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L'EX - Agostinelli: "Napoli, trasferta tosta a Marassi, il Genoa ha giocatori di qualità, Giovane e Alisson? Acquisti più che buoni"
04.02.2026 12:35 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, ex allenatore del Napoli ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli ed Atalanta:
 
Mister, partiamo subito da questa sfida del Napoli contro il Genoa in trasferta, il Genoa, tra le squadre di metà-bassa classifica, è forse una di quelle che gioca il miglior calcio. Che insidie può nascondere questa gara al Napoli?
 
"Marassi è sempre un campo tosto. Soprattutto negli ultimi anni, il Genoa cerca sempre la salvezza e quindi la mette sulla bagarre, tante volte, come devono fare le squadre che lottano in quella zona di classifica. Oltretutto ha in rosa alcuni giocatori di qualità, se fai tirare dal limite Malinovskyi, ha un piede sinistro che conosciamo a livello mondiale. Ha poi attaccanti bravi, che possono mettere in difficoltà. Quindi ci vuole un Napoli tosto, il Napoli delle migliori occasioni può venire fuori con una vittoria, non c’è dubbio. Però in questo momento il Napoli deve pensare che non può più sbagliare".
 
Sono arrivati due ragazzi al Napoli, Alisson Santos e Giovane, cosa si aspetta da entrambi?
 
"Alisson è un giocatore che nell’uno contro uno ti può far male. Non dico la forza di Lookman, però è così, è un ragazzo veloce e forte nell’uno contro uno. Arriva dallo Sporting Lisbona, quindi è uno che ti può creare superiorità numerica, ed è quello che serve in questo momento un po’ di più ad Antonio Conte. L’altro, Giovane, è simile, non uguale, ma è più seconda punta. Io lo vedo proprio come una seconda punta, uno che ha velocità e che parte da sinistra. Quindi sono due buonissimi acquisti. Devo dire che sono più che buoni acquisti. Oltretutto c’è la ripresa di Lukaku, che mi sembra possa essere il terzo acquisto, perché Conte non l’ha mai avuto davvero a disposizione. Quindi io credo che il Napoli recupererà i suoi elementi. Non può sbagliare, l’obiettivo del campionato, ormai, penso sia entrare in Champions League, non ci sono dubbi e lo deve fare per forza. Per quanto riguarda lo scudetto, aspetterei un paio di mesi per vedere se c’è un recupero, sennò è difficile".
 
Per quanto concerne invece Anguissa, dal punto di vista muscolare ha recuperato ma sta combattendo contro un’ernia del disco. Secondo lei, dalla sua esperienza, quanto può essere invalidante per un calciatore un problema del genere? Quando pensa che lo rivedremo in campo?
 
"Bisogna andarci con molta attenzione, perché una ricaduta può compromettere tutta la stagione. Quindi non deve avere fretta. Ovviamente io lo so che è un giocatore importantissimo, incredibile, però il Napoli non deve avere fretta. Sarà il momento giusto quando lo staff e Antonio decideranno di metterlo dentro. Ma, ripeto, non era così semplice come si poteva prevedere".
 
Restano in piedi sempre i soliti temi, i troppi infortuni in casa Napoli. Conte parla di troppe partite, però il problema è un altro: sono tutte le squadre che giocano le competizioni europee a fare troppe partite. Perché solo il Napoli sta pagando dazio?
 
"Io credo che sia un’analisi troppo semplicistica, buttarla lì e dire ‘eh vabbè’. Certamente è penalizzante, ci mancherebbe, io che faccio questo mestiere lo so bene. Quando ti mancano cinque-sei giocatori per due-tre mesi è ovvio che sia penalizzante. Però è anche vero che bisogna andare a cercare il vero senso, e questo lo deve fare Antonio Conte con lo staff medico. Certamente poi in Italia si parla sempre per numeri,  Conte è un allenatore bravissimo, in campionato vince ovunque, mentre nelle coppe non va mai bene e diventa una cosa molto antipatica. A me non piace, però la gente legge i numeri e dice: ‘Conte è allenatore di campionato e non di coppa, mi dispiace molto ma questo è ciò che dicono i numeri’. Allora mi viene da pensare, è una gestione non perfetta della rosa? È un recupero non ottimale? È un problema di preparazione? Medico? Ci sono tante risposte da dare. Mi dispiace solamente che si riduca tutto a ‘Conte è un allenatore da campionato e non da coppe’. Per me non è corretto, ma a Napoli questo problema esce sempre".
 
