Ospite a Radio Marte nel corso di 'Forza Napoli Sempre', l’allenatore del Benevento ed ex azzurro Antonio Floro Flores non nasconde le sue emozioni. “Sto vivendo un momento fantastico, perché io credo che nel calcio per un allenatore i momenti belli sono pochi. Perchè se vinci dura un giorno, se perdi dura una settimana. Ho giocato in serie A, ho segnato diversi gol ma non ho mai potuto gioire per la vittoria di qualcosa. Qualcosa di così bello non mi era mai successo. Non nascondo che ancora non dormo per l’adrenalina sono emozioni che non pensavo che esistessero nel calcio. La svolta della stagione? Io sono sempre stato me stesso, mi sono messo a disposizione dei giocatori, ho provato a farli stare bene così come avrei voluto io da calciatore. Ho cercato di guidarli a fare allenamenti armoniosi e con intensità. Poi si è creata una chimica eccezionale con il gruppo, di certo sono stato onesto con ognuno di loro. Tra di noi ci sono state stima e rispetto assoluti, ognuno ha anteposto l’interesse del gruppo a quello personale. Ci tengo, infatti, a ringraziare chi ha giocato meno, perché mi hanno fatto sempre allenare i giocatori alla grande. Questo è stato il nostro segreto”.
I numeri del Benevento con Floro Flores in panchina sono sbalorditivi, i migliori di sempre nel girone C della serie C: in 22 gare ha messo in fila 18 vittorie (con una serie positiva di 20 gareì), 3 pareggi e 1 sconfitta, 57 punti con una media strepitosa di 2.59 punti a partita. 46 i gol segnati, 15 quelli subiti, con 11 clean sheet e la promozione raggiunta con 3 giornate d’anticipo. “Ringrazio mister Auteri per il lavoro che ha svolto, il Benevento che ho preso da lui- ha detto Floro Flores – era ad appena 2 punti dalla vetta. Penso che per poter raggiungere grandi traguardi bisogna essere diversi dagli altri, noi lo siamo stati dal primo giorno che sono arrivato, e questo è quello ho chiesto questo a tutti i miei calciatori. Tutti mi hanno dato la disponibilità a mettersi in discussione, dal primo all’ultimo, dai più grandi ai più piccoli. Per me era tutto nuovo, da allenatore di professionisti”.
Il rapporto col presidente Vigorito?
"Il mio futuro in B col Benevento? Non lo so, adesso mi sto godendo questo momento, poi quando succederà ci vedremo con il presidente e ne parleremo. Per ora penso alla Supercoppa e a finire bene il campionato, già alla partita di lunedì perché il presidente conosce solo una cosa, vincere (contro la Cavese, ci sarà anche la premiazione, qui i dettagli, ndr. Con il presidente Vigorito c’è un rapporto come quello che c’è tra padre e figlio, quindi basta guardarsi senza doversi dire tante cose. Colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente per la fiducia che mi ha dato, non c’è un termine per poterlo ringraziare, perché mi ha fatto vivere qualcosa di straordinario. Solo un grande visionario come lui poteva fare una scelta del genere, ovvero portare l’allenatore della Primavera alla Prima squadra”.
Conte, Spalletti e Fabregas come riferimento?
“I miei riferimenti? Sono stato allenato da Conte ad Arezzo, un allenatore vincente, che ha fatto la storia del calcio italiano, e la sua mentalità è stata un insegnamento e se già solo vincessi un quarto di quello che ha vinto lui sarei entusiasta. L’ho incontrato di recente a Marechiaro, ho grande stima di lui. A me poi piacciono anche gli allenatori che provano a difendersi guardando avanti, come Spalletti e Fabregas. Mi piace chi propone calcio, Fabregas e italiano secondo me oggi fanno un calcio bellissimo in Italia, ma non vuol dire che altri allenatori non lo facciano”.
Rimonta Scudetto ancora possibile?
"Il Napoli può ancora vincere lo scudetto? L’unica cosa da fare è vincere tutte le partite. Se fossi ne Napoli penserei solo a questo filotto, poi quello che fa l’Inter è un problema su. In questo momento secondo me il Napoli è fortunato perché non ha la pressione di dover vincere a tutti i costi. Ha più pressioni l’Inter perché se perde lo scudetto lo perdono per colpa loro, non per colpa del Napoli. Bisogna sperare in diversi passi falsi dei nerazzurri, è difficilissimo ma può succedere, perché nelle ultime partite la squadra di Chivu ha fatto fatica. Alisson è uno di quei calciatori che piacciono a me, perché punta sempre l’avversario, crea la superiorità, sono quei giocatori che vale la pena pagare il biglietto. Poi non parliamo di De Bruyne, giocatore stratosferico che da quando è rientrato ha dato già dato una marcia in più, anche a livello di spinta nello spogliatoio”.
