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L'EX - Trotta: "Napoli, De Bruyne è ancora centrale, ma deve mettersi a disposizione della squadra, Vergara? Sono rimasto colpito dalle sue parole dopo il rinnovo, scuole calcio? Tanti ottimi propositi, ma servono controlli"
30.07.2026 12:12 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Facciamo un bilancio di questa esperienza del camp. Com'è andata? È soddisfatto dei numeri raggiunti e, soprattutto, di quello che è riuscito a trasmettere ai bambini?
 
“Sono molto soddisfatto. Oggi è il mio ultimo giorno, domani chiudiamo ufficialmente il camp. Siamo contenti perché il periodo non è dei più semplici, siamo a ridosso delle vacanze, fa molto caldo e arriviamo tutti da una stagione lunga. Speravo di fare buoni numeri, ma sinceramente non mi aspettavo una risposta così importante. La cosa che mi rende più felice è vedere tanti ragazzi tornare ogni giorno. Significa che si allenano bene, che si divertono e che il lavoro proposto nelle due ore e mezza di allenamento li coinvolge senza annoiarli e senza stancarli eccessivamente. Inoltre abbiamo avuto ospiti importanti, come Ciccio Caputo, e tante persone sono venute a trovarci. È stata davvero una bellissima esperienza".
 
Passiamo alla Roma, che ieri ha provato a piazzare due colpi importanti. Partirei dal difensore: il club giallorosso ha presentato un'offerta al Wolfsburg per Konstantinos Koulierakis, circa 20 milioni di euro bonus compresi. Secondo lei è un giocatore che arriverebbe per fare il titolare?
 
“Da quello che ho letto credo proprio di sì. Quando investi una cifra del genere per un difensore è difficile pensare che non sia destinato a partire titolare. Poi bisognerà capire come si concluderà il mercato, anche perché, per motivi legati al bilancio e al Fair Play Finanziario, qualche uscita potrebbe esserci. Mancini ha rinnovato, ma bisogna vedere cosa accadrà con gli altri difensori. Potrebbe anche essere un investimento importante in prospettiva".
 
Vorrei fare un passo indietro e tornare sul tema delle scuole calcio. Claudio Ranieri, oggi direttore tecnico della Nazionale italiana, ha dichiarato che bisogna ripartire dalla tecnica individuale, perché nel calcio moderno si dedica troppo spazio alla tattica. Che cosa ne pensa?
 
“Con tutto il rispetto, Ranieri non ha scoperto l'acqua calda. Il problema è che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Tutti partono con ottimi propositi, poi dopo tre giorni dall'inizio della stagione l'obiettivo diventa battere la scuola calcio vicina. Per vincere si chiede a un portiere di otto anni di rinviare lungo invece di costruire dal basso, e così si perde di vista la crescita tecnica dei ragazzi. Io l'ho già detto in passato: servirebbero controlli veri. Come nei supermercati esistono gli ispettori, anche nelle scuole calcio dovrebbero esserci persone incaricate di verificare, senza preavviso, se il lavoro viene svolto seguendo davvero i protocolli federali. Ma questi protocolli devono essere seri e devono essere fatti rispettare dall'organo competente. Se una scuola calcio non li rispetta dovrebbe subire delle sanzioni. Oggi, invece, le scuole calcio sono troppo autonome e ne aprono di nuove dalla mattina alla sera. Prima bisognerebbe fare una selezione, individuare quelle realmente qualificate e poi aiutare quelle società con contributi federali. In questo modo potrebbero permettersi allenatori pagati adeguatamente, che avrebbero il tempo di formarsi e lavorare bene. Con gli stipendi attuali, invece, molti sono costretti ad avere un secondo lavoro e diventa difficile dedicarsi completamente alla crescita dei ragazzi".
 
Andando sul Napoli, in ottica mercato si continua a parlare di Dušan Vlahovic. Secondo lei potrebbe rappresentare un'opportunità importante per il presente e per il futuro del club?
 
“Sicuramente sì. È un giocatore forte, ancora giovane. Viene da una stagione complicata, ma mi sorprende che nessun grande club abbia provato seriamente a rilanciarlo. Un attaccante come Vlahovic, se ritrova continuità e fiducia, resta un centravanti di altissimo livello. Per questo credo che possa ancora fare molto bene".
 
