Teatro Diana di Nocera Inferiore
info 3347009811
Martedì 8 marzo, ore 20.45
Teatro Ricciardi di Capua
Info 0823963874
Mercoledì 9 marzo, ore 21.00
Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
info 0823885096 - 3333782429
Giovedì 10 marzo, ore 20.45
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
info 0823444051
Da venerdì 11 a domenica 13 marzo
(feriali ore 20.45, domenica ore 18.00)
Engage
presenta
Serena Autieri
in
La Sciantosa
Ho scelto un nome eccentrico
scritto da Vincenzo Incenzo
lighting design Valerio Tiberi
costumi Monica Celeste
in scena Alessandro Urso
con il Quintetto Eccentrico Italiano
Sull’ onda dello straordinario successo con cui è stata accolta da critica e pubblico nelle prime tappe italiane, Serena Autieri parte in tour con il suo One Woman Show “La Sciantosa - ho scelto un nome eccentrico”, spettacolo scritto da Vincenzo Incenzo e diretto da Gino Landi.
“Ho voluto rileggere in chiave nuova ed attuale il caffe chantant – racconta Serena - con un lavoro di ricerca e rivalutazione nel repertorio dei primi del ‘900, da brani più conosciuti e coinvolgenti, quali ‘A tazz’ e cafè e Come facette mammeta sino a perle nascoste come Serenata napulitana e Chiove, oggi ascoltabili solo con il grammofono a tromba.
Tra una rima recitata e una lacrima intendo riportare al pubblico quelle radici poetiche e melodiche ottocentesche e quei profumi arabi, saraceni e americani che Napoli ha ruminato e restituito al mondo nella sua inconfondibile cifra.
Ho voluto fortemente mantenere il clima provocatorio e sensuale di quei Caffè, e ricreare in teatro quel rapporto senza rete con il pubblico, improvvisando, battibeccando, fino a coinvolgerlo spudoratamente nella ‘mossa’, asso nella manica di tutte le sciantose”.
Nasce così ogni sera uno spettacolo nuovo e allo stesso tempo eterno. In fondo, dai tabarin ai talent show nulla è cambiato; la storia de “La Sciantosa” è una storia che non finirà mai.
Nota dell’autore
Incontrare la sciantosa e il suo “nome eccentrico” vuole dire aprire un baule magico con un immenso tesoro dentro. Vuole dire tuffarsi anima e corpo nell’oceano della tradizione classica e allo stesso tempo abbracciare le radici della modernità.
‘A tazz’ e cafè, Come facette mammeta, I’ te vurria vasà, prima di essere meravigliose canzoni sono testimoni e sentinelle di un mondo e di un’epoca da proteggere, di un tempo e di uno spazio in cui germogliano i princìpi tutti della cultura dello spettacolo che verrà.
Serena Autieri entra a schiaffo, con i panni di Pulcinella nei luoghi e nei codici del Caffè concerto e del varietà, ed è subito Napoli, arte di arrangiarsi, gioia e disperazione, mare romantico e vulcano incandescente. E’ guerra, colera, miseria ma è anche resurrezione, sorriso, amore.
Poi via la maschera e d’incanto Napoli è femmina. Una “mossa”, una rima recitata, una lacrima, ed eccole, quelle radici poetiche e melodiche ottocentesche e quei profumi arabi, saraceni, americani che ‘o paese d’’o sole, crocicchio di riferimenti locali e stimoli provenienti da ogni latitudine, ha ruminato e restituito al mondo nella sua inconfondibile cifra.
Il pretesto dello spettacolo è la prima grande protagonista di quel mondo, Elvira Donnarumma, “a capinera napoletana”, colei che sovvertì le regole dell’apparire; bassina,
tarchiata, ma con una voce che toccava le corde dell’anima.
Colei che raccolse i fiori sul palco di Eleonora Duse e Matilde Serao, che rifiutò per spirito patriottico il contratto in Germania, che sfidò la sua malattia ogni sera fino alla morte pur di non abbandonare il pubblico; lei che avvolta dalla bandiera italiana, in precario equilibrio e con gli occhi pieni di lacrime, cantò “Addio” davanti a tutta Napoli che la acclamava.
Serena Autieri legge Donnarumma in controluce, sdoganandone la fisicità, recuperata attraverso il gesto e la parola, in un’ora e mezza di spettacolo senza rete, sola sulla scena, attraversata dalla cometa elegante di un mimo ogni tanto a cadenzare il flusso narrativo. Fuori e dentro, dentro e fuori,
Serena gioca con il suo personaggio, lo presenta, lo incarna, lo lascia, lo riprende. La realtà feconda la finzione e viceversa in un gioco delle parti vertiginoso ed esilarante
La scena fa il resto. Una finestra che s’illumina nella notte, lo sciabordìo di onde in lontananza, una nave in partenza, valige sul molo.
Oggetti e proiezioni evocano i momenti. Tutto viene restituito a una lettura contemporanea mentre batte un cuore antico. C’è il vicolo, la scalinatella, ma c’è anche il futurismo, le camice nere, il Ballo Excelsior, l’avvento della radio.
Quadri come suggestioni, tagliati da un disegno luci che evoca più che dichiarare e musicisti che riportano nostalgie e profumi del tempo.
Ma il palco non basta, e allora Serena scende tra il pubblico, e lo spettacolo da qui in poi ogni sera è a soggetto. Il muro di Diderot cade (una lezione valida dai tempi di Plauto), e con il muro la sospensione del dubbio esistente tra finzione e realtà.
Gli spettatori diventano parte attiva e memoria di quello che fu, allo stesso tempo. Una sorta di non-sequitur visuale, dove la rottura della convenzione scatena la comicità. Risate, lacrime, riflessioni. Il pubblico è preso a schiaffi e carezze, come quel Pulcinella in incontinenza verbale magistralmente interpretato da Serena a inizio spettacolo, metafora vivente e straordinariamente attuale dell’accavallarsi folle di parole del nostro tempo.
E’ cafè chantant ma è anche talent show di oggi, perché cambiano i codici ma non il messaggio. E’ sguardo critico al presente, allo strapotere dell’immagine tritatutto, alla mai troppo considerata meritocrazia, ai valori al tramonto di patria e di famiglia. Ma è soprattutto amore, identità, rivendicazione. E passato che guarda al futuro.
