Agenda settimanale dall'11 al 17 marzo 2019 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano
Cinema Teatro Italia di Eboli
Info 0828365333
Martedì 12 marzo, ore 20.45
Teatro Barone di Melito di Napoli
Info 0817113455
Sabato 16 marzo, ore 20.45
Luscar Produzioni Teatrali
presenta
Gino Rivieccio in
Cavalli di ritorno 2.0
scritto da Riccardo Cassini, Gustavo Verde, Gino Rivieccio, Gianni Puca
con Rosario Minervini e Paola Bocchetti
e con la partecipazione in video di Giovanni Esposito
direzione artistica Enzo Liguori, musiche e arrangiamenti Antonello Cascone
scene Vittorio Barresi realizzate da Quintessenza, costumi Sandra Banco
contributi video Alessio De Francesco, supervisione tecnica Andrea Genovese
audio e luci Mimmo Eventi
regia Gino Rivieccio
Cosa accadrebbe se a un attore venisse rubata la sua identità? E come vi comportereste se il delinquent,e entrando nella vostra privacy, si vantasse di avervi incastrato e vi obbligasse a fare quello che vuole? E' quello che succede in teatro a Gino Rivieccio, la cui vita viene presa di mira online da un fan che si impadronisce dei suoi dati e del suo profilo, per sbeffeggiarlo e ricattarlo davanti agli occhi di tutti.
Il nostro protagonista non può neanche ribellarsi, perché il ladro minaccia di farlo sparire dal web e da tutto quello che si può gestire attraverso la rete: ovverossia l'universo.
Sono questi, ed altri ancora, gli ingredienti del nuovo spettacolo di Gino Rivieccio, scritto dalla coppia Riccardo Cassini e Gustavo Verde con la collaborazione di Gianni Puca e dello stesso Rivieccio, che ne firma anche la regia.
Lo show, in versione aggiornata, propone i nuovi fatti di cronaca, di politica e di costume, che hanno reso gli ultimi mesi pieni di spunti e di sorprese da portare in scena.
Insomma dopo i cavalli di razza, i cavalli dei pantaloni, i cavalli di Troia e i cavalli di battaglia è il momento di ridere e divertirsi con i "Cavalli di ritorno".
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
info 0818786165
Venerdì 15 marzo, ore 21.00
Teatro Nuovo di Salerno
info 089220886
Sabato 16 marzo, ore 21.00
Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
info 0823885096 - 3333782429
Domenica 17 marzo, ore 18.30
Teatro Totò srl
presenta
Verso il mito...Edith Piaf
di Gianmarco Cesario, Antonio Mocciola
con
Francesca Marini, Massimo Masiello
regia Gaetano Liguori
Parlare di Edith Piaf, senza entrare nell’iperrealismo, col rischio della narrazione didascalica che occhieggi alla fiction (già abbondantemente utilizzata sia in cinema che in teatro), a questo punta lo spettacolo dove la donna Edith si confronta con il suo mito, l’immortalità della sua figura e della sua arte con la fine della sua vita umana.
Le canzoni, gli uomini, e gli episodi della sua vita si susseguono sulla scena con leggerezza e surrealismo: in un solo uomo lei rivede tutti quelli che l’hanno incontrata, aiutata, sfruttata, amata, odiata, George Moustaki, Yves Montand, Charles Aznavour, Gilbert Becaup, Leo Ferré, Eddie Constantine e Theo Sarapo.
Tutti, in qualche modo, uguali, tranne lui, Marcel Cardan, l’unico a non aver sfruttato il suo nome per diventare famoso, lui che veniva da un mondo diverso, quello dello sport, e che era già famosissimo, ma che un tragico destino le tolse, e dal quale non si sarebbe mai separata, fino ed oltre la morte.
Il testo, pensato e scritto per due interpreti di grande spessore, quali Francesca Marini e Massimo Masiello, rispettivamente nei ruoli della Piaf e di tutti gli uomini (o uno solo?) che con lei hanno cantato e vissuto, che grazie a lei hanno avuto la possibilità di provare cosa significhi attraversare l’amore, l’arte, la gioia e il dolore.
Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
Info 0823799612
Venerdì 15 marzo, ore 17.45 e ore 21.00
Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani
Info 0815158061, 3381890767
Sabato 16 marzo, ore 21.00
Tradizione e Turismo e AG Spettacoli
in collaborazione con
Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
presentano
Biagio Izzo
in
I Fiori del Latte
di Eduardo Tartaglia
con
Mario Porfito, Angela De Matteo, Stefano Jotti, Stefano Meglio, Ivan Senin
luci Gigi Ascione, scene Luigi Ferrigno
costumi Giovanna Napolitano, musiche Mariano Bellopede
produzione esecutiva Giacomo Monda
regia Giuseppe Miale di Mauro
“Se un’idea non ha significato e utilità sociale non m’interessa lavorarci sopra.”
Molto probabilmente Tartaglia ha colto in pieno queste parole di Eduardo De Filippo quando ha scritto I Fiori del Latte.
Infatti, in questa commedia (come ci ha insegnato il grande Eduardo) si riesce a ridere pur affrontando un tema di grande attualità e riflessione sociale.
La terra dei fuochi.
