Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare la prima giornata di Serie A e il momento delle principali candidate alla lotta per lo Scudetto. L’ex campione del mondo ha parlato della Roma di Gasperini, del Napoli di Allegri e della crescita di Vergara, soffermandosi anche sulla situazione di Pio Esposito all’Inter e sulle nuove indicazioni arbitrali e VAR dopo la discussa rete di Kevin De Bruyne contro il Genoa.
Che Roma hai visto nella prima giornata contro la Fiorentina?
"Eravamo tutti preoccupati, perché a Roma nel precampionato sono state più le delusioni che le soddisfazioni. Poi però è arrivata alla prima giornata a pieno carico, mentalmente, tecnicamente e tatticamente. Sembrava una partita difficile ed è diventata tutta facile. Bisogna però stare con i piedi per terra: servono altre partite per capire se la squadra è realmente migliorata e quanto è diventata più competitiva rispetto alla scorsa stagione".
L’intesa tra Dybala e Malen può essere una delle armi della Roma?
"Certamente. Se Dybala sta bene, come ha dimostrato nella prima giornata, la Roma può avere una coppia molto importante. Malen, poi, ha dimostrato immediatamente il suo valore con la tripletta. È curioso vedere come in Nazionale possa sembrare quasi un corpo estraneo, mentre nel nostro campionato torna e segna subito tre gol".
Ti ha sorpreso anche Lulli, il giovane della Roma?
"È un ragazzo di 18 anni del settore giovanile ed è stata una grande scoperta. La Roma ogni tanto riesce a tirare fuori dal cilindro ragazzi bravi provenienti dal proprio vivaio. È una cosa positiva".
Il problema di Dybala resta però la continuità fisica?
"Sì. Il problema di Dybala è sempre quello: a volte è un giocatore che ti fa 18 partite in una stagione, perché spesso è soggetto a infortuni. Se però riesce a stare bene, può fare la differenza".
Vergara può arrivare in Nazionale grazie alle prestazioni con il Napoli?
"Sarebbe auspicabile. Il problema è che, se non giochi con continuità nella tua squadra di club, poi fai fatica a giocare in Nazionale. La mia preoccupazione è che Vergara, volente o nolente, sia dietro nelle gerarchie rispetto a Lobotka, Anguissa, McTominay e De Bruyne".
Quindi il rischio è che Vergara trovi poco spazio?
"Esatto. De Bruyne è quello più indiziato a farsi da parte per permettere a questo ragazzo di giocare qualche partita in più. Io non vorrei che Vergara venisse soffocato o sacrificato dalla presenza di questi calciatori. Su di lui bisognerebbe dire: o adesso o mai più. Bisogna tenerlo in considerazione anche per una certa titolarità in questa squadra".
La duttilità tattica può aiutarlo a trovare spazio nel Napoli di Allegri?
"Me lo auguro per lui, perché soltanto giocando di più e con continuità potrebbe meritarsi la Nazionale. Tempo fa ho fatto anche un discorso paradossale: avrei dato via De Bruyne e mi sarei tenuto Vergara titolare, tanto per fare un esempio".
Il problema dei giovani riguarda anche l’Inter e Pio Esposito?
"Sì. Quando rientrerà Thuram, Pio Esposito sarà sacrificato. È vero che si giocano tante partite e che ci sarà spazio per tutti, ma oggi i titolari dell’Inter sono Thuram e Lautaro. Bonny e Pio Esposito diventano le alternative".
Nel calcio moderno, però, con tante partite e cinque cambi, non c’è spazio per tutti?
"Oggi sono comunque delle alternative, non c’è niente da fare, perché i titolari sono gli altri due. È vero che si gioca tanto e che i cinque cambi sono importanti, quindi c’è più possibilità di entrare. Ma spesso si giocano soltanto degli spezzoni. È diverso dall’assumersi la responsabilità di una titolarità, perché è attraverso quella continuità che un giovane cresce tecnicamente, tatticamente e anche caratterialmente".
A otto giorni dalla chiusura del mercato, l’Inter è ancora la favorita per lo Scudetto?
"Secondo me sì. Subito dopo c’è il Napoli, anche se so che il Napoli farà fatica a tenere Lucca e quindi dovrà prendere un altro attaccante, a meno che Allegri non decida di dare una chance in più a questo ragazzo".
Il Napoli è quindi la squadra più vicina all’Inter?
"Sì. Il Napoli è la squadra che ha cambiato meno ed è quella più completa. L’importante sarà avere meno infortuni rispetto alla scorsa stagione. Se succederà, il Napoli farà di tutto per togliere lo Scudetto all’Inter. È la squadra che più si avvicina ai nerazzurri".
Cosa pensi invece delle polemiche sul primo gol del Napoli contro il Genoa, realizzato da De Bruyne?
"Non c’è niente di normale. Se si va avanti su questa strada, quest’anno non sarà un campionato di semplici polemiche: voleranno gli stracci.
