note – insieme allo spazio del tempo e del luogo in cui le esegue –  le suggeriscono.  Parole di brani, o stralci di testi teatrali rappresentati, racconti di vita e di incontri ordinari e straordinari della sua vita artistica. Le poesie che tanto ama e citazioni da poeti che le sono cari o dalla sua stessa scrittura. Il tutto si intreccia alla musica in un abbraccio d’amore sincero. Un racconto musicale sul filo delle emozioni, della bellezza e dell’arte che, in Napoli, trova ispirazione e complemento.

 

 

Teatro Verdi di Salerno

info 089662141

Da giovedì 8 a domenica 11 dicembre

(feriali ore 21,00 - festivi ore 18,30)

 

Les Nuit de Fourvière, Lione 2013

presentano

 

Carmen 

di Georges Bizet
secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio


direzione artistica e regia Mario Tronco
elaborazione musicale e arrangiamenti Leandro Piccioni e Mario Tronco
adattamento libretto Serge Valletti 
 

scenografia Lino Fiorito, costumi Katia Marcanio, coreografia Giorgio Rossi
disegno luci Daniele Davino, aiuto regista Federica Soranzio

 

Carmen Mama Marjas, Don José Evandro Dos Reis
Micaela Elsa Birgé, Due fidanzatini Hersjana Matmuja, Dario Ciotoli
Escamillo Houcine Ataa, Zuniga Carlos Paz Duque
Il Dancairo, tromba Omar Lopez Valle
Il Remendado, djembe, dum dum El Hadji Yeri Samb
Contrabbandiere, batteria Ernesto Lopez Maturell
Basso e synth Pino Pecorelli, Percussioni Raul Scebba
Oud Ziad Trabelsi, Cymbalum, soldato Marian Serban

Chitarre Emanuele Bultrini, Fisarmonica Saria Convertino
Violino, soldato Ion Stanescu, Violoncello Kyung Mi Lee
Danzatori Ashai Lombardo Arop, Ovidiu Totti, Adam Iozsef

Direttore musicale e tastiere Leandro Piccioni

 

Dopo lo straordinario successo del Flauto Magico mozartiano, divenuto ormai un cult con oltre 150 repliche in Italia e in Europa, l’Orchestra di Piazza Vittorio si misura con una delle più celebri opere di tutti i tempi, simbolo dell’amore travolgente e passionale, presentata in una riscrittura romantica e sognatrice, un mosaico di ritmi e stili musicali, un affresco di lingue, atmosfere e musiche liberamente fuse.

Dalla salsa al flamenco, dalla tecno alla lirica, dal blues al tango, fino al reggae e alle esotiche sonorità arabe, indiane e africane. Un viaggio che va dalla Francia alla Spagna, dalla Tunisia al Senegal, dal Brasile all’antica Persia. “La Carmen è un’opéra-comique, ispirata dalla musica popolare gitana – racconta Mario Tronco direttore artistico dell’Orchestra e regista dell’opera. Il nostro lavoro tende ad esaltare le zone della partitura di forte ispirazione popolare. Con Leandro Piccioni cerchiamo di mettere a nudo la composizione, renderla il più semplice possibile per capire dove si trova il centro dell’emozione. La semplicità della melodia spogliata ti avvicina idealmente al momento in cui l’autore l’ha composta. Questa è la parte più interessante del nostro lavoro, o almeno, quella che noi amiamo di più”.

A dirigere la coloratissima Orchestra di Piazza Vittorio è Leandro Piccioni, mentre pdi quest’avventura sarà una libera, stravagante e affascinante Carmen interpretata da una eccezionale Mama Marjas artista pugliese, classe 1986, vero e proprio talento naturale radicato nella cultura del reggae ma capace di destreggiarsi con altrettanta bravura tra stili e linguaggi diversi, dialogando dai 99 Posse a Paolo Fresu. Alla sua prima collaborazione con l’Orchestra di Piazza Vittorio, Mama Marjas e la sua personalissima Carmen si confronteranno con i caldi ritmi brasiliani di un Don José impersonato da Evandro Dos Reis, l’intrigante torero Escamillo (il tunisino Houcine Ataa interprete di ammalianti melodie arabe) e con una Micaëla interpretata da Elsa Birgé, artista a tutto tondo, cantante e trapezista francese.
Le scene sono di Lino Fiorito, già autore delle scene del Flauto magico del 2009, nonché collaboratore di alcuni film di Sorrentino. Sul palco anche la danza con le coreografie di Giorgio Rossi, fra i fondatori di Sosta Palmizi, artista versatile, dalla grande inventiva e immaginazione.

