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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Napoli-Juve, riecco il boato azzurro!"
27.02.2019 23:54 di Napoli Magazine

NAPOLI - Da cinque turni non prende gol, da quattro non segnava. Regge la difesa e s'è svegliato l'attacco. Per la gioia di tutti e di Carletto in primis che a Parma non ha dovuto allargare, sconsolato, le braccia per dire: cose da pazzi, azioni su azioni ma nessun pallone in rete. Accontentato, meglio: reso orgoglioso per una manovra corale e continua che finalmente ha dato frutti e pure copiosi. Il tutto in vista della Madama che da Madrid è sotto choc. La partitissima, resta tale. Anche se, quasi certamente, influirà poco sulla corsa scudetto. E però mai dire mai. Alla luce delle esibizioni ultime vien da dire che non dovrebbe esserci partita. Madama ha perduto le certezze che aveva. Il Napoli ha definitivamente trovato l'assetto migliore che si basa sui quattro moschettieri centrali. Si alternano i portieri, gli esterni e il centrale difensivo accanto all'intoccabile e superbo Koulibaly, le coppie di punteros. Ma sono loro, i meravigliosi quattro dell'ave Maria ad elevare il tasso di forza e di classe della squadra tutta: il funambolico Callejòn, il rubapalloni (e non solo) Allan, il metodico e pensoso Fabiàn Ruiz, l'effervescente Zielinski. Tanta roba che poche altre squadre possono vantare, anche in Europa. La storica partitissima sarà certamente giocata col coltello tra i denti, da secondi che non si sentono tali. C'è la Madama imbattuta da battere. Molto di più che un semplice sfizio che spesso ha rappresentato tutto. Almeno fino all'epoca d'oro maradoniana. San Paolo vociante come ai bei tempi, ve l'avevo detto in un precedente "Golazo" che il napoletano è buongustaio. Una partita tutta da vivere. Poi, sarà la volta del Salisburgo, la squadra della città natale di quel genio della musica che fu Mozart e che dimorò a Napoli per un mese e mezzo e deliziò i presenti nella sala del conservatorio della Pietà dei Turchini. Al padre disse che valeva più un concerto nella città di Napoli che cento in Germania. Grazie di cuore, Wolgfang. Un avversario da non sottovalutare, la squadra salisburghese. Un'orchestra che suona al meglio lo spartito che ha davanti. Immagine che piacerà a Righetto Sacchi, senza dubbio. Squadra che possiede un buon equilibrio tattico ma che privilegia senz'altro la manovra offensiva. E' regina indiscussa in patria, tant'è che la chiamano la Juve austriaca. E' una maledizione!.E va bene, vuol dire che i prodi azzurri si vestiranno da scugnizzi e cercheranno di spernacchiare le due madame, una dopo l'altra.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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