Quando in una stagione in dodici gare infrasettimanali, ne vinci solo tre, fai cinque pareggi e quattro sconfitte, devi cominciare a pensare che forse non è un problema solo relativo alle coppe, ma evidentemente di gestione della settimana con tre impegni?
 
"Ma infatti io stesso sto dicendo questo. In effetti poi, con i numeri, puoi parlare poco perché c’è sempre una ragione. Quando nella carriera di un allenatore ci sono statistiche, tutte le partite in casa e tutte quelle fuori  e perdi sempre allo stesso modo, per esempio, un motivo c’è, non è sfortuna, capito? Ti faccio un esempio paradossale, ne sono convinto, Antonio Conte avrebbe pagato oro per vedere la sua squadra passare il turno in Champions. Ma se sei arrivato trentesimo su trentasei, qualcosa non è andato bene indipendentemente dagli infortuni".
 
Meno nove del Napoli sull’Inter. Ci sono ancora chance per lo scudetto?
 
"Ci sono chance se tu non sbagli più. Perché non sono solo meno nove dall’Inter, c’è anche il Milan che è secondo, c’è la Juventus che è in grande crescita. Ormai il Napoli deve guardare sempre con super ambizione, mi sembra giusto, perché comunque in tanti campionati si sono viste delle riprese. Ma chi sta dietro di tanti punti così non può più sbagliare. Poi devi dare un’occhiata anche dietro, perché fortunatamente per il Napoli la Roma ha perso e il Como, comunque nessuno ancora ci crede, ma io dico che è pericoloso. Sono queste le squadre. Il Napoli deve recuperare i giocatori, ma deve fare punti anche senza quei giocatori. Non è facile, però lo deve fare per forza, ovviamente non c’è assolutamente alternativa".
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L'EX - Agostinelli: "Napoli, trasferta tosta a Marassi, il Genoa ha giocatori di qualità, Giovane e Alisson? Acquisti più che buoni"

di Napoli Magazine

04/02/2026 - 12:35

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, ex allenatore del Napoli ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli ed Atalanta:
 
Mister, partiamo subito da questa sfida del Napoli contro il Genoa in trasferta, il Genoa, tra le squadre di metà-bassa classifica, è forse una di quelle che gioca il miglior calcio. Che insidie può nascondere questa gara al Napoli?
 
"Marassi è sempre un campo tosto. Soprattutto negli ultimi anni, il Genoa cerca sempre la salvezza e quindi la mette sulla bagarre, tante volte, come devono fare le squadre che lottano in quella zona di classifica. Oltretutto ha in rosa alcuni giocatori di qualità, se fai tirare dal limite Malinovskyi, ha un piede sinistro che conosciamo a livello mondiale. Ha poi attaccanti bravi, che possono mettere in difficoltà. Quindi ci vuole un Napoli tosto, il Napoli delle migliori occasioni può venire fuori con una vittoria, non c’è dubbio. Però in questo momento il Napoli deve pensare che non può più sbagliare".
 
Sono arrivati due ragazzi al Napoli, Alisson Santos e Giovane, cosa si aspetta da entrambi?
 
"Alisson è un giocatore che nell’uno contro uno ti può far male. Non dico la forza di Lookman, però è così, è un ragazzo veloce e forte nell’uno contro uno. Arriva dallo Sporting Lisbona, quindi è uno che ti può creare superiorità numerica, ed è quello che serve in questo momento un po’ di più ad Antonio Conte. L’altro, Giovane, è simile, non uguale, ma è più seconda punta. Io lo vedo proprio come una seconda punta, uno che ha velocità e che parte da sinistra. Quindi sono due buonissimi acquisti. Devo dire che sono più che buoni acquisti. Oltretutto c’è la ripresa di Lukaku, che mi sembra possa essere il terzo acquisto, perché Conte non l’ha mai avuto davvero a disposizione. Quindi io credo che il Napoli recupererà i suoi elementi. Non può sbagliare, l’obiettivo del campionato, ormai, penso sia entrare in Champions League, non ci sono dubbi e lo deve fare per forza. Per quanto riguarda lo scudetto, aspetterei un paio di mesi per vedere se c’è un recupero, sennò è difficile".
 
