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ON AIR - Trotta: "Le squadre di Sarri giocano bene e riescono a valorizzare il gruppo, un suo ritorno a Napoli potrebbe starci, darei un'altra possibilità a Noa Lang e Lucca, Juventus? Doveva fare qualcosa in più, ha demeriti"
21.05.2026 11:58 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Secondo lei a Napoli c’è bisogno di un allenatore risultatista oppure di un ritorno nostalgico, come quello di Maurizio Sarri di cui si parla nelle ultime ore?

“Io credo che lei abbia fatto una disamina perfetta. Il ritorno di Sarri chiaramente a Napoli evoca ricordi importanti, perché il Napoli di Sarri ha fatto divertire tutti. Va ricordato che in quegli anni trovò una Juventus straordinaria che fece un numero incredibile di punti. Il Napoli fece una stagione eccezionale, ma non bastò per vincere lo scudetto. Ricordo anche il percorso europeo: in Champions arrivarono tanti punti, ma non furono sufficienti per passare il turno. Furono situazioni particolari che ancora oggi fanno discutere. Detto questo, Sarri a me piace molto perché anche alla Lazio, pur con un mercato limitato, ha fatto vedere cose importanti. Le sue squadre giocano bene e riescono a valorizzare il gruppo. Un suo ritorno a Napoli potrebbe starci. Sugli altri nomi, sinceramente, non saprei chi potrebbe essere un’alternativa concreta".

In questo momento si parla anche di Massimiliano Allegri. Le piacerebbe?

“Allegri, per risultati e carriera, è uno che può certamente garantire molto. Però le dico la verità: io non ho mai visto una squadra di Allegri giocare un calcio che mi entusiasmasse. Quando guardo una partita, allo stadio o in televisione, mi piace vedere una squadra che esprima gioco. Personalmente non sarebbe la mia prima scelta per il Napoli". 

La partita è sembrata un po’ lo specchio della stagione del Napoli: Antonio Conte ha raggiunto gli obiettivi, ma allo stesso tempo la squadra ha mostrato anche diversi limiti. È d’accordo?

“Assolutamente sì. Da settimane diciamo che questa stagione andava portata a termine nel miglior modo possibile e gli obiettivi sono stati raggiunti. Questo permette di ripartire l’anno prossimo con un patrimonio importante, anche dal punto di vista economico. Il direttore Giovanni Manna e il presidente avranno molto lavoro da fare, a partire dalla scelta del nuovo allenatore. Poi servirà un mercato importante, sia in entrata sia in uscita. Mi auguro che Napoli e i napoletani possano ritrovare una squadra che faccia divertire, perché raggiungere gli obiettivi è fondamentale, ma divertirsi allo stadio per me resta altrettanto importante". 

Ci sono due nomi in casa Napoli che hanno deluso e che poi sono andati in prestito: Lorenzo Lucca e Noa Lang. Con un altro allenatore darebbe loro una possibilità oppure pensa che abbiano già dimostrato di non essere all’altezza?

“Io una possibilità gliela darei, perché sono ragazzi giovani. Le dico una mia sensazione: secondo me il potenziale più importante ce l’ha Noa Lang. Lucca lo conoscevamo già dai tempi dell’Udinese, ha un carattere particolare, almeno questa è l’impressione che dà dall’esterno. A Napoli forse certi atteggiamenti vengono amplificati. Inoltre mi è sembrato sempre un po’ ai margini del progetto. Quando arrivi come seconda scelta e hai un allenatore come Conte, se non succede qualcosa di particolare è difficile trovare spazio. Sono giocatori che hanno bisogno di giocare, di avere fiducia e continuità. Io li riporterei in ritiro e li valuterei". 

Quindi li valuterebbe strada facendo? Non sarebbe il primo caso di giocatori che rendono poco con un allenatore e molto con un altro.

“Assolutamente sì, nel calcio succede continuamente". 

Le faccio una domanda sulla Juventus. Il famoso motto ‘vincere è l’unica cosa che conta’ sembra essersi un po’ perso. I progressi sul piano del gioco ci sono stati, ma i risultati sono stati deludenti non trova?

“Io apprezzo gli allenatori che sanno riconoscere anche ciò che di buono è stato fatto. La Juventus sicuramente ha avuto una riorganizzazione, però quando giochi in casa contro squadre come Verona e Fiorentina e fai un solo punto, non puoi trovare giustificazioni. In certi momenti devi portare a casa il risultato in qualsiasi modo. Alla fine avevi la Champions praticamente in mano".

Quindi a suo avviso ci sono dei demeriti?

“Sì, secondo me ci sono dei demeriti, perché bisognava sfruttare una situazione favorevole. Poi è anche vero che oggi tutte le partite sono complicate: lo abbiamo visto con la Fiorentina, con il Parma, con tante squadre che giocano senza fare calcoli. Però la Juventus doveva fare qualcosa in più".

Siamo davvero sicuri che Luciano Spalletti sarà l’allenatore della Juventus anche nella prossima stagione?

“Da quello che so io ha rinnovato. Poi sappiamo che nel calcio i contratti valgono fino a un certo punto, però sarebbe uno smacco importante rinnovare e poi fare subito un passo indietro. Evidentemente c’è un progetto in corso. Poi magari con la Champions ci sarebbero stati scenari diversi anche sul mercato, questo non lo so. Però, alla fine, l’importante è che quest’anno ci sia andato il Napoli". 

