NAPOLI - Onore al Sassuolo che sabato sera, contro il Napoli, ha giocato la sua onesta partita, come sempre da quando in panchina c'è un allenatore vero come Eusebio De Francesco; ludibrio all'Udinese che, così come aveva fatto contro l'Inter, è scesa in campo con le braghe calate, pronta al sacrificio "estremo". Quanto è accaduto al Friuli riempie di disgusto gli amanti del calcio. Lo stesso Marocchi, nonostante i suoi trascorsi bianconeri, ha dovuto ammettere che l'atteggiamento dei bianconeri di Udine era simile a quello della vittima sacrificale, pronta ad immolarsi in nome di una causa maggiore, ovvero la preservazione del "fantastico" cammino della Juventus. Ho letto qualche giornale, stamane. Ebbene, nessuno ha puntato il dito contro le "stranezze" verificatesi ieri pomeriggio, quando una squadra di professionisti ha esibito un rendimento da dilettanti, con tutto il rispetto per questa benemerita categoria di calciatori. I quali, almeno, la partita se la giocano a viso aperto. Solo nelle pagelle, i grandi inviati hanno fatto intendere che qualcosa di anormale era accaduto in campo, con tutte quelle insufficienze ai giocatori di casa, a cominciare da Karnezis, che ha esibito tutta la sua scienza "paratoria" gettandosi dall'altra parte in occasione del gol su punizione, continuando con Wague, Danilo (che forse per la troppa vergogna ha preferito farsi cacciare), a Badu, allo stesso Lodi che il presidente Pozzo aveva ingaggiato sperando di dare un pò di esperienza alla squadra. Una vergogna, una resa incondizionata, uno sfalsamento del campionato che, in tempi migliori, quando almeno si fingeva di fare le cose sul serio, avrebbe imposto l'intervento dell'Ufficio Inchieste. Cosa risibile, oggi, quando si sa che i lauti stipendi agli arbitri arrivano da fonti ben individuate, compresa la Zegna, di cui il bardo di Ilaria D'Amico è l'azionista di maggioranza. Un pizzico di serietà dovrebbe impedire ai responsabili della Juventus di presentarsi in televisione a prendersi le lodi, là dove dovrebbero arrivare solo torte in faccia. Ma a questo è ridotto il nostro calcio, il nostro sport nazionale, dove di scandali ne accadono uno al giorno, a cominciare da quanto i magistrati stanno accertando coi diritti tv, un affare maleodorante che dovrebbe indurci a non credere più a quanto ci viene propinato da questo mondo. Ma noi, come scriveva Giuan Brera fu Carlo, siamo viziosi di Eupalla ed è più forte di noi continuare a crederci, nonostante tutto. Ne abbiamo superate tante, da quando gli inglesi ci fecero conoscere il football, che possiamo sopportare anche questa. Chi volesse saperne di più, chi volesse turarsi il naso (come Indro Montanelli consigliò tanti anni fa agli elettori) e conoscere la realtà, dovrebbe leggere "Dov'è la vittoria" di Angelo Forgione. Solo dopo, smetterebbe di meravigliarsi di tante cose, a cominciare dal famoso scudetto vinto dal Cagliari di Scopigno e Gigi Riva. Intanto, teniamoci il nostro magnifico primato in classifica, pulitissimo e non sfiorato da alcun sospetto. Teniamoci stretto il nostro Higuain, continuiamo a sperare che il presidente ci porti davvero un centrocampista e un difensore in grado di rendere la "rosa" ancora più competitiva. Ah, un'altra cosa: una preghiera ad Antonio Conte. Per favore continui ad ignorare il nostro regista italo-brasiliano e, specialmente, Insigne. Stiamo tanto bene così, non ci costringa a cominciare a sprecare un pò del nostro fantastico tifo per la sua nazionale.

Rosario Pastore
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
di Napoli Magazine
18/01/2016 - 18:51
NAPOLI - Onore al Sassuolo che sabato sera, contro il Napoli, ha giocato la sua onesta partita, come sempre da quando in panchina c'è un allenatore vero come Eusebio De Francesco; ludibrio all'Udinese che, così come aveva fatto contro l'Inter, è scesa in campo con le braghe calate, pronta al sacrificio "estremo". Quanto è accaduto al Friuli riempie di disgusto gli amanti del calcio. Lo stesso Marocchi, nonostante i suoi trascorsi bianconeri, ha dovuto ammettere che l'atteggiamento dei bianconeri di Udine era simile a quello della vittima sacrificale, pronta ad immolarsi in nome di una causa maggiore, ovvero la preservazione del "fantastico" cammino della Juventus. Ho letto qualche giornale, stamane. Ebbene, nessuno ha puntato il dito contro le "stranezze" verificatesi ieri pomeriggio, quando una squadra di professionisti ha esibito un rendimento da dilettanti, con tutto il rispetto per questa benemerita categoria di calciatori. I quali, almeno, la partita se la giocano a viso aperto. Solo nelle pagelle, i grandi inviati hanno fatto intendere che qualcosa di anormale era accaduto in campo, con tutte quelle insufficienze ai giocatori di casa, a cominciare da Karnezis, che ha esibito tutta la sua scienza "paratoria" gettandosi dall'altra parte in occasione del gol su punizione, continuando con Wague, Danilo (che forse per la troppa vergogna ha preferito farsi cacciare), a Badu, allo stesso Lodi che il presidente Pozzo aveva ingaggiato sperando di dare un pò di esperienza alla squadra. Una vergogna, una resa incondizionata, uno sfalsamento del campionato che, in tempi migliori, quando almeno si fingeva di fare le cose sul serio, avrebbe imposto l'intervento dell'Ufficio Inchieste. Cosa risibile, oggi, quando si sa che i lauti stipendi agli arbitri arrivano da fonti ben individuate, compresa la Zegna, di cui il bardo di Ilaria D'Amico è l'azionista di maggioranza. Un pizzico di serietà dovrebbe impedire ai responsabili della Juventus di presentarsi in televisione a prendersi le lodi, là dove dovrebbero arrivare solo torte in faccia. Ma a questo è ridotto il nostro calcio, il nostro sport nazionale, dove di scandali ne accadono uno al giorno, a cominciare da quanto i magistrati stanno accertando coi diritti tv, un affare maleodorante che dovrebbe indurci a non credere più a quanto ci viene propinato da questo mondo. Ma noi, come scriveva Giuan Brera fu Carlo, siamo viziosi di Eupalla ed è più forte di noi continuare a crederci, nonostante tutto. Ne abbiamo superate tante, da quando gli inglesi ci fecero conoscere il football, che possiamo sopportare anche questa. Chi volesse saperne di più, chi volesse turarsi il naso (come Indro Montanelli consigliò tanti anni fa agli elettori) e conoscere la realtà, dovrebbe leggere "Dov'è la vittoria" di Angelo Forgione. Solo dopo, smetterebbe di meravigliarsi di tante cose, a cominciare dal famoso scudetto vinto dal Cagliari di Scopigno e Gigi Riva. Intanto, teniamoci il nostro magnifico primato in classifica, pulitissimo e non sfiorato da alcun sospetto. Teniamoci stretto il nostro Higuain, continuiamo a sperare che il presidente ci porti davvero un centrocampista e un difensore in grado di rendere la "rosa" ancora più competitiva. Ah, un'altra cosa: una preghiera ad Antonio Conte. Per favore continui ad ignorare il nostro regista italo-brasiliano e, specialmente, Insigne. Stiamo tanto bene così, non ci costringa a cominciare a sprecare un pò del nostro fantastico tifo per la sua nazionale.

Rosario Pastore
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