La storia è ambientata in un caseificio di prossima apertura che si trova in un paese inventato (Casal di sotto Scalo) in cui due cugini, Aniello e Costantino, dopo anni di sacrifici decidono d’investire tutti i loro risparmi in un’azienda che punta a diventare un modello biologico, un’oasi ecologica dove ogni prodotto è naturale, senza additivi chimici o altre diavolerie.
Un caseificio, insomma, che mira a diventare fore all’occhiello di una zona nota alle cronache per lo sversamento dei rifiuti tossici.
Purtroppo, però, alla vigilia dell’inaugurazione i due cugini scopriranno che sotto il recinto delle bufale ci sono dei bidoni sospetti che potrebbero rovinare il loro sogno biologico.
Questa scoperta attanaglierà i due protagonisti in un vortice di dubbi.
Cosa fare? Denunciare tutto e far chiudere l’azienda ancor prima che apra, oppure fare finta di niente e continuare con questo spettro terribile che divora le loro coscienze?
La forza di questa commedia sta proprio nella capacità di affrontare un tema così attuale e scottante mescolando sempre il divertimento e la comicità con la riflessione e il sociale, senza mai cadere in facili moralismi o in giudizi banali.
La scrittura di Tartaglia riesce a smontare con grande ironia e forza comica la dolorosa scoperta di una vita avvelenata da scelte complicate. Con tutta la sincerità e la semplicità che ci regalano questi due “vaccari” napoletani alle prese con rimorsi di coscienza apparentemente insuperabili.
Sarà l’arrivo di una donna (ex fidanzata di Aniello) che nasconde una notizia sconvolgente, a dare la forza per affrontare un destino più grande di loro e raccogliere i frutti che i due cugini hanno coltivato con onestà per una vita intera.
Giuseppe Miale di Mauro
Teatro Massimo di Benevento
info 082442711
Venerdì 15 marzo, ore 20.45
Ar.Te.Te.Ca - Teatro Bracco
presenta
Giacomo Rizzo e Caterina De Santis
in
Ce penza mammà
di Gaetano Di Maio
con la Compagnia Stabile del Teatro Bracco
Emanuela Giordano, Andreina Raucci, Gugklielmo Capasso,
Carola Santopaolo, Maria Russo, Gianpietro Ranneo, Andrea Facciuti
con Daniela Cenciotti, Salvatore Esposito
e la partecipazione di Corrado taranto
scene Marco Comune - Laboratorio SACS
costumi Sartoria Maria Pennacchio
assistente alla regia Alessia Sanchez
regia Giacomo Rizzo
Ritorna la straordinaria interpretazione di Giacomo Rizzo nel personaggio di Bernardino che tanti successi ha raccolto nelle tante edizioni precedenti, incominciando dal 1990 con la grande Luisa Conte e poi ancora con Rosalia Maggio; per questa edizione Giacomo Rizzo sarà affiancato dalla bravissima Caterina De Santis continuando il sodalizio artistico che li vede protagonisti, da tre stagioni, con straripante successo.
Gli attori della Compagnia Stabile del teatro Bracco hanno raggiunto, grazie alla direzione di Giacomo Rizzo, un affiatamento e uno spessore di ottimo livello artistico e tutta la commedia è un susseguirsi di esilarante divertimento di gag per irresistibili risate del pubblico, da lagrime agli occhi.
Una storia anche di profondi sentimenti umani ma raccontati con apparente leggerezza che nulla toglie allo spessore di una delle più belle commedie scritte da Gaetano Di Maio. La scomparsa prematura di mammà in giovane età, lascia soli quattro figli. Margherita è la più grande e con mammà morta ci parla tutte le notti.
Dall’altro mondo le dà consigli, le dice quello che deve fare e le raccomanda di prendersi cura della famiglia. Geppino è pieno di debiti fino al collo, motivo dei continui litigi con la moglie Giannina e l’invadente e focosa suocera Rachele.
Bernardino, il figlio “nu poc abbunat”, non può rischiare di essere chiuso in un ospizio. La casa è un viavai di personaggi bizzarri e indiscreti come la pettegola vicina di casa Titina e il fioraio ipocondriaco.
Ma il fantasma di mammà sembra tornare dal passato e materializzarsi in Lauretta figlia illegittima di Geppino, che a mammà è tale e quale. Due gocce d’acqua!
Dal momento in cui si insinua nella casa paterna insieme al fidanzato Agostino creerà alla famiglia non poche difficoltà. A ingarbugliare ancora di più il racconto scenico si presenta la figura di Armando Pastore, amore giovanile di Margherita, ormai diventato prete. Margherita con immenso amore e obbedendo agli ordini della defunta mammà, sarà il capro espiatorio per cercare di risolvere i problemi di tutti; ma alla fine dei suoi tanti sacrifici, seguirà un amara verità.
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
info 0823444051
Sabato 16, ore 20.45, e domenica 17 marzo, ore 18.00
Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
Fondazione Teatro della Toscana
presentano
Luigi Lo Cascio, Sergio Rubini
in
Dracula
adattamento teatrale di Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi
con Lorenzo Lavia, Roberto Salemi, Geno Diana, Margherita Laterza
scene Gregorio Botta
costumi Chiara Aversano
musiche Giuseppe Vadalá
progetto sonoro G.U.P. Alcaro
regia Sergio Rubini
Dopo il Grande Successo di “Delitto/Castigo” Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi si cimentano in una nuova riscrittura di un altro capolavoro della letteratura, l’ultimo grande romanzo gotico: Dracula.
