In Evidenza
L'EX - Agostinelli: "Napoli, penso che Gila sia un grande acquisto, Allegri un valore aggiunto grazie alla sua esperienza, Malagò un vincente, ci vorrà tempo per un cambiamento"
23.06.2026 13:00 di Napoli Magazine
aA
A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Marco Palestra è sicuramente uno dei prospetti italiani più importanti e potrebbe essere ceduto all'Inter per una cifra vicina ai 50 milioni di euro. È una valutazione che secondo lei è giusta?
 
“No, la reputo assolutamente esagerata perché comunque stiamo parlando di un terzino. Sicuramente è una delle migliori espressioni italiane del ruolo in questo momento, però ha segnato un solo gol. Io credo che certe cifre vadano spese soprattutto per gli attaccanti, per chi fa la differenza in termini realizzativi. È una valutazione decisamente esagerata. Detto questo, l'Atalanta non ha problemi economici. Pensa che recentemente ha rifiutato 10 milioni di euro per un ragazzo che gioca nell'Under 23, quindi in Serie C. Mi sembra una società con cui non si possa trattare molto sui prezzi". 
 
Quindi, da questo punto di vista, il prezzo lo fa il mercato?
 
“Assolutamente sì. Del resto, qualche anno fa l'Atalanta ha venduto Amad Diallo al Manchester United per circa 40 milioni di euro dopo pochissime presenze in Serie A. Oggi il mercato è fortemente influenzato dalla Premier League e i prezzi aumentano anche per questo motivo. Se Palestra non va all'Inter, può andare tranquillamente in Inghilterra".
 
Proprio stanotte è arrivata anche un'offerta ufficiale del Chelsea per Marco Palestra. L'Atalanta, oltretutto, andrebbe a rinforzare una diretta concorrente come l'Inter.
 
“Il prezzo purtroppo lo decide l'Inghilterra. Arrivano con offerte che i club italiani fanno fatica a pareggiare. O ci metti tanti soldi oppure il giocatore prende la strada della Premier League". 
 
L'offerta, si avvicinava addirittura ai 60 milioni di euro. Sono cifre che in Italia non possono essere pareggiate.
 
“Palestra è assolutamente un gran bel giocatore. Il punto interrogativo è un altro: dopo un primo anno al Cagliari, passare all'Inter al posto di Denzel Dumfries non sarebbe facile. Non siamo stupidi e capiamo che sia un profilo molto importante, però ragazzi, 50 milioni sono fuori da ogni logica".
 
Guardando invece in casa nostra, ieri c'è stata l'elezione del nuovo presidente della FIGC: Gianni Malagò. È una scelta che la soddisfa?
 
“Assolutamente sì. Giovanni Malagò è un vincente nella vita e lo ha dimostrato. Per me, in questo momento, meglio di lui non c'era. Ovviamente non ha la bacchetta magica e bisognerà ripartire da persone di esperienza che sappiano quello che devono fare. Voglio ricordare una cosa: nel 2001 è cambiata la guida del tennis italiano. All'epoca non avevamo neanche un giocatore tra i primi cento del ranking ATP. Oggi ne abbiamo diversi tra i primi cento, abbiamo avuto un campione come Jannik Sinner e probabilmente possiamo averne anche più di uno tra i primi dieci. Questo fa capire cosa significhi cambiare, ma anche quanto tempo ci voglia”.
 
È chiaro che quello della risalita del calcio italiano è un progetto lungo. Però, guardando soltanto alla credibilità dell'uomo e a ciò che ha fatto negli altri incarichi, probabilmente il nome più forte era proprio quello di Malagò.
 
