Ai microfoni di Sky, nel pre partita del Franchi, il Direttore Sportivo della Fiorentina Daniele Pradè.
È scattata la scintilla con l’ambiente, visto che anche oggi i tifosi vi hanno accompagnato fino allo stadio
A noi questa presenza dei tifosi ci serve. Io l’ho sempre detto, questa è una piazza nella quale stiamo vivendo una depressione particolare, perché la simbiosi con il tifoso per noi è particolare, nel bene e nel male, nell’esaltarci e nel criticarci, e non posso che ringraziarli a nome della proprietà, del mio presidente e di tutta la squadra.
Ha chiesto scusa a Juric? Ci spiega cosa è successo con l’allenatore del Verona?
Sono quei malintesi che esistono nel nostro mondo, non c’è bisogno di chiedere scusa a Juric e, soprattutto, non c’è bisogno di chiedere scusa al Verona che, comunque, ho sentito, con il mio amico Tony D’Amico. Nutro per il mister una grande considerazione professionale e, soprattutto, stima come uomo. Devo essere sincero, è pure furbo, perché l’ha caricata un pochino questa cosa, ma era una genesi molto lunga. Ho parlato con il direttore, siamo due società che lavorano parecchio insieme, lo dimostrano le operazioni che abbiamo fatto. Perciò, gli faccio un grande in bocca al lupo per il futuro della stagione, ma speriamo che oggi ci lascino i tre punti.
Ancora nessun gol da giocatori subentrati dalla panchina; riguarda l’atteggiamento con cui entrano in campo?
La domanda ce la siamo fatta anche noi, perché è un dato che anche noi avevamo visto. Abbiamo fatto una rosa così ampia proprio perché c’erano i cinque cambi e doveva essere questa la nostra arma determinante, che finora non c’è stata. Speriamo che il tempo e il lavoro ci portino a questi risultati. Il dirigente lavora nella maniera più attenta, poi, purtroppo, ci sono delle situazioni esterne, che nascono, le stagioni, determinate ambizioni, vinci la prima partita, vai a Milano, fai una grande prestazione e pensi di essere una squadra che può ambire a posizioni di vertice. Poi, ne perdi due, ne perdi tre, s’innesta un meccanismo di negatività nel gruppo e noi dobbiamo essere bravi a lavorare soprattutto su quello. Prandelli dev’essere bravo a lavorare su quello.
C’è anche la Fiorentina per Milik a gennaio? Potete pensare a un attaccante di quel livello?
I discorsi di Milik e di Piatek lasciano tutti il tempo che trovano. Ci sono state operazioni che abbiamo provato a fare a luglio, non c’erano le opportunità e in questo momento non le stiamo prendendo in considerazione.
di Napoli Magazine
19/12/2020 - 16:20
Ai microfoni di Sky, nel pre partita del Franchi, il Direttore Sportivo della Fiorentina Daniele Pradè.
È scattata la scintilla con l’ambiente, visto che anche oggi i tifosi vi hanno accompagnato fino allo stadio
A noi questa presenza dei tifosi ci serve. Io l’ho sempre detto, questa è una piazza nella quale stiamo vivendo una depressione particolare, perché la simbiosi con il tifoso per noi è particolare, nel bene e nel male, nell’esaltarci e nel criticarci, e non posso che ringraziarli a nome della proprietà, del mio presidente e di tutta la squadra.
Ha chiesto scusa a Juric? Ci spiega cosa è successo con l’allenatore del Verona?
Sono quei malintesi che esistono nel nostro mondo, non c’è bisogno di chiedere scusa a Juric e, soprattutto, non c’è bisogno di chiedere scusa al Verona che, comunque, ho sentito, con il mio amico Tony D’Amico. Nutro per il mister una grande considerazione professionale e, soprattutto, stima come uomo. Devo essere sincero, è pure furbo, perché l’ha caricata un pochino questa cosa, ma era una genesi molto lunga. Ho parlato con il direttore, siamo due società che lavorano parecchio insieme, lo dimostrano le operazioni che abbiamo fatto. Perciò, gli faccio un grande in bocca al lupo per il futuro della stagione, ma speriamo che oggi ci lascino i tre punti.
Ancora nessun gol da giocatori subentrati dalla panchina; riguarda l’atteggiamento con cui entrano in campo?
La domanda ce la siamo fatta anche noi, perché è un dato che anche noi avevamo visto. Abbiamo fatto una rosa così ampia proprio perché c’erano i cinque cambi e doveva essere questa la nostra arma determinante, che finora non c’è stata. Speriamo che il tempo e il lavoro ci portino a questi risultati. Il dirigente lavora nella maniera più attenta, poi, purtroppo, ci sono delle situazioni esterne, che nascono, le stagioni, determinate ambizioni, vinci la prima partita, vai a Milano, fai una grande prestazione e pensi di essere una squadra che può ambire a posizioni di vertice. Poi, ne perdi due, ne perdi tre, s’innesta un meccanismo di negatività nel gruppo e noi dobbiamo essere bravi a lavorare soprattutto su quello. Prandelli dev’essere bravo a lavorare su quello.
C’è anche la Fiorentina per Milik a gennaio? Potete pensare a un attaccante di quel livello?
I discorsi di Milik e di Piatek lasciano tutti il tempo che trovano. Ci sono state operazioni che abbiamo provato a fare a luglio, non c’erano le opportunità e in questo momento non le stiamo prendendo in considerazione.