Dracula è prima di tutto un viaggio notturno verso l’ignoto. Un viaggio tra lupi che ululano, grandi banchi di foschia, e cavalli dalle narici infuocate. Ai bordi della strada numerose croci.
A compiere il viaggio è il giovane procuratore londinese Jonathan Harker, incaricato di recarsi in Transilvania per curare l’acquisto di un appartamento a Londra da parte del Conte Dracula.
Il giovane avvocato non sa la sciagura che lo attende ma immediatamente, appena ha inizio il suo viaggio, si ritrova avvolto in un clima di mistero e di scongiuri. Quando giunge a Castel Dracula si ritrova al cospetto di un uomo vestito di nero, dagli occhi sporgenti e troppo rossi, dai denti troppo bianchi e aguzzi, dalle mani troppo grandi e le dita così affilate che sembrano artigli. Un pallore eccesivo che lo fa assomigliare più a un morto. È proprio in questo clima di illusione, di oscurità e paura che sarà calato colui che si accosta al cancello del suo castello, come chi sopraggiunto nell’Ade comprende a poco a poco di essere finito in una tomba.
Ed è quindi questo il fulcro della rappresentazione: da una monumentale scala posta al centro della scena i personaggi scenderanno in un luogo frastagliato da ombre e disseminato di specchi che non riflettono immagini ma solo paure.
Una dimensione dove il buio prevarrà sulla luce, il chiarore ferirà come una lama lo sguardo, il cupo battere di una pendola segnerà il tempo del non ritorno, uno scricchiolio precederà una caduta e il silenzio l’arrivo della bestia che azzanna e uccide.
Una realtà malata dove sarà impossibile spezzare la tensione e da cui sembrerà impossibile uscirne vivi. Perché di quell’oscurità ogni individuo è portatore e il racconto di Dracula ci offre l’opportunità di scoperchiare il mostro che si cela in ognuno di noi mettendoci a confronto con i nostri piú profondi e ancestrali misteri.
Teatro delle Arti di Salerno
info 089221807
Sabato 16, ore 21.00, e domenica 17 marzo, ore 18.30
Best Live
presenta
Francesco Cicchella in
Millevoci Tonight Show
uno spettacolo di Francesco Cicchella
scritto con Riccardo Cassini, Vincenzo De Honestis e Gennaro Scarpato
con Vincenzo De Honestis, Giovanni Quaranta, Ciro Salatino
regia Gigi Proietti
la band
Paco Ruggiero (Tastiere/Direzione musicale), Emilio Silva Bedmar (Sax)
Carmen Buscè (Voce), Arturo Caccavale (Tromba)
Sebastiano Esposito (Chitarre), Gino Giovannelli (Pianoforte/Tastiere)
Umberto Lepore (Basso elettrico/Contrabbasso), Elio Severino (Batteria)
Millevoci Tonight Show è un one man show comico-musicale nel quale Francesco Cicchella mette in gioco le sue doti di comico, cantante e intrattenitore.
Il titolo strizza l’occhio allo storico varietà di Rai1 “Milleluci” e al contemporaneo “Tonight show” americano, sintetizzando uno dei criteri principali dello spettacolo: fondere gli elementi tradizionali del varietà con una concezione più fresca, moderna ed innovativa del one man show.
Le mille voci a cui si fa riferimento sono quelle che Cicchella porta in scena, facendo vivere una moltitudine di personaggi e giocando continuamente con la sua vocalità anche quando veste i panni di se stesso.
Il giovane comico si racconta con ironia, in un susseguirsi di pezzi di bravura e grande comicità, lasciando scoprire al pubblico il mondo che c’è dietro l’artista televisivo, senza però trascurare i personaggi che lo hanno reso popolare sul piccolo schermo.
Le celebri parodie televisive di Massimo Ranieri, Michael Bublé, Gigi D’Alessio, rivisitate in chiave teatrale, restano infatti tra i momenti più esilaranti dello show. A queste, si aggiungono delle vere e proprie novità assolute, come la parodia dell’attore Toni Servillo.
Accanto a Cicchella, ritroviamo ancora una volta la fedelissima spalla Vincenzo De Honestis, con il quale forma una coppia comica più che collaudata, e i due giovani performer Ciro Salatino e Giovanni Quaranta nei panni di due attrezzisti che approfittano di ogni momento utile per dare sfogo alle loro velleità artistiche.
La direzione musicale è affidata al maestro Paco Ruggiero, che dirige una band formata da otto elementi, la cui qualità spicca in numeri caratterizzati da grande spessore musicale, oltre che dalla loro innata vis comica, come quando il nostro protagonista si chiede cosa sarebbe accaduto se i vecchi successi della musica italiana fossero stati scritti nei giorni nostri.
La regia di Gigi Proietti impreziosisce il tutto, confezionando con maestria uno spettacolo ricco di ingredienti, capace di intrattenere il pubblico regalando momenti di puro divertimento e performances musicali, senza privarsi di qualche momento di riflessione e lasciando ampio spazio all’improvvisazione, che resta il valore aggiunto di questo show fresco, leggero e molto godibile.
