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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli scrive su "NM": "Tanti incroci napoletani"
15.05.2019 19:18 di Napoli Magazine

NAPOLI - Si ciarla, si discute, si litiga, si sogna. Parole, parole, parole. Intanto, c'è il gran finale a portata d'orchestra. Grazie ad una delle partitissime del campionato e che non è una storia normale dopo i fatti dell'andata. Insomma, l'Inter cinese che trema sulla terza poltrona faticosamente riconquistata dopo aver spezzato le reni ai resti del Chievo retrocesso da una vita. Sfida da vincere e sarebbe più che uno sfizio, dopo aver sbancato il sempre difficile campo della Società Polisportiva Art et Labor, insomma la Spal che fu di Meret, che gran portiere il ragazzino, e che è ancora (per poco) di Lazzari che quando sgomma sulla fascia è difficile da contenere per chiunque. Mentre si discute dei fumi in curva, Sarri nel fumo di Londra ha conquistato il diritto a disputare la finale dell'Europa League contro l'Arsenal, a Baku capitale azerbaigiana gemellata con Napoli, dove la Ferrari ha fatto l'ennesimo crac. Sarri fu nostro comandante, i gunners cannoneggiarono su Sopracciglio Alzato. Incroci napoletani in Europa. Come quel Lucas Moura che ha fatto piangere i ragazzoni dell'Ajax e che ora minaccia il Liverpool nella finale della coppa più bella e danarosa, quella con le orecchie. Incroci napoletani: al brasiliano Lucas Moura fu preferito l'omonimo del celeberrimo cigno di Busseto: Verdi. Incroci napoletani, anche quelli dettati dal sentimento che spesso è nostalgìa. E allora si annunciano charter con una nutrita rappresentanza di graduati o meno appartenenti al soviet sarrista, direzione Baku. Per sostenere il Chelsea che ha maglie blu e quindi quasi azzurre. Ok, sarà un motivo in più per il Comandante di godere, visto e considerato che ha posposto l'emozione per la finale di coppa raggiunta a quelle indimenticabili ed irripetibili provate a Napoli, parole sue. E, come sempre, avrà al suo fianco nientemeno che Zolino, la scatola magica che apprese da Diego l'arte delle punizioni. Non uno qualunque. Torniamo a noi. La lista della spesa c'è, per il futuro prossimo. E si confida nella sua bontà tecnica. Certamente, Sopracciglio Alzato l'avrà sottoposta ad Aurelio Primo e questi avrà passato il pizzino magico nelle mani di Giuntoli. Un anno per conoscere i petali della rosa che s'era trovata davanti nel giardino poco fiorito di Dimaro, sarà stato sufficiente a Sopracciglio Alzato per chiedere un fiore tutto suo. A mio sommesso avviso - ma conta poco o niente - un Napoli più forte lo si potrà avere con quattro ritocchi di valore: un difensore perlomeno, due centrocampisti, un attaccante. Inisterei per il Lozano Messico e nuvole che può coprire tutti e tre i ruoli d'attacco. Sento parlare di Veretout per il centrocampo e taccio per carità di patria. E con questo, ho detto tutto. Ah, un'ultima preghiera per gli azzurri: Fatela 'na cineseria alla Beneamata di Zhang. Anche perché vedere Spalletti grattarsi il capo calvo è uno spasso indicibile.

 

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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