La trama racconta di una coloratissima e gioiosa carovana di migranti e contrabbandieri che giunge alle porte di Siviglia esibendosi in balli e canti popolari, sotto gli occhi di un gruppo di sfaccendati soldati che fingono di mantenere l’ordine. Tra questa gente vive una stravagante e sensuale gitana Carmen. José, un giovane e pacifico soldato di origine brasiliana, ammaliato dalla sua bellezza se ne innamora perdutamente e per lei prima diserta, poi offuscato dalla gelosia affronta in duello Escamillo, un equivoco ma affascinante torero arabo. José arriverà fino alla dannazione per conquistare la zingara, spezzando il cuore di Micaela, la giovane e dolce infermiera che accudisce la madre e che avrebbe dovuto sposare, ma Carmen, pur amandolo, non sarà disposta a perdere la sua libertà, neanche se questo significherà morire. Specchio dei protagonisti è una coppia di fidanzatini che, in cerca di un posto tranquillo dove fare l’amore, si apparta sulle mura di cinta della città e da qui inizia ad osservare la chiassosa carovana accampata di sotto. La fidanzatina riconosce in quella gente qualcosa di familiare (forse anche lei è arrivata in quella città come loro) e scena dopo scena – nel ripercorrere la storia della Carmen di Bizet – la giovane coppia, quasi vittima di un incantesimo, finirà per identificarsi completamente con i personaggi

 

 

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620

Da giovedì 8 a domenica 11 dicembre

(feriali ore 21.00, festivi ore 18.30)

 

Compagnia gli Ipocriti

presenta

 

Massimo Ranieri

in

 

Teatro del Porto

versi, prosa e musica di Raffaele Viviani

 

con

Ernesto Lama, Angela De Matteo , Gaia Bassi, Roberto Bani,        

Mario Zinno, Ivano Schiavi, Antonio Speranza, Francesca Ciardiello

 

l’orchestra

pianoforte Ciro Cascino, contrabbasso Luigi Sigillo, fiati Donato Sensini,

violino Sandro Tumolillo, tromba Giuseppe Fiscale, batteria Mario Zinno

 

elaborazioni e ricerche musicali Pasquale Scialò

 

scena e costumi Lorenzo Cutuli, disegno luci Maurizio Fabretti,

coreografie Giorgio De Bortoli

 

regia Maurizio Scaparro

 

Esiste in alcuni di noi la memoria storica o il lontano ricordo di una Napoli vissuta mentre già stava cambiando. Questa preziosa memoria è stata, per Massimo Ranieri e per me, il primo filtro ma anche lo stimolo, dopo la felice esperienza di Viviani Varietà, per continuare a lavorare su un nuovo spettacolo che potesse avere come testimonianza di questo mondo, così ricco, la figura stessa di Raffaele Viviani.

Attraverso il suo teatro (particolarmente quello degli atti unici), le sue parole, il suo canto scenico, si privilegia, così, quel vitalissimo giacimento culturale e musicale che era la Napoli dei quartieri, quella parallela urbana (aperta all’influenza e alle commistioni con il teatro e il Varietà europeo) e di un altro sud che premeva sulla città.

 

Maurizio Scaparro

 

 

 

Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani

Info 0815158061, 3381890767

Venerdì 9 dicembre, ore 20.45

 

I Due della Città del Sole

Presenta

 

Luigi De Filippo

in

 

Natale in casa Cupiello

di Eduardo De Filippo

 

regia Luigi De Filippo

 

Il 21 dicembre 1931 va in scena per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli questa bella commedia di Eduardo, una delle più note e più riuscite.

All’inizio è un atto unico, il secondo, poi Eduardo con gli anni aggiungerà gli altri due, il primo e il terzo, sentendo il bisogno di far conoscere meglio i suoi personaggi. E l’opera ora è davvero completa.

La Compagnia dei fratelli De Filippo si chiamerà del “teatro umoristico” perché attraverso l’umorismo racconta sulla scena la commedia umana, divertendo, ma facendo anche riflettere: E questo vale anche per questa commedia.

“Natale in casa Cupiello” è la vicenda di un povero uomo considerato quasi un bambino soprattutto quando si avvicina il Natale e si riaccende la sua grande passione per il Presepe. In quella occasione si svela anche l’eterno dissidio fra anziani e giovani, con la continua ripetuta domanda di Luca Cupiello al figlio “Nennì, te piace ò Presebbio?” e la risposta ostinata e dispettosa del figlio “non mi piace, non mi piace”: eterno contrasto in famiglia che si cela dietro un pranzo natalizio.

In questa edizione protagonista e regista dello spettacolo è Luigi De Filippo, figlio di Peppino e nipote di Eduardo, degno erede di una famiglia che fa Teatro con grande successo da tre generazioni.

