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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Llorente titolare inamovibile!"
02.10.2019 14:42 di Napoli Magazine

NAPOLI - Il campionato, le coppe, le vendette, le armi e l'onore. Che stupendo casotto tra le Alpi ed oltre. La Beneamata lassù, la Signora che insegue, la Dea nell'Olimpo, il Ciuccio che scalcia, il Diavolo all'inferno, le genovesi al pesto, pestate. I sette giorni più lunghi, poi sarà derby d'Italia per coronarie forti. Conte per il settimo sigillo, Sarri alla prova verità. Marotta che gongola, Paratici che impreca. Marotta che vede lontano, Paratici che segna i nomi buoni sui pizzini ma prende pseudocampioni a costo zero che tanto valgono: Rabiot. Conte che sbatté la porta sul muso della Signora che non gli aveva consentito ristoranti di lusso e che s'è seduto ad un rinomato ristorante cinese. Sarri tutto bofil e maglioni alla Marchionni che se avrà toppato al cospetto dei baùscia tornerà alle sessanta sigarette giornaliere. Prima la Champions, però. La Signora che riceve i crucchi della Bayer di Leverkusen. La Beneamata che andrà sulle ramblas e poi a casa Messi che è un po' meno Messia di una volta. La Dea aspetta i cosacchi dello Shakhtar, il Ciuccio viaggerà in Belgio, terra di emigranti a tastare il polso del Genk guidato da Felice Mazzù, origini calabresi, figlio di minatori: torna, 'sta casa aspetta a te. Il Ciuccio, già. A volo radente sulle rondinelle bresciane, tra un cooling break e l'altro e penso al mondiale Usa '94, quando gli azzurri di Righetto arrivarono ad un passo dal cielo avendo giocato tutte le partite a 40 gradi all'ombra e con il cento per cento di umidità! Io c'ero. E penso anche ai mondiali di Atletica a Doha, una fornace, una carneficina. Il Ciuccio, già. Sulla quarta cadrega della classifica, due sconfitte sulla groppa. Eppure, s'è trovato il cadeau Llorente che è autentica chioccia gigante tra tanti pulcini friccicarielli, su tutti Mertens dalla zolla gialla sul capo e detto Ciro. A parte Lewandoski, non è un buon momento per i polacchi, vedi Milik, vedi Piatek e dunque il gigante di Pamplona lo vedo titolare inamovibile. E il rigore non concessogli, sul doppio vantaggio azzurro, grida semplicemente vendetta, tremenda vendetta altro che Rigoletto. Il Ciuccio, già. Formidabile al cospetto del Liverpool e tentennante troppo spesso in campionato. Segun mì parecer (modesto), i troppi cambi attuati tra un match e l'altro da Sopracciglio Alzato hanno finito col creare un evidente smarrimento nella tribù. Gioca bene il Ciuccio, per carità. E d'altro canto non potrebbe essere altrimenti dato l'elevato tasso tecnico del gruppo, Fabiàn Ruiz su tutti. Un po' di iella? Certamente. A cominciare dalla sciagurata autorete da tre punti che Koulbaly regalò alla Signora. E la rimonta? dove la mettiamo: da zero-tre a tre-tre. D'accordo, fantastica, ma per un'ora la Signora aveva regnato incontrastata e se uno dei maggiordomi (Khedira) non avesse pensato al giorno libero, quell'ora fatale avrebbe avuto il compendio di cinque palloni sul groppone. Ah, poi c'è la storia delle crepe nel muro. E chi passa tra quei due, era il commento di aficionados e critici. Quei due, insomma i Dioscuri del centro difensivo, Manolas e Koulibaly. Sempre segun mì parecer (modesto) avevo espresso questa perplessità: il greco ed il gigante d'ebano sono due centrali - quant'era bello quando li chiamavamo stopper - da hit parade ma c'era da verificare la tenuta del repartino, quella che assicurava il maestro Albiol. Finora, Manolas è stato più prezioso come goleador nell'area altrui che come barriera nella propria. Quanto alle paturnie di Koulibaly, canta che ti passa, sono state una spiacevole sorpresa. Flash sparsi rintracciati sul mio notes: il bresciano Tonali sarà il nuovo Pirlo, il gigliato Castrovilli - regalato dal Bari ehm ehm ehm! - è un centrocampista sontuoso, forza fisica e intelligenza. Un applauso per Frank Ribery, eterno fuoriclasse. Lui a sinistra e Robben a destra, ricordate quel Bayern? Da fantascienza. Canta Ribery: je suis l'éternel jeune.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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