Vincenzo Incenzo
Le canzoni dello spettacolo
Capinera - Giuliani (1918)
Palomma ‘e notte - Di Giacomo / Buongiovanni (1907)
Popolo-po’ - Murolo / Di Chiara (1917)
Fenesta vascia - Genoino / Cottrau (1825)
Lily Kangy - Capurro / Gambardella (1905)
I’ te vurria vasà - Russo / Di Capua (1900)
Guapparia - Bovio / Falvo (1914)
Come facette mammeta - Gambardella / Capaldo (1906)
Santa Lucia luntana - E.A. Mario (1919)
Ninì tirabusciò - Gambardella / Califano (1911)
‘O surdato ‘nnamurato - Califano / Cannio (1915)
Core ‘ngrato - Sisca / Cardillo (1911)
‘A tazza ‘e cafè - Capaldo / Fassone (1918)
Chiove - Bovio (1923)
Reginella - Bovio / Lama (1917)
Teatro Roma di Portici
info 081472662
Martedì 8 marzo, ore 20.45
Musicaè Management
presenta
Lino D’Angiò in
Da grande voglio fare il sindaco
di Lino D’Angiò e Maurizio De Angelis
“La mia non è ne una discesa ne una salita, semplicemente una rimasta in campo”. E’ con queste parole che il noto trasformista partenopeo Lino D’Angiò, annuncia la sua decisione di lanciarsi nell’arena politica italiana. Una scelta presa dopo tante tribolazioni, ma con la consapevolezza che è ormai necessario che qualcuno indichi la giusta via, la terza.
Da Grande voglio fare il sindaco è il titolo del comizio spettacolo con il quale il napoletano sta dimostrando a tutta la Campania che un altro modo di fare politica esiste, il suo. Un programma trasversale, scritto per la gente e portato nei teatri finalmente da uno che quelle tavole ben le conosce.
Il sipario si aprirà finalmente su un professionista dello spettacolo, non uno dei tanti improvvisati che in questi mesi hanno riempito le sale di militanti. Uno che con il suo dissacrante comizio metterà alla berlina tutti i suoi avversari. Meglio essergli amico che nemico, è la regola non scritta da anni rispettata da tutti i maggiori esponenti delle correnti politiche nazionali.
Per annunciare il proprio endorsement al candidato Lino D’Angiò, sulle tavole del teatro, ci saranno esponenti del mondo politico, culturale e religioso del calibro del cardinale Crescenzio Sepe, Giorgio Napolitano, Aurelio De Laurentiis, Nino D’Angelo, Gennario D’Auria, Vincenzo De Luca e Luigi De Magistris.
Una vera e propria consegna del testimone che darà a D’Angiò l’opportunità di coronare quelle che da sempre sono le speranze di un giovane e brillante napoletano che ha avuto un solo sogno, ossia quello di raggiungere la poltrona più ambita, ma allo stesso tempo più scomoda, per un cittadino partenopeo.
Da grande voglio fare il sindaco è il naturale porto d’arrivo per un artista che nelle figure politiche ha storicamente attinto a piene mani. “Per conoscere i cittadini si deve cominciare dal primo, ma allo stesso tempo non bisogna tralasciare le tante piccole sfaccettature che caratterizzano il nostro essere meridionali” commenta così l’attore il suo ultimo spettacolo. “L’essere meridionali nasce da uno strano mix di superstizione, religiosità, politica gridata che i personaggi che da sempre ho personificato negli anni di spettacolo mi hanno permesso di approfondire.
Credo, grazie a loro, di essere diventato un profondo conoscitore della cultura napoletana e di larga parte del sud d’Italia”. Prima di cimentarsi con la stesura di Da grande voglio fare il sindaco, Lino D’Angiò si è assicurato centinaia di repliche per Natale in casa Bassolindo, Spasso dopo spasso in casa Bassolindo, Il Codice D'Angiò e Faccio...Piazza pulita, piéce teatrali scritte di proprio pugno.
Fortunata anche la produzione al di fuori del palco, in particolare per il piccolo schermo. Da anni D’Angiò scrive e conduce programmi televisivi.
Il primo di successo, TeleGaribaldi, è diventato in breve trampolino di lancio per diversi comici napoletani del calibro di Biagio Izzo, Rosaria De Cicco, Rosalia Porcaro, I Ditelo voi, Lisa Fusco, Antonio e Michele e Alessandro Siani. Avanzi Popolo! - The Original, Facciamo ...Piazza pulita, Il codice D'Angiò sono solo alcuni degli altri programmi che hanno portato l’attore napoletano nel programma di Antonio Ricci Striscia la notizia e a diverse apparizioni in programmi delle televisioni nazionali, quali La posta del cuore con Sabina Guzzanti, Quelli che il calcio con Simona Ventura e Fenomeni con Piero Chiambretti. Ultimo, in ordine di tempo, lo strepitoso esperimento del Tg D’Angiò, realizzato con una serie di approfondimenti giornalistici e notizie straNordinarie sulla pagina napoletana del sito repubblica.it.
Teatro Gloria di Pomigliano D’Arco
Info 0818843409
Martedì 8 marzo, ore 20.45
Teatro Modernissimo di Telese Terme
Info 0824976106
Mercoledì 9 marzo, ore 20.45
Compagnia Sanny Produzioni Roma
presenta
Anna Galiena e Enzo De Caro
in
Diamoci del tu
di Norm Foster
traduzione Danilo Rana, adattamento Pino Tierno
scene Andrea Bianchi, costumi Martina Piezzo, disegno luci Francesco Saverio De Iorio
regia Emanuela Giordano
Diamoci del tu è una commedia del 2012 del pluripremiato drammaturgo canadese Norm Foster. Un uomo e una donna convivono da anni sotto lo stesso tetto senza dividere affetti e intimità. E per una volta non parliamo di una coppia, ma di una domestica e del suo datore di lavoro.
Lui fa quasi fatica a ricordare il nome della donna preso com'è da se stesso. E’ un romanziere famoso, o per lo meno lo è stato. Ora ci sorprende che all'improvviso si interessi alla vita di lei, come se volesse recuperare il tempo perduto o avesse semplicemente tempo da perdere.
