Nella sua nuova opera teatrale Medea’s Children, in scena il 16 e il 17 aprile alle 21.00 al Teatro Mercadante, il regista cult di teatro e cinema svizzero Milo Rau, affronta la più oscura tra le vicende che sono all’origine della cultura occidentale: quella della Medea di Euripide, in cui una madre uccide i suoi due figli.
Il regista porta in scena un gruppo di bambini che uccidono e vengono uccisi, perché: «tradurre le emozioni in un atto radicale permette una comprensione più profonda». Una storia dove i bambini trovano la propria voce e riflettono sulla separazione, l’ingiustizia e il potere della tragedia.
Con questo spettacolo Milo Rau offre uno sguardo inedito e profondo sul ruolo dei bambini a teatro, otto anni dopo il suo Five Easy Pieces sul caso del pedofilo belga Marc Dutroux, “il Mostro di Marcinelle” responsabile di quattro delitti a sfondo sessuale a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, che vedeva in scena un attore adulto e sette bambini-attori.
Il punto di partenza dello spettacolo è, anche qui, un caso di cronaca criminale in Belgio: quello di una madre che, in preda alla disperazione, decide di uccidere i figli e di togliersi la vita, ma sopravvive. Ed è questa tragedia moderna che il regista intreccia con la tragedia classica Medea, ovvero il caso più tristemente noto di conflitto relazionale e infanticidio nella letteratura occidentale.
«Un gruppo di bambini – dichiara Rau – coglie questo sanguinoso caso criminale e la narrazione delle origini forse più oscura della cultura europea, come un’opportunità per riflettere su se stessi: sulla storia familiare, il primo amore e i primi incontri con la morte, sui desideri per il futuro e le paure della fine del mondo che ci perseguita tutti».
«Come affronta un bambino – chiede il regista – il divorzio dei genitori? L’ingiustizia, la rottura delle amicizie, la pressione a scuola? Come affronta il potere radicale di Medea e la tragedia in generale?».
«Nelle tragedie greche – osserva Milo Rau – i bambini sono sempre condannati al silenzio, nonostante il concetto di famiglia sia di importanza cruciale in questo genere teatrale. Con Medea’s Children ho deciso di rimediare a questa ingiustizia, come sempre in modo radicale. Lo spettacolo dà voce alle opinioni dei bambini su temi “adulti” come l’amore, la separazione, la morte e la fine del mondo. Quale modo migliore per farlo se non mettendo in scena dei bambini al posto di attori adulti?. La nostra rappresentazione di Medea è accompagnata da una grande compassione, nonostante si sia resa colpevole dell’atto più orribile che una madre possa compiere. Ma l’abbandono della persona amata è più doloroso della sua morte. E in effetti quello che Medea prova è peggio della morte: uccidere sé stessa e i propri figli è al tempo stesso una fuga e una vendetta. Oltre a ciò, abbiamo creato un ulteriore livello di significato perché a compiere la violenza sono proprio dei bambini, che conoscono l’amore infantile, ma non hanno mai provato il dolore profondo di essere abbandonati dalla persona amata. Abbiamo parlato a lungo con loro e il punto di vista che hanno espresso è molto chiaro: una madre non ucciderebbe mai i propri figli».
Teatro Mercadante > 16 e 17 aprile | ore 21.00
MEDEA’S CHILDREN
ideazione e regia Milo Rau
drammaturgia Kaatje De Geest
con Peter Seynaeve e Jade Versluys, Emma Van de Casteele, Anna Matthys, Sanne De Waele, Gabriël El Houari, Vik Neirinck
scene ruimtevaarders (Karolien De Schepper, Christophe Engels)
oggetti di scena Joris Soenen
costumi Jo De Visscher
disegno luci Dennis Diels
video design Moritz von Dungern
disegno sonoro Elia Rediger
produzione NTGent
coproduzione
Wiener Festwochen, La Biennale de Venezia, ITA – Internationaal Theater Amsterdam, Tandem – Scène nationale (Arras Douai)
Spettacolo in olandese con sovratitoli in italiano
Durata: 90 minuti
di Napoli Magazine
10/04/2026 - 12:16
Nella sua nuova opera teatrale Medea’s Children, in scena il 16 e il 17 aprile alle 21.00 al Teatro Mercadante, il regista cult di teatro e cinema svizzero Milo Rau, affronta la più oscura tra le vicende che sono all’origine della cultura occidentale: quella della Medea di Euripide, in cui una madre uccide i suoi due figli.