Il Napoli, però, prima di acquistare deve soprattutto vendere. È partito per il ritiro con una rosa di quasi cinquanta calciatori, molti dei quali hanno ingaggi molto pesanti, frutto di una gestione di mercato piuttosto dispendiosa nelle stagioni precedenti.
 
“Sì, è così. Quando è arrivato Conte sapeva che sarebbero serviti investimenti importanti e la società lo ha accontentato. Alla fine è arrivato anche lo Scudetto, quindi la scelta ha portato risultati. Oggi, però, quella politica la stai pagando. Devi cedere diversi giocatori e tutti sanno che hai questa necessità, perché lo leggono sui giornali e sui social. Quando sei costretto a vendere, inevitabilmente gli altri club cercano di abbassare il prezzo. Non è una situazione semplice, soprattutto se il mercato in entrata dipende da quello in uscita. Detto questo, Allegri mi sembra perfettamente consapevole della situazione. Dalle sue dichiarazioni ho capito che ha accettato questa fase di costruzione graduale della squadra e credo che società e allenatore siano pienamente allineati".
 
Tra i giocatori più discussi c'è Kevin De Bruyne. Dal ritiro di Dimaro è emerso che il Napoli giocherà soprattutto con il 4-3-3. In questo sistema, secondo lei, De Bruyne ha ancora un ruolo centrale?
 
“Assolutamente sì, ma a una condizione: deve mettersi completamente a disposizione della squadra. Parliamo di un campione assoluto, uno dei migliori centrocampisti degli ultimi anni, però anche i grandi campioni devono fare i conti con il tempo che passa. Non è un ridimensionamento, è semplicemente la consapevolezza che non si hanno più venticinque anni. Tra gli infortuni e l'ultima stagione, è normale che abbia bisogno di ritrovare continuità. Però non possiamo discutere il valore del giocatore. Quello che, invece, non ho condiviso sono state alcune dichiarazioni. Un campione dovrebbe essere il primo a mettersi a disposizione della società e dell'allenatore. Il Napoli ha creduto in lui, gli ha dato fiducia e ha investito tanto. Per questo credo che debba esserci grande rispetto reciproco".
 
Anche Giovanni Di Lorenzo è sembrato sulla stessa linea del direttore sportivo Giovanni Manna, mentre Massimiliano Allegri ha fatto capire, anche con un pizzico di ironia, che De Bruyne sarà importante se avrà gli stimoli giusti.
 
“Esatto. Il Napoli non può aspettare che De Bruyne risolva tutto da solo, ma allo stesso tempo De Bruyne resta un campione. Ha un'età diversa rispetto a dieci anni fa, ma questo non cambia il fatto che debba mettersi a disposizione, proprio come fanno Di Lorenzo, Vergara e tutti gli altri. Se poi ci sono questioni da chiarire, secondo me vanno affrontate all'interno della società. Il dialogo deve esserci, ma sempre nelle sedi opportune. Io appartengo a un calcio diverso, senza social e senza tutta questa esposizione mediatica. Giocavamo in categorie differenti, certo, ma il rispetto umano dovrebbe essere lo stesso. In questa vicenda, secondo me, è mancato proprio questo".
 
Chiudiamo con Antonio Vergara, che ha rinnovato il proprio contratto con il Napoli fino al 2031, con un ingaggio da circa 2 milioni di euro a stagione. Se lo merita?
 
“Assolutamente sì. Sappiamo tutti quanto sia difficile emergere a Napoli, soprattutto per un ragazzo cresciuto nel vivaio. Quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente. Io ricordo ancora il gol segnato contro il Chelsea: già allora si vedevano le sue qualità. È un ragazzo napoletano, cresciuto nel Napoli, e questa è una storia che deve rendere orgogliosi tutti. Mi ha colpito anche quello che ha detto dopo il rinnovo, quando ha ringraziato soprattutto i suoi genitori. Sono parole che fanno piacere. Faccio i complimenti a lui, al suo procuratore e alla società per aver costruito questo percorso. Oggi ha firmato un contratto importante e sono davvero felice per lui. Gli faccio un grandissimo in bocca al lupo".
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L'EX - Trotta: "Napoli, De Bruyne è ancora centrale, ma deve mettersi a disposizione della squadra, Vergara? Sono rimasto colpito dalle sue parole dopo il rinnovo, scuole calcio? Tanti ottimi propositi, ma servono controlli"

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30/07/2026 - 12:12

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Facciamo un bilancio di questa esperienza del camp. Com'è andata? È soddisfatto dei numeri raggiunti e, soprattutto, di quello che è riuscito a trasmettere ai bambini?
 
