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SUPER LEAGUE - Uefa al contrattacco: oggi l'Esecutivo decide sui 12 club "ribelli"
23.04.2021 11:07 di Napoli Magazine Fonte: Sport Mediaset

Vinta la battaglia-lampo, la Uefa è pronta per passare al contrattacco. La rivoluzione Super League è stata stoppata, nonostante un amareggiato Florentino Perez continui ad assicurare che i "battistrada" non hanno alzato bandiera bianca, posizione condivisa da Andrea Agnelli, l'altro principale promotore della nuova lega e Joan Laporta. Progetto messo in stand-by, dunque, in attesa di tempi migliori. Ma quello è il futuro e si vedrà: il presente parla di pesanti strascichi da affrontare e possibilmente risanare. La Uefa, pur tirando un sospiro di sollievo, dopo aver riaccolto in casa i figlioli prodighi non può permettersi di archiviare tutto con un semplice colpo di spugna.

 

Ci sono da valutare eventuali sanzioni per i secessionisti e soprattutto studiare il modo con cui evitare in futuro una rottura che, alle condizioni attuali, appare solo rimandata. La "Yalta" del pallone va in scena oggi, con l'atteso Comitato Esecutivo straordinario della Uefa. All'ordine del giorno, la definizione delle 12 sedi dell'Europeo. E poi, ovviamente, il caso Super League. Due le correnti che attraversano l'organo di governo del calcio europeo dopo i giorni della grande paura: chi chiede la sospensione di un anno dalle coppe per le ribelli, chi invita a tendere la mano e raggiungere insieme a loro le condizioni per evitare altri scismi. Non ci sarà, come evocava qualcuno, la cacciata di Blancos, Manchester City e Chelsea dalle semifinali di questa edizione di Champions, anche perché in ballo c'è il non marginale dettaglio delle possibili richieste di risarcimento da parte delle tv.

 

La controrivoluzione Uefa: anticipare il nuovo format della ChampionsIl numero uno Aleksandar Ceferin ha tutta l'intenzione di usare bastone e carota, almeno con alcuni club. E ha già anticipato il suo pensiero ad un'emittente slovena. Prima sgonfiando la minaccia: "Non c'è mai stata una Superlega. Era un tentativo di stabilire una fantomatica lega dei ricchi che non seguisse alcun sistema, che non avrebbe tenuto conto della piramide del calcio in Europa, della sua tradizione e cultura". Poi gonfiando orgogliosamente il petto: "Ci hanno tutti sottovalutato. Mi sorprende che non sapessero in quale situazione si trovassero". Quindi lanciando un avvertimento: "Le porte della Uefa sono aperte e allo stesso tempo tutti dovranno subire le conseguenze delle proprie azioni".

 

In ogni caso, le diplomazie sono già al lavoro per la ricucitura. La Uefa proverà a venire incontro alle richieste dei ribelli, che poi sono tutte legate a questioni di natura economica. Contestualmente, l'organo di governo del calcio europeo si metterà al lavoro per blindare le competizioni con l'introduzioni di clausole che scoraggino e puniscano altre fuoriuscite. Quanto al nuovo format Champions, non è esclusa la possibilità di accelerare i tempi varandolo già nel 2022. Sarà sufficiente? E' quello che si vedrà.

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