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FOCUS NM – Napoli, il mercato che c’è ma non si vede, una finestra di possibilità, ecco tutti i nomi
27.03.2026 08:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - La finestra del mercato invernale, nonostante l’incomprensibile blocco del “saldo zero”, ha lasciato entrare per il Napoli solo una piacevole brezza “verdeoro”. Sono arrivate così nella squadra di Antonio Conte, proprio al momento giusto, le sorprendenti e decisive incursioni di Alisson Santos e le promettenti proposte di gioco di Giovane. La ventata di “frescura” era necessaria per spazzar via gli spifferi fastidiosi legati alle valutazioni del precedente mercato estivo e a qualche acquisto non proprio redditizio, almeno nel frangente iniziale. Il mercato estivo, quello più atteso, non è ancora iniziato, eppure siamo tutti lì, mentre la finestra è ancora in fase di preparazione e imbastimento, a sperare di scorgere da lontano qualche skyline ormai a noi gradito: magari quello grigio dell’operosa Manchester o quello sempre amato e incomparabile di Buenos Aires… insomma, col pensiero e con la calcolatrice alla mano, studiamo già adesso (ed è normale) i possibili arrivi da lontano per il Napoli del futuro.

C’è però una finestra dalla quale passiamo e “spassiamo”, ogni fine settimana, senza “impuntarci” mai, una di quelle che danno sugli androni dei palazzi, poco considerate perché la luce c’è solo in determinate ore e i passanti sembrano meno interessanti: la Serie B. È proprio lì che il Napoli sta vedendo il suo “mercato” palesarsi e germogliare nel migliore dei modi. C’è da puntare lo sguardo innanzitutto su un convincentissimo Luis Hasa, trequartista azzurro ora in prestito alla Carrarese. Il classe 2004, sapientemente chiamato dal d.s. del Napoli Giovanni Manna, che ben lo conosceva dai tempi della Juventus, si sta mettendo in mostra con gol (5) e assist (2) nel modulo di Mister Calabro, dimostrando grande personalità e maturità, mettendosi al servizio della squadra toscana, ormai stabilizzatasi e rispettata in un campionato che di facile non ha nulla. Stesso discorso per Emanuele Rao, attaccante del Napoli classe 2006 in prestito al Bari, forte di un bel bottino di 6 gol e 1 assist, arrivato lo scorso anno in azzurro dalla Spal. Ciò che impressiona di questi giocatori non sono solo le prestazioni, ma l’atteggiamento in campo. Quello stesso piglio che, in modo tardivo, ci ha fatto innamorare di un irresistibile Antonio Vergara, anima due ragazzi che possono ben essere considerati – e lo dicono ormai tutti – dei veri e propri “acquisti” di un mercato che la dirigenza azzurra ha saputo costruire con largo anticipo.

Le finestre, però, affacciano anche sui cortili e quello del Napoli non è affatto “da brivido”. Il settore giovanile azzurro è sicuramente un giardino che merita tante cure, ma ha tutto per diventare rigoglioso. Sono arrivati i talenti Francisco Baridó e Mylton Pereyra dalla terra del cuore, l’Argentina, entusiasti del richiamo dei richiami e pronti a mettersi in mostra, ci sono Emmanuele De Chiara e Vincenzo Prisco, che di personalità e presenza in campo ne hanno da vendere, c’è poi Mohamed Mané, gioiello 2009 già opportunamente blindato e… potremmo continuare. Ne sono tanti. Non è un caso che Antonio Conte, prima di concedersi la doverosa pausa pre-Diavolo, abbia voluto presenziare in tribuna al Piccolo di Cercola per assistere a un match della squadra di Dario Rocco. Il calcio vuole risultati e non conosce pazienza, è vero, ma il mister sa benissimo – e lo ha ribadito tante volte – che è dai settori giovanili che bisogna partire per costruire il futuro delle squadre e delle società. Non si tratta di tirare “i vivai” in ballo, come spesso si sente, a caso, ogni volta che qualcosa nel calcio va male, ma di guardare con occhi attenti quello che ci circonda.

Il “caso Vergara” ha finalmente aperto un mondo, ci ha invitati a non dare nulla per scontato, a essere presenti e coscienti delle possibilità a disposizione. Le finestre e gli occhi sul talento devono e possono stare aperti e il Napoli lo sta dimostrando.

Talvolta, scorgendo i bassi – la Città ce lo insegna – incappiamo in tesori umani di inestimabile valore, ben più interessanti delle palazzine patinate.

È un attimo, è – ci insegna la canzone - questione di sguardi.

