26–29 marzo 2026
produzione Galleria Toledo
Lessico Napoletano
LI 'NNAMORATE SCORCOGLIATE
da Pietro Trinchera
drammaturgia e regia Laura Angiulli
disegno luci Cesare Accetta
scena Rosario Squillace
con Paolo Aguzzi, Federica Aiello,
Chiara Baffi, Agostino Chiummariello,
Alessandra D’Elia, Antonio Marfella,
Andrea Palladino, Antonio Speranza,
Antonio Torino
foto Matteo Magnoni
assistente Luca Cristiano
Restituire la complessità di un territorio a partire dalla sua lingua.
Con Li’ Nnamorate Scorcogliate si apre il primo atto di un’indagine tutta dedicata alla drammaturgia campana e agli autori che hanno fatto la storia di questa città.
Primo capitolo
Pietro Trinchera
“La lingua napoletana trova un riscontro applicativo in una tipologia di messinscena di tutta autonomia. C’è molto da esplorare non solo in quanto ai repertori, ma anche e soprattutto in riferimento agli specifici stilemi recitativi che così fortemente hanno rappresentato quella napoletanità felicemente accolta in tutto il mondo, con suggestioni e desiderio d’incontro per i pubblici più vari”
Laura Angiulli
Attraversare, dunque, il repertorio napoletano per individuare, nelle sue modificazioni, la matrice di quell’interesse smisurato e implacabile che da sempre caratterizza lo sguardo del mondo verso il capoluogo partenopeo. Non è un caso che l’Angiulli decida di iniziare proprio da Trinchera. Già Edoardo, con l'adattamento de La Monaca fauza, aveva riconosciuto l’importanza di quel illuso Don Chisciotte della parola. Promotore di un teatro realistico-civile, che si discosta fortemente dalle opere dei suoi contemporanei; la sua lingua si apre alle suggestioni, offerte dal melodramma metastasiano, che in quegli stessi anni aveva tentato di riportare in auge la tragedia antica nella sua inscindibile unione di musica e poesia. Ne viene fuori una satira solo all’apparenza leggera e scanzonata, espressione di una ben più profonda e amara polemica contro ingiustizie e storture della società. L’operazione che Angiulli mette in atto in LI 'NNAMORATE SCORCOGLIATE, liberamente tratto da La Gnoccolara di Pietro Trinchera, sembra conservare quell’interesse eduardiano rivolto alla parola, mirando a conservare uno degli aspetti fondamentali del testo: la lingua.
di Napoli Magazine
12/03/2026 - 17:05
26–29 marzo 2026
produzione Galleria Toledo
Lessico Napoletano
LI 'NNAMORATE SCORCOGLIATE
da Pietro Trinchera
drammaturgia e regia Laura Angiulli
disegno luci Cesare Accetta
scena Rosario Squillace
con Paolo Aguzzi, Federica Aiello,
Chiara Baffi, Agostino Chiummariello,
Alessandra D’Elia, Antonio Marfella,
Andrea Palladino, Antonio Speranza,
Antonio Torino
foto Matteo Magnoni
assistente Luca Cristiano
Restituire la complessità di un territorio a partire dalla sua lingua.
Con Li’ Nnamorate Scorcogliate si apre il primo atto di un’indagine tutta dedicata alla drammaturgia campana e agli autori che hanno fatto la storia di questa città.
Primo capitolo
Pietro Trinchera
“La lingua napoletana trova un riscontro applicativo in una tipologia di messinscena di tutta autonomia. C’è molto da esplorare non solo in quanto ai repertori, ma anche e soprattutto in riferimento agli specifici stilemi recitativi che così fortemente hanno rappresentato quella napoletanità felicemente accolta in tutto il mondo, con suggestioni e desiderio d’incontro per i pubblici più vari”
Laura Angiulli
Attraversare, dunque, il repertorio napoletano per individuare, nelle sue modificazioni, la matrice di quell’interesse smisurato e implacabile che da sempre caratterizza lo sguardo del mondo verso il capoluogo partenopeo. Non è un caso che l’Angiulli decida di iniziare proprio da Trinchera. Già Edoardo, con l'adattamento de La Monaca fauza, aveva riconosciuto l’importanza di quel illuso Don Chisciotte della parola. Promotore di un teatro realistico-civile, che si discosta fortemente dalle opere dei suoi contemporanei; la sua lingua si apre alle suggestioni, offerte dal melodramma metastasiano, che in quegli stessi anni aveva tentato di riportare in auge la tragedia antica nella sua inscindibile unione di musica e poesia. Ne viene fuori una satira solo all’apparenza leggera e scanzonata, espressione di una ben più profonda e amara polemica contro ingiustizie e storture della società. L’operazione che Angiulli mette in atto in LI 'NNAMORATE SCORCOGLIATE, liberamente tratto da La Gnoccolara di Pietro Trinchera, sembra conservare quell’interesse eduardiano rivolto alla parola, mirando a conservare uno degli aspetti fondamentali del testo: la lingua.