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ON AIR - Trotta: "Le squadre di Sarri giocano bene e riescono a valorizzare il gruppo, un suo ritorno a Napoli potrebbe starci, darei un'altra possibilità a Noa Lang e Lucca, Juventus? Doveva fare qualcosa in più, ha demeriti"

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21/05/2026 - 11:58

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Secondo lei a Napoli c’è bisogno di un allenatore risultatista oppure di un ritorno nostalgico, come quello di Maurizio Sarri di cui si parla nelle ultime ore?

“Io credo che lei abbia fatto una disamina perfetta. Il ritorno di Sarri chiaramente a Napoli evoca ricordi importanti, perché il Napoli di Sarri ha fatto divertire tutti. Va ricordato che in quegli anni trovò una Juventus straordinaria che fece un numero incredibile di punti. Il Napoli fece una stagione eccezionale, ma non bastò per vincere lo scudetto. Ricordo anche il percorso europeo: in Champions arrivarono tanti punti, ma non furono sufficienti per passare il turno. Furono situazioni particolari che ancora oggi fanno discutere. Detto questo, Sarri a me piace molto perché anche alla Lazio, pur con un mercato limitato, ha fatto vedere cose importanti. Le sue squadre giocano bene e riescono a valorizzare il gruppo. Un suo ritorno a Napoli potrebbe starci. Sugli altri nomi, sinceramente, non saprei chi potrebbe essere un’alternativa concreta".

In questo momento si parla anche di Massimiliano Allegri. Le piacerebbe?

“Allegri, per risultati e carriera, è uno che può certamente garantire molto. Però le dico la verità: io non ho mai visto una squadra di Allegri giocare un calcio che mi entusiasmasse. Quando guardo una partita, allo stadio o in televisione, mi piace vedere una squadra che esprima gioco. Personalmente non sarebbe la mia prima scelta per il Napoli". 

La partita è sembrata un po’ lo specchio della stagione del Napoli: Antonio Conte ha raggiunto gli obiettivi, ma allo stesso tempo la squadra ha mostrato anche diversi limiti. È d’accordo?

“Assolutamente sì. Da settimane diciamo che questa stagione andava portata a termine nel miglior modo possibile e gli obiettivi sono stati raggiunti. Questo permette di ripartire l’anno prossimo con un patrimonio importante, anche dal punto di vista economico. Il direttore Giovanni Manna e il presidente avranno molto lavoro da fare, a partire dalla scelta del nuovo allenatore. Poi servirà un mercato importante, sia in entrata sia in uscita. Mi auguro che Napoli e i napoletani possano ritrovare una squadra che faccia divertire, perché raggiungere gli obiettivi è fondamentale, ma divertirsi allo stadio per me resta altrettanto importante". 

Ci sono due nomi in casa Napoli che hanno deluso e che poi sono andati in prestito: Lorenzo Lucca e Noa Lang. Con un altro allenatore darebbe loro una possibilità oppure pensa che abbiano già dimostrato di non essere all’altezza?

“Io una possibilità gliela darei, perché sono ragazzi giovani. Le dico una mia sensazione: secondo me il potenziale più importante ce l’ha Noa Lang. Lucca lo conoscevamo già dai tempi dell’Udinese, ha un carattere particolare, almeno questa è l’impressione che dà dall’esterno. A Napoli forse certi atteggiamenti vengono amplificati. Inoltre mi è sembrato sempre un po’ ai margini del progetto. Quando arrivi come seconda scelta e hai un allenatore come Conte, se non succede qualcosa di particolare è difficile trovare spazio. Sono giocatori che hanno bisogno di giocare, di avere fiducia e continuità. Io li riporterei in ritiro e li valuterei". 

Quindi li valuterebbe strada facendo? Non sarebbe il primo caso di giocatori che rendono poco con un allenatore e molto con un altro.

“Assolutamente sì, nel calcio succede continuamente". 

Le faccio una domanda sulla Juventus. Il famoso motto ‘vincere è l’unica cosa che conta’ sembra essersi un po’ perso. I progressi sul piano del gioco ci sono stati, ma i risultati sono stati deludenti non trova?

“Io apprezzo gli allenatori che sanno riconoscere anche ciò che di buono è stato fatto. La Juventus sicuramente ha avuto una riorganizzazione, però quando giochi in casa contro squadre come Verona e Fiorentina e fai un solo punto, non puoi trovare giustificazioni. In certi momenti devi portare a casa il risultato in qualsiasi modo. Alla fine avevi la Champions praticamente in mano".

Quindi a suo avviso ci sono dei demeriti?

“Sì, secondo me ci sono dei demeriti, perché bisognava sfruttare una situazione favorevole. Poi è anche vero che oggi tutte le partite sono complicate: lo abbiamo visto con la Fiorentina, con il Parma, con tante squadre che giocano senza fare calcoli. Però la Juventus doveva fare qualcosa in più".

Siamo davvero sicuri che Luciano Spalletti sarà l’allenatore della Juventus anche nella prossima stagione?

“Da quello che so io ha rinnovato. Poi sappiamo che nel calcio i contratti valgono fino a un certo punto, però sarebbe uno smacco importante rinnovare e poi fare subito un passo indietro. Evidentemente c’è un progetto in corso. Poi magari con la Champions ci sarebbero stati scenari diversi anche sul mercato, questo non lo so. Però, alla fine, l’importante è che quest’anno ci sia andato il Napoli".