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CULTURA & GOSSIP
SPETTACOLI - "El romancero de Lazarillo" al Teatro Instabile di Napoli
16.12.2019 10:45 di Napoli Magazine

"El romancero de Lazarillo"


al Teatro Instabile Michele Del Grosso 

 

Domenica 22 dicembre 2019 appuntamento pre-natalizio con la Commedia dell'Arte.

 

Ospite del Teatro Instabile Michele Del Grosso, nell'ambito della 2a edizione della rassegna Incanti Narrati a cura di Talentum Production di Marcello Radano, in collaborazione con l'Accademia Vesuviana del Teatro e Cinema, torna sulle scene napoletane "El romancero de Lazarillo", diretto e interpretato da Luca Gatta, uno spettacolo contemporaneo di Commedia dell'Arte tra Oriente e Occidente ispirato al primo divertentissimo romanzo moderno europeo “El Lazarillo de Tormes”. 

 

domenica 22 dicembre | ore 19.30
TIN - Teatro Instabile Napoli Michele Del Grosso
Vico Fico al purgatorio 38 | 80138 Napoli
Costo: 12,00 €
Info e prenotazioni:
081 528 94 61 | 331 35 32 137 | 338 30 15 465
marenapoli@alice.it 

 

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Approfondimenti

“El Romancero de Lazarillo”, frutto di un lavoro di ricerca di tre anni è una produzione della Cooperativa En Kai Pan, in collaborazione con l'Associazione Teatrale Aisthesis, che ha curato anche il disegno luci. Regista e attore in scena, Luca Gatta. Musiche, Antonello Paliotti. Maschere, Riccardo Ruggiano e Antonio Fava. Costumi, Fabiana Amato. Scene, Maurizio Iannino. Drammaturgia, Stefania Bruno. Assistente alla regia, Tiziana Sellato.

Lo spettacolo si ispira al "Lazarillo de Tormes" il primo, divertentissimo romanzo della tradizione occidentale moderna, il quale, sebbene incompiuto e pur conservando ancora echi della cultura medievale, possiede una forma narrativa ormai proiettata nel futuro. Vengono narrate le vicende dello sfortunato servo Lazaro, che vagabonda per la Spagna offrendo i suoi servizi a padroni sempre più improbabili.

Lazarillo è uno zanni, una maschera della Commedia dell'Arte, che sta per svelarsi e diventare un eroe borghese, ma prima ha bisogno di raccontare la propria storia. Per questa ragione si è deciso di non fare un vero e proprio adattamento del testo alla forma drammatica, ma di mantenerne la matrice narrativa, traducendolo in ottave per evocare l'affabulazione dei cantastorie cinquecenteschi.

 

La recitazione è affidata ad un unico attore, un giullare-contastorie istrione e trasformista, dagli attributi quasi demoniaci che con la sua voce di bambino incarna il punto di vista del protagonista e l'espressione del suo bisogno di raccontarsi, al confine tra la coscienza e la percezione, che agisce secondo quelli che il drammaturgo Leo de Berardinis definisce "trascinamenti", un sistema di scatole cinesi in cui i personaggi sono inseriti gli uni negli altri, generandosi a vicenda, attraverso una serie di continui camuffamenti e mascheramenti, che avvengono sotto gli occhi del pubblico.

 

Uno spettacolo di Commedia dell'Arte dai richiami orientali, ispirati al teatro Topeng di Bali nel quale, come nella migliore tradizione del romanzo moderno, la voce principale sarà surclassata dalla miriade di voci dei personaggi che Lazarillo incontra, capitani di ventura, venditori d'indulgenze, mendicanti che di volta in volta lo possiederanno e lo lasceranno cambiato e in un certo senso sopravvissuto.

 

L'identità del protagonista risulterà, dunque essere una stratificazione di tutti i personaggi rappresentati. Lontano dall'essere una rievocazione di codici e atmosfere del passato, è uno spettacolo profondamente contemporaneo, con una scrittura in cui si avverto gli echi di Barrault, Bene e soprattutto Grotowski.

 

Perché, in fondo il passato è un'invenzione del presente.

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