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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Napoli, dov'eravamo rimasti?"
20.01.2021 18:23 di Napoli Magazine

NAPOLI - Allora, dove eravamo rimasti? Ah sì, alle esagerazioni dialettiche di Ringhio che avevano scatenato la tempesta sui social e non solo. Ricordate? Bene, aveva ragione lui a richiamare la sua truppa ad una maggiore semplicità di comportamenti, all'applicazione continua al lavoro - che poi è un bel lavoro - da svolgere. Messaggio recepito, fors'anche condiviso. Tant'è che ne ha fatte le spese la povera Fiorentina, dominata e surclassata al di là del risultato numerico che già è stato tennistico di suo. Il rapporto tra conclusioni e gol è stato altissimo, quasi il cento per cento. Bravi tutti, a partire da Lorenzinho che ha sciorinato un repertorio da campionissimo, apprezzato dal suo primo estimatore: il ct della Nazionale Mancini. E cos', zitto zitto (mica tanto!) e quatto quatto s'è arrampicato lassù, sulla terza poltrona del campionato e con un bonus ancora da poter incassare: il recupero della partita con la Juve. Intanto, oggi sfiderà proprio i bianconeri in Supercoppa per il primo trofeo della stagione. Un match al quale il Napoli arriva con il pieno d'entusiasmo e la Juve con i cerotti dopo la batosta in casa dell'Inter. E qui è d'uopo fare una riflessione. Alla luce di quanto le rivali hanno messo in mostra nell'ultimo turno di campionato, e non solo, non dovrebbe esserci partita. Napoli superfavorito. Perché Ringhio ha costruito il suo Napoli, che ha un'identità ben precisa. Mentre Pirlo sta dimostrando incertezze a catena. Decisamente, Ringhio è un allenatore navigato (spesso ingiustamente criticato) e Pirlo, con le sue scelte, sta dando ragione ai sostenitori della tesi che non sempre un grande giocatore diventi da un giorno all'altro anche un bravo tecnico. Detto questo, ci sono altre valutazioni da fare. Le rose di entrambe le squadre sono competitive e pure ricche di elementi. Ma mentre quella azzurra è ben assortita, quella bianconera si sta dimostrando un insieme con alcune lacune evidentissime. Insomma, quante invettive abbiamo ascoltato dopo prove così così di un Mario Rui o di un Hysaj che, comunque, sono giocatori esperti e di valore tecnico infinitamente superiore ad un Frabotta, tanto per fare un esempio. Ancora: le grandi squadre nascono a centrocampo, in quella linea di mezzo che è prima barriera difensiva e prima rampa di lancio per l'attacco. Lo sa bene Gattuso. Ma lo dovrebbe sapere anche Pirlo. In questo settore le lacune juventine sono spaventose e poi le scelte pirliane il più delle volte si rivelano irrazionali. Forse nel reparto avanzato è la Juve che sta un po' meglio come organico, al netto degli infortuni e dei casi pandemici. Ma attenzione a non commettere l'errore di credere che ci vorrà poco per arrivare alla conquista della Supercoppa. Perché immagino che Pirlo schiererà una formazione decente, diversa da quella che ha messo in campo contro l'Inter. Non certo per il cosiddetto dna bianconero che recita che la Vecchia Signora dopo una caduta (a Milano è stato un tonfo) sa risorgere. Conte come si suol dire s'è incartato Pirlo. Credo che possa fare altrettanto Gattuso che ha più esperienza in panca. Mi viene da scherzare suggerendo all'amico Gennarino di fare lui la formazione anche per Pirlo. Per poter vedere una partita degna di tal nome. Poi, certo, ci sono le variabili che sfuggono ad ogni logica. Comunque sia, forza ragazzi. Ah! dimenticavo: Insigne e Lozano li vedo come protagonisti. Più dello stesso Alieno a riposo, insomma CR7.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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