Di lei invece ci sorprende il linguaggio ironico, colto e beffardo. Il rapporto tra i due è inedito. Inizia quel giorno. Dopo decenni di "buongiorno" e "buonasera", di incombenze e comandi quotidiani, si scatena un serratissimo dialogo che ci provoca risate e curiosità. Eppure capiamo che si va oltre. Parlano, sfottono, domandano, rispondono ma intorno alle parole si consuma altro. E quello che non si dicono diventa altrettanto interessante, perché di non detti ce ne sono tanti.
Il luogo è la casa di lui. Lo raccontiamo per segni netti e non descrittivi. Un mondo di ricchezza elegante, fredda, formale, da casa di prestigio ma senza anima. L'anima, il calore ce lo regalano le sottili tessiture di sguardi e svelamenti, di bisogni non dichiarati.
Nasce una partitura preziosa per due attori che si mettono in gioco con sensibilità e intelligenza, dove la regia si concentra nel costruire un rapporto in cui progressivamente l'uno vive nel respiro dell’altro. In cui l'ascolto dell'altro diventa un punto di arrivo; un traguardo che in scena si sente…si tocca…si gode…
Emanuela Giordano
Teatro Comunale di Lacedonia
info 3346632836 - 3337448095
Mercoledì 9 marzo, ore 20.45
Diana Or.i.s. e Chi è di scena
Presentano
Sogni e bisogni
Incubi e risvegli
scritto, diretto e interpretato da Vincenzo Salemme
con
Nicola Acunzo, Domenico Aria, Sergio D’Auria, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero
scene Alessandro Chiti, costumi Mariano Tufano,
musiche Antonio Boccia, luci Umile Vainieri
Questa commedia è stata scritta nel 1995 con il titolo Io e Lui, chiaramente riferito al celebre romanzo di Moravia. E, come accade in quel romanzo, anche nella commedia l'intreccio narrativo ruota intorno a due personaggi: Rocco Pellecchia ed il suo "pene".
A differenza del racconto moraviano, dove il "lui" in questione era solo una voce, qui il più famoso e significativo organo del sesso maschile si stacca materialmente dal corpo del suo "titolare" e diventa egli stesso uomo, rivendicando una sorta di riconoscimento scenico. Rivendica, cioè, lo status di vero e proprio protagonista della vita e della scena.
Egli ritiene che la vita del grigio e mediocre Rocco Pellecchia mal si adatta alla grandeur del suo sottoutilizzato "tronchetto della felicità". Si, Lui ama farsi chiamare proprio così.
Lo spettacolo, in pratica, è un duello tra i due contendenti. Il tronchetto spinge il povero Rocco a rialzare la testa e ad affrontare il futuro con orgoglio e spirito visionario, e il povero Rocco, che cerca di riconquistarlo e riportarlo materialmente nella sede più consona, cioè in basso al suo ventre.
L'intreccio é ovviamente popolato da numerosi altri personaggi: un ispettore chiamato da Rocco a risolvere il caso, la coppia di impressionanti portieri dello stabile, la moglie appassita e avvilita di Rocco.
“Al di là degli accadimenti - chiarisce Salemme - Sogni e Bisogni è una commedia di fortissimo impatto comico, e al tempo stesso, mi consente di continuare il percorso che ho iniziato ormai già da qualche anno. Aprire, in qualche modo, la confezione borghese della commedia classica, per intrattenermi ed intrattenere il rapporto con il pubblico in sala. Avrò modo cioè di interloquire con loro per rispondere alle domande più frequenti che ci facciamo sulla profondità della natura umana, soprattutto nei suoi aspetti apparentemente più semplici”.
Teatro Verdi di Salerno
info 089662141
Da giovedì 10 a domenica 13 marzo
(feriali ore 21,00 - festivi ore 18,30)
Cardellino srl
presenta
Silvio Orlando
in
La scuola
di Domenico Starnone
con (in o.a.)
Vittorio Ciorcalo, Il prete prof. Mattozzi (religione)
Roberto Citran, Il preside
Marina Massironi, Prof.ssa Baccalauro (ragioneria)
Roberto Nobile, Prof. Mortillaro (francese)
Silvio Orlando, Prof. Cozzolino (lettere)
Antonio Petrocelli, Prof. Cirrotta (impiantistica)
Maria Laura Rondanini, Prof.ssa Alinovi (storia dell'arte)
scene Giancarlo Basili
disegnatore luci Pasquale Mari
costumi Maria Rita Barbera
assistente alla regia Riccardo Sinibaldi
organizzazione generale Maria Laura Rondanini
direttore di scena Franco Dottori
elettricista Giuseppe De Gennaro
sarta Piera Mura
segretaria di compagnia Raffaella Gagliano
consulenza organizzativa e amministrativa Teresa Rizzo
foto di scena Laila Pozzo
scenografia Mekane srl
materiale elettrico e fonico Gianchi Italia srl
trasporti Emanuele Fragaria
regia Daniele Luchetti
Era il 1992, anno in cui debuttò Sottobanco, spettacolo teatrale interpretato da un gruppo di attori eccezionali capitanati da Silvio Orlando e diretti da Daniele Luchetti. Lo spettacolo divenne presto un cult, antesignano di tutto il filone di ambientazione scolastica tra cui anche la trasposizione cinematografica del 1995 della stessa pièce che prese il titolo La scuola. Fu uno dei rari casi in cui il cinema accolse un successo teatrale e non viceversa.
Lo spettacolo era un dipinto della scuola italiana di quei tempi e al tempo stesso un esempio quasi profetico del cammino che stava intraprendendo il sistema scolastico.
‘Ho deciso di riportare in scena lo spettacolo più importante della mia carriera; fu un evento straordinario, entusiasmante, con una forte presa sul pubblico’ dice Silvio Orlando. A vent’anni di distanza è davvero interessante fare un bilancio sulla scuola e vedere cos’è successo poi.
Il testo è tratto dalla produzione letteraria di Domenico Starnone. Siamo in tempo di scrutini in IV D. Un gruppo di insegnanti deve decidere il futuro dei loro studenti. Di tanto in tanto, in questo ambiente circoscritto, filtra la realtà esterna.
Dal confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali, amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. Il dialogo brillante e le situazioni paradossali lo rendono uno spettacolo irresistibilmente comico.