Breve sinossi

Luca Cupiello, come ogni Natale, prepara il presepe, fra il disinteresse della moglie Concetta e del figlio Tommasino. Ci sono poi i continui litigi tra il fratello Pasqualino e Tommasino, entrambi con il tic del furto. Ninuccia, l’altra figlia, ha deciso di lasciare il marito Nicolino per l’amante Vittorio, e di scrivere una lettera d’addio; Concetta, disperata, riesce a farsela consegnare. La missiva capita però nelle mani di Luca che, ignaro di tutto, la consegna al genero, che viene così a sapere del tradimento della moglie. Durante il pranzo della vigilia di Natale, i due rivali, trovatisi di fronte per la sbadataggine di Luca, si scontrano violentemente. Nicolino abbandona Ninuccia e Luca, resosi improvvisamente conto della situazione, cade in uno stato d’incoscienza. Nel delirio finale, Luca scambia Vittorio per Nicolino e fa riconciliare involontariamente i due amanti; e Tommasino gli dirà finalmente che il presepe gli piace.

 

Teatro Auditorium Tommasiello di Teano

info 0823885096 – 3333782429

Venerdì 9 dicembre, ore 20.45

 

Prospet

presenta

 

Oscar Di Maio

in

 

Gennaro Belvedere Testimone cieco

commedia in due atti, scritta da Gaetano di Maio

 

con (in o.a.)

Marzia Di Maio, Armando Iodice, Stefano Sannino, Alessandra Borrelli, Oscar Di Maio, Adele Zeo, Luca Giacometti, Oscarino Di Maio, Aurora Giglio, Anna Iodice,

Antonio Apicella, Giuseppe Migliaccio, Chiara Maretta, Rita Sannino, Angela Magno,

Ciro Scherma

 

scene Max Comune, musiche Francesco Guetta, costumi Antonietta Rodo,

luci Enzo Esposito, fotografie Salvatore Architravo, organizzazione FantateatroPupetta - Marzia di Maio
Nzerillo - Armando Iodice
Tommaso - Stefano Sannino
Carmela - Alessandra Borrelli
Gennaro - Oscar di Maio
Titina - Adele Zeo
Pascale – Luca Giacometti
Orazio – Oscarino di Maio
Rachele – Aurora Giglio
Elisa – Anna Iodice
Sandokan – Antonio Apicella
Rafele – Giuseppe Migliaccio
Lucia – Chiara Maretta
Rituccia – Rita Sannino
Elvira – Angela Magno
Leopoldo – Ciro Scherma

Regia di Oscar di Maio

Scene: Max Comune
Musiche: Francesco Guetta
Costumi: Antonietta Rodo
Luci: Enzo Esposito
Fotografie: Salvatore Architravo
Organizzazione: Fantateatro

 

regia Oscar Di Maio

 

E’ una commedia dal doppio volto. Incentrata infatti sulla comicità classica tipica del genere, presenta risvolti umani e sociali che un pubblico attento ha saputo cogliere sin dagli anni del suo debutto.

La vis comica è notevole e si inscrive nello stile e nel ritmo tipico dei grandi successi di Gaetano Di Maio, autore di tante note commedie interpretate, fra gli altri, da Nino Taranto, Luisa Conte, Ugo D’Alessio, Pietro De Vico, Enzo Cannavale.

Si immagini, ad esempio, uno che si chiami Gennaro Belvedere e che, per giunta, risulti figlio di Lucio e Maria Quattrocchi e che sia nato a Bellavista nel giorno di Santa Lucia. E subito dopo si immagini che costui – per trarre maggior profitto dal suo mestiere di mendicante – debba fingersi cieco.

E si immagini, infine, che una brutta mattina il nostro eroe (o, meglio, antieroe) si trovi ad essere testimone di un delitto: da quel momento, è ovvio, comincerà a vivere nel terrore che l’assassino scopra che lui, in effetti, ci vede benissimo e rappresenta dunque una minaccia, perché può denunciarlo; ne deriverà, si intende, tutta una serie di equivoci irresistibilmente comici ma non per questo avulsi da una umanità anche profonda. Infatti lo spaccato di vita che Di Maio disegna si riferisce, con spiccata naturalità e senza fronzoli moralisti, alla zona sociale di Napoli, minima o infima (ma nell’accezione migliore dei due aggettivi) per la quale lo spostamento di senso a livello del linguaggio diventa metafora di una condizione esistenziale disperatamente ed al tempo stesso aggressivamente connotata dalla instabilità della condizione sociale del protagonista. Commedia dunque che si inscrive nell’antica tradizione del teatro napoletano ed italiano. Oscar Di Maio, debuttante ad 8 anni, alla soglia dei 50 anni di carriera, la riporta in scena, insieme alla figlia Marzia. I Di Maio sono una famiglia teatrale fra le più antiche di Napoli, attive fin dal 1875. Crescenzo Di Maio operava al San Ferdinando di Napoli insieme a Federico Stella fino agli ultimi anni dell’ottocento, e i figli Gaspare ed Oscar sono stati fra i maggiori protagonisti della migliore e aurorale sceneggiata napoletana.