“Sulla credibilità dell'uomo non ci sono dubbi. Però da solo non basta. Serve una regolamentazione di sistema, bisogna capire che oggi il calcio è cambiato. Guardando i Mondiali ci rendiamo conto che facciamo fatica anche contro nazionali che una volta erano considerate abbordabili. Non esistono più le squadre materasso e infatti siamo rimasti fuori da tre Mondiali. I nostri ragazzi giocano poco e spesso non sono di prima scelta. Dobbiamo trovare un modo affinché i giocatori italiani abbiano più spazio, altrimenti si fa davvero fatica".
 
Andiamo sul Napoli. Sembra sempre più vicina la fumata bianca per Mario Gila della Lazio. Ammesso che il Napoli non venda nessuno in difesa, con tutti questi difensori centrali crede che Massimiliano Allegri possa giocare a tre?
 
“Con questi giocatori può farlo benissimo. Io penso che Gila sia un grande acquisto e sono convinto che il Napoli lotterà ancora una volta per lo scudetto. Per merito di una rosa che è già competitiva e anche perché Allegri è un valore aggiunto grazie alla sua esperienza e alla capacità di gestire determinati giocatori. L'importante è che a Napoli non si aspettino un calcio spettacolare o il gioco moderno dei giovani allenatori rampanti di oggi, che spesso è bellissimo da vedere ma a volte è meno orientato al risultato. Io penso che, con questa rosa, Allegri possa fare un grandissimo campionato". 
 
La porto sul Milan. Il club ha di fatto annunciato l'assetto dirigenziale che andrà a sostenere la struttura tecnica. È una scelta che le sembra congrua e giusta?
 
“Sul Milan ho tanti dubbi, perché prima di arrivare a questa scelta definitiva ci sono stati diversi rifiuti. Questo significa che la situazione interna non è così chiara come dovrebbe essere. Detto questo, il Milan non può stare fuori dalle coppe europee e il prossimo anno avrà l'obbligo di tornarci. Però è una di quelle grandi squadre che devono puntare sempre allo scudetto e, nel peggiore dei casi, alla qualificazione in Champions League. Io ho ancora dei dubbi e ti assicuro che il tifo rossonero è sul piede di guerra". 
ULTIMISSIME IN EVIDENZA
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
L'EX - Agostinelli: "Napoli, penso che Gila sia un grande acquisto, Allegri un valore aggiunto grazie alla sua esperienza, Malagò un vincente, ci vorrà tempo per un cambiamento"

di Napoli Magazine

23/06/2026 - 13:00

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Marco Palestra è sicuramente uno dei prospetti italiani più importanti e potrebbe essere ceduto all'Inter per una cifra vicina ai 50 milioni di euro. È una valutazione che secondo lei è giusta?
 
“No, la reputo assolutamente esagerata perché comunque stiamo parlando di un terzino. Sicuramente è una delle migliori espressioni italiane del ruolo in questo momento, però ha segnato un solo gol. Io credo che certe cifre vadano spese soprattutto per gli attaccanti, per chi fa la differenza in termini realizzativi. È una valutazione decisamente esagerata. Detto questo, l'Atalanta non ha problemi economici. Pensa che recentemente ha rifiutato 10 milioni di euro per un ragazzo che gioca nell'Under 23, quindi in Serie C. Mi sembra una società con cui non si possa trattare molto sui prezzi". 
 
Quindi, da questo punto di vista, il prezzo lo fa il mercato?
 
“Assolutamente sì. Del resto, qualche anno fa l'Atalanta ha venduto Amad Diallo al Manchester United per circa 40 milioni di euro dopo pochissime presenze in Serie A. Oggi il mercato è fortemente influenzato dalla Premier League e i prezzi aumentano anche per questo motivo. Se Palestra non va all'Inter, può andare tranquillamente in Inghilterra".
 
Proprio stanotte è arrivata anche un'offerta ufficiale del Chelsea per Marco Palestra. L'Atalanta, oltretutto, andrebbe a rinforzare una diretta concorrente come l'Inter.
 
“Il prezzo purtroppo lo decide l'Inghilterra. Arrivano con offerte che i club italiani fanno fatica a pareggiare. O ci metti tanti soldi oppure il giocatore prende la strada della Premier League". 
 
