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ON AIR - Fontana: "Napoli, ci sono ancora un campionato e una Coppa Italia da giocare, McTominay uno dei pochi top player in Italia, la Fiorentina ha un organico importante, anche se sta dimostrando di avere grandi difficoltà"
31.01.2026 11:31 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Gaetano Fontana, allenatore ed ex centrocampista di Napoli e Fiorentina. Di seguito, un estratto dell'intervista.

Tra Napoli e Fiorentina, chi arriva meglio a questa sfida?

“Nonostante i problemi fisici, credo ancora il Napoli, anche se l’uscita dalla Champions League è stata una batosta. La Fiorentina ha un organico per me importante, e lo dico da quando è nata questa squadra, anche se sta dimostrando di avere grosse difficoltà. Nelle ultime partite però vivi con quella spada di Damocle alle spalle, perché la classifica non è semplice: ogni situazione viene giudicata in maniera particolare. Oggi, a mio avviso, la Fiorentina dovrebbe provare ad approfittare dell’umore e dello stato fisico del Napoli, anche se, sull’umore, credo che Conte non lasci nulla al caso, neanche durante questa partita".

Un Napoli che ha bisogno di una vittoria per scacciare via la crisi scatenata anche dall’eliminazione dalla Champions League: trentesimo su trentasei, un risultato che possiamo definire fallimentare?

“Sì. Bisogna considerare però anche il percorso e come ci è arrivato. È ovvio che le squadre che ha dovuto affrontare il Napoli non erano squadre insuperabili, però quando le affronti in un momento della stagione con un numero ristretto di giocatori, costretti a giocare tante competizioni nel giro di pochi giorni, senza avere la possibilità di recuperare, diventa tutto estremamente difficile. Per quanto abbordabili, sono comunque squadre che hanno la loro importanza anche a livello europeo. Certo, se le affronti con un organico completo o quasi completo, con la possibilità di fare rotazioni e far recuperare anche dal punto di vista psicofisico, sarebbe stato diverso. Questo non è avvenuto. Oggi esci, con grande dispiacere, perché, come dicevo, le partite erano abbordabili. Quindi sì: il percorso in Champions League è stato fallimentare, però c’è ancora un campionato da giocare e una Coppa Italia da giocare, per non definire fallimentare anche la stagione".

Il Napoli cosa dovrebbe fare? Che risultato minimo dovrebbe raggiungere?

“A mio avviso deve cercare di arrivare almeno terzo in classifica e ovviamente portare a casa l’ultimo trofeo a disposizione, cioè la Coppa Italia, perché comunque è nelle corde del Napoli. Adesso sicuramente recupererà qualche elemento che sarà fondamentale per dare nuova linfa, soprattutto dal punto di vista emotivo, perché quei ragazzi che stanno fuori avranno voglia di dare qualcosa in più".

Da ex centrocampista, un giudizio su McTominay che, anche da centrale, si sta dimostrando un top player…

“Eh beh, tanta roba. È uno dei pochi top player che il campionato italiano può realmente vantare, c’è poco da dire, anche giocando da centrale, più distante dalla porta, ma la qualità non manca mai".

Possiamo dire che Conte abbia qualche lacuna nella gestione della settimana con il turno infrasettimanale?

“Il discorso è sempre lo stesso: dipende come le affronti e con chi le affronti. Perché se inizi a perdere i pezzi… forse qui il dato sul quale bisogna riflettere è capire perché ci siano stati tanti infortuni muscolari, ma anche di una certa importanza, perché ti portano via giocatori per diverso tempo. Questo diventa il reale problema da vedere. È normale che quando devi affrontare tante competizioni nel giro di pochissimo tempo, con questo flusso di partite, diventa difficile per chiunque, non solo per Conte. Io credo che l’aspetto dominante di questa stagione del Napoli sia capire perché sia sfuggita di mano la situazione fisica, che ha portato poi agli infortuni. Bisogna avere la capacità di analizzare a mente fredda e capire bene, per evitare che in futuro si possano ripetere questi errori. Perché se tu vai a giocare tre competizioni in un anno e cerchi di fare uno step in più, non ti puoi permettere di perdere tutti questi giocatori".

A bruciapelo: ha la sensazione che Conte resterà al Napoli anche nella prossima stagione?

“Io penso di sì. Perché comunque, al di là di tutto, la società ha cercato di soddisfare le richieste di Conte. È normale che quando cambi tanto, quando devi inserire tanta gente, qualcuno possa anche non rispondere alle aspettative. Ma questo perché giocare a Napoli, o giocare per una squadra top come il Napoli in questo momento, e giocare nelle competizioni per cercare di vincere, non è per tutti i giocatori. Pochissimi sanno misurarsi con una nuova realtà, con pressione, con un nuovo modo di fare: si può andare incontro a difficoltà, anche psicologiche. Ci sono giocatori che magari non hanno saputo reggere il peso della pressione, come successo a Lang e Lucca. Conte non ha oggi il pensiero di andare via. E non credo neanche sia il pensiero della società".