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
info 0818786165
Venerdì 11 marzo, ore 21.00
Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
in collaborazione con Officine Culturali della Regione Lazio Bon Voyage,
Festival Teatrale di Borgio Verezzi e Civit'Arte 2015
presenta
Isa Danieli e Lello Arena
in
Sogno di una notte di mezza estate
di Ruggero Cappuccio
liberamente ispirato all'opera di William Shakespeare
con Fabrizio Vona
e con Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella Pugliese, Antonella Romano
costumi Annamaria Morelli
scene Luigi Ferrigno
musiche Massimiliano Sacchi
burattini Selvaggia Filippini
regia Claudio Di Palma
Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini. I due, come schegge di dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani.
Le loro parole/note contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative, reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano.
Tra fedeltà ed irriverenza, la scrittura di Cappuccio riorchestra il “Sogno” per cercare ulteriori rifrangenze all'incanto musicale della lingua shakespeariana. La regia e la scena ne assecondano la lettura trasformandosi, per amplificarne il suono, in una sorta di grande, onirico e vagamente circense carillon.
Teatro Minerva di Boscoreale
info 3664512310
Venerdì 11 marzo, ore 20.45
Claudio Malfi e Francesco Scarano
presentano
Laura Freddi e Lucio Pierri
in
Stresssati… ancora di più
commedia comica in due tempi
scritta da Lello Marangio & Lucio Pierri
con Massimo Carrino e Enzo Catapano
regia Lucio Pierri
assistente alla regia Maranta De Simone, supervisore tecnico Adriano Maria Poliedro
service audio-luci, Top Music Service, assistente di scena Carla Iavarone
hairstylist Gianni Pazzi, trucco Mariarosaria Aversa, foto Fabio Vitiello
Cosa può succedere se uno psicoanalista indebitato fino al collo con il fratello gemello criminale affida le sue residue speranze di “salvezza” nelle mani di una paziente affetta da sessodipendenza e di due malcapitati ossessionati dalle loro ansie?
Questo è il tema della nuova commedia di Lello Marangio e Lucio Pierri, una piece dove le manie, le fobie e le vicissitudini dei protagonisti si incrociano fra loro e man mano s’ intrecciano sempre di più, in una trama fitta, colma di equivoci, gag, mille trovate e battute fulminee che faranno ridere e contemporaneamente riflettere gli spettatori in sala, sottolineando come, troppo spesso nella vita, pur di seguire le proprie ossessioni, non ci si accorge della realtà “reale”.
“Stresssati… ancora di più” è un testo modernamente comico in cui gli autori fondono la comicità di situazione tipicamente inglese e quella della nostra migliore tradizione teatrale, una commedia intrigante dal plot non scontato, ricco di colpi di scena e dal finale completamente inaspettato.
“StresSsati… ancora di più” è uno spettacolo dal ritmo frenetico dove si ride dall’inizio alla fine, un lavoro teatrale impreziosito dai due protagonisti: una sorprendente Laura Freddi, l’ avvenente showgirl notissima al pubblico italiano, al suo debutto assoluto in teatro, attrice di valore, ironica ed elegante; e Lucio Pierri, raffinato talento comico, da anni ormai volto teatrale e televisivo che firma anche la regia dello spettacolo.
A completare il cast Massimo Carrino ed Enzo Catapano, perfettamente calati nei loro ruoli e capaci, con la loro bravura, di arricchire un lavoro corale che riesce ad esaltare le qualità di ogni singolo personaggio.
Invitiamo Lor Signori ad accomodarsi in sala, almeno per 2 ore, abbasseremo il vostro livello di stress. In fondo siamo tutti un po’ StresSsati… ancora di più
Teatro Carlo Gesualdo di Avellino
info 0825771620
Sabato 12, ore 21.00, e domenica 13 marzo, ore 18.30
Enfi Teatro
presenta
Claudia Gerini in
Storie di Claudia
di Giampiero Solari, Claudia Gerini, Paola Galassi, Michela Andreozzi
arrangiamento e direzione musicale Leonardo De Amicis
musicista in scena Davide Pistoni
video scene Giuseppe Ragazzini, coreografie Roberta Mastromichele
costumi Nicoletta Ercole, scene Patrizia Bocconi, luci Gigi Saccomandi
regia Giampiero Solari
In un vecchio palazzo di Roma vive Claudia, una bambina allegra e curiosa; nello stesso palazzo, al pianterreno, con le finestre che danno sul cortile, abita la signorina Maria, un’anziana ed eccentrica signora, che ama la musica e colleziona ricordi, ritratti e libri di donne famose che hanno cambiato la storia.
Da sempre la signorina Maria e il suo appartamento sono l’attrazione segreta per tutti i bambini del cortile, soprattutto per Claudia. Una sera , inaspettata, grazie ad una camomilla calda, Claudia riesce ad entrare nella casa della signorina Maria e finalmente a conoscerla. Da quella sera fra la signorina Maria e Claudia nasce un’amicizia unica e indissolubile; le camomille bevute insieme diventano un appuntamento quotidiano e, grazie ai racconti e alle storie della signorina Maria, Claudia conosce donne incredibili, artiste famose e complicate, cresce e diventa grande. Diventa a sua volta un’artista famosa e una mamma affettuosa, che porta con sé il desiderio di raccontare e trasmettere l’amore e la passione per la vita e per il mondo dello spettacolo, così come la signorina Maria ha fatto con lei.
Claudia Gerini accompagna delicatamente il pubblico attraverso questo intenso viaggio di fantasia, passando da momenti esilaranti e canzoni e balletti inaspettati, ad altri momenti poetici e visionari.
Nell’insieme dei racconti la Gerini ci riporta a momenti della sua vita mischiati ad altri di pura fantasia che, in “Storie di Claudia”, diventano puro spettacolo. Grazie ai disegni di Giuseppe Ragazzini, alle musiche arrangiate da Leonardo De Amicis, alle coreografie di Roberta Mastromichele, e alla regia di Giampiero Solari, Claudia Gerini crea uno spettacolo unico e particolare.
di Napoli Magazine
04/03/2016 - 12:14
Teatro Diana di Nocera Inferiore
info 3347009811
Martedì 8 marzo, ore 20.45
Teatro Ricciardi di Capua
Info 0823963874
Mercoledì 9 marzo, ore 21.00
Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
info 0823885096 - 3333782429
Giovedì 10 marzo, ore 20.45
Teatro Comunale Costantino Parravano di Caserta
info 0823444051
Da venerdì 11 a domenica 13 marzo
(feriali ore 20.45, domenica ore 18.00)
Engage
presenta
Serena Autieri
in
La Sciantosa
Ho scelto un nome eccentrico
scritto da Vincenzo Incenzo
lighting design Valerio Tiberi
costumi Monica Celeste
in scena Alessandro Urso
con il Quintetto Eccentrico Italiano
Sull’ onda dello straordinario successo con cui è stata accolta da critica e pubblico nelle prime tappe italiane, Serena Autieri parte in tour con il suo One Woman Show “La Sciantosa - ho scelto un nome eccentrico”, spettacolo scritto da Vincenzo Incenzo e diretto da Gino Landi.
