Diego Nepi Molineris, a.d. di Sport e Salute, ha commentato il doppio concerto degli Oasis a Roma, in programma il 29 e 30 luglio 2027: "Gli Oasis hanno scelto l'Olimpico, un grande palcoscenico internazionale capace di portare Roma nel mondo e il mondo a Roma. Non è soltanto. A questo risultato lavoravamo da mesi, con la serietà, la determinazione e la discrezione che un'operazione di questa portata richiede. I primi contatti con gli Oasis sono iniziati a febbraio e il 31 marzo avevamo già firmato un accordo di riservatezza. Da lì la trattativa è proseguita fino alla sua definizione, nel rispetto della riservatezza concordata, perché il grande evento potesse diventare realtà. Abbiamo dovuto gestire anche momenti delicati, legati alle indiscrezioni e alle notizie che circolavano, tutelando un'operazione che richiedeva massima attenzione e serietà. Abbiamo scelto di non alimentare il rumore, lasciando che fossero i fatti a parlare. L'Olimpico non è semplicemente uno stadio dove accadono grandi eventi, ma una macchina capace di attrarre, generare e moltiplicare valore. Un luogo internazionale in cui sport, musica, cultura, arte, turismo ed economia si incontrano e diventano nuove opportunità per Roma. Perché un grande stadio non può essere soltanto un contenitore. Deve essere un acceleratore. Una vera 'Wonderwall' di emozioni, persone, valore e futuro".
di Napoli Magazine
14/09/2026 - 17:56
Diego Nepi Molineris, a.d. di Sport e Salute, ha commentato il doppio concerto degli Oasis a Roma, in programma il 29 e 30 luglio 2027: "Gli Oasis hanno scelto l'Olimpico, un grande palcoscenico internazionale capace di portare Roma nel mondo e il mondo a Roma. Non è soltanto. A questo risultato lavoravamo da mesi, con la serietà, la determinazione e la discrezione che un'operazione di questa portata richiede. I primi contatti con gli Oasis sono iniziati a febbraio e il 31 marzo avevamo già firmato un accordo di riservatezza. Da lì la trattativa è proseguita fino alla sua definizione, nel rispetto della riservatezza concordata, perché il grande evento potesse diventare realtà. Abbiamo dovuto gestire anche momenti delicati, legati alle indiscrezioni e alle notizie che circolavano, tutelando un'operazione che richiedeva massima attenzione e serietà. Abbiamo scelto di non alimentare il rumore, lasciando che fossero i fatti a parlare. L'Olimpico non è semplicemente uno stadio dove accadono grandi eventi, ma una macchina capace di attrarre, generare e moltiplicare valore. Un luogo internazionale in cui sport, musica, cultura, arte, turismo ed economia si incontrano e diventano nuove opportunità per Roma. Perché un grande stadio non può essere soltanto un contenitore. Deve essere un acceleratore. Una vera 'Wonderwall' di emozioni, persone, valore e futuro".