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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Italia, sorprendici ancora!"
21.06.2021 23:55 di Napoli Magazine

NAPOLI - Tre partite, tre vittorie, 7 gol fatti, nessuno subito, 8 cambi iniziali, 11 vittorie consecutive, eguagliato il record di imbattibilità (30 partite) detenuto dalla Nazionale di Pozzo il ct alpino che narrava ai suoi giocatori le leggende del Piave. S'inchinano anche i Dragoni. Ed ora tutti in sartoria ad ordinare un bel completo principe di Galles che una volta si portava, eccome. Anche da noi e prima ancora che conoscessimo da vicino John Charles che giocò per un lustro in mezzo tra Boniperti e Sivori (un anno a Roma, triste solitario y final). Lo chiamavano il gigante buono (alto 1,88, peso 89 chili, 93 gol per Madama), mai un fallo carogna, temeva di far male agli avversari. E però ne prendeva di botte e lui niente, allora ci pensava Sivori a vendicarlo. Era un formidabile colpitore di testa e la sua fronte era piena di rughe callose. Una volta si lanciò in tuffo per segnare, sfiorò soltanto il pallone e dette una capocciata incredibile contro il palo, momenti di panico, si rialzò e chiese: come sta il legno? Poi conoscemmo, sempre grazie a Madama, anche Jan Rush che nel Liverpool faceva gol a grappoli e che qui da noi s'immalinconì lasciando come ricordo il naso alla Cyrano ed i baffetti alla Errol Flynn. Da un po' stiamo vedendo anche Aaron Ramsey - raramente, perché marca spesso visita -, ultimo gallese a casa della Vecchia Signora che un giorno dovrà pur spiegarmi che c'hanno di particolare 'sti celti. La tela del ragno, tanta pazienza per stanare un'avversaria tosta ma non abbastanza. Con la stella cadente Bale che una volta triturava la fascia con scatti alla Bolt. La decide Pessina l'atalantino. I soliti malpensanti avevano parlato di biscotto, l'inzuppino in un cappuccino. Senza Insigne e Berardi ecco Chiesa al centro del villaggio e un Bernardeschi frufru che coglie pure un palo. Verratti è super, come Jorginho. Attento ma troppo falloso Bastoni e del resto da uno che si chiama così che cosa t'aspetti. Nel finale spazio anche per Sirigu, Castrovilli, Cristante e Raspadori. Nei primi quindici minuti giocata da favola del Mancio che stoppa di tacco (era la sua specialità) un pallone che stava andando fuori campo. Primi nel girone e adesso andiamo nel vento e riapriamo le ali. Si va a Wembley per gli ottavi, probabilmente contro l'Ucraina. Cominciano le sfide da dentro o fuori. Sorprendici ancora bell'Italia. Ah! mi sarei aspettato il minuto di silenzio (va bene la fascia nera al braccio ma era il minimo) in memoria di Giampiero Boniperti, campione, dirigente, capodelegazione a Italia '90. Ed ora, quelle del giorno prima. Alléz le blues, ah! la France e va bene, ma senza esagerare. Perché e quanto siamo forti e quanto siamo belli e succede che Mbappé s'impappini, che Pogba detto il polpo abbia qualche tentacolo fuori posto ed ecco che sgrani gli occhi davanti ai magiari di Marco Rossi che studiava per diventare commercialista e intanto si divertiva ad allenare tra Lumezzane, Pro Patria, Spezia, Scafatese e Cavese finché un ristoratore italiano non gli disse: vieni a Budapest e lui accettò e andò alla mitica (una volta) Honved e poi Orbàn gli disse: troppo bravo, l'Ungheria è tua - ha pure gli stessi colori della bandiera dell'Italia ma invertiti -, la Nazionale eh! E dài e dài, fino allo scacco (vabbé, stallo) ai francesi sempre un po' spocchiosi nello stadio intitolato a Ferenc Puskas, il colonnello dell'esercito che dopo l'invasione dei carri armati sovietici riparò in Spagna e con Di Stefano e Gento rese maestoso il Real. Dopo il pari con i francesi - ma quanti schiaffi sta prendendo Macron! - Orbàn s'è ancora più impettito ed ha proclamato due giorni di festa nazionale e tutta Budapest sta ballando al suono delle ciarde e delle rapsodie di Liszt. Nel sabato del villaggio del calcio europeo, la Germania ha invaso i sogni portoghesi del re CR7 costringendolo ad un indesiderato fado (va bene anche fato). Crucchi tornati uber alles (mai darli per morti, mannaggia a loro), quattro sberle col crisma di Robin l'arciere, cioè Gosens l'atalantino che ha marcato il poker con lo schema di Gasperini (cross dalla destra sul secondo palo e incornata sul secondo) e potete dirlo anche a Low il disincantato ct tedesco che ama star seduto in panca a scaccolarsi, tanto lui non se la prende. Tempi duri per la Spagna costretta al pari dai polacchi, noti cavalieri lance in resta. Frulla nelle menti dei ciudadanos della movida quella filastrocca che dice: in Spagna s'è bagnata la campagna. Insomma, acqua da tutte le parti. E per forza! se vuoi tikitacare senza avere più Iniesta e Xavi e neppure Busquets fermato da CV19, allora sei da manicomio. In gol Morata -scherzetto tra bianconeri, vittima il portiere dal nome da codice fiscale - e l'immenso Lewandoski il Centravanti. Va di moda il concetto che il vero centravanti sia lo spazio. Per carità, ci può stare. Ma se ho Lewandoski, sarà sempre lui il Centravanti. Sono tempi strani, alla ricerca di nuove teorìe calcistiche, un mix tra chimica e matematica. E insomma, Einstein in panchina oggi sarebbe invitto. Consiglio a Marco Malvaldi di continuare a scrivere i suoi gialli del Barlume. E con questo, ho detto proprio tutto.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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