L'offerta, si avvicinava addirittura ai 60 milioni di euro. Sono cifre che in Italia non possono essere pareggiate.
 
“Palestra è assolutamente un gran bel giocatore. Il punto interrogativo è un altro: dopo un primo anno al Cagliari, passare all'Inter al posto di Denzel Dumfries non sarebbe facile. Non siamo stupidi e capiamo che sia un profilo molto importante, però ragazzi, 50 milioni sono fuori da ogni logica".
 
Guardando invece in casa nostra, ieri c'è stata l'elezione del nuovo presidente della FIGC: Gianni Malagò. È una scelta che la soddisfa?
 
“Assolutamente sì. Giovanni Malagò è un vincente nella vita e lo ha dimostrato. Per me, in questo momento, meglio di lui non c'era. Ovviamente non ha la bacchetta magica e bisognerà ripartire da persone di esperienza che sappiano quello che devono fare. Voglio ricordare una cosa: nel 2001 è cambiata la guida del tennis italiano. All'epoca non avevamo neanche un giocatore tra i primi cento del ranking ATP. Oggi ne abbiamo diversi tra i primi cento, abbiamo avuto un campione come Jannik Sinner e probabilmente possiamo averne anche più di uno tra i primi dieci. Questo fa capire cosa significhi cambiare, ma anche quanto tempo ci voglia”.
 
È chiaro che quello della risalita del calcio italiano è un progetto lungo. Però, guardando soltanto alla credibilità dell'uomo e a ciò che ha fatto negli altri incarichi, probabilmente il nome più forte era proprio quello di Malagò.
 
“Sulla credibilità dell'uomo non ci sono dubbi. Però da solo non basta. Serve una regolamentazione di sistema, bisogna capire che oggi il calcio è cambiato. Guardando i Mondiali ci rendiamo conto che facciamo fatica anche contro nazionali che una volta erano considerate abbordabili. Non esistono più le squadre materasso e infatti siamo rimasti fuori da tre Mondiali. I nostri ragazzi giocano poco e spesso non sono di prima scelta. Dobbiamo trovare un modo affinché i giocatori italiani abbiano più spazio, altrimenti si fa davvero fatica".
 
Andiamo sul Napoli. Sembra sempre più vicina la fumata bianca per Mario Gila della Lazio. Ammesso che il Napoli non venda nessuno in difesa, con tutti questi difensori centrali crede che Massimiliano Allegri possa giocare a tre?
 
“Con questi giocatori può farlo benissimo. Io penso che Gila sia un grande acquisto e sono convinto che il Napoli lotterà ancora una volta per lo scudetto. Per merito di una rosa che è già competitiva e anche perché Allegri è un valore aggiunto grazie alla sua esperienza e alla capacità di gestire determinati giocatori. L'importante è che a Napoli non si aspettino un calcio spettacolare o il gioco moderno dei giovani allenatori rampanti di oggi, che spesso è bellissimo da vedere ma a volte è meno orientato al risultato. Io penso che, con questa rosa, Allegri possa fare un grandissimo campionato". 
 
La porto sul Milan. Il club ha di fatto annunciato l'assetto dirigenziale che andrà a sostenere la struttura tecnica. È una scelta che le sembra congrua e giusta?
 
“Sul Milan ho tanti dubbi, perché prima di arrivare a questa scelta definitiva ci sono stati diversi rifiuti. Questo significa che la situazione interna non è così chiara come dovrebbe essere. Detto questo, il Milan non può stare fuori dalle coppe europee e il prossimo anno avrà l'obbligo di tornarci. Però è una di quelle grandi squadre che devono puntare sempre allo scudetto e, nel peggiore dei casi, alla qualificazione in Champions League. Io ho ancora dei dubbi e ti assicuro che il tifo rossonero è sul piede di guerra".