Le figlie di Oscar, Maria ed Olimpia Di Maio, sono state protagoniste della scena per molti anni e di Olimpia si ricorderà sicuramente la collaborazione con Massimo Troisi nel film Scusate il ritardo del 1983.

Gennaro Belvedere raccoglie e sintetizza il meglio di questa tradizione innovandola soprattutto nei ritmi teatrali e naturalmente sul terreno della comprensione dei nuovi fenomeni sociali.

 

 

Teatro Nuovo di Salerno

info 089220886

Sabato 10, ore 21.00, e domenica 11 dicembre, ore 18.30

 

Ugo Piastrella, Margherita Rago

in

 

Ditegli sempre di si

di Eduardo De Filippo

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SPETTACOLI - Agenda settimanale dal 5 all'11 dicembre 2016 in Campania, programmata dal Teatro Pubblico Campano

di Napoli Magazine

02/12/2016 - 12:08

Teatro Ricciardi di Capua

Info 0823963874

Martedì 6 dicembre, ore 21.00

 

Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento

info 0818786165

Mercoledì 7 dicembre, ore 21.00

 

Teatro Umberto di Nola

info 0818231622

Giovedì 8 dicembre, ore 20.45

 

Teatro Eduardo De Filippo di Agropoli

Info 0974282362, 3383096807

Venerdì 9 dicembre, ore 20.45

 

Compagnia Gli Ipocriti

presenta

 

Giulio Scarpati, Valeria Solarino

in

 

Una giornata particolare

di Ettore Scola e Ruggero Maccari, adattamento Gigliola Fantoni

 

con Toni Fornari

 

e Guglielmo Poggi, Anna Ferraioli, Elisabetta Mirra, Paolo Minnielli

 

scena Luigi Ferrigno    

costumi Marianna Carbone

luci Raffaele Perin    

video e suoni Marco Schiavoni

 

regia Nora Venturini

 

Lo spettacolo è dedicato al Maestro Ettore Scola, grande regista e sceneggiatore

 

6 maggio del 1938, giorno della visita di Hitler a Roma. In un comprensorio popolare, Antonietta, moglie di un usciere e madre di sei figli, prepara la colazione, sveglia la famiglia, aiuta nei preparativi per la parata. Una volta sola, inavvertitamente, apre la gabbietta del merlo che va a posarsi sul davanzale di un appartamento difronte al suo. Bussa alla porta, ad aprirle è Gabriele, ex annunciatore dell'EIAR che sta preparando la valigia in attesa di andare al confino perché omosessuale. Antonietta, donna ignorante e plagiata dall’affascinante figura di Mussolini, rispecchia in pieno il ruolo di donna del “regime” dedita alla famiglia, succube del marito e “mezzo di produzione” per la macchina bellica. È rapita dal fascino discreto di Gabriele e, inconsapevolmente, tenta di conquistarlo mentre lui è costretto a confessare la sua omosessualità causa anche del suo licenziamento. Mentre la radio continua a trasmettere la radiocronaca dell'incontro tra Hitler e Mussolini, Antonietta e Gabriele si rispecchieranno l'una nell'altro condividendo la solitudine delle loro anime. Gabriele regala ad Antonietta un libro (I tre moschettieri) che rappresenta il simbolo di una speranza ovvero che le donne possano affrancarsi dalla loro condizione di “schiave” in cui erano state relegate dal regime fascista, attraverso la conoscenza e la cultura.

 

Note di regia

Abbiamo deciso di mettere in scena Una giornata particolare, superando timori e scrupoli verso il capolavoro cinematografico originale, perché a ben guardarla la sceneggiatura di Scola e Maccari nasconde una commedia perfetta. Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui sono “obbligati” a restare, prigionieri. Fuori il mondo, la Storia, di cui ci arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti: per Gabriele, per Antonietta, per la sua famiglia che si reca alla parata, per gli Italiani che festeggiano l’incontro tra Mussolini e Hitler, senza sapere quanto fatale sarà per i destini del Paese.

Unità di tempo, unità di luogo. E due personaggi che, grazie al loro incontro, cambiano, si trasformano sotto i nostri occhi, scoprono una parte nuova di sé stessi, modificano il loro sguardo sulla realtà che li circonda. Antonietta, asservita ai figli e al marito, grazie a Gabriele mette in discussione le sue certezze sul regime, inizia a dubitare sulle verità propagandate dal fascismo, acquista maggiore rispetto di sé stessa, assapora un modo diverso di stare con un uomo. Gabriele, omosessuale licenziato dalla Radio e in procinto di essere spedito al confino, costretto tutta la vita a fingere e a nascondersi, con Antonietta finalmente si sente libero, esce allo scoperto, per la prima volta si sente accettato, apprezzato e amato per quello che è. Ignorante e sottomessa lei, colto e raffinato lui, apparentemente diversissimi, si sentono, si annusano, si riconoscono. Sono due umiliati, due calpestati, sono due ultimi. Nel giorno del ballo, sono le due Cenerentole rimaste a casa. E la loro storia è la storia, purtroppo sempre attuale, di coloro che non hanno voce, spazio, rispetto, e sui destini dei quali cammina con passo marziale la Storia con la S maiuscola.       

