Si intitola “Mi sfugge di volare” lo spettacolo ideato dalla coreografa e danzatrice Maria Avolio e dal regista e drammaturgo Luciano Melchionna, in scena - in prima assoluta - mercoledì 8 luglio (alle ore 21) nella Chiesa di Santa Maria di Portosalvo a Napoli, tra i progetti speciali del Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio.
L'azione performativa, capace di fondere con fluidità teatro, movimento corporeo, musica e danza, rappresenta il frutto di un articolato percorso di formazione e ricerca prodotto dall’Associazione Teatro Bellavista con il sostegno di SIAE e del Ministero della Cultura, nell’ambito delle iniziative nazionali finanziate attraverso il bando "Per Chi Crea".
Ispirato all'omonima opera letteraria di Luciano Melchionna (edita da Le Nebulose), lo spettacolo indaga la complessa dimensione del "mal di futuro", un disagio generazionale ampiamente documentato in Italia dalle indagini del Censis, la cui trasposizione scenica è interamente affidata alla sensibilità di attori e performer under 35.
«Oggi ci sfugge tutto: il senso delle cose, i legami, le occasioni, la felicità e la capacità stessa di riconoscerci – spiega Luciano Melchionna – eppure continuiamo a sentire il bisogno profondo di cercare risposte, stimoli e confronto. In questa ricerca costante, "volare" diventa un atto squisitamente umano. Significa sognare, liberarsi dai pesi, trovare il coraggio di cambiare e accettare di perdere ciò che siamo stati per scoprire, finalmente, ciò che potremmo diventare».
La narrazione scenica, improntata su un linguaggio teatrale fisico, poetico e contemporaneo, attraversa i temi cruciali dell'identità, del timore del fallimento, della fragilità dei legami contemporanei e della ricerca di autenticità. Il risultato è un viaggio emotivo che parla soprattutto alle nuove generazioni, ma che in realtà interroga il pubblico di ogni età.
«Il nostro lavoro – aggiunge Maria Avolio – nasce dal profondo desiderio di interrogare quella zona fragile e invisibile in cui convivono la paura di perdere se stessi e il desiderio di liberarsi da tutto ciò che impedisce di diventare ciò che si è realmente. Volare significa osare e attraversare l’incertezza senza pretendere risposte definitive o certezze assolute, accettando che il senso profondo della vita non risieda in un approdo statico, bensì in una tensione continua verso una meta inafferrabile. La performance dà corpo e voce a questa ricerca attraverso l'armonia di gesti, parole e musica, trasformando lo spazio teatrale in un luogo condiviso di ascolto e riconoscimento reciproco».
In questo contesto, la scelta della Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, recentemente riaperta e restituita alla collettività grazie all’impegno dell’Associazione Culturadice, amplifica ulteriormente il valore simbolico dell'evento.
Sul palcoscenico salirà la stessa Maria Avolio, che per l'occasione sarà affiancata dai giovani performer Tarek Ismail, Francesco Maria Punzo e Giuseppina Ruggiero. La costruzione visiva e sonora dello spettacolo è completata dal disegno luci curato da Gianni Caccia, dai costumi firmati da Milla e dalla suggestiva tessitura delle musiche originali opera di Riccardo Regoli, con il supporto di Francesca Pelella nel ruolo di aiuto regia.
In prima assoluta, mercoledì 8 luglio 2026 alle ore 21, presso la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo (in Via Alcide De Gasperi 42) a Napoli. Ingresso gratuito su prenotazione.
di Napoli Magazine
30/06/2026 - 10:02
Si intitola “Mi sfugge di volare” lo spettacolo ideato dalla coreografa e danzatrice Maria Avolio e dal regista e drammaturgo Luciano Melchionna, in scena - in prima assoluta - mercoledì 8 luglio (alle ore 21) nella Chiesa di Santa Maria di Portosalvo a Napoli, tra i progetti speciali del Campania Teatro Festival diretto da Ruggero Cappuccio.
L'azione performativa, capace di fondere con fluidità teatro, movimento corporeo, musica e danza, rappresenta il frutto di un articolato percorso di formazione e ricerca prodotto dall’Associazione Teatro Bellavista con il sostegno di SIAE e del Ministero della Cultura, nell’ambito delle iniziative nazionali finanziate attraverso il bando "Per Chi Crea".
Ispirato all'omonima opera letteraria di Luciano Melchionna (edita da Le Nebulose), lo spettacolo indaga la complessa dimensione del "mal di futuro", un disagio generazionale ampiamente documentato in Italia dalle indagini del Censis, la cui trasposizione scenica è interamente affidata alla sensibilità di attori e performer under 35.
«Oggi ci sfugge tutto: il senso delle cose, i legami, le occasioni, la felicità e la capacità stessa di riconoscerci – spiega Luciano Melchionna – eppure continuiamo a sentire il bisogno profondo di cercare risposte, stimoli e confronto. In questa ricerca costante, "volare" diventa un atto squisitamente umano. Significa sognare, liberarsi dai pesi, trovare il coraggio di cambiare e accettare di perdere ciò che siamo stati per scoprire, finalmente, ciò che potremmo diventare».
La narrazione scenica, improntata su un linguaggio teatrale fisico, poetico e contemporaneo, attraversa i temi cruciali dell'identità, del timore del fallimento, della fragilità dei legami contemporanei e della ricerca di autenticità. Il risultato è un viaggio emotivo che parla soprattutto alle nuove generazioni, ma che in realtà interroga il pubblico di ogni età.
«Il nostro lavoro – aggiunge Maria Avolio – nasce dal profondo desiderio di interrogare quella zona fragile e invisibile in cui convivono la paura di perdere se stessi e il desiderio di liberarsi da tutto ciò che impedisce di diventare ciò che si è realmente. Volare significa osare e attraversare l’incertezza senza pretendere risposte definitive o certezze assolute, accettando che il senso profondo della vita non risieda in un approdo statico, bensì in una tensione continua verso una meta inafferrabile. La performance dà corpo e voce a questa ricerca attraverso l'armonia di gesti, parole e musica, trasformando lo spazio teatrale in un luogo condiviso di ascolto e riconoscimento reciproco».
In questo contesto, la scelta della Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, recentemente riaperta e restituita alla collettività grazie all’impegno dell’Associazione Culturadice, amplifica ulteriormente il valore simbolico dell'evento.
Sul palcoscenico salirà la stessa Maria Avolio, che per l'occasione sarà affiancata dai giovani performer Tarek Ismail, Francesco Maria Punzo e Giuseppina Ruggiero. La costruzione visiva e sonora dello spettacolo è completata dal disegno luci curato da Gianni Caccia, dai costumi firmati da Milla e dalla suggestiva tessitura delle musiche originali opera di Riccardo Regoli, con il supporto di Francesca Pelella nel ruolo di aiuto regia.
In prima assoluta, mercoledì 8 luglio 2026 alle ore 21, presso la Chiesa di Santa Maria di Portosalvo (in Via Alcide De Gasperi 42) a Napoli. Ingresso gratuito su prenotazione.