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ON AIR - Fontana: "Napoli, ci sono ancora un campionato e una Coppa Italia da giocare, McTominay uno dei pochi top player in Italia, la Fiorentina ha un organico importante, anche se sta dimostrando di avere grandi difficoltà"

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31/01/2026 - 11:31

A "1 Football Club", programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Gaetano Fontana, allenatore ed ex centrocampista di Napoli e Fiorentina. Di seguito, un estratto dell'intervista.

Tra Napoli e Fiorentina, chi arriva meglio a questa sfida?

“Nonostante i problemi fisici, credo ancora il Napoli, anche se l’uscita dalla Champions League è stata una batosta. La Fiorentina ha un organico per me importante, e lo dico da quando è nata questa squadra, anche se sta dimostrando di avere grosse difficoltà. Nelle ultime partite però vivi con quella spada di Damocle alle spalle, perché la classifica non è semplice: ogni situazione viene giudicata in maniera particolare. Oggi, a mio avviso, la Fiorentina dovrebbe provare ad approfittare dell’umore e dello stato fisico del Napoli, anche se, sull’umore, credo che Conte non lasci nulla al caso, neanche durante questa partita".

Un Napoli che ha bisogno di una vittoria per scacciare via la crisi scatenata anche dall’eliminazione dalla Champions League: trentesimo su trentasei, un risultato che possiamo definire fallimentare?

“Sì. Bisogna considerare però anche il percorso e come ci è arrivato. È ovvio che le squadre che ha dovuto affrontare il Napoli non erano squadre insuperabili, però quando le affronti in un momento della stagione con un numero ristretto di giocatori, costretti a giocare tante competizioni nel giro di pochi giorni, senza avere la possibilità di recuperare, diventa tutto estremamente difficile. Per quanto abbordabili, sono comunque squadre che hanno la loro importanza anche a livello europeo. Certo, se le affronti con un organico completo o quasi completo, con la possibilità di fare rotazioni e far recuperare anche dal punto di vista psicofisico, sarebbe stato diverso. Questo non è avvenuto. Oggi esci, con grande dispiacere, perché, come dicevo, le partite erano abbordabili. Quindi sì: il percorso in Champions League è stato fallimentare, però c’è ancora un campionato da giocare e una Coppa Italia da giocare, per non definire fallimentare anche la stagione".

Il Napoli cosa dovrebbe fare? Che risultato minimo dovrebbe raggiungere?

“A mio avviso deve cercare di arrivare almeno terzo in classifica e ovviamente portare a casa l’ultimo trofeo a disposizione, cioè la Coppa Italia, perché comunque è nelle corde del Napoli. Adesso sicuramente recupererà qualche elemento che sarà fondamentale per dare nuova linfa, soprattutto dal punto di vista emotivo, perché quei ragazzi che stanno fuori avranno voglia di dare qualcosa in più".

Da ex centrocampista, un giudizio su McTominay che, anche da centrale, si sta dimostrando un top player…

“Eh beh, tanta roba. È uno dei pochi top player che il campionato italiano può realmente vantare, c’è poco da dire, anche giocando da centrale, più distante dalla porta, ma la qualità non manca mai".

Possiamo dire che Conte abbia qualche lacuna nella gestione della settimana con il turno infrasettimanale?

“Il discorso è sempre lo stesso: dipende come le affronti e con chi le affronti. Perché se inizi a perdere i pezzi… forse qui il dato sul quale bisogna riflettere è capire perché ci siano stati tanti infortuni muscolari, ma anche di una certa importanza, perché ti portano via giocatori per diverso tempo. Questo diventa il reale problema da vedere. È normale che quando devi affrontare tante competizioni nel giro di pochissimo tempo, con questo flusso di partite, diventa difficile per chiunque, non solo per Conte. Io credo che l’aspetto dominante di questa stagione del Napoli sia capire perché sia sfuggita di mano la situazione fisica, che ha portato poi agli infortuni. Bisogna avere la capacità di analizzare a mente fredda e capire bene, per evitare che in futuro si possano ripetere questi errori. Perché se tu vai a giocare tre competizioni in un anno e cerchi di fare uno step in più, non ti puoi permettere di perdere tutti questi giocatori".

A bruciapelo: ha la sensazione che Conte resterà al Napoli anche nella prossima stagione?

“Io penso di sì. Perché comunque, al di là di tutto, la società ha cercato di soddisfare le richieste di Conte. È normale che quando cambi tanto, quando devi inserire tanta gente, qualcuno possa anche non rispondere alle aspettative. Ma questo perché giocare a Napoli, o giocare per una squadra top come il Napoli in questo momento, e giocare nelle competizioni per cercare di vincere, non è per tutti i giocatori. Pochissimi sanno misurarsi con una nuova realtà, con pressione, con un nuovo modo di fare: si può andare incontro a difficoltà, anche psicologiche. Ci sono giocatori che magari non hanno saputo reggere il peso della pressione, come successo a Lang e Lucca. Conte non ha oggi il pensiero di andare via. E non credo neanche sia il pensiero della società".