“Sono molto soddisfatto. Oggi è il mio ultimo giorno, domani chiudiamo ufficialmente il camp. Siamo contenti perché il periodo non è dei più semplici, siamo a ridosso delle vacanze, fa molto caldo e arriviamo tutti da una stagione lunga. Speravo di fare buoni numeri, ma sinceramente non mi aspettavo una risposta così importante. La cosa che mi rende più felice è vedere tanti ragazzi tornare ogni giorno. Significa che si allenano bene, che si divertono e che il lavoro proposto nelle due ore e mezza di allenamento li coinvolge senza annoiarli e senza stancarli eccessivamente. Inoltre abbiamo avuto ospiti importanti, come Ciccio Caputo, e tante persone sono venute a trovarci. È stata davvero una bellissima esperienza".
 
Passiamo alla Roma, che ieri ha provato a piazzare due colpi importanti. Partirei dal difensore: il club giallorosso ha presentato un'offerta al Wolfsburg per Konstantinos Koulierakis, circa 20 milioni di euro bonus compresi. Secondo lei è un giocatore che arriverebbe per fare il titolare?
 
“Da quello che ho letto credo proprio di sì. Quando investi una cifra del genere per un difensore è difficile pensare che non sia destinato a partire titolare. Poi bisognerà capire come si concluderà il mercato, anche perché, per motivi legati al bilancio e al Fair Play Finanziario, qualche uscita potrebbe esserci. Mancini ha rinnovato, ma bisogna vedere cosa accadrà con gli altri difensori. Potrebbe anche essere un investimento importante in prospettiva".
 
Vorrei fare un passo indietro e tornare sul tema delle scuole calcio. Claudio Ranieri, oggi direttore tecnico della Nazionale italiana, ha dichiarato che bisogna ripartire dalla tecnica individuale, perché nel calcio moderno si dedica troppo spazio alla tattica. Che cosa ne pensa?
 
“Con tutto il rispetto, Ranieri non ha scoperto l'acqua calda. Il problema è che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Tutti partono con ottimi propositi, poi dopo tre giorni dall'inizio della stagione l'obiettivo diventa battere la scuola calcio vicina. Per vincere si chiede a un portiere di otto anni di rinviare lungo invece di costruire dal basso, e così si perde di vista la crescita tecnica dei ragazzi. Io l'ho già detto in passato: servirebbero controlli veri. Come nei supermercati esistono gli ispettori, anche nelle scuole calcio dovrebbero esserci persone incaricate di verificare, senza preavviso, se il lavoro viene svolto seguendo davvero i protocolli federali. Ma questi protocolli devono essere seri e devono essere fatti rispettare dall'organo competente. Se una scuola calcio non li rispetta dovrebbe subire delle sanzioni. Oggi, invece, le scuole calcio sono troppo autonome e ne aprono di nuove dalla mattina alla sera. Prima bisognerebbe fare una selezione, individuare quelle realmente qualificate e poi aiutare quelle società con contributi federali. In questo modo potrebbero permettersi allenatori pagati adeguatamente, che avrebbero il tempo di formarsi e lavorare bene. Con gli stipendi attuali, invece, molti sono costretti ad avere un secondo lavoro e diventa difficile dedicarsi completamente alla crescita dei ragazzi".
 
Andando sul Napoli, in ottica mercato si continua a parlare di Dušan Vlahovic. Secondo lei potrebbe rappresentare un'opportunità importante per il presente e per il futuro del club?
 
“Sicuramente sì. È un giocatore forte, ancora giovane. Viene da una stagione complicata, ma mi sorprende che nessun grande club abbia provato seriamente a rilanciarlo. Un attaccante come Vlahovic, se ritrova continuità e fiducia, resta un centravanti di altissimo livello. Per questo credo che possa ancora fare molto bene".
 