Lo spettacolo è scritto dallo stesso Cicchella, insieme a Riccardo Cassini, Vincenzo De Honestis e Gennaro Scarpato.
Teatro Comunale di Lacedonia
info 3346632836 - 3337448095
Sabato 16 marzo, ore 20.45
Teatro Politeama di Torre Annunziata
Info 0818611737 – 3381890767
Domenica 17 marzo, ore 18.30
Palcoscenico Italiano e Centro Teatrale Meridionale
presentano
L'imbianchino
di Donald Churchill
con Manuela Villa, Martufello, Nadia Rinaldi
regia Carlo Insegno
La vicenda prende le mosse a casa di Marta Valenti, ricca e affascinante signora dell’alta borghesia, appena rientrata dalle vacanze trascorse con il suo amante. La presenza in casa di un imbianchino che deve finire un lavoro di tinteggiatura rappresenta per Marta solo una scocciatura, che la spinge con freddezza e snobismo a trattare male il povero disgraziato.
Lui, Walter, è un depresso al quale il destino non ha regalato nulla e fa parte di un gruppo di sedicenti attori, persone depresse come lui, che recitano per motivi terapeutici. Mentre la signora è in attesa che suo marito ritorni da un viaggio di lavoro, irrompe in casa Gilda, la moglie del suo amante, che, decisa a vendicarsi per il tradimento di questi con Marta, annuncia che ritornerà quella sera stessa per raccontare tutto al marito di Marta. Quest’ultima, colta dal panico, si rivolge proprio a quell’imbianchino che prima ha trattato con disprezzo, e gli chiede di interpretare la parte di suo marito davanti all’altra donna. Nonostante il suo scarso successo come attore, Walter prende molto seriamente questo incarico come interprete del marito di Marta.
Le prove in vista della scena del confronto con l’altra donna, lo vedono pieno dell’orgoglio del professionista, declamare, gesticolando, delle battute ricordate solo a metà da commedie famose e prendersela con Marta se solo si azzarda ad avanzare anche la più cauta delle critiche.
Walter minaccia ripetutamente di andarsene se Marta non è in grado di apprezzare la sua arte, e al contempo se la prende sprezzantemente con lei perché non riesce ad interpretare il ruolo che lui ha ideato per lei.
Finalmente l’inganno ha luogo, con esilaranti risultati per i tre protagonisti: la moglie che riteneva di aver subito un torto da Marta decide che la maniera migliore di vendicarsi è quella di andare lei a letto col marito di quella (ovvero Walter, l’imbianchino), il che si dimostra un’esperienza da estasi per tutti e due. E quando Marta apprende che l’imbianchino/attore/marito è andato a letto con la sua rivale, esige di avere l’opportunità di dimostrare a Walter quanto sia brava a letto anche lei!
Tre caratteri a confronto, tre ossessioni diverse, tipiche della nostra società, per un finale a sorpresa. Sarà l’imbianchino a modificare le due signore e ad esprimere con la sua emarginazione tragicomica quanto l’uomo di oggi viva un’esistenza arida, stereotipata ed angosciosa.
“L’ imbianchino” è un testo di impatto comico, ma che nasconde anche poi uno spessore umano e psicologico molto profondo e che parla anche delle paranoie e dei problemi dell’uomo d’oggi. E’ un testo tutto giocato su equivoci e qui pro quo, ricco di comicità e ironia paradossale, sospeso tra il meccanismo della farsa e una cifra grottesca che sconfina nel surreale.
Claudio Insegno
Teatro Diana/Sala Pasolini di Salerno
Info 0895648707 - 3791660265
Domenica 17 marzo, ore 19.00
Ellis Island
di e con Maurizio Igor Meta
in “creation residency” presso La MaMa Experimental Theatre Club New York
coproduzione La MaMa Umbria International, URA_Centro Teatrale Umbro
con il sostegno di Kilowatt Festival, Qui e Ora Residenza Teatrale
in collaborazione con La Corte Ospitale
scena, costumi, luci, suono, video Maurizio Igor Meta
collaborazione scena e costumi Alessandra Bonanni
collaborazione suono e musiche originali Danilo Valsecchi
Maurizio Igor Meta ha deciso di raggiungere gli Stati Uniti in nave cargo, attraverso l’oceano, per ripercorrere il Viaggio del suo bisnonno, che nel novembre del 1890 partì da Napoli in cerca di fortuna e lavoro, contribuendo a costruire, pala e piccone, le ferrovie della Pennsylvania Railroad (antica società ferroviaria statunitense).