Nora Venturini

 

 

Teatro Roma di Portici

info 081472662

Inaugurazione stagione teatrale 2016/2017

Mercoledì 7 dicembre, ore 20.45

 

Teatro Gloria di Pomigliano D’Arco

Info 0818843409

Giovedì 8 dicembre, ore 20.45

(alle ore 16.00, Rocco Papaleo e la compagnia saranno ospiti alla Distilleria

di Via Roma 281, Pomigliano D’Arco), per un incontro con il pubblico

 

Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei

Info 0818577725 – 3337361628

Da venerdì 9 a domenica 11 dicembre

(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15

 

Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo

presenta
 

Rocco Papaleo

in

 

Buena Onda

di Valter Lupo, Valerio Vestoso, Rocco Papaleo, Giovanni Esposito

 

con Giovanni Esposito

 

e con

Francesco Accardo chitarra, Jerry Accardo percussioni 

Guerino Rondolone contrabbasso, Arturo Valiante pianoforte 

 

scene Sonia Peng, costumi Eleonora Rella, luci Luigi Marra

 

regia Valter Lupo

 

Continua il viaggio di Rocco Papaleo ed i suoi fidati compagni di viaggi attraverso il teatro canzone. Si parte per un’avventura ai confini del mondo. Il viaggio e la scoperta saranno parte integrante della poetica di Papaleo, ma questa volta sarà un viaggio più esotico. Come nel caso di Una piccola impresa meridionale, lo spettacolo seguirà l’uscita del nuovo film di Rocco Papaleo nelle sale italiane. Rocco Papaleo conferma la volontà di creare un teatro “a portata di mano”, con il solo desiderio, a ben vedere, di stringerne altre.

 

Entrare in teatro, per me, è come lasciare la terra ferma.

È solcare il mare dell’immaginazione, vivere un’esperienza di navigante.

Per questo il nostro teatro canzone questa volta vuole agire come se si trovasse su una nave, che ci trasporta insieme ai passeggeri/spettatori per affrontare un viaggio che possa divertire e, nella migliore delle ipotesi, emozionare.

Ci sentiamo di promettere una crociera a tutti gli effetti, magari non sfarzosa, ma con tutto quello che serve per comporre un entertainment efficace. Avremo marinai pronti a tutto per assistervi e divertirvi, l’orchestrina per ballare e contrappuntare le storie che il Capitano vorrà raccontare e tra i passeggeri cercheremo hostess e steward che accetteranno l’ironia del mettersi in gioco.

La nostra nave si chiama ‘Buena Onda’, l’onda buona, quella che solleva e dà sollievo.

La ‘Buena Onda’ prospetta di gettare al più presto l’ancora nella vostra città.

 

Rocco Papaleo

 

 

 

Teatro Italia di Acerra

Info 0818857258, 3333155417

Mercoledì 7 dicembre, ore 20.30

 

Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro

presenta

 

Lina Sastri in

 

Mi chiamo Lina Sastri

...appunti di viaggio
Biografia in musica

 

idea scenica e disegno luci Alessandro Kokocinski, direzione musicale Adriano Pennino
ottimizzazione grafica Stefano Labellarte
drammaturgia e regia Lina Sastri

 

Il titolo trae spunto dalla risposta che l’amata artista partenopea è costretta a dare a chi, ancora oggi, le chiede come si chiama, ricordando di lei la voce e il volto ma non il nome.

Dopo un’intensa stagione dedicata alla prosa, Lina Sastri torna felicemente alla musica. Con lei 5 musicisti che da sempre la accompagnano nel suo viaggio musicale. La musica è quella della sua terra, Napoli vecchia e nuova, cantata alla sua maniera, a volte con un solo strumento, a volte con una festa di suoni seguendo l’essenza interpretativa che il testo e le note – insieme allo spazio del tempo e del luogo in cui le esegue –  le suggeriscono.  Parole di brani, o stralci di testi teatrali rappresentati, racconti di vita e di incontri ordinari e straordinari della sua vita artistica. Le poesie che tanto ama e citazioni da poeti che le sono cari o dalla sua stessa scrittura. Il tutto si intreccia alla musica in un abbraccio d’amore sincero. Un racconto musicale sul filo delle emozioni, della bellezza e dell’arte che, in Napoli, trova ispirazione e complemento.