Il Napoli, però, prima di acquistare deve soprattutto vendere. È partito per il ritiro con una rosa di quasi cinquanta calciatori, molti dei quali hanno ingaggi molto pesanti, frutto di una gestione di mercato piuttosto dispendiosa nelle stagioni precedenti.
 
“Sì, è così. Quando è arrivato Conte sapeva che sarebbero serviti investimenti importanti e la società lo ha accontentato. Alla fine è arrivato anche lo Scudetto, quindi la scelta ha portato risultati. Oggi, però, quella politica la stai pagando. Devi cedere diversi giocatori e tutti sanno che hai questa necessità, perché lo leggono sui giornali e sui social. Quando sei costretto a vendere, inevitabilmente gli altri club cercano di abbassare il prezzo. Non è una situazione semplice, soprattutto se il mercato in entrata dipende da quello in uscita. Detto questo, Allegri mi sembra perfettamente consapevole della situazione. Dalle sue dichiarazioni ho capito che ha accettato questa fase di costruzione graduale della squadra e credo che società e allenatore siano pienamente allineati".
 
Tra i giocatori più discussi c'è Kevin De Bruyne. Dal ritiro di Dimaro è emerso che il Napoli giocherà soprattutto con il 4-3-3. In questo sistema, secondo lei, De Bruyne ha ancora un ruolo centrale?
 
“Assolutamente sì, ma a una condizione: deve mettersi completamente a disposizione della squadra. Parliamo di un campione assoluto, uno dei migliori centrocampisti degli ultimi anni, però anche i grandi campioni devono fare i conti con il tempo che passa. Non è un ridimensionamento, è semplicemente la consapevolezza che non si hanno più venticinque anni. Tra gli infortuni e l'ultima stagione, è normale che abbia bisogno di ritrovare continuità. Però non possiamo discutere il valore del giocatore. Quello che, invece, non ho condiviso sono state alcune dichiarazioni. Un campione dovrebbe essere il primo a mettersi a disposizione della società e dell'allenatore. Il Napoli ha creduto in lui, gli ha dato fiducia e ha investito tanto. Per questo credo che debba esserci grande rispetto reciproco".
 
Anche Giovanni Di Lorenzo è sembrato sulla stessa linea del direttore sportivo Giovanni Manna, mentre Massimiliano Allegri ha fatto capire, anche con un pizzico di ironia, che De Bruyne sarà importante se avrà gli stimoli giusti.
 
“Esatto. Il Napoli non può aspettare che De Bruyne risolva tutto da solo, ma allo stesso tempo De Bruyne resta un campione. Ha un'età diversa rispetto a dieci anni fa, ma questo non cambia il fatto che debba mettersi a disposizione, proprio come fanno Di Lorenzo, Vergara e tutti gli altri. Se poi ci sono questioni da chiarire, secondo me vanno affrontate all'interno della società. Il dialogo deve esserci, ma sempre nelle sedi opportune. Io appartengo a un calcio diverso, senza social e senza tutta questa esposizione mediatica. Giocavamo in categorie differenti, certo, ma il rispetto umano dovrebbe essere lo stesso. In questa vicenda, secondo me, è mancato proprio questo".
 
Chiudiamo con Antonio Vergara, che ha rinnovato il proprio contratto con il Napoli fino al 2031, con un ingaggio da circa 2 milioni di euro a stagione. Se lo merita?
 
“Assolutamente sì. Sappiamo tutti quanto sia difficile emergere a Napoli, soprattutto per un ragazzo cresciuto nel vivaio. Quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente. Io ricordo ancora il gol segnato contro il Chelsea: già allora si vedevano le sue qualità. È un ragazzo napoletano, cresciuto nel Napoli, e questa è una storia che deve rendere orgogliosi tutti. Mi ha colpito anche quello che ha detto dopo il rinnovo, quando ha ringraziato soprattutto i suoi genitori. Sono parole che fanno piacere. Faccio i complimenti a lui, al suo procuratore e alla società per aver costruito questo percorso. Oggi ha firmato un contratto importante e sono davvero felice per lui. Gli faccio un grandissimo in bocca al lupo".