di Napoli Magazine
10/04/2026 - 23:55
Ospite a Radio Marte nel corso di 'Forza Napoli Sempre', l’allenatore del Benevento ed ex azzurro Antonio Floro Flores non nasconde le sue emozioni. “Sto vivendo un momento fantastico, perché io credo che nel calcio per un allenatore i momenti belli sono pochi. Perchè se vinci dura un giorno, se perdi dura una settimana. Ho giocato in serie A, ho segnato diversi gol ma non ho mai potuto gioire per la vittoria di qualcosa. Qualcosa di così bello non mi era mai successo. Non nascondo che ancora non dormo per l’adrenalina sono emozioni che non pensavo che esistessero nel calcio. La svolta della stagione? Io sono sempre stato me stesso, mi sono messo a disposizione dei giocatori, ho provato a farli stare bene così come avrei voluto io da calciatore. Ho cercato di guidarli a fare allenamenti armoniosi e con intensità. Poi si è creata una chimica eccezionale con il gruppo, di certo sono stato onesto con ognuno di loro. Tra di noi ci sono state stima e rispetto assoluti, ognuno ha anteposto l’interesse del gruppo a quello personale. Ci tengo, infatti, a ringraziare chi ha giocato meno, perché mi hanno fatto sempre allenare i giocatori alla grande. Questo è stato il nostro segreto”.
I numeri del Benevento con Floro Flores in panchina sono sbalorditivi, i migliori di sempre nel girone C della serie C: in 22 gare ha messo in fila 18 vittorie (con una serie positiva di 20 gareì), 3 pareggi e 1 sconfitta, 57 punti con una media strepitosa di 2.59 punti a partita. 46 i gol segnati, 15 quelli subiti, con 11 clean sheet e la promozione raggiunta con 3 giornate d’anticipo. “Ringrazio mister Auteri per il lavoro che ha svolto, il Benevento che ho preso da lui- ha detto Floro Flores – era ad appena 2 punti dalla vetta. Penso che per poter raggiungere grandi traguardi bisogna essere diversi dagli altri, noi lo siamo stati dal primo giorno che sono arrivato, e questo è quello ho chiesto questo a tutti i miei calciatori. Tutti mi hanno dato la disponibilità a mettersi in discussione, dal primo all’ultimo, dai più grandi ai più piccoli. Per me era tutto nuovo, da allenatore di professionisti”.
Il rapporto col presidente Vigorito?
"Il mio futuro in B col Benevento? Non lo so, adesso mi sto godendo questo momento, poi quando succederà ci vedremo con il presidente e ne parleremo. Per ora penso alla Supercoppa e a finire bene il campionato, già alla partita di lunedì perché il presidente conosce solo una cosa, vincere (contro la Cavese, ci sarà anche la premiazione, qui i dettagli, ndr. Con il presidente Vigorito c’è un rapporto come quello che c’è tra padre e figlio, quindi basta guardarsi senza doversi dire tante cose. Colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente per la fiducia che mi ha dato, non c’è un termine per poterlo ringraziare, perché mi ha fatto vivere qualcosa di straordinario. Solo un grande visionario come lui poteva fare una scelta del genere, ovvero portare l’allenatore della Primavera alla Prima squadra”.
Conte, Spalletti e Fabregas come riferimento?
“I miei riferimenti? Sono stato allenato da Conte ad Arezzo, un allenatore vincente, che ha fatto la storia del calcio italiano, e la sua mentalità è stata un insegnamento e se già solo vincessi un quarto di quello che ha vinto lui sarei entusiasta. L’ho incontrato di recente a Marechiaro, ho grande stima di lui. A me poi piacciono anche gli allenatori che provano a difendersi guardando avanti, come Spalletti e Fabregas. Mi piace chi propone calcio, Fabregas e italiano secondo me oggi fanno un calcio bellissimo in Italia, ma non vuol dire che altri allenatori non lo facciano”.
Rimonta Scudetto ancora possibile?
"Il Napoli può ancora vincere lo scudetto? L’unica cosa da fare è vincere tutte le partite. Se fossi ne Napoli penserei solo a questo filotto, poi quello che fa l’Inter è un problema su. In questo momento secondo me il Napoli è fortunato perché non ha la pressione di dover vincere a tutti i costi. Ha più pressioni l’Inter perché se perde lo scudetto lo perdono per colpa loro, non per colpa del Napoli. Bisogna sperare in diversi passi falsi dei nerazzurri, è difficilissimo ma può succedere, perché nelle ultime partite la squadra di Chivu ha fatto fatica. Alisson è uno di quei calciatori che piacciono a me, perché punta sempre l’avversario, crea la superiorità, sono quei giocatori che vale la pena pagare il biglietto. Poi non parliamo di De Bruyne, giocatore stratosferico che da quando è rientrato ha dato già dato una marcia in più, anche a livello di spinta nello spogliatoio”.