“Ho voluto rileggere in chiave nuova ed attuale il caffe chantant – racconta Serena - con un lavoro di ricerca e rivalutazione nel repertorio dei primi del ‘900, da brani più conosciuti e coinvolgenti, quali ‘A tazz’ e cafè e Come facette mammeta sino a perle nascoste come Serenata napulitana e Chiove, oggi ascoltabili solo con il grammofono a tromba.
Tra una rima recitata e una lacrima intendo riportare al pubblico quelle radici poetiche e melodiche ottocentesche e quei profumi arabi, saraceni e americani che Napoli ha ruminato e restituito al mondo nella sua inconfondibile cifra.
Ho voluto fortemente mantenere il clima provocatorio e sensuale di quei Caffè, e ricreare in teatro quel rapporto senza rete con il pubblico, improvvisando, battibeccando, fino a coinvolgerlo spudoratamente nella ‘mossa’, asso nella manica di tutte le sciantose”.
Nasce così ogni sera uno spettacolo nuovo e allo stesso tempo eterno. In fondo, dai tabarin ai talent show nulla è cambiato; la storia de “La Sciantosa” è una storia che non finirà mai.
Nota dell’autore
Incontrare la sciantosa e il suo “nome eccentrico” vuole dire aprire un baule magico con un immenso tesoro dentro. Vuole dire tuffarsi anima e corpo nell’oceano della tradizione classica e allo stesso tempo abbracciare le radici della modernità.
‘A tazz’ e cafè, Come facette mammeta, I’ te vurria vasà, prima di essere meravigliose canzoni sono testimoni e sentinelle di un mondo e di un’epoca da proteggere, di un tempo e di uno spazio in cui germogliano i princìpi tutti della cultura dello spettacolo che verrà.
Serena Autieri entra a schiaffo, con i panni di Pulcinella nei luoghi e nei codici del Caffè concerto e del varietà, ed è subito Napoli, arte di arrangiarsi, gioia e disperazione, mare romantico e vulcano incandescente. E’ guerra, colera, miseria ma è anche resurrezione, sorriso, amore.
Poi via la maschera e d’incanto Napoli è femmina. Una “mossa”, una rima recitata, una lacrima, ed eccole, quelle radici poetiche e melodiche ottocentesche e quei profumi arabi, saraceni, americani che ‘o paese d’’o sole, crocicchio di riferimenti locali e stimoli provenienti da ogni latitudine, ha ruminato e restituito al mondo nella sua inconfondibile cifra.
Il pretesto dello spettacolo è la prima grande protagonista di quel mondo, Elvira Donnarumma, “a capinera napoletana”, colei che sovvertì le regole dell’apparire; bassina,
tarchiata, ma con una voce che toccava le corde dell’anima.
Colei che raccolse i fiori sul palco di Eleonora Duse e Matilde Serao, che rifiutò per spirito patriottico il contratto in Germania, che sfidò la sua malattia ogni sera fino alla morte pur di non abbandonare il pubblico; lei che avvolta dalla bandiera italiana, in precario equilibrio e con gli occhi pieni di lacrime, cantò “Addio” davanti a tutta Napoli che la acclamava.
Serena Autieri legge Donnarumma in controluce, sdoganandone la fisicità, recuperata attraverso il gesto e la parola, in un’ora e mezza di spettacolo senza rete, sola sulla scena, attraversata dalla cometa elegante di un mimo ogni tanto a cadenzare il flusso narrativo. Fuori e dentro, dentro e fuori,
Serena gioca con il suo personaggio, lo presenta, lo incarna, lo lascia, lo riprende. La realtà feconda la finzione e viceversa in un gioco delle parti vertiginoso ed esilarante
La scena fa il resto. Una finestra che s’illumina nella notte, lo sciabordìo di onde in lontananza, una nave in partenza, valige sul molo.
Oggetti e proiezioni evocano i momenti. Tutto viene restituito a una lettura contemporanea mentre batte un cuore antico. C’è il vicolo, la scalinatella, ma c’è anche il futurismo, le camice nere, il Ballo Excelsior, l’avvento della radio.
Quadri come suggestioni, tagliati da un disegno luci che evoca più che dichiarare e musicisti che riportano nostalgie e profumi del tempo.
Ma il palco non basta, e allora Serena scende tra il pubblico, e lo spettacolo da qui in poi ogni sera è a soggetto. Il muro di Diderot cade (una lezione valida dai tempi di Plauto), e con il muro la sospensione del dubbio esistente tra finzione e realtà.
Gli spettatori diventano parte attiva e memoria di quello che fu, allo stesso tempo. Una sorta di non-sequitur visuale, dove la rottura della convenzione scatena la comicità. Risate, lacrime, riflessioni. Il pubblico è preso a schiaffi e carezze, come quel Pulcinella in incontinenza verbale magistralmente interpretato da Serena a inizio spettacolo, metafora vivente e straordinariamente attuale dell’accavallarsi folle di parole del nostro tempo.
E’ cafè chantant ma è anche talent show di oggi, perché cambiano i codici ma non il messaggio. E’ sguardo critico al presente, allo strapotere dell’immagine tritatutto, alla mai troppo considerata meritocrazia, ai valori al tramonto di patria e di famiglia. Ma è soprattutto amore, identità, rivendicazione. E passato che guarda al futuro.
