È storia del calcio italiano e non solo partenopeo la cavalcata del 1987 che vide protagonisti il Napoli e Maradona, il primo scudetto e la terza Coppa Italia, il Vesuvio e anche il Trentino. Preziosi cimeli che campeggiano assieme a tanti altri nella rassegna realizzata da Valentina De Laurentiis per il centenario del Napoli ed inaugurata nel DOME della SKI.IT Arena a Dimaro Folgarida in occasione del 15.o ritiro precampionato ospitato in Val di Sole, nel Trentino Occidentale.
Diego Armando arrivò a Napoli il 5 luglio 1984. La città si fermò e, nel pomeriggio, venne presentato allo stadio “San Paolo” davanti a 70mila spettatori.
Le prime due stagioni del “Pibe de Oro” furono eccellenti, a livello personale, meno per quanto riguarda il rendimento globale. Nel 1985 il Napoli chiuse il campionato all’ottavo posto nonostante i 14 gol messi a segno da Maradona e l’anno dopo andò un po’ meglio, con gli azzurri che si piazzarono al quinto posto con “El Diez” che fu ancora capocannoniere della squadra con 11 centri.
Negli anni il presidente Ferlaino, con un acquisto alla volta, continuò a rinforzare la squadra che, nella stagione 1986 - 1987, realizzò un’incredibile doppietta, riscrivendo le gerarchie del calcio italiano. Fu una stagione iniziata in Trentino tra la Valle del Chiese e Madonna di Campiglio. Nel 1987 il Napoli vinse infatti il suo primo - storico – scudetto: La squadra di Ottavio Bianchi trionfò grazie ad un percorso all’insegna della grande regolarità. Il tecnico arrivò all’inizio della stagione 1985 – 1986 e certamente fu agevolato dalla conoscenza dell’ambiente per aver vestito la maglia del Napoli da giocatore per cinque stagioni, dal 1966 al 1971. Maradona arrivò a Lodrone di Storo nell'estate del 1986 da Campione del Mondo a tarda notte, a bordo della sua Ferrari, accolto all'Hotel Castel Lodron da un manipolo di giornalisti partenopei con i quali condivise una cena a base di spaghetti aglio, olio e peperoncino preparata da Ferruccio Luzzani.
Gli azzurri chiusero il campionato con quarantadue punti, frutto di 15 successi, 12 pareggi e sole 3 sconfitte, con il secondo miglior attacco del torneo (41 reti) e la terza difesa meno battuta (21 gol al passivo). La Juventus agganciò il secondo posto all’ultima giornata, a meno tre dal Napoli, terza fu l’Inter (38), quarto il Verona (36), mentre al quinto posto chiusero appaiate il Milan e la Sampdoria (35). La matematica certezza arrivò domenica 10 maggio 1987: il pareggio per 1 a 1 contro la Fiorentina, nella partita in cui Roberto Baggio segnò il suo primo gol (e che gol) con la maglia viola, regalò il primo scudetto al Napoli.
Diego Armando Maradona fu capocannoniere della squadra con 10 reti e il Napoli fu, di gran lunga, la squadra con la media spettatori interna più alta dell’intero campionato (72.714).
La stagione del Napoli fu doppiamente trionfale, perché i partenopei stravinsero anche la Coppa Italia, la terza della storia dopo i successi conseguiti nel 1962 e nel 1976.
Il percorso degli azzurri fu semplicemente trionfale. Nel girone preliminare piegarono, nell’ordine, Spal (2-0), Lazio (2-0), Taranto (1-0) e Cesena (3-1).
Negli ottavi la squadra di Bianchi si sbarazzò agevolmente del Brescia con un doppio 3-0 e nei quarti di fila travolse anche il Bologna, imponendosi 3-0 all’andata e 4-2 al ritorno.
In semifinale, dopo la vittoria nel match d’andata a Cagliari (1-0, gol di Maradona), nel return match al San Paolo gli azzurri “strabordarono”, superando per 4 a 1 gli isolani con doppietta di Giordano e reti di Carnevale e Muro.
Senza storia fu anche la doppia finale contro l’Atalanta, sconfitta all’andata al “San Paolo” per 3 a 0 (Renica, Muro e Bagni) e superata anche al ritorno a Bergamo (1-0) con gol di Giordano.
