Dal 18 al 29 marzo Silvio Orlando torna in scena al Teatro Mercadante protagonista de IL BERRETTO A SONAGLI, una delle opere più celebri di Luigi Pirandello, nel nuovo allestimento del regista Andrea Baracco, tappa napoletana della felice tournée 2026 dello spettacolo.
Al suo primo incontro con l’universo teatrale pirandelliano, Orlando interpreta Ciampa, uno dei personaggi più emblematici e tragicomici dell’opera del grande autore siciliano: una figura capace di incarnare, tra paradossi e contraddizioni, la complessità dell’individuo moderno, restituendo sulla scena tutte le sfumature della sua tragica umanità.
Completano il cast Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti.
Le scene sono di Roberto Crea, i costumi di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Simone De Angelis, sound designer Giacomo Vezzani. Revisione linguistica del testo di Letizia Russo e Andrea Baracco, aiuto regia Andrea Lucchetta.
Lo spettacolo è una produzione Cardellino srl, in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Bolzano.
Dopo Napoli, la tournée prosegue a Teatro Comunale di Bolzano (9-12 aprile), al Teatro Strehler Piccolo di Milano (14-26 aprile), al Teatro Carignano di Torino (28 aprile- 10 maggio).
NOTE DI REGIA
«Pirandello non è autore per tempi di pace, ma di guerra. È il tempo di guerra a creare le condizioni effettuali per comprendere l’autore siciliano; il dissolversi del principio di identità, la tragica disintegrazione dell’io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità dell’essere umano. In tempi di guerra se la realtà chiama, Pirandello sa cosa rispondere; intravede la feroce e grottesca maschera di un mondo convulso e impazzito. I tempi di pace sono i tempi degli ismi, della ricerca affannosa di una filosofia e allora sotto con “essere è apparire” o “conflitto tra vita e forma” con il pirandellismo insomma; quell’insopportabile pozzo del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli accadimenti per passare altrove, in un generico luogo, astratto.
Inchiodare in una formula un autore è sempre molto pericoloso, con Pirandello è quasi mortale. Sentire il bisogno di chiarire più che di capire ha chiuso l’autore dentro una formula lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno di più potente, le passioni.
Solo liberandolo dalle preoccupazioni filosofiche, Pirandello mostra il suo volto autentico. Si vede solo allora come i grandi protagonisti della drammaturgia pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al dettaglio. Proprio per questo, credo necessario lasciarsi guidare dalle parole di Leonardo Sciascia: “Bisogna liberare Pirandello da tutte le incrostazioni filosofiche e pseudofilosofiche, da tutte le etichette concettuali, in una parola del pirandellismo. Restituire all’opera pirandelliana quella verità e libertà, quella effervescenza fantastica, che oggettivamente possiede”.
Cinque anni dopo aver scritto la novella La Verità, Pirandello la trasforma nei due atti de Il berretto a sonagli, la cui versione siciliana confezionata per Angelo Musco debutta nel 1917 al Teatro Nazionale di Roma.
In una delle lettere indirizzate a Musco che metteva in dubbio le qualità della commedia e del suo protagonista, Ciampa, Pirandello dice di come questo sia un personaggio “strapieno di tragica umanità, non vivo ma arcivivo” e parla del testo in questione come di un’opera “nata e non fatta”; sottolineando con forza di come qualora negli interpreti mancasse l’anima si ritroverebbero in bocca “l’imbroglio di discorsi lunghi, incisi, da portare alla fine senza sapere come! Bisogna leggere non le parole ma l’azione parlata, perché è sempre tale il mio dialogo, non fatto mai di parole, ma di mosse d’anima”. Ecco, è lo stesso Pirandello che si smarca con fermezza dal pirandellismo, da quel ragionatore impenitente, che sembra sempre avere il pensiero troppo saldo e talmente ragionato da non poter mai porsi nel luogo della contraddizione, dell’imprevisto, dell’umano insomma.
L’umiltà dell’uomo Ciampa giganteggia, il ridicolo lo infanga; è come se una lama inesorabile gli spaccasse sempre più profondamente il petto, per mostrare il suo cuore e allora si difende con parole vive e umanamente strazianti. Comincia il suo percorso con una semplicità che gli consente di avere aspetti comici, di una comicità ironica con cui si prende ferocemente gioco dell’ottusità degli altri, per poi precipitare, nella sua umiliazione da vinto, in una sorta di esaltazione lirica che fa transitare continuamente lo spettatore dal riso all’angoscia».
Andrea Baracco
Teatro Mercadante
dal 18 al 29 marzo 2026
IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi Pirandello
regia Andrea Baracco
con Silvio Orlando
e con (in o.a.)
Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti
scena Roberto Crea
costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Simone De Angelis
sound designer Giacomo Vezzani
revisione linguistica Letizia Russo e Andrea Baracco
aiuto regia Andrea Lucchetta
direttore tecnico Luigi Flammia
datore luci Christian Pizzingrilli
fonici Alberto Luciani e Gianrocco Bruno
sarta Piera Mura
macchinista Filippo Canfori
segretaria di compagnia Chiara Pazzini
amministrazione di produzione Mary Salvatore
management Federico Corona
direzione generale Maria Laura Rondanini
una produzione Cardellino srl
in coproduzione con
Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Bolzano
Durata: 1 ora e 30 minuti (atto unico)
date e orari rappresentazioni
18/03/2026 21:00
19/03/2026 17:00
20/03/2026 21:00
21/03/2026 19:00
22/03/2026 18:00
24/03/2026 21:00
25/03/2026 17:00
26/03/2026 17:00
27/03/2026 21:00
28/03/2026 19:00
29/03/2026 18:00
di Napoli Magazine
12/03/2026 - 13:46
Dal 18 al 29 marzo Silvio Orlando torna in scena al Teatro Mercadante protagonista de IL BERRETTO A SONAGLI, una delle opere più celebri di Luigi Pirandello, nel nuovo allestimento del regista Andrea Baracco, tappa napoletana della felice tournée 2026 dello spettacolo.