Vincenzo Incenzo
Le canzoni dello spettacolo
Capinera - Giuliani (1918)
Palomma ‘e notte - Di Giacomo / Buongiovanni (1907)
Popolo-po’ - Murolo / Di Chiara (1917)
Fenesta vascia - Genoino / Cottrau (1825)
Lily Kangy - Capurro / Gambardella (1905)
I’ te vurria vasà - Russo / Di Capua (1900)
Guapparia - Bovio / Falvo (1914)
Come facette mammeta - Gambardella / Capaldo (1906)
Santa Lucia luntana - E.A. Mario (1919)
Ninì tirabusciò - Gambardella / Califano (1911)
‘O surdato ‘nnamurato - Califano / Cannio (1915)
Core ‘ngrato - Sisca / Cardillo (1911)
‘A tazza ‘e cafè - Capaldo / Fassone (1918)
Chiove - Bovio (1923)
Reginella - Bovio / Lama (1917)
Teatro Roma di Portici
info 081472662
Martedì 8 marzo, ore 20.45
Musicaè Management
presenta
Lino D’Angiò in
Da grande voglio fare il sindaco
di Lino D’Angiò e Maurizio De Angelis
“La mia non è ne una discesa ne una salita, semplicemente una rimasta in campo”. E’ con queste parole che il noto trasformista partenopeo Lino D’Angiò, annuncia la sua decisione di lanciarsi nell’arena politica italiana. Una scelta presa dopo tante tribolazioni, ma con la consapevolezza che è ormai necessario che qualcuno indichi la giusta via, la terza.
Da Grande voglio fare il sindaco è il titolo del comizio spettacolo con il quale il napoletano sta dimostrando a tutta la Campania che un altro modo di fare politica esiste, il suo. Un programma trasversale, scritto per la gente e portato nei teatri finalmente da uno che quelle tavole ben le conosce.
Il sipario si aprirà finalmente su un professionista dello spettacolo, non uno dei tanti improvvisati che in questi mesi hanno riempito le sale di militanti. Uno che con il suo dissacrante comizio metterà alla berlina tutti i suoi avversari. Meglio essergli amico che nemico, è la regola non scritta da anni rispettata da tutti i maggiori esponenti delle correnti politiche nazionali.
Per annunciare il proprio endorsement al candidato Lino D’Angiò, sulle tavole del teatro, ci saranno esponenti del mondo politico, culturale e religioso del calibro del cardinale Crescenzio Sepe, Giorgio Napolitano, Aurelio De Laurentiis, Nino D’Angelo, Gennario D’Auria, Vincenzo De Luca e Luigi De Magistris.
Una vera e propria consegna del testimone che darà a D’Angiò l’opportunità di coronare quelle che da sempre sono le speranze di un giovane e brillante napoletano che ha avuto un solo sogno, ossia quello di raggiungere la poltrona più ambita, ma allo stesso tempo più scomoda, per un cittadino partenopeo.
Da grande voglio fare il sindaco è il naturale porto d’arrivo per un artista che nelle figure politiche ha storicamente attinto a piene mani. “Per conoscere i cittadini si deve cominciare dal primo, ma allo stesso tempo non bisogna tralasciare le tante piccole sfaccettature che caratterizzano il nostro essere meridionali” commenta così l’attore il suo ultimo spettacolo. “L’essere meridionali nasce da uno strano mix di superstizione, religiosità, politica gridata che i personaggi che da sempre ho personificato negli anni di spettacolo mi hanno permesso di approfondire.
Credo, grazie a loro, di essere diventato un profondo conoscitore della cultura napoletana e di larga parte del sud d’Italia”. Prima di cimentarsi con la stesura di Da grande voglio fare il sindaco, Lino D’Angiò si è assicurato centinaia di repliche per Natale in casa Bassolindo, Spasso dopo spasso in casa Bassolindo, Il Codice D'Angiò e Faccio...Piazza pulita, piéce teatrali scritte di proprio pugno.
Fortunata anche la produzione al di fuori del palco, in particolare per il piccolo schermo. Da anni D’Angiò scrive e conduce programmi televisivi.
Il primo di successo, TeleGaribaldi, è diventato in breve trampolino di lancio per diversi comici napoletani del calibro di Biagio Izzo, Rosaria De Cicco, Rosalia Porcaro, I Ditelo voi, Lisa Fusco, Antonio e Michele e Alessandro Siani. Avanzi Popolo! - The Original, Facciamo ...Piazza pulita, Il codice D'Angiò sono solo alcuni degli altri programmi che hanno portato l’attore napoletano nel programma di Antonio Ricci Striscia la notizia e a diverse apparizioni in programmi delle televisioni nazionali, quali La posta del cuore con Sabina Guzzanti, Quelli che il calcio con Simona Ventura e Fenomeni con Piero Chiambretti. Ultimo, in ordine di tempo, lo strepitoso esperimento del Tg D’Angiò, realizzato con una serie di approfondimenti giornalistici e notizie straNordinarie sulla pagina napoletana del sito repubblica.it.
Teatro Gloria di Pomigliano D’Arco
Info 0818843409
Martedì 8 marzo, ore 20.45
Teatro Modernissimo di Telese Terme
Info 0824976106
Mercoledì 9 marzo, ore 20.45
Compagnia Sanny Produzioni Roma
presenta
Anna Galiena e Enzo De Caro
in
Diamoci del tu
di Norm Foster
traduzione Danilo Rana, adattamento Pino Tierno
scene Andrea Bianchi, costumi Martina Piezzo, disegno luci Francesco Saverio De Iorio
regia Emanuela Giordano
Diamoci del tu è una commedia del 2012 del pluripremiato drammaturgo canadese Norm Foster. Un uomo e una donna convivono da anni sotto lo stesso tetto senza dividere affetti e intimità. E per una volta non parliamo di una coppia, ma di una domestica e del suo datore di lavoro.
Lui fa quasi fatica a ricordare il nome della donna preso com'è da se stesso. E’ un romanziere famoso, o per lo meno lo è stato. Ora ci sorprende che all'improvviso si interessi alla vita di lei, come se volesse recuperare il tempo perduto o avesse semplicemente tempo da perdere.
Di lei invece ci sorprende il linguaggio ironico, colto e beffardo. Il rapporto tra i due è inedito. Inizia quel giorno. Dopo decenni di "buongiorno" e "buonasera", di incombenze e comandi quotidiani, si scatena un serratissimo dialogo che ci provoca risate e curiosità. Eppure capiamo che si va oltre. Parlano, sfottono, domandano, rispondono ma intorno alle parole si consuma altro. E quello che non si dicono diventa altrettanto interessante, perché di non detti ce ne sono tanti.