Perché ritieni che il fallo di De Bruyne su Vásquez dovesse essere sanzionato?
"Proviamo a vedere la situazione al contrario. Se fosse stato un giocatore del Genoa a dare una spinta del genere a Rrahmani, nella stessa identica situazione, oggi i napoletani sarebbero arrabbiati perché avrebbero subito un grande torto. Secondo me quel tipo di fallo, con il gomito che si apre e la spinta, dentro l’area è una punizione a favore del Genoa. Bisogna sempre provare a vedere le cose anche al contrario".
Il VAR avrebbe dovuto richiamare l’arbitro alla revisione?
"Secondo me la logica era una: o si poteva annullare subito, perché la spinta è evidente, oppure, se c’è un dubbio, il VAR a cosa serve? Bisogna fargliela rivedere e permettere all’arbitro di valutare nuovamente l’episodio. Magari avrebbe confermato la propria decisione, ma almeno avrebbe avuto la possibilità di rivedere l’azione".
Il rischio è che situazioni simili possano creare problemi anche nelle prossime giornate?
"Facciamo un esempio: nella prossima partita il Napoli affronta il Como. Se Douvikas desse una spinta a Rrahmani, che è leggermente davanti, facendogli perdere il tempo per saltare, e poi segnasse di testa, noi dovremmo considerare il gol regolare?".
Le nuove indicazioni sui contatti possono aumentare le polemiche?
"Siamo rovinati, perché controlliamo anche l’eventualità di un calcio d’angolo per stabilire l’ultimo tocco e assegnare correttamente la rimessa. Però in questa prima giornata ho visto almeno dieci o dodici falli di giocatori che vanno verso la bandierina, vengono toccati, cadono e addirittura fermano la palla con le mani, ricevendo comunque il fallo a favore. Ho visto almeno otto situazioni di questo tipo: un calciatore protegge la palla verso il calcio d’angolo, cade, tocca la palla con le mani e non viene penalizzato per il fallo di mano, ma gli viene assegnata una punizione a favore. Allora verso il calcio d’angolo va bene e in area non va più bene?".
Cosa potrebbe succedere se questa linea arbitrale venisse confermata?
"Ho l’impressione che quest’anno ci saranno tantissime polemiche, al punto da poter avvelenare il campionato. Bisognerà vedere se passerà la linea indicata da Orsato o se, invece, queste nuove indicazioni porteranno davvero a un’esplosione di polemiche da qui a maggio".
di Napoli Magazine
25/08/2026 - 21:32
Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per analizzare la prima giornata di Serie A e il momento delle principali candidate alla lotta per lo Scudetto. L’ex campione del mondo ha parlato della Roma di Gasperini, del Napoli di Allegri e della crescita di Vergara, soffermandosi anche sulla situazione di Pio Esposito all’Inter e sulle nuove indicazioni arbitrali e VAR dopo la discussa rete di Kevin De Bruyne contro il Genoa.
Che Roma hai visto nella prima giornata contro la Fiorentina?
"Eravamo tutti preoccupati, perché a Roma nel precampionato sono state più le delusioni che le soddisfazioni. Poi però è arrivata alla prima giornata a pieno carico, mentalmente, tecnicamente e tatticamente. Sembrava una partita difficile ed è diventata tutta facile. Bisogna però stare con i piedi per terra: servono altre partite per capire se la squadra è realmente migliorata e quanto è diventata più competitiva rispetto alla scorsa stagione".
L’intesa tra Dybala e Malen può essere una delle armi della Roma?
"Certamente. Se Dybala sta bene, come ha dimostrato nella prima giornata, la Roma può avere una coppia molto importante. Malen, poi, ha dimostrato immediatamente il suo valore con la tripletta. È curioso vedere come in Nazionale possa sembrare quasi un corpo estraneo, mentre nel nostro campionato torna e segna subito tre gol".
Ti ha sorpreso anche Lulli, il giovane della Roma?
"È un ragazzo di 18 anni del settore giovanile ed è stata una grande scoperta. La Roma ogni tanto riesce a tirare fuori dal cilindro ragazzi bravi provenienti dal proprio vivaio. È una cosa positiva".
Il problema di Dybala resta però la continuità fisica?
"Sì. Il problema di Dybala è sempre quello: a volte è un giocatore che ti fa 18 partite in una stagione, perché spesso è soggetto a infortuni. Se però riesce a stare bene, può fare la differenza".
Vergara può arrivare in Nazionale grazie alle prestazioni con il Napoli?
"Sarebbe auspicabile. Il problema è che, se non giochi con continuità nella tua squadra di club, poi fai fatica a giocare in Nazionale. La mia preoccupazione è che Vergara, volente o nolente, sia dietro nelle gerarchie rispetto a Lobotka, Anguissa, McTominay e De Bruyne".
Quindi il rischio è che Vergara trovi poco spazio?