 

 

Teatro Verdi di Salerno

info 089662141

Da giovedì 8 a domenica 11 dicembre

(feriali ore 21,00 - festivi ore 18,30)

 

Les Nuit de Fourvière, Lione 2013

presentano

 

Carmen 

di Georges Bizet
secondo l’Orchestra di Piazza Vittorio


direzione artistica e regia Mario Tronco
elaborazione musicale e arrangiamenti Leandro Piccioni e Mario Tronco
adattamento libretto Serge Valletti 
 

scenografia Lino Fiorito, costumi Katia Marcanio, coreografia Giorgio Rossi
disegno luci Daniele Davino, aiuto regista Federica Soranzio

 

Carmen Mama Marjas, Don José Evandro Dos Reis
Micaela Elsa Birgé, Due fidanzatini Hersjana Matmuja, Dario Ciotoli
Escamillo Houcine Ataa, Zuniga Carlos Paz Duque
Il Dancairo, tromba Omar Lopez Valle
Il Remendado, djembe, dum dum El Hadji Yeri Samb
Contrabbandiere, batteria Ernesto Lopez Maturell
Basso e synth Pino Pecorelli, Percussioni Raul Scebba
Oud Ziad Trabelsi, Cymbalum, soldato Marian Serban

Chitarre Emanuele Bultrini, Fisarmonica Saria Convertino
Violino, soldato Ion Stanescu, Violoncello Kyung Mi Lee
Danzatori Ashai Lombardo Arop, Ovidiu Totti, Adam Iozsef

Direttore musicale e tastiere Leandro Piccioni

 

Dopo lo straordinario successo del Flauto Magico mozartiano, divenuto ormai un cult con oltre 150 repliche in Italia e in Europa, l’Orchestra di Piazza Vittorio si misura con una delle più celebri opere di tutti i tempi, simbolo dell’amore travolgente e passionale, presentata in una riscrittura romantica e sognatrice, un mosaico di ritmi e stili musicali, un affresco di lingue, atmosfere e musiche liberamente fuse.

Dalla salsa al flamenco, dalla tecno alla lirica, dal blues al tango, fino al reggae e alle esotiche sonorità arabe, indiane e africane. Un viaggio che va dalla Francia alla Spagna, dalla Tunisia al Senegal, dal Brasile all’antica Persia. “La Carmen è un’opéra-comique, ispirata dalla musica popolare gitana – racconta Mario Tronco direttore artistico dell’Orchestra e regista dell’opera. Il nostro lavoro tende ad esaltare le zone della partitura di forte ispirazione popolare. Con Leandro Piccioni cerchiamo di mettere a nudo la composizione, renderla il più semplice possibile per capire dove si trova il centro dell’emozione. La semplicità della melodia spogliata ti avvicina idealmente al momento in cui l’autore l’ha composta. Questa è la parte più interessante del nostro lavoro, o almeno, quella che noi amiamo di più”.

A dirigere la coloratissima Orchestra di Piazza Vittorio è Leandro Piccioni, mentre pdi quest’avventura sarà una libera, stravagante e affascinante Carmen interpretata da una eccezionale Mama Marjas artista pugliese, classe 1986, vero e proprio talento naturale radicato nella cultura del reggae ma capace di destreggiarsi con altrettanta bravura tra stili e linguaggi diversi, dialogando dai 99 Posse a Paolo Fresu. Alla sua prima collaborazione con l’Orchestra di Piazza Vittorio, Mama Marjas e la sua personalissima Carmen si confronteranno con i caldi ritmi brasiliani di un Don José impersonato da Evandro Dos Reis, l’intrigante torero Escamillo (il tunisino Houcine Ataa interprete di ammalianti melodie arabe) e con una Micaëla interpretata da Elsa Birgé, artista a tutto tondo, cantante e trapezista francese.
Le scene sono di Lino Fiorito, già autore delle scene del Flauto magico del 2009, nonché collaboratore di alcuni film di Sorrentino. Sul palco anche la danza con le coreografie di Giorgio Rossi, fra i fondatori di Sosta Palmizi, artista versatile, dalla grande inventiva e immaginazione.

La trama racconta di una coloratissima e gioiosa carovana di migranti e contrabbandieri che giunge alle porte di Siviglia esibendosi in balli e canti popolari, sotto gli occhi di un gruppo di sfaccendati soldati che fingono di mantenere l’ordine. Tra questa gente vive una stravagante e sensuale gitana Carmen. José, un giovane e pacifico soldato di origine brasiliana, ammaliato dalla sua bellezza se ne innamora perdutamente e per lei prima diserta, poi offuscato dalla gelosia affronta in duello Escamillo, un equivoco ma affascinante torero arabo. José arriverà fino alla dannazione per conquistare la zingara, spezzando il cuore di Micaela, la giovane e dolce infermiera che accudisce la madre e che avrebbe dovuto sposare, ma Carmen, pur amandolo, non sarà disposta a perdere la sua libertà, neanche se questo significherà morire. Specchio dei protagonisti è una coppia di fidanzatini che, in cerca di un posto tranquillo dove fare l’amore, si apparta sulle mura di cinta della città e da qui inizia ad osservare la chiassosa carovana accampata di sotto. La fidanzatina riconosce in quella gente qualcosa di familiare (forse anche lei è arrivata in quella città come loro) e scena dopo scena – nel ripercorrere la storia della Carmen di Bizet – la giovane coppia, quasi vittima di un incantesimo, finirà per identificarsi completamente con i personaggi