Il luogo è la casa di lui. Lo raccontiamo per segni netti e non descrittivi. Un mondo di ricchezza elegante, fredda, formale, da casa di prestigio ma senza anima. L'anima, il calore ce lo regalano le sottili tessiture di sguardi e svelamenti, di bisogni non dichiarati.
Nasce una partitura preziosa per due attori che si mettono in gioco con sensibilità e intelligenza, dove la regia si concentra nel costruire un rapporto in cui progressivamente l'uno vive nel respiro dell’altro. In cui l'ascolto dell'altro diventa un punto di arrivo; un traguardo che in scena si sente…si tocca…si gode…
Emanuela Giordano
Teatro Comunale di Lacedonia
info 3346632836 - 3337448095
Mercoledì 9 marzo, ore 20.45
Diana Or.i.s. e Chi è di scena
Presentano
Sogni e bisogni
Incubi e risvegli
scritto, diretto e interpretato da Vincenzo Salemme
con
Nicola Acunzo, Domenico Aria, Sergio D’Auria, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero
scene Alessandro Chiti, costumi Mariano Tufano,
musiche Antonio Boccia, luci Umile Vainieri
Questa commedia è stata scritta nel 1995 con il titolo Io e Lui, chiaramente riferito al celebre romanzo di Moravia. E, come accade in quel romanzo, anche nella commedia l'intreccio narrativo ruota intorno a due personaggi: Rocco Pellecchia ed il suo "pene".
A differenza del racconto moraviano, dove il "lui" in questione era solo una voce, qui il più famoso e significativo organo del sesso maschile si stacca materialmente dal corpo del suo "titolare" e diventa egli stesso uomo, rivendicando una sorta di riconoscimento scenico. Rivendica, cioè, lo status di vero e proprio protagonista della vita e della scena.
Egli ritiene che la vita del grigio e mediocre Rocco Pellecchia mal si adatta alla grandeur del suo sottoutilizzato "tronchetto della felicità". Si, Lui ama farsi chiamare proprio così.
Lo spettacolo, in pratica, è un duello tra i due contendenti. Il tronchetto spinge il povero Rocco a rialzare la testa e ad affrontare il futuro con orgoglio e spirito visionario, e il povero Rocco, che cerca di riconquistarlo e riportarlo materialmente nella sede più consona, cioè in basso al suo ventre.
L'intreccio é ovviamente popolato da numerosi altri personaggi: un ispettore chiamato da Rocco a risolvere il caso, la coppia di impressionanti portieri dello stabile, la moglie appassita e avvilita di Rocco.
“Al di là degli accadimenti - chiarisce Salemme - Sogni e Bisogni è una commedia di fortissimo impatto comico, e al tempo stesso, mi consente di continuare il percorso che ho iniziato ormai già da qualche anno. Aprire, in qualche modo, la confezione borghese della commedia classica, per intrattenermi ed intrattenere il rapporto con il pubblico in sala. Avrò modo cioè di interloquire con loro per rispondere alle domande più frequenti che ci facciamo sulla profondità della natura umana, soprattutto nei suoi aspetti apparentemente più semplici”.
Teatro Verdi di Salerno
info 089662141
Da giovedì 10 a domenica 13 marzo
(feriali ore 21,00 - festivi ore 18,30)
Cardellino srl
presenta
Silvio Orlando
in
La scuola
di Domenico Starnone
con (in o.a.)
Vittorio Ciorcalo, Il prete prof. Mattozzi (religione)
Roberto Citran, Il preside
Marina Massironi, Prof.ssa Baccalauro (ragioneria)
Roberto Nobile, Prof. Mortillaro (francese)
Silvio Orlando, Prof. Cozzolino (lettere)
Antonio Petrocelli, Prof. Cirrotta (impiantistica)
Maria Laura Rondanini, Prof.ssa Alinovi (storia dell'arte)
scene Giancarlo Basili
disegnatore luci Pasquale Mari
costumi Maria Rita Barbera
assistente alla regia Riccardo Sinibaldi
organizzazione generale Maria Laura Rondanini
direttore di scena Franco Dottori
elettricista Giuseppe De Gennaro
sarta Piera Mura
segretaria di compagnia Raffaella Gagliano
consulenza organizzativa e amministrativa Teresa Rizzo
foto di scena Laila Pozzo
scenografia Mekane srl
materiale elettrico e fonico Gianchi Italia srl
trasporti Emanuele Fragaria
regia Daniele Luchetti
Era il 1992, anno in cui debuttò Sottobanco, spettacolo teatrale interpretato da un gruppo di attori eccezionali capitanati da Silvio Orlando e diretti da Daniele Luchetti. Lo spettacolo divenne presto un cult, antesignano di tutto il filone di ambientazione scolastica tra cui anche la trasposizione cinematografica del 1995 della stessa pièce che prese il titolo La scuola. Fu uno dei rari casi in cui il cinema accolse un successo teatrale e non viceversa.
Lo spettacolo era un dipinto della scuola italiana di quei tempi e al tempo stesso un esempio quasi profetico del cammino che stava intraprendendo il sistema scolastico.
‘Ho deciso di riportare in scena lo spettacolo più importante della mia carriera; fu un evento straordinario, entusiasmante, con una forte presa sul pubblico’ dice Silvio Orlando. A vent’anni di distanza è davvero interessante fare un bilancio sulla scuola e vedere cos’è successo poi.
Il testo è tratto dalla produzione letteraria di Domenico Starnone. Siamo in tempo di scrutini in IV D. Un gruppo di insegnanti deve decidere il futuro dei loro studenti. Di tanto in tanto, in questo ambiente circoscritto, filtra la realtà esterna.
Dal confronto tra speranze, ambizioni, conflitti sociali e personali, amori, amicizie e scontri generazionali, prendono vita personaggi esilaranti, giudici impassibili e compassionevoli al tempo stesso. Il dialogo brillante e le situazioni paradossali lo rendono uno spettacolo irresistibilmente comico.