Il Napoli chiuse la Coppa Italia con 12 vittorie in altrettante partite, 30 reti segnate e appena 4 al passivo. Numeri da capogiro a testimonianza di una superiorità schiacciante, testimoniata anche dal titolo di capocannoniere conquistato da Bruno Giordano, miglior realizzatore della manifestazione con 10 marcature.
di Napoli Magazine
23/07/2026 - 18:02
È storia del calcio italiano e non solo partenopeo la cavalcata del 1987 che vide protagonisti il Napoli e Maradona, il primo scudetto e la terza Coppa Italia, il Vesuvio e anche il Trentino. Preziosi cimeli che campeggiano assieme a tanti altri nella rassegna realizzata da Valentina De Laurentiis per il centenario del Napoli ed inaugurata nel DOME della SKI.IT Arena a Dimaro Folgarida in occasione del 15.o ritiro precampionato ospitato in Val di Sole, nel Trentino Occidentale.
Diego Armando arrivò a Napoli il 5 luglio 1984. La città si fermò e, nel pomeriggio, venne presentato allo stadio “San Paolo” davanti a 70mila spettatori.
Le prime due stagioni del “Pibe de Oro” furono eccellenti, a livello personale, meno per quanto riguarda il rendimento globale. Nel 1985 il Napoli chiuse il campionato all’ottavo posto nonostante i 14 gol messi a segno da Maradona e l’anno dopo andò un po’ meglio, con gli azzurri che si piazzarono al quinto posto con “El Diez” che fu ancora capocannoniere della squadra con 11 centri.
Negli anni il presidente Ferlaino, con un acquisto alla volta, continuò a rinforzare la squadra che, nella stagione 1986 - 1987, realizzò un’incredibile doppietta, riscrivendo le gerarchie del calcio italiano. Fu una stagione iniziata in Trentino tra la Valle del Chiese e Madonna di Campiglio. Nel 1987 il Napoli vinse infatti il suo primo - storico – scudetto: La squadra di Ottavio Bianchi trionfò grazie ad un percorso all’insegna della grande regolarità. Il tecnico arrivò all’inizio della stagione 1985 – 1986 e certamente fu agevolato dalla conoscenza dell’ambiente per aver vestito la maglia del Napoli da giocatore per cinque stagioni, dal 1966 al 1971. Maradona arrivò a Lodrone di Storo nell'estate del 1986 da Campione del Mondo a tarda notte, a bordo della sua Ferrari, accolto all'Hotel Castel Lodron da un manipolo di giornalisti partenopei con i quali condivise una cena a base di spaghetti aglio, olio e peperoncino preparata da Ferruccio Luzzani.
Gli azzurri chiusero il campionato con quarantadue punti, frutto di 15 successi, 12 pareggi e sole 3 sconfitte, con il secondo miglior attacco del torneo (41 reti) e la terza difesa meno battuta (21 gol al passivo). La Juventus agganciò il secondo posto all’ultima giornata, a meno tre dal Napoli, terza fu l’Inter (38), quarto il Verona (36), mentre al quinto posto chiusero appaiate il Milan e la Sampdoria (35). La matematica certezza arrivò domenica 10 maggio 1987: il pareggio per 1 a 1 contro la Fiorentina, nella partita in cui Roberto Baggio segnò il suo primo gol (e che gol) con la maglia viola, regalò il primo scudetto al Napoli.
Diego Armando Maradona fu capocannoniere della squadra con 10 reti e il Napoli fu, di gran lunga, la squadra con la media spettatori interna più alta dell’intero campionato (72.714).
La stagione del Napoli fu doppiamente trionfale, perché i partenopei stravinsero anche la Coppa Italia, la terza della storia dopo i successi conseguiti nel 1962 e nel 1976.
Il percorso degli azzurri fu semplicemente trionfale. Nel girone preliminare piegarono, nell’ordine, Spal (2-0), Lazio (2-0), Taranto (1-0) e Cesena (3-1).
Negli ottavi la squadra di Bianchi si sbarazzò agevolmente del Brescia con un doppio 3-0 e nei quarti di fila travolse anche il Bologna, imponendosi 3-0 all’andata e 4-2 al ritorno.
In semifinale, dopo la vittoria nel match d’andata a Cagliari (1-0, gol di Maradona), nel return match al San Paolo gli azzurri “strabordarono”, superando per 4 a 1 gli isolani con doppietta di Giordano e reti di Carnevale e Muro.
Senza storia fu anche la doppia finale contro l’Atalanta, sconfitta all’andata al “San Paolo” per 3 a 0 (Renica, Muro e Bagni) e superata anche al ritorno a Bergamo (1-0) con gol di Giordano.
Il Napoli chiuse la Coppa Italia con 12 vittorie in altrettante partite, 30 reti segnate e appena 4 al passivo. Numeri da capogiro a testimonianza di una superiorità schiacciante, testimoniata anche dal titolo di capocannoniere conquistato da Bruno Giordano, miglior realizzatore della manifestazione con 10 marcature.