Partendo dalle sensazioni avute nel ripercorrere il suo cammino, e combinandole con le ricerche storiche sulla vita degli immigrati italiani, ha costruito una drammaturgia che evoca il momento della partenza, il viaggio in nave, l’arrivo ad Ellis Island, la fatica sulle rotaie, fino al ritorno alle origini, in un viaggio epico e poetico che usa, in particolare, gli antichi e semplici strumenti della voce e del corpo, coniugando la dinamica del movimento con la musicalità della parola.
di Napoli Magazine
09/03/2019 - 11:40
Agenda settimanale dall'11 al 17 marzo 2019 in Campania, programmata dal Circuito Teatro Pubblico Campano
Cinema Teatro Italia di Eboli
Info 0828365333
Martedì 12 marzo, ore 20.45
Teatro Barone di Melito di Napoli
Info 0817113455
Sabato 16 marzo, ore 20.45
Luscar Produzioni Teatrali
presenta
Gino Rivieccio in
Cavalli di ritorno 2.0
scritto da Riccardo Cassini, Gustavo Verde, Gino Rivieccio, Gianni Puca
con Rosario Minervini e Paola Bocchetti
e con la partecipazione in video di Giovanni Esposito
direzione artistica Enzo Liguori, musiche e arrangiamenti Antonello Cascone
scene Vittorio Barresi realizzate da Quintessenza, costumi Sandra Banco
contributi video Alessio De Francesco, supervisione tecnica Andrea Genovese
audio e luci Mimmo Eventi
regia Gino Rivieccio
Cosa accadrebbe se a un attore venisse rubata la sua identità? E come vi comportereste se il delinquent,e entrando nella vostra privacy, si vantasse di avervi incastrato e vi obbligasse a fare quello che vuole? E' quello che succede in teatro a Gino Rivieccio, la cui vita viene presa di mira online da un fan che si impadronisce dei suoi dati e del suo profilo, per sbeffeggiarlo e ricattarlo davanti agli occhi di tutti.
Il nostro protagonista non può neanche ribellarsi, perché il ladro minaccia di farlo sparire dal web e da tutto quello che si può gestire attraverso la rete: ovverossia l'universo.
Sono questi, ed altri ancora, gli ingredienti del nuovo spettacolo di Gino Rivieccio, scritto dalla coppia Riccardo Cassini e Gustavo Verde con la collaborazione di Gianni Puca e dello stesso Rivieccio, che ne firma anche la regia.
Lo show, in versione aggiornata, propone i nuovi fatti di cronaca, di politica e di costume, che hanno reso gli ultimi mesi pieni di spunti e di sorprese da portare in scena.
Insomma dopo i cavalli di razza, i cavalli dei pantaloni, i cavalli di Troia e i cavalli di battaglia è il momento di ridere e divertirsi con i "Cavalli di ritorno".
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
info 0818786165
Venerdì 15 marzo, ore 21.00
Teatro Nuovo di Salerno
info 089220886
Sabato 16 marzo, ore 21.00
Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
info 0823885096 - 3333782429
Domenica 17 marzo, ore 18.30
Teatro Totò srl
presenta
Verso il mito...Edith Piaf
di Gianmarco Cesario, Antonio Mocciola
con
Francesca Marini, Massimo Masiello
regia Gaetano Liguori
Parlare di Edith Piaf, senza entrare nell’iperrealismo, col rischio della narrazione didascalica che occhieggi alla fiction (già abbondantemente utilizzata sia in cinema che in teatro), a questo punta lo spettacolo dove la donna Edith si confronta con il suo mito, l’immortalità della sua figura e della sua arte con la fine della sua vita umana.
Le canzoni, gli uomini, e gli episodi della sua vita si susseguono sulla scena con leggerezza e surrealismo: in un solo uomo lei rivede tutti quelli che l’hanno incontrata, aiutata, sfruttata, amata, odiata, George Moustaki, Yves Montand, Charles Aznavour, Gilbert Becaup, Leo Ferré, Eddie Constantine e Theo Sarapo.
Tutti, in qualche modo, uguali, tranne lui, Marcel Cardan, l’unico a non aver sfruttato il suo nome per diventare famoso, lui che veniva da un mondo diverso, quello dello sport, e che era già famosissimo, ma che un tragico destino le tolse, e dal quale non si sarebbe mai separata, fino ed oltre la morte.
Il testo, pensato e scritto per due interpreti di grande spessore, quali Francesca Marini e Massimo Masiello, rispettivamente nei ruoli della Piaf e di tutti gli uomini (o uno solo?) che con lei hanno cantato e vissuto, che grazie a lei hanno avuto la possibilità di provare cosa significhi attraversare l’amore, l’arte, la gioia e il dolore.
Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
Info 0823799612
Venerdì 15 marzo, ore 17.45 e ore 21.00
Teatro S. Alfonso Maria de’ Liguori di Pagani
Info 0815158061, 3381890767
Sabato 16 marzo, ore 21.00
Tradizione e Turismo e AG Spettacoli
in collaborazione con
Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
presentano
Biagio Izzo
in
I Fiori del Latte
di Eduardo Tartaglia
con
Mario Porfito, Angela De Matteo, Stefano Jotti, Stefano Meglio, Ivan Senin
luci Gigi Ascione, scene Luigi Ferrigno
costumi Giovanna Napolitano, musiche Mariano Bellopede
produzione esecutiva Giacomo Monda
regia Giuseppe Miale di Mauro
“Se un’idea non ha significato e utilità sociale non m’interessa lavorarci sopra.”
Molto probabilmente Tartaglia ha colto in pieno queste parole di Eduardo De Filippo quando ha scritto I Fiori del Latte.
Infatti, in questa commedia (come ci ha insegnato il grande Eduardo) si riesce a ridere pur affrontando un tema di grande attualità e riflessione sociale.