Il regista porta in scena un gruppo di bambini che uccidono e vengono uccisi, perché: «tradurre le emozioni in un atto radicale permette una comprensione più profonda». Una storia dove i bambini trovano la propria voce e riflettono sulla separazione, l’ingiustizia e il potere della tragedia.
Con questo spettacolo Milo Rau offre uno sguardo inedito e profondo sul ruolo dei bambini a teatro, otto anni dopo il suo Five Easy Pieces sul caso del pedofilo belga Marc Dutroux, “il Mostro di Marcinelle” responsabile di quattro delitti a sfondo sessuale a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, che vedeva in scena un attore adulto e sette bambini-attori.
Il punto di partenza dello spettacolo è, anche qui, un caso di cronaca criminale in Belgio: quello di una madre che, in preda alla disperazione, decide di uccidere i figli e di togliersi la vita, ma sopravvive. Ed è questa tragedia moderna che il regista intreccia con la tragedia classica Medea, ovvero il caso più tristemente noto di conflitto relazionale e infanticidio nella letteratura occidentale.
«Un gruppo di bambini – dichiara Rau – coglie questo sanguinoso caso criminale e la narrazione delle origini forse più oscura della cultura europea, come un’opportunità per riflettere su se stessi: sulla storia familiare, il primo amore e i primi incontri con la morte, sui desideri per il futuro e le paure della fine del mondo che ci perseguita tutti».
«Come affronta un bambino – chiede il regista – il divorzio dei genitori? L’ingiustizia, la rottura delle amicizie, la pressione a scuola? Come affronta il potere radicale di Medea e la tragedia in generale?».
«Nelle tragedie greche – osserva Milo Rau – i bambini sono sempre condannati al silenzio, nonostante il concetto di famiglia sia di importanza cruciale in questo genere teatrale. Con Medea’s Children ho deciso di rimediare a questa ingiustizia, come sempre in modo radicale. Lo spettacolo dà voce alle opinioni dei bambini su temi “adulti” come l’amore, la separazione, la morte e la fine del mondo. Quale modo migliore per farlo se non mettendo in scena dei bambini al posto di attori adulti?. La nostra rappresentazione di Medea è accompagnata da una grande compassione, nonostante si sia resa colpevole dell’atto più orribile che una madre possa compiere. Ma l’abbandono della persona amata è più doloroso della sua morte. E in effetti quello che Medea prova è peggio della morte: uccidere sé stessa e i propri figli è al tempo stesso una fuga e una vendetta. Oltre a ciò, abbiamo creato un ulteriore livello di significato perché a compiere la violenza sono proprio dei bambini, che conoscono l’amore infantile, ma non hanno mai provato il dolore profondo di essere abbandonati dalla persona amata. Abbiamo parlato a lungo con loro e il punto di vista che hanno espresso è molto chiaro: una madre non ucciderebbe mai i propri figli».
Teatro Mercadante > 16 e 17 aprile | ore 21.00
MEDEA’S CHILDREN
ideazione e regia Milo Rau
drammaturgia Kaatje De Geest
con Peter Seynaeve e Jade Versluys, Emma Van de Casteele, Anna Matthys, Sanne De Waele, Gabriël El Houari, Vik Neirinck
scene ruimtevaarders (Karolien De Schepper, Christophe Engels)
oggetti di scena Joris Soenen
costumi Jo De Visscher
disegno luci Dennis Diels
video design Moritz von Dungern
disegno sonoro Elia Rediger
produzione NTGent
coproduzione
Wiener Festwochen, La Biennale de Venezia, ITA – Internationaal Theater Amsterdam, Tandem – Scène nationale (Arras Douai)
Spettacolo in olandese con sovratitoli in italiano
Durata: 90 minuti