"Esatto. De Bruyne è quello più indiziato a farsi da parte per permettere a questo ragazzo di giocare qualche partita in più. Io non vorrei che Vergara venisse soffocato o sacrificato dalla presenza di questi calciatori. Su di lui bisognerebbe dire: o adesso o mai più. Bisogna tenerlo in considerazione anche per una certa titolarità in questa squadra".
La duttilità tattica può aiutarlo a trovare spazio nel Napoli di Allegri?
"Me lo auguro per lui, perché soltanto giocando di più e con continuità potrebbe meritarsi la Nazionale. Tempo fa ho fatto anche un discorso paradossale: avrei dato via De Bruyne e mi sarei tenuto Vergara titolare, tanto per fare un esempio".
Il problema dei giovani riguarda anche l’Inter e Pio Esposito?
"Sì. Quando rientrerà Thuram, Pio Esposito sarà sacrificato. È vero che si giocano tante partite e che ci sarà spazio per tutti, ma oggi i titolari dell’Inter sono Thuram e Lautaro. Bonny e Pio Esposito diventano le alternative".
Nel calcio moderno, però, con tante partite e cinque cambi, non c’è spazio per tutti?
"Oggi sono comunque delle alternative, non c’è niente da fare, perché i titolari sono gli altri due. È vero che si gioca tanto e che i cinque cambi sono importanti, quindi c’è più possibilità di entrare. Ma spesso si giocano soltanto degli spezzoni. È diverso dall’assumersi la responsabilità di una titolarità, perché è attraverso quella continuità che un giovane cresce tecnicamente, tatticamente e anche caratterialmente".
A otto giorni dalla chiusura del mercato, l’Inter è ancora la favorita per lo Scudetto?
"Secondo me sì. Subito dopo c’è il Napoli, anche se so che il Napoli farà fatica a tenere Lucca e quindi dovrà prendere un altro attaccante, a meno che Allegri non decida di dare una chance in più a questo ragazzo".
Il Napoli è quindi la squadra più vicina all’Inter?
"Sì. Il Napoli è la squadra che ha cambiato meno ed è quella più completa. L’importante sarà avere meno infortuni rispetto alla scorsa stagione. Se succederà, il Napoli farà di tutto per togliere lo Scudetto all’Inter. È la squadra che più si avvicina ai nerazzurri".
Cosa pensi invece delle polemiche sul primo gol del Napoli contro il Genoa, realizzato da De Bruyne?
"Non c’è niente di normale. Se si va avanti su questa strada, quest’anno non sarà un campionato di semplici polemiche: voleranno gli stracci.
Perché ritieni che il fallo di De Bruyne su Vásquez dovesse essere sanzionato?
"Proviamo a vedere la situazione al contrario. Se fosse stato un giocatore del Genoa a dare una spinta del genere a Rrahmani, nella stessa identica situazione, oggi i napoletani sarebbero arrabbiati perché avrebbero subito un grande torto. Secondo me quel tipo di fallo, con il gomito che si apre e la spinta, dentro l’area è una punizione a favore del Genoa. Bisogna sempre provare a vedere le cose anche al contrario".
Il VAR avrebbe dovuto richiamare l’arbitro alla revisione?
"Secondo me la logica era una: o si poteva annullare subito, perché la spinta è evidente, oppure, se c’è un dubbio, il VAR a cosa serve? Bisogna fargliela rivedere e permettere all’arbitro di valutare nuovamente l’episodio. Magari avrebbe confermato la propria decisione, ma almeno avrebbe avuto la possibilità di rivedere l’azione".
Il rischio è che situazioni simili possano creare problemi anche nelle prossime giornate?
"Facciamo un esempio: nella prossima partita il Napoli affronta il Como. Se Douvikas desse una spinta a Rrahmani, che è leggermente davanti, facendogli perdere il tempo per saltare, e poi segnasse di testa, noi dovremmo considerare il gol regolare?".
Le nuove indicazioni sui contatti possono aumentare le polemiche?
"Siamo rovinati, perché controlliamo anche l’eventualità di un calcio d’angolo per stabilire l’ultimo tocco e assegnare correttamente la rimessa. Però in questa prima giornata ho visto almeno dieci o dodici falli di giocatori che vanno verso la bandierina, vengono toccati, cadono e addirittura fermano la palla con le mani, ricevendo comunque il fallo a favore. Ho visto almeno otto situazioni di questo tipo: un calciatore protegge la palla verso il calcio d’angolo, cade, tocca la palla con le mani e non viene penalizzato per il fallo di mano, ma gli viene assegnata una punizione a favore. Allora verso il calcio d’angolo va bene e in area non va più bene?".
Cosa potrebbe succedere se questa linea arbitrale venisse confermata?
"Ho l’impressione che quest’anno ci saranno tantissime polemiche, al punto da poter avvelenare il campionato. Bisognerà vedere se passerà la linea indicata da Orsato o se, invece, queste nuove indicazioni porteranno davvero a un’esplosione di polemiche da qui a maggio".