La terra dei fuochi.
La storia è ambientata in un caseificio di prossima apertura che si trova in un paese inventato (Casal di sotto Scalo) in cui due cugini, Aniello e Costantino, dopo anni di sacrifici decidono d’investire tutti i loro risparmi in un’azienda che punta a diventare un modello biologico, un’oasi ecologica dove ogni prodotto è naturale, senza additivi chimici o altre diavolerie.
Un caseificio, insomma, che mira a diventare fore all’occhiello di una zona nota alle cronache per lo sversamento dei rifiuti tossici.
Purtroppo, però, alla vigilia dell’inaugurazione i due cugini scopriranno che sotto il recinto delle bufale ci sono dei bidoni sospetti che potrebbero rovinare il loro sogno biologico.
Questa scoperta attanaglierà i due protagonisti in un vortice di dubbi.
Cosa fare? Denunciare tutto e far chiudere l’azienda ancor prima che apra, oppure fare finta di niente e continuare con questo spettro terribile che divora le loro coscienze?
La forza di questa commedia sta proprio nella capacità di affrontare un tema così attuale e scottante mescolando sempre il divertimento e la comicità con la riflessione e il sociale, senza mai cadere in facili moralismi o in giudizi banali.
La scrittura di Tartaglia riesce a smontare con grande ironia e forza comica la dolorosa scoperta di una vita avvelenata da scelte complicate. Con tutta la sincerità e la semplicità che ci regalano questi due “vaccari” napoletani alle prese con rimorsi di coscienza apparentemente insuperabili.
Sarà l’arrivo di una donna (ex fidanzata di Aniello) che nasconde una notizia sconvolgente, a dare la forza per affrontare un destino più grande di loro e raccogliere i frutti che i due cugini hanno coltivato con onestà per una vita intera.
Giuseppe Miale di Mauro
Teatro Massimo di Benevento
info 082442711
Venerdì 15 marzo, ore 20.45
Ar.Te.Te.Ca - Teatro Bracco
presenta
Giacomo Rizzo e Caterina De Santis
in
Ce penza mammà
di Gaetano Di Maio
con la Compagnia Stabile del Teatro Bracco
Emanuela Giordano, Andreina Raucci, Gugklielmo Capasso,
Carola Santopaolo, Maria Russo, Gianpietro Ranneo, Andrea Facciuti
con Daniela Cenciotti, Salvatore Esposito
e la partecipazione di Corrado taranto
scene Marco Comune - Laboratorio SACS
costumi Sartoria Maria Pennacchio
assistente alla regia Alessia Sanchez
regia Giacomo Rizzo
Ritorna la straordinaria interpretazione di Giacomo Rizzo nel personaggio di Bernardino che tanti successi ha raccolto nelle tante edizioni precedenti, incominciando dal 1990 con la grande Luisa Conte e poi ancora con Rosalia Maggio; per questa edizione Giacomo Rizzo sarà affiancato dalla bravissima Caterina De Santis continuando il sodalizio artistico che li vede protagonisti, da tre stagioni, con straripante successo.
Gli attori della Compagnia Stabile del teatro Bracco hanno raggiunto, grazie alla direzione di Giacomo Rizzo, un affiatamento e uno spessore di ottimo livello artistico e tutta la commedia è un susseguirsi di esilarante divertimento di gag per irresistibili risate del pubblico, da lagrime agli occhi.
Una storia anche di profondi sentimenti umani ma raccontati con apparente leggerezza che nulla toglie allo spessore di una delle più belle commedie scritte da Gaetano Di Maio. La scomparsa prematura di mammà in giovane età, lascia soli quattro figli. Margherita è la più grande e con mammà morta ci parla tutte le notti.
Dall’altro mondo le dà consigli, le dice quello che deve fare e le raccomanda di prendersi cura della famiglia. Geppino è pieno di debiti fino al collo, motivo dei continui litigi con la moglie Giannina e l’invadente e focosa suocera Rachele.
Bernardino, il figlio “nu poc abbunat”, non può rischiare di essere chiuso in un ospizio. La casa è un viavai di personaggi bizzarri e indiscreti come la pettegola vicina di casa Titina e il fioraio ipocondriaco.
Ma il fantasma di mammà sembra tornare dal passato e materializzarsi in Lauretta figlia illegittima di Geppino, che a mammà è tale e quale. Due gocce d’acqua!
Dal momento in cui si insinua nella casa paterna insieme al fidanzato Agostino creerà alla famiglia non poche difficoltà. A ingarbugliare ancora di più il racconto scenico si presenta la figura di Armando Pastore, amore giovanile di Margherita, ormai diventato prete. Margherita con immenso amore e obbedendo agli ordini della defunta mammà, sarà il capro espiatorio per cercare di risolvere i problemi di tutti; ma alla fine dei suoi tanti sacrifici, seguirà un amara verità.
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
info 0823444051
Sabato 16, ore 20.45, e domenica 17 marzo, ore 18.00
Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
Fondazione Teatro della Toscana
presentano
Luigi Lo Cascio, Sergio Rubini
in
Dracula
adattamento teatrale di Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi
con Lorenzo Lavia, Roberto Salemi, Geno Diana, Margherita Laterza
scene Gregorio Botta
costumi Chiara Aversano
musiche Giuseppe Vadalá
progetto sonoro G.U.P. Alcaro
regia Sergio Rubini
Dopo il Grande Successo di “Delitto/Castigo” Sergio Rubini e Carla Cavalluzzi si cimentano in una nuova riscrittura di un altro capolavoro della letteratura, l’ultimo grande romanzo gotico: Dracula.