Teatro Delle Rose, Piano Di Sorrento
info 0818786165
Venerdì 11 marzo, ore 21.00
Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro
in collaborazione con Officine Culturali della Regione Lazio Bon Voyage,
Festival Teatrale di Borgio Verezzi e Civit'Arte 2015
presenta
Isa Danieli e Lello Arena
in
Sogno di una notte di mezza estate
di Ruggero Cappuccio
liberamente ispirato all'opera di William Shakespeare
con Fabrizio Vona
e con Renato De Simone, Enzo Mirone, Rossella Pugliese, Antonella Romano
costumi Annamaria Morelli
scene Luigi Ferrigno
musiche Massimiliano Sacchi
burattini Selvaggia Filippini
regia Claudio Di Palma
Nel perimetro simbolico della sala di un antico palazzo napoletano, Titania e Oberon attivano una drammaturgia di capricci e smanie riducendo le sorti degli uomini a fragili trame da vecchi teatri dei burattini. I due, come schegge di dei precipitati in terra, continuamente sospesi fra sonno e veglia, inscenano armonie, assecondano discordie, conducono, con estro malaccorto, una regia dei sentimenti umani.
Le loro parole/note contrappuntano la polifonia dei surreali ospiti del palazzo (pupazzi, elfi, musicisti, attori), dettano sintonie tra lirismo e antiche tradizioni narrative, reinventano fascinazioni favolistiche, si fanno poetiche o scurrili a richiamare le alternanze emotive del mondo ispirativo shakespeariano.
Tra fedeltà ed irriverenza, la scrittura di Cappuccio riorchestra il “Sogno” per cercare ulteriori rifrangenze all'incanto musicale della lingua shakespeariana. La regia e la scena ne assecondano la lettura trasformandosi, per amplificarne il suono, in una sorta di grande, onirico e vagamente circense carillon.
Teatro Minerva di Boscoreale
info 3664512310
Venerdì 11 marzo, ore 20.45
Claudio Malfi e Francesco Scarano
presentano
Laura Freddi e Lucio Pierri
in
Stresssati… ancora di più
commedia comica in due tempi
scritta da Lello Marangio & Lucio Pierri
con Massimo Carrino e Enzo Catapano
regia Lucio Pierri
assistente alla regia Maranta De Simone, supervisore tecnico Adriano Maria Poliedro
service audio-luci, Top Music Service, assistente di scena Carla Iavarone
hairstylist Gianni Pazzi, trucco Mariarosaria Aversa, foto Fabio Vitiello
Cosa può succedere se uno psicoanalista indebitato fino al collo con il fratello gemello criminale affida le sue residue speranze di “salvezza” nelle mani di una paziente affetta da sessodipendenza e di due malcapitati ossessionati dalle loro ansie?
Questo è il tema della nuova commedia di Lello Marangio e Lucio Pierri, una piece dove le manie, le fobie e le vicissitudini dei protagonisti si incrociano fra loro e man mano s’ intrecciano sempre di più, in una trama fitta, colma di equivoci, gag, mille trovate e battute fulminee che faranno ridere e contemporaneamente riflettere gli spettatori in sala, sottolineando come, troppo spesso nella vita, pur di seguire le proprie ossessioni, non ci si accorge della realtà “reale”.
“Stresssati… ancora di più” è un testo modernamente comico in cui gli autori fondono la comicità di situazione tipicamente inglese e quella della nostra migliore tradizione teatrale, una commedia intrigante dal plot non scontato, ricco di colpi di scena e dal finale completamente inaspettato.
“StresSsati… ancora di più” è uno spettacolo dal ritmo frenetico dove si ride dall’inizio alla fine, un lavoro teatrale impreziosito dai due protagonisti: una sorprendente Laura Freddi, l’ avvenente showgirl notissima al pubblico italiano, al suo debutto assoluto in teatro, attrice di valore, ironica ed elegante; e Lucio Pierri, raffinato talento comico, da anni ormai volto teatrale e televisivo che firma anche la regia dello spettacolo.
A completare il cast Massimo Carrino ed Enzo Catapano, perfettamente calati nei loro ruoli e capaci, con la loro bravura, di arricchire un lavoro corale che riesce ad esaltare le qualità di ogni singolo personaggio.
Invitiamo Lor Signori ad accomodarsi in sala, almeno per 2 ore, abbasseremo il vostro livello di stress. In fondo siamo tutti un po’ StresSsati… ancora di più
Teatro Carlo Gesualdo di Avellino
info 0825771620
Sabato 12, ore 21.00, e domenica 13 marzo, ore 18.30
Enfi Teatro
presenta
Claudia Gerini in
Storie di Claudia
di Giampiero Solari, Claudia Gerini, Paola Galassi, Michela Andreozzi
arrangiamento e direzione musicale Leonardo De Amicis
musicista in scena Davide Pistoni
video scene Giuseppe Ragazzini, coreografie Roberta Mastromichele
costumi Nicoletta Ercole, scene Patrizia Bocconi, luci Gigi Saccomandi
regia Giampiero Solari
In un vecchio palazzo di Roma vive Claudia, una bambina allegra e curiosa; nello stesso palazzo, al pianterreno, con le finestre che danno sul cortile, abita la signorina Maria, un’anziana ed eccentrica signora, che ama la musica e colleziona ricordi, ritratti e libri di donne famose che hanno cambiato la storia.
Da sempre la signorina Maria e il suo appartamento sono l’attrazione segreta per tutti i bambini del cortile, soprattutto per Claudia. Una sera , inaspettata, grazie ad una camomilla calda, Claudia riesce ad entrare nella casa della signorina Maria e finalmente a conoscerla. Da quella sera fra la signorina Maria e Claudia nasce un’amicizia unica e indissolubile; le camomille bevute insieme diventano un appuntamento quotidiano e, grazie ai racconti e alle storie della signorina Maria, Claudia conosce donne incredibili, artiste famose e complicate, cresce e diventa grande. Diventa a sua volta un’artista famosa e una mamma affettuosa, che porta con sé il desiderio di raccontare e trasmettere l’amore e la passione per la vita e per il mondo dello spettacolo, così come la signorina Maria ha fatto con lei.
Claudia Gerini accompagna delicatamente il pubblico attraverso questo intenso viaggio di fantasia, passando da momenti esilaranti e canzoni e balletti inaspettati, ad altri momenti poetici e visionari.
Nell’insieme dei racconti la Gerini ci riporta a momenti della sua vita mischiati ad altri di pura fantasia che, in “Storie di Claudia”, diventano puro spettacolo. Grazie ai disegni di Giuseppe Ragazzini, alle musiche arrangiate da Leonardo De Amicis, alle coreografie di Roberta Mastromichele, e alla regia di Giampiero Solari, Claudia Gerini crea uno spettacolo unico e particolare.