Teresa Eva Maddalo

Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte www.napolimagazine.com
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27/03/2026 - 08:00

NAPOLI - La finestra del mercato invernale, nonostante l’incomprensibile blocco del “saldo zero”, ha lasciato entrare per il Napoli solo una piacevole brezza “verdeoro”. Sono arrivate così nella squadra di Antonio Conte, proprio al momento giusto, le sorprendenti e decisive incursioni di Alisson Santos e le promettenti proposte di gioco di Giovane. La ventata di “frescura” era necessaria per spazzar via gli spifferi fastidiosi legati alle valutazioni del precedente mercato estivo e a qualche acquisto non proprio redditizio, almeno nel frangente iniziale. Il mercato estivo, quello più atteso, non è ancora iniziato, eppure siamo tutti lì, mentre la finestra è ancora in fase di preparazione e imbastimento, a sperare di scorgere da lontano qualche skyline ormai a noi gradito: magari quello grigio dell’operosa Manchester o quello sempre amato e incomparabile di Buenos Aires… insomma, col pensiero e con la calcolatrice alla mano, studiamo già adesso (ed è normale) i possibili arrivi da lontano per il Napoli del futuro.

C’è però una finestra dalla quale passiamo e “spassiamo”, ogni fine settimana, senza “impuntarci” mai, una di quelle che danno sugli androni dei palazzi, poco considerate perché la luce c’è solo in determinate ore e i passanti sembrano meno interessanti: la Serie B. È proprio lì che il Napoli sta vedendo il suo “mercato” palesarsi e germogliare nel migliore dei modi. C’è da puntare lo sguardo innanzitutto su un convincentissimo Luis Hasa, trequartista azzurro ora in prestito alla Carrarese. Il classe 2004, sapientemente chiamato dal d.s. del Napoli Giovanni Manna, che ben lo conosceva dai tempi della Juventus, si sta mettendo in mostra con gol (5) e assist (2) nel modulo di Mister Calabro, dimostrando grande personalità e maturità, mettendosi al servizio della squadra toscana, ormai stabilizzatasi e rispettata in un campionato che di facile non ha nulla. Stesso discorso per Emanuele Rao, attaccante del Napoli classe 2006 in prestito al Bari, forte di un bel bottino di 6 gol e 1 assist, arrivato lo scorso anno in azzurro dalla Spal. Ciò che impressiona di questi giocatori non sono solo le prestazioni, ma l’atteggiamento in campo. Quello stesso piglio che, in modo tardivo, ci ha fatto innamorare di un irresistibile Antonio Vergara, anima due ragazzi che possono ben essere considerati – e lo dicono ormai tutti – dei veri e propri “acquisti” di un mercato che la dirigenza azzurra ha saputo costruire con largo anticipo.

Le finestre, però, affacciano anche sui cortili e quello del Napoli non è affatto “da brivido”. Il settore giovanile azzurro è sicuramente un giardino che merita tante cure, ma ha tutto per diventare rigoglioso. Sono arrivati i talenti Francisco Baridó e Mylton Pereyra dalla terra del cuore, l’Argentina, entusiasti del richiamo dei richiami e pronti a mettersi in mostra, ci sono Emmanuele De Chiara e Vincenzo Prisco, che di personalità e presenza in campo ne hanno da vendere, c’è poi Mohamed Mané, gioiello 2009 già opportunamente blindato e… potremmo continuare. Ne sono tanti. Non è un caso che Antonio Conte, prima di concedersi la doverosa pausa pre-Diavolo, abbia voluto presenziare in tribuna al Piccolo di Cercola per assistere a un match della squadra di Dario Rocco. Il calcio vuole risultati e non conosce pazienza, è vero, ma il mister sa benissimo – e lo ha ribadito tante volte – che è dai settori giovanili che bisogna partire per costruire il futuro delle squadre e delle società. Non si tratta di tirare “i vivai” in ballo, come spesso si sente, a caso, ogni volta che qualcosa nel calcio va male, ma di guardare con occhi attenti quello che ci circonda.

Il “caso Vergara” ha finalmente aperto un mondo, ci ha invitati a non dare nulla per scontato, a essere presenti e coscienti delle possibilità a disposizione. Le finestre e gli occhi sul talento devono e possono stare aperti e il Napoli lo sta dimostrando.

Talvolta, scorgendo i bassi – la Città ce lo insegna – incappiamo in tesori umani di inestimabile valore, ben più interessanti delle palazzine patinate.

È un attimo, è – ci insegna la canzone - questione di sguardi.

Teresa Eva Maddalo

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