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L'ANALISI - Sabatini: "Conte è una garanzia, da presidente della FIGC sceglierei lui, potrebbe restare al Napoli, ma servono scelte condivise"
21.04.2026 15:51 di Napoli Magazine
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Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto il dirigente sportivo Walter Sabatini: "Il calcio è imperscrutabile. Cerchiamo tutti di dare una spiegazioni a taluni comportamenti o risultati, ma la verità è che è difficile catalogare certe situazioni poiché ci sono certi comportamenti tecnici, tattici e nervosi che non si possono prevedere. Le partite e i risultati non sono prevedibili, dipendono da così da tanti fattori che talvolta sono poco inclini ad essere spiegati poiché sono determinati da circostanze fortuite, errori macroscopici, individuali, fuori luogo, imprevedibili e imprevisti. Il calcio è fatto di tante cose, sentimenti, stati d'animo, azione, euforia e visioni avverse. Le squadre devono giocare in maniera euforica fidandosi delle proprie qualità e di quelle dei propri compagni per avere situazioni e vantaggi dal punto di vista atletico e tattico. Io aspetto sempre il calcio in questa direzione in tutte le partite che vedo e spero sia così da parte di tutte le squadre. Io non sono neanche così pessimista sulla qualità del campionato di Serie A. Gli altri campionati sembrano più belli perché sono caratterizzati da più errori. Quando ci sono molti errori, la partita è diversa e bella. È strano a dirsi, ma è così, è scientifico perché le partite si vincono quando una squadra sbaglia posizionamento e si lascia attaccare. Le partite anglosassoni come quelle di Premier League sono più belle perché sono caratterizzate da più errori e sull’errore l’azione decolla e la velocità della partita aumenta. In Italia si sbaglia di meno, le partite sono più chiuse e noiose, ma non è la qualità che manca. La qualità degli allenatori italiani è eccelsa rispetto alla media degli allenatori stranieri. I tecnici italiani sono maestri a costruire ragnatele di giocatori difensivi e possesso palla che gli altri allenatori non curano rispetto a quelli italiani che sono i migliori in questo. Conte nella graticola? Quando si prova a vincere diventano queste devastanti queste circostanze. Chi ha vinto non accetta l’idea della sconfitta quando, invece, la sconfitta esiste e bisogna saperla sopportare poiché esistono anche brutte prestazioni e per questo non vuol dire che l’allenatore debba essere processato. Le prestazioni dipendono anche dallo stato d’animo di alcuni giocatori, dagli umori all’interno dello spogliatoio e, come nel caso del Napoli, dagli infortuni ricorrenti nel corso di una stagione. A questo punto io mi fermerei a ragionare sul motivo dei troppi infortuni. Non finisco di vedere una partita dove un giocatore accusa un guaio muscolare. Io mi interrogherei in maniera seria e consistente su ciò. Gli infortuni ricorrenti e muscolari dipendono a volte dal fatto che gli allenamenti non sono calibrati bene o i carichi sono sbagliati. Oppure, i margini di recupero della squadra non sono sufficienti. Nel calcio l’allenamento è fatto anche di riposo, non esiste un allenamento senza riposo. Qualcosa andrebbe rivisto e verificato da parte di tutti, io non penso che tutti i calciatori siano così fragili dal punto di vista muscolare. Questo non riguarda solo il Napoli, anche le squadre di bassa classica accusano questo problema. È una sequela di infortuni muscolari che insospettisce. Si bada poco alla prevenzione, ci sono forme di prevenzione molto evolute dal punto di vista scientifico che dovremo adattare anche nel calcio. Non è possibile che un fatto del genere influenzi in un certo modo una civiltà calcistica come la nostra. L’Italia è un paese di calcio ed è poco credibile una situazione del genere alla luce anche della nostra eliminazione dal mondiale. Il nostro rimane sempre una delle forme di calcio più evolute nel mondo. Conte in Nazionale? Ha fatto bene quando era lui sulla panchina della nazionale. Non è una brutta idea, è un’ipotesi importante e giusta. Non ho seguito le varie situazioni in corso per la nazionale, ma bisogna riassestare l’elezione del Presidente Federale per avviare i discorsi sul tecnico e il ct. Conte è un’ipotesi seria e coerenza, sa imprimere ritmo alla squadra, capacità di approcciare le partite che ancora oggi è viva nella mente della gente. Antonio Conte è una garanzia, se fossi io il presidente della FIGC farei questa scelta, ma non sarò io ad esprimerla. A chiunque tocchi il dovere morale di fare qualcosa di importante gli deve essere chiaro che la nazionale deve riprendere il suo ruolo nel calcio internazionale. Chi accetta l’incarico deve con fierezza assoluta far ritornare la nazionale alle sue dimensioni. Sarà doloroso vedere un mondiale senza l’Italia, ma il calcio non finisce mai e sono sicuro ci saranno tempi diversi e migliori per noi. Antonio Conte lo confermerei solo se facesse una dichiarazione d’amore per la squadra, la società e la città. Deve essere una scelta chiara da parte del mister. Se l’allenatore crede di dover rimanere a Napoli perché gli garantiscono un'esaltazione e un’euforia lavorativa importante, allora deve rimanere, altrimenti non lo confermerei poiché ci deve essere condivisione nelle cose e nelle scelte da intraprendere. A Napoli è di obbligo per la squadra e per chi la conduce distribuire un brandello di gioia alle persone che hanno una vita abbastanza difficile".

