Come riporta Il Corriere dello Sport, l'attaccante del Napoli, Victor Osimhen, aveva già rassicurato l'allenatore, Luciano Spalletti, e tutto lo staff dopo quel piccolo fastidio avvertito nella giornata di mercoledì: "Dove non è ancora arrivata la scienza, approdano le ragioni dell’anima: 'Io domenica ci sarò'. Senza che ci fosse bisogno degli esami strumentali, la diagnosi che ha aperto il Napoli alla speranza è arrivata mercoledì mattina: e ieri, quando la medicina si è ufficialmente “esposta”, il “dottor” Victor Osimhen ha avuto la sensazione di averci visto giusto, d’aver capito tutto quello che c’era da scoprire in sè stesso, d’essere in grado di leggersi dentro e di potersi persino diagnosticare. Napoli-Fiorentina sta per cominciare e la prova del 9 sembra superata di slancio, con un sorriso che arricchisce la seduta mattutina e proietta in una partita che sa di verità: esserci o non esserci, a questo punto, non sembra più un problema, se non un rifugio prudente nel quale andare a riparare, perché si sa, il destino è sempre in agguato, visti i precedenti, e quindi conviene starsene guardingo, un po’ di differenziato, un avvicinamento lento alla sfida che pesa e poi la piena coscienza di essere al riparo da qualsiasi, eventuale, sgradita sorpresa".
di Napoli Magazine
08/04/2022 - 08:31
Come riporta Il Corriere dello Sport, l'attaccante del Napoli, Victor Osimhen, aveva già rassicurato l'allenatore, Luciano Spalletti, e tutto lo staff dopo quel piccolo fastidio avvertito nella giornata di mercoledì: "Dove non è ancora arrivata la scienza, approdano le ragioni dell’anima: 'Io domenica ci sarò'. Senza che ci fosse bisogno degli esami strumentali, la diagnosi che ha aperto il Napoli alla speranza è arrivata mercoledì mattina: e ieri, quando la medicina si è ufficialmente “esposta”, il “dottor” Victor Osimhen ha avuto la sensazione di averci visto giusto, d’aver capito tutto quello che c’era da scoprire in sè stesso, d’essere in grado di leggersi dentro e di potersi persino diagnosticare. Napoli-Fiorentina sta per cominciare e la prova del 9 sembra superata di slancio, con un sorriso che arricchisce la seduta mattutina e proietta in una partita che sa di verità: esserci o non esserci, a questo punto, non sembra più un problema, se non un rifugio prudente nel quale andare a riparare, perché si sa, il destino è sempre in agguato, visti i precedenti, e quindi conviene starsene guardingo, un po’ di differenziato, un avvicinamento lento alla sfida che pesa e poi la piena coscienza di essere al riparo da qualsiasi, eventuale, sgradita sorpresa".