Dracula è prima di tutto un viaggio notturno verso l’ignoto. Un viaggio tra lupi che ululano, grandi banchi di foschia, e cavalli dalle narici infuocate. Ai bordi della strada numerose croci.
A compiere il viaggio è il giovane procuratore londinese Jonathan Harker, incaricato di recarsi in Transilvania per curare l’acquisto di un appartamento a Londra da parte del Conte Dracula.
Il giovane avvocato non sa la sciagura che lo attende ma immediatamente, appena ha inizio il suo viaggio, si ritrova avvolto in un clima di mistero e di scongiuri. Quando giunge a Castel Dracula si ritrova al cospetto di un uomo vestito di nero, dagli occhi sporgenti e troppo rossi, dai denti troppo bianchi e aguzzi, dalle mani troppo grandi e le dita così affilate che sembrano artigli. Un pallore eccesivo che lo fa assomigliare più a un morto. È proprio in questo clima di illusione, di oscurità e paura che sarà calato colui che si accosta al cancello del suo castello, come chi sopraggiunto nell’Ade comprende a poco a poco di essere finito in una tomba.
Ed è quindi questo il fulcro della rappresentazione: da una monumentale scala posta al centro della scena i personaggi scenderanno in un luogo frastagliato da ombre e disseminato di specchi che non riflettono immagini ma solo paure.
Una dimensione dove il buio prevarrà sulla luce, il chiarore ferirà come una lama lo sguardo, il cupo battere di una pendola segnerà il tempo del non ritorno, uno scricchiolio precederà una caduta e il silenzio l’arrivo della bestia che azzanna e uccide.
Una realtà malata dove sarà impossibile spezzare la tensione e da cui sembrerà impossibile uscirne vivi. Perché di quell’oscurità ogni individuo è portatore e il racconto di Dracula ci offre l’opportunità di scoperchiare il mostro che si cela in ognuno di noi mettendoci a confronto con i nostri piú profondi e ancestrali misteri.
Teatro delle Arti di Salerno
info 089221807
Sabato 16, ore 21.00, e domenica 17 marzo, ore 18.30
Best Live
presenta
Francesco Cicchella in
Millevoci Tonight Show
uno spettacolo di Francesco Cicchella
scritto con Riccardo Cassini, Vincenzo De Honestis e Gennaro Scarpato
con Vincenzo De Honestis, Giovanni Quaranta, Ciro Salatino
regia Gigi Proietti
la band
Paco Ruggiero (Tastiere/Direzione musicale), Emilio Silva Bedmar (Sax)
Carmen Buscè (Voce), Arturo Caccavale (Tromba)
Sebastiano Esposito (Chitarre), Gino Giovannelli (Pianoforte/Tastiere)
Umberto Lepore (Basso elettrico/Contrabbasso), Elio Severino (Batteria)
Millevoci Tonight Show è un one man show comico-musicale nel quale Francesco Cicchella mette in gioco le sue doti di comico, cantante e intrattenitore.
Il titolo strizza l’occhio allo storico varietà di Rai1 “Milleluci” e al contemporaneo “Tonight show” americano, sintetizzando uno dei criteri principali dello spettacolo: fondere gli elementi tradizionali del varietà con una concezione più fresca, moderna ed innovativa del one man show.
Le mille voci a cui si fa riferimento sono quelle che Cicchella porta in scena, facendo vivere una moltitudine di personaggi e giocando continuamente con la sua vocalità anche quando veste i panni di se stesso.
Il giovane comico si racconta con ironia, in un susseguirsi di pezzi di bravura e grande comicità, lasciando scoprire al pubblico il mondo che c’è dietro l’artista televisivo, senza però trascurare i personaggi che lo hanno reso popolare sul piccolo schermo.
Le celebri parodie televisive di Massimo Ranieri, Michael Bublé, Gigi D’Alessio, rivisitate in chiave teatrale, restano infatti tra i momenti più esilaranti dello show. A queste, si aggiungono delle vere e proprie novità assolute, come la parodia dell’attore Toni Servillo.
Accanto a Cicchella, ritroviamo ancora una volta la fedelissima spalla Vincenzo De Honestis, con il quale forma una coppia comica più che collaudata, e i due giovani performer Ciro Salatino e Giovanni Quaranta nei panni di due attrezzisti che approfittano di ogni momento utile per dare sfogo alle loro velleità artistiche.
La direzione musicale è affidata al maestro Paco Ruggiero, che dirige una band formata da otto elementi, la cui qualità spicca in numeri caratterizzati da grande spessore musicale, oltre che dalla loro innata vis comica, come quando il nostro protagonista si chiede cosa sarebbe accaduto se i vecchi successi della musica italiana fossero stati scritti nei giorni nostri.
