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lunedì 27 giugno 2022, ore
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KISS KISS - De Laurentiis: "Mertens? Siamo qui, mai avuto dubbi su Spalletti, Kvaratskhelia? E' nostro, ai tifosi azzurri chiediamo scusa"
27.04.2022 21:34 di Napoli Magazine

NAPOLI - Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato un'intervista a Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": "Ritiro forma arcaica? Assolutamente si, e' stato successivo ad una vampata di calore che mi ha preso da tifoso. Anche se sei presidente il calcio ti prende e diventi tifoso puro da Curva A, Curva B o da Distinti. Io ero diventato rossissimo. Per 20 minuti dopo quei 9 minuti maledetti di Empoli-Napoli sono rimasto malissimo. Mia moglie ha pensato che mi fossi sentito male. Abbiamo offeso i 160 milioni italiani nel mondo, i tifosi del Napoli che ci stavano guardando, quelli che erano li'. Quando anche lo stesso Spalletti ha detto di poter pensare al "ritiro" effettivamente ci pensi, poi a freddo ci rifletti e sai che e' un qualcosa di arcaico. Molti dei giornalisti e degli opinionisti non hanno capito che il calcio e' un'industria vera. Spesso sorrido quando sento che De Laurentiis e' un padre padrone, che non ha messo delle persone giuste in societa'. Io non credo. Il Napoli in 17 anni ha fatto una cavalcata senza precedenti. Non esisteva piu' il Napoli. Per rispetto lo chiamai Napoli Soccer, recuperando la SSC Napoli solo in serie B. Per la Uefa non esistevamo nemmeno, non avevamo voce in capitolo. Poi in serie A, grazie a Edy Reja, ai ragazzi di quel momento e alla spinta del tifo, non dimentico che eravamo in 60mila al San Paolo. Le Figaro titolo' "Napoli regina d'Europa". Eravamo al 520° posto, poi siamo arrivati tra i 15 club piu' importanti che esistono. Roma, Inter e Milan erano 34°, 35° e 36°, anche se sono che non e' bello parlare degli altri. Noi col covid abbiamo perso 220 milioni. La pandemia e' stata considerata un male passeggero. Abbiamo fatto mercato invernale, prendendo Lobotka, Demme, Petagna. Abbiamo investito tanto in Osimhen e Lozano. Purtroppo ci siamo trovati con sponsor che andavano via, stadi chiusi ed entrate che non c'erano piu'. Siamo ancora qua e qui vogliamo rimanere. La cena con la squadra? Mi sono intrattenuto un'ora la mattina nell'ufficio di Spalletti. Siamo partiti vincendo 10 partite e pareggiandone una. Non avevamo nemmeno il tanto osannato Lobotka, siamo partiti come una locomotiva. La preparazione a Dimaro e Castel di Sangro ha dato risultati. Ho detto: "Siamo sicuri che non ci siano stati allenamenti poco allenanti?". E mi e' stato detto che ci si sta allenando con costanza. Ho piena fiducia in Spalletti, l'ho pregato di fare valutazioni giuste. Mancano 4 punti, con 4 partite. Sarebbe un puro fallimento non andare in Champions. Mi sono seduto al tavolo dei calciatori, gli ho detto che devono pensare che sono singole aziende oltre che miei dipendenti. Come gruppo bisogna combattere col coltello tra i denti, perche' ne va di mezzo la credibilita' etica e personale di ciascuno. C'e' l'azzurro da difendere, lo stesso colore della Nazionale. Il morale? Mi ascoltavano molto attentamente. Qualcuno