Per quanto concerne invece Anguissa, dal punto di vista muscolare ha recuperato ma sta combattendo contro un’ernia del disco. Secondo lei, dalla sua esperienza, quanto può essere invalidante per un calciatore un problema del genere? Quando pensa che lo rivedremo in campo?
 
"Bisogna andarci con molta attenzione, perché una ricaduta può compromettere tutta la stagione. Quindi non deve avere fretta. Ovviamente io lo so che è un giocatore importantissimo, incredibile, però il Napoli non deve avere fretta. Sarà il momento giusto quando lo staff e Antonio decideranno di metterlo dentro. Ma, ripeto, non era così semplice come si poteva prevedere".
 
Restano in piedi sempre i soliti temi, i troppi infortuni in casa Napoli. Conte parla di troppe partite, però il problema è un altro: sono tutte le squadre che giocano le competizioni europee a fare troppe partite. Perché solo il Napoli sta pagando dazio?
 
"Io credo che sia un’analisi troppo semplicistica, buttarla lì e dire ‘eh vabbè’. Certamente è penalizzante, ci mancherebbe, io che faccio questo mestiere lo so bene. Quando ti mancano cinque-sei giocatori per due-tre mesi è ovvio che sia penalizzante. Però è anche vero che bisogna andare a cercare il vero senso, e questo lo deve fare Antonio Conte con lo staff medico. Certamente poi in Italia si parla sempre per numeri,  Conte è un allenatore bravissimo, in campionato vince ovunque, mentre nelle coppe non va mai bene e diventa una cosa molto antipatica. A me non piace, però la gente legge i numeri e dice: ‘Conte è allenatore di campionato e non di coppa, mi dispiace molto ma questo è ciò che dicono i numeri’. Allora mi viene da pensare, è una gestione non perfetta della rosa? È un recupero non ottimale? È un problema di preparazione? Medico? Ci sono tante risposte da dare. Mi dispiace solamente che si riduca tutto a ‘Conte è un allenatore da campionato e non da coppe’. Per me non è corretto, ma a Napoli questo problema esce sempre".
 
Quando in una stagione in dodici gare infrasettimanali, ne vinci solo tre, fai cinque pareggi e quattro sconfitte, devi cominciare a pensare che forse non è un problema solo relativo alle coppe, ma evidentemente di gestione della settimana con tre impegni?
 
"Ma infatti io stesso sto dicendo questo. In effetti poi, con i numeri, puoi parlare poco perché c’è sempre una ragione. Quando nella carriera di un allenatore ci sono statistiche, tutte le partite in casa e tutte quelle fuori  e perdi sempre allo stesso modo, per esempio, un motivo c’è, non è sfortuna, capito? Ti faccio un esempio paradossale, ne sono convinto, Antonio Conte avrebbe pagato oro per vedere la sua squadra passare il turno in Champions. Ma se sei arrivato trentesimo su trentasei, qualcosa non è andato bene indipendentemente dagli infortuni".
 
Meno nove del Napoli sull’Inter. Ci sono ancora chance per lo scudetto?
 
"Ci sono chance se tu non sbagli più. Perché non sono solo meno nove dall’Inter, c’è anche il Milan che è secondo, c’è la Juventus che è in grande crescita. Ormai il Napoli deve guardare sempre con super ambizione, mi sembra giusto, perché comunque in tanti campionati si sono viste delle riprese. Ma chi sta dietro di tanti punti così non può più sbagliare. Poi devi dare un’occhiata anche dietro, perché fortunatamente per il Napoli la Roma ha perso e il Como, comunque nessuno ancora ci crede, ma io dico che è pericoloso. Sono queste le squadre. Il Napoli deve recuperare i giocatori, ma deve fare punti anche senza quei giocatori. Non è facile, però lo deve fare per forza, ovviamente non c’è assolutamente alternativa".