La regia di Gigi Proietti impreziosisce il tutto, confezionando con maestria uno spettacolo ricco di ingredienti, capace di intrattenere il pubblico regalando momenti di puro divertimento e performances musicali, senza privarsi di qualche momento di riflessione e lasciando ampio spazio all’improvvisazione, che resta il valore aggiunto di questo show fresco, leggero e molto godibile.
Lo spettacolo è scritto dallo stesso Cicchella, insieme a Riccardo Cassini, Vincenzo De Honestis e Gennaro Scarpato.
Teatro Comunale di Lacedonia
info 3346632836 - 3337448095
Sabato 16 marzo, ore 20.45
Teatro Politeama di Torre Annunziata
Info 0818611737 – 3381890767
Domenica 17 marzo, ore 18.30
Palcoscenico Italiano e Centro Teatrale Meridionale
presentano
L'imbianchino
di Donald Churchill
con Manuela Villa, Martufello, Nadia Rinaldi
regia Carlo Insegno
La vicenda prende le mosse a casa di Marta Valenti, ricca e affascinante signora dell’alta borghesia, appena rientrata dalle vacanze trascorse con il suo amante. La presenza in casa di un imbianchino che deve finire un lavoro di tinteggiatura rappresenta per Marta solo una scocciatura, che la spinge con freddezza e snobismo a trattare male il povero disgraziato.
Lui, Walter, è un depresso al quale il destino non ha regalato nulla e fa parte di un gruppo di sedicenti attori, persone depresse come lui, che recitano per motivi terapeutici. Mentre la signora è in attesa che suo marito ritorni da un viaggio di lavoro, irrompe in casa Gilda, la moglie del suo amante, che, decisa a vendicarsi per il tradimento di questi con Marta, annuncia che ritornerà quella sera stessa per raccontare tutto al marito di Marta. Quest’ultima, colta dal panico, si rivolge proprio a quell’imbianchino che prima ha trattato con disprezzo, e gli chiede di interpretare la parte di suo marito davanti all’altra donna. Nonostante il suo scarso successo come attore, Walter prende molto seriamente questo incarico come interprete del marito di Marta.
Le prove in vista della scena del confronto con l’altra donna, lo vedono pieno dell’orgoglio del professionista, declamare, gesticolando, delle battute ricordate solo a metà da commedie famose e prendersela con Marta se solo si azzarda ad avanzare anche la più cauta delle critiche.
Walter minaccia ripetutamente di andarsene se Marta non è in grado di apprezzare la sua arte, e al contempo se la prende sprezzantemente con lei perché non riesce ad interpretare il ruolo che lui ha ideato per lei.
Finalmente l’inganno ha luogo, con esilaranti risultati per i tre protagonisti: la moglie che riteneva di aver subito un torto da Marta decide che la maniera migliore di vendicarsi è quella di andare lei a letto col marito di quella (ovvero Walter, l’imbianchino), il che si dimostra un’esperienza da estasi per tutti e due. E quando Marta apprende che l’imbianchino/attore/marito è andato a letto con la sua rivale, esige di avere l’opportunità di dimostrare a Walter quanto sia brava a letto anche lei!
Tre caratteri a confronto, tre ossessioni diverse, tipiche della nostra società, per un finale a sorpresa. Sarà l’imbianchino a modificare le due signore e ad esprimere con la sua emarginazione tragicomica quanto l’uomo di oggi viva un’esistenza arida, stereotipata ed angosciosa.
“L’ imbianchino” è un testo di impatto comico, ma che nasconde anche poi uno spessore umano e psicologico molto profondo e che parla anche delle paranoie e dei problemi dell’uomo d’oggi. E’ un testo tutto giocato su equivoci e qui pro quo, ricco di comicità e ironia paradossale, sospeso tra il meccanismo della farsa e una cifra grottesca che sconfina nel surreale.
Claudio Insegno
Teatro Diana/Sala Pasolini di Salerno
Info 0895648707 - 3791660265
Domenica 17 marzo, ore 19.00
Ellis Island
di e con Maurizio Igor Meta
in “creation residency” presso La MaMa Experimental Theatre Club New York
coproduzione La MaMa Umbria International, URA_Centro Teatrale Umbro
con il sostegno di Kilowatt Festival, Qui e Ora Residenza Teatrale
in collaborazione con La Corte Ospitale
scena, costumi, luci, suono, video Maurizio Igor Meta
collaborazione scena e costumi Alessandra Bonanni
collaborazione suono e musiche originali Danilo Valsecchi
Maurizio Igor Meta ha deciso di raggiungere gli Stati Uniti in nave cargo, attraverso l’oceano, per ripercorrere il Viaggio del suo bisnonno, che nel novembre del 1890 partì da Napoli in cerca di fortuna e lavoro, contribuendo a costruire, pala e piccone, le ferrovie della Pennsylvania Railroad (antica società ferroviaria statunitense).
Partendo dalle sensazioni avute nel ripercorrere il suo cammino, e combinandole con le ricerche storiche sulla vita degli immigrati italiani, ha costruito una drammaturgia che evoca il momento della partenza, il viaggio in nave, l’arrivo ad Ellis Island, la fatica sulle rotaie, fino al ritorno alle origini, in un viaggio epico e poetico che usa, in particolare, gli antichi e semplici strumenti della voce e del corpo, coniugando la dinamica del movimento con la musicalità della parola.