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L'ANALISI - Sabatini: "Conte è una garanzia, da presidente della FIGC sceglierei lui, potrebbe restare al Napoli, ma servono scelte condivise"

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21/04/2026 - 15:51

Su Radio CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello”, è intervenuto il dirigente sportivo Walter Sabatini: "Il calcio è imperscrutabile. Cerchiamo tutti di dare una spiegazioni a taluni comportamenti o risultati, ma la verità è che è difficile catalogare certe situazioni poiché ci sono certi comportamenti tecnici, tattici e nervosi che non si possono prevedere. Le partite e i risultati non sono prevedibili, dipendono da così da tanti fattori che talvolta sono poco inclini ad essere spiegati poiché sono determinati da circostanze fortuite, errori macroscopici, individuali, fuori luogo, imprevedibili e imprevisti. Il calcio è fatto di tante cose, sentimenti, stati d'animo, azione, euforia e visioni avverse. Le squadre devono giocare in maniera euforica fidandosi delle proprie qualità e di quelle dei propri compagni per avere situazioni e vantaggi dal punto di vista atletico e tattico. Io aspetto sempre il calcio in questa direzione in tutte le partite che vedo e spero sia così da parte di tutte le squadre. Io non sono neanche così pessimista sulla qualità del campionato di Serie A. Gli altri campionati sembrano più belli perché sono caratterizzati da più errori. Quando ci sono molti errori, la partita è diversa e bella. È strano a dirsi, ma è così, è scientifico perché le partite si vincono quando una squadra sbaglia posizionamento e si lascia attaccare. Le partite anglosassoni come quelle di Premier League sono più belle perché sono caratterizzate da più errori e sull’errore l’azione decolla e la velocità della partita aumenta. In Italia si sbaglia di meno, le partite sono più chiuse e noiose, ma non è la qualità che manca. La qualità degli allenatori italiani è eccelsa rispetto alla media degli allenatori stranieri. I tecnici italiani sono maestri a costruire ragnatele di giocatori difensivi e possesso palla che gli altri allenatori non curano rispetto a quelli italiani che sono i migliori in questo. Conte nella graticola? Quando si prova a vincere diventano queste devastanti queste circostanze. Chi ha vinto non accetta l’idea della sconfitta quando, invece, la sconfitta esiste e bisogna saperla sopportare poiché esistono anche brutte prestazioni e per questo non vuol dire che l’allenatore debba essere processato. Le prestazioni dipendono anche dallo stato d’animo di alcuni giocatori, dagli umori all’interno dello spogliatoio e, come nel caso del Napoli, dagli infortuni ricorrenti nel corso di una stagione. A questo punto io mi fermerei a ragionare sul motivo dei troppi infortuni. Non finisco di vedere una partita dove un giocatore accusa un guaio muscolare. Io mi interrogherei in maniera seria e consistente su ciò. Gli infortuni ricorrenti e muscolari dipendono a volte dal fatto che gli allenamenti non sono calibrati bene o i carichi sono sbagliati. Oppure, i margini di recupero della squadra non sono sufficienti. Nel calcio l’allenamento è fatto anche di riposo, non esiste un allenamento senza riposo. Qualcosa andrebbe rivisto e verificato da parte di tutti, io non penso che tutti i calciatori siano così fragili dal punto di vista muscolare. Questo non riguarda solo il Napoli, anche le squadre di bassa classica accusano questo problema. È una sequela di infortuni muscolari che insospettisce. Si bada poco alla prevenzione, ci sono forme di prevenzione molto evolute dal punto di vista scientifico che dovremo adattare anche nel calcio. Non è possibile che un fatto del genere influenzi in un certo modo una civiltà calcistica come la nostra. L’Italia è un paese di calcio ed è poco credibile una situazione del genere alla luce anche della nostra eliminazione dal mondiale. Il nostro rimane sempre una delle forme di calcio più evolute nel mondo. Conte in Nazionale? Ha fatto bene quando era lui sulla panchina della nazionale. Non è una brutta idea, è un’ipotesi importante e giusta. Non ho seguito le varie situazioni in corso per la nazionale, ma bisogna riassestare l’elezione del Presidente Federale per avviare i discorsi sul tecnico e il ct. Conte è un’ipotesi seria e coerenza, sa imprimere ritmo alla squadra, capacità di approcciare le partite che ancora oggi è viva nella mente della gente. Antonio Conte è una garanzia, se fossi io il presidente della FIGC farei questa scelta, ma non sarò io ad esprimerla. A chiunque tocchi il dovere morale di fare qualcosa di importante gli deve essere chiaro che la nazionale deve riprendere il suo ruolo nel calcio internazionale. Chi accetta l’incarico deve con fierezza assoluta far ritornare la nazionale alle sue dimensioni. Sarà doloroso vedere un mondiale senza l’Italia, ma il calcio non finisce mai e sono sicuro ci saranno tempi diversi e migliori per noi. Antonio Conte lo confermerei solo se facesse una dichiarazione d’amore per la squadra, la società e la città. Deve essere una scelta chiara da parte del mister. Se l’allenatore crede di dover rimanere a Napoli perché gli garantiscono un'esaltazione e un’euforia lavorativa importante, allora deve rimanere, altrimenti non lo confermerei poiché ci deve essere condivisione nelle cose e nelle scelte da intraprendere. A Napoli è di obbligo per la squadra e per chi la conduce distribuire un brandello di gioia alle persone che hanno una vita abbastanza difficile".