 

 

Teatro Carlo Gesualdo di Avellino

info 0825771620

Da giovedì 8 a domenica 11 dicembre

(feriali ore 21.00, festivi ore 18.30)

 

Compagnia gli Ipocriti

presenta

 

Massimo Ranieri

in

 

Teatro del Porto

versi, prosa e musica di Raffaele Viviani

 

con

Ernesto Lama, Angela De Matteo , Gaia Bassi, Roberto Bani,        

Mario Zinno, Ivano Schiavi, Antonio Speranza, Francesca Ciardiello

 

l’orchestra

pianoforte Ciro Cascino, contrabbasso Luigi Sigillo, fiati Donato Sensini,

violino Sandro Tumolillo, tromba Giuseppe Fiscale, batteria Mario Zinno

 

elaborazioni e ricerche musicali Pasquale Scialò

 

scena e costumi Lorenzo Cutuli, disegno luci Maurizio Fabretti,

coreografie Giorgio De Bortoli

 

regia Maurizio Scaparro

 

Esiste in alcuni di noi la memoria storica o il lontano ricordo di una Napoli vissuta mentre già stava cambiando. Questa preziosa memoria è stata, per Massimo Ranieri e per me, il primo filtro ma anche lo stimolo, dopo la felice esperienza di Viviani Varietà, per continuare a lavorare su un nuovo spettacolo che potesse avere come testimonianza di questo mondo, così ricco, la figura stessa di Raffaele Viviani.

Attraverso il suo teatro (particolarmente quello degli atti unici), le sue parole, il suo canto scenico, si privilegia, così, quel vitalissimo giacimento culturale e musicale che era la Napoli dei quartieri, quella parallela urbana (aperta all’influenza e alle commistioni con il teatro e il Varietà europeo) e di un altro sud che premeva sulla città.

 

Maurizio Scaparro

 

 

 

Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani

Info 0815158061, 3381890767

Venerdì 9 dicembre, ore 20.45

 

I Due della Città del Sole

Presenta

 

Luigi De Filippo

in

 

Natale in casa Cupiello

di Eduardo De Filippo

 

regia Luigi De Filippo

 

Il 21 dicembre 1931 va in scena per la prima volta al Teatro Kursaal di Napoli questa bella commedia di Eduardo, una delle più note e più riuscite.

All’inizio è un atto unico, il secondo, poi Eduardo con gli anni aggiungerà gli altri due, il primo e il terzo, sentendo il bisogno di far conoscere meglio i suoi personaggi. E l’opera ora è davvero completa.

La Compagnia dei fratelli De Filippo si chiamerà del “teatro umoristico” perché attraverso l’umorismo racconta sulla scena la commedia umana, divertendo, ma facendo anche riflettere: E questo vale anche per questa commedia.

“Natale in casa Cupiello” è la vicenda di un povero uomo considerato quasi un bambino soprattutto quando si avvicina il Natale e si riaccende la sua grande passione per il Presepe. In quella occasione si svela anche l’eterno dissidio fra anziani e giovani, con la continua ripetuta domanda di Luca Cupiello al figlio “Nennì, te piace ò Presebbio?” e la risposta ostinata e dispettosa del figlio “non mi piace, non mi piace”: eterno contrasto in famiglia che si cela dietro un pranzo natalizio.

In questa edizione protagonista e regista dello spettacolo è Luigi De Filippo, figlio di Peppino e nipote di Eduardo, degno erede di una famiglia che fa Teatro con grande successo da tre generazioni.

Breve sinossi

Luca Cupiello, come ogni Natale, prepara il presepe, fra il disinteresse della moglie Concetta e del figlio Tommasino. Ci sono poi i continui litigi tra il fratello Pasqualino e Tommasino, entrambi con il tic del furto. Ninuccia, l’altra figlia, ha deciso di lasciare il marito Nicolino per l’amante Vittorio, e di scrivere una lettera d’addio; Concetta, disperata, riesce a farsela consegnare. La missiva capita però nelle mani di Luca che, ignaro di tutto, la consegna al genero, che viene così a sapere del tradimento della moglie. Durante il pranzo della vigilia di Natale, i due rivali, trovatisi di fronte per la sbadataggine di Luca, si scontrano violentemente. Nicolino abbandona Ninuccia e Luca, resosi improvvisamente conto della situazione, cade in uno stato d’incoscienza. Nel delirio finale, Luca scambia Vittorio per Nicolino e fa riconciliare involontariamente i due amanti; e Tommasino gli dirà finalmente che il presepe gli piace.