Al suo primo incontro con l’universo teatrale pirandelliano, Orlando interpreta Ciampa, uno dei personaggi più emblematici e tragicomici dell’opera del grande autore siciliano: una figura capace di incarnare, tra paradossi e contraddizioni, la complessità dell’individuo moderno, restituendo sulla scena tutte le sfumature della sua tragica umanità.
Completano il cast Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti.
Le scene sono di Roberto Crea, i costumi di Marta Crisolini Malatesta, le luci di Simone De Angelis, sound designer Giacomo Vezzani. Revisione linguistica del testo di Letizia Russo e Andrea Baracco, aiuto regia Andrea Lucchetta.
Lo spettacolo è una produzione Cardellino srl, in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Bolzano.
Dopo Napoli, la tournée prosegue a Teatro Comunale di Bolzano (9-12 aprile), al Teatro Strehler Piccolo di Milano (14-26 aprile), al Teatro Carignano di Torino (28 aprile- 10 maggio).
NOTE DI REGIA
«Pirandello non è autore per tempi di pace, ma di guerra. È il tempo di guerra a creare le condizioni effettuali per comprendere l’autore siciliano; il dissolversi del principio di identità, la tragica disintegrazione dell’io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità dell’essere umano. In tempi di guerra se la realtà chiama, Pirandello sa cosa rispondere; intravede la feroce e grottesca maschera di un mondo convulso e impazzito. I tempi di pace sono i tempi degli ismi, della ricerca affannosa di una filosofia e allora sotto con “essere è apparire” o “conflitto tra vita e forma” con il pirandellismo insomma; quell’insopportabile pozzo del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli accadimenti per passare altrove, in un generico luogo, astratto.
Inchiodare in una formula un autore è sempre molto pericoloso, con Pirandello è quasi mortale. Sentire il bisogno di chiarire più che di capire ha chiuso l’autore dentro una formula lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno di più potente, le passioni.
Solo liberandolo dalle preoccupazioni filosofiche, Pirandello mostra il suo volto autentico. Si vede solo allora come i grandi protagonisti della drammaturgia pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al dettaglio. Proprio per questo, credo necessario lasciarsi guidare dalle parole di Leonardo Sciascia: “Bisogna liberare Pirandello da tutte le incrostazioni filosofiche e pseudofilosofiche, da tutte le etichette concettuali, in una parola del pirandellismo. Restituire all’opera pirandelliana quella verità e libertà, quella effervescenza fantastica, che oggettivamente possiede”.
Cinque anni dopo aver scritto la novella La Verità, Pirandello la trasforma nei due atti de Il berretto a sonagli, la cui versione siciliana confezionata per Angelo Musco debutta nel 1917 al Teatro Nazionale di Roma.
In una delle lettere indirizzate a Musco che metteva in dubbio le qualità della commedia e del suo protagonista, Ciampa, Pirandello dice di come questo sia un personaggio “strapieno di tragica umanità, non vivo ma arcivivo” e parla del testo in questione come di un’opera “nata e non fatta”; sottolineando con forza di come qualora negli interpreti mancasse l’anima si ritroverebbero in bocca “l’imbroglio di discorsi lunghi, incisi, da portare alla fine senza sapere come! Bisogna leggere non le parole ma l’azione parlata, perché è sempre tale il mio dialogo, non fatto mai di parole, ma di mosse d’anima”. Ecco, è lo stesso Pirandello che si smarca con fermezza dal pirandellismo, da quel ragionatore impenitente, che sembra sempre avere il pensiero troppo saldo e talmente ragionato da non poter mai porsi nel luogo della contraddizione, dell’imprevisto, dell’umano insomma.
L’umiltà dell’uomo Ciampa giganteggia, il ridicolo lo infanga; è come se una lama inesorabile gli spaccasse sempre più profondamente il petto, per mostrare il suo cuore e allora si difende con parole vive e umanamente strazianti. Comincia il suo percorso con una semplicità che gli consente di avere aspetti comici, di una comicità ironica con cui si prende ferocemente gioco dell’ottusità degli altri, per poi precipitare, nella sua umiliazione da vinto, in una sorta di esaltazione lirica che fa transitare continuamente lo spettatore dal riso all’angoscia».
Andrea Baracco
Teatro Mercadante
dal 18 al 29 marzo 2026
IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi Pirandello
regia Andrea Baracco
con Silvio Orlando
e con (in o.a.)
Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti
scena Roberto Crea
costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Simone De Angelis
sound designer Giacomo Vezzani
revisione linguistica Letizia Russo e Andrea Baracco
aiuto regia Andrea Lucchetta
direttore tecnico Luigi Flammia
datore luci Christian Pizzingrilli
fonici Alberto Luciani e Gianrocco Bruno
sarta Piera Mura
macchinista Filippo Canfori
segretaria di compagnia Chiara Pazzini
amministrazione di produzione Mary Salvatore
management Federico Corona
direzione generale Maria Laura Rondanini
una produzione Cardellino srl
in coproduzione con
Teatro Stabile dell’Umbria, Teatro Stabile di Bolzano
Durata: 1 ora e 30 minuti (atto unico)
date e orari rappresentazioni
18/03/2026 21:00
19/03/2026 17:00
20/03/2026 21:00
21/03/2026 19:00
22/03/2026 18:00
24/03/2026 21:00
25/03/2026 17:00
26/03/2026 17:00
27/03/2026 21:00
28/03/2026 19:00
29/03/2026 18:00