 

Teatro Auditorium Tommasiello di Teano

info 0823885096 – 3333782429

Venerdì 9 dicembre, ore 20.45

 

Prospet

presenta

 

Oscar Di Maio

in

 

Gennaro Belvedere Testimone cieco

commedia in due atti, scritta da Gaetano di Maio

 

con (in o.a.)

Marzia Di Maio, Armando Iodice, Stefano Sannino, Alessandra Borrelli, Oscar Di Maio, Adele Zeo, Luca Giacometti, Oscarino Di Maio, Aurora Giglio, Anna Iodice,

Antonio Apicella, Giuseppe Migliaccio, Chiara Maretta, Rita Sannino, Angela Magno,

Ciro Scherma

 

scene Max Comune, musiche Francesco Guetta, costumi Antonietta Rodo,

luci Enzo Esposito, fotografie Salvatore Architravo, organizzazione FantateatroPupetta - Marzia di Maio
Nzerillo - Armando Iodice
Tommaso - Stefano Sannino
Carmela - Alessandra Borrelli
Gennaro - Oscar di Maio
Titina - Adele Zeo
Pascale – Luca Giacometti
Orazio – Oscarino di Maio
Rachele – Aurora Giglio
Elisa – Anna Iodice
Sandokan – Antonio Apicella
Rafele – Giuseppe Migliaccio
Lucia – Chiara Maretta
Rituccia – Rita Sannino
Elvira – Angela Magno
Leopoldo – Ciro Scherma

Regia di Oscar di Maio

Scene: Max Comune
Musiche: Francesco Guetta
Costumi: Antonietta Rodo
Luci: Enzo Esposito
Fotografie: Salvatore Architravo
Organizzazione: Fantateatro

 

regia Oscar Di Maio

 

E’ una commedia dal doppio volto. Incentrata infatti sulla comicità classica tipica del genere, presenta risvolti umani e sociali che un pubblico attento ha saputo cogliere sin dagli anni del suo debutto.

La vis comica è notevole e si inscrive nello stile e nel ritmo tipico dei grandi successi di Gaetano Di Maio, autore di tante note commedie interpretate, fra gli altri, da Nino Taranto, Luisa Conte, Ugo D’Alessio, Pietro De Vico, Enzo Cannavale.

Si immagini, ad esempio, uno che si chiami Gennaro Belvedere e che, per giunta, risulti figlio di Lucio e Maria Quattrocchi e che sia nato a Bellavista nel giorno di Santa Lucia. E subito dopo si immagini che costui – per trarre maggior profitto dal suo mestiere di mendicante – debba fingersi cieco.

E si immagini, infine, che una brutta mattina il nostro eroe (o, meglio, antieroe) si trovi ad essere testimone di un delitto: da quel momento, è ovvio, comincerà a vivere nel terrore che l’assassino scopra che lui, in effetti, ci vede benissimo e rappresenta dunque una minaccia, perché può denunciarlo; ne deriverà, si intende, tutta una serie di equivoci irresistibilmente comici ma non per questo avulsi da una umanità anche profonda. Infatti lo spaccato di vita che Di Maio disegna si riferisce, con spiccata naturalità e senza fronzoli moralisti, alla zona sociale di Napoli, minima o infima (ma nell’accezione migliore dei due aggettivi) per la quale lo spostamento di senso a livello del linguaggio diventa metafora di una condizione esistenziale disperatamente ed al tempo stesso aggressivamente connotata dalla instabilità della condizione sociale del protagonista. Commedia dunque che si inscrive nell’antica tradizione del teatro napoletano ed italiano. Oscar Di Maio, debuttante ad 8 anni, alla soglia dei 50 anni di carriera, la riporta in scena, insieme alla figlia Marzia. I Di Maio sono una famiglia teatrale fra le più antiche di Napoli, attive fin dal 1875. Crescenzo Di Maio operava al San Ferdinando di Napoli insieme a Federico Stella fino agli ultimi anni dell’ottocento, e i figli Gaspare ed Oscar sono stati fra i maggiori protagonisti della migliore e aurorale sceneggiata napoletana.

Le figlie di Oscar, Maria ed Olimpia Di Maio, sono state protagoniste della scena per molti anni e di Olimpia si ricorderà sicuramente la collaborazione con Massimo Troisi nel film Scusate il ritardo del 1983.

Gennaro Belvedere raccoglie e sintetizza il meglio di questa tradizione innovandola soprattutto nei ritmi teatrali e naturalmente sul terreno della comprensione dei nuovi fenomeni sociali.

 

 

Teatro Nuovo di Salerno

info 089220886

Sabato 10, ore 21.00, e domenica 11 dicembre, ore 18.30

 

Ugo Piastrella, Margherita Rago

in

 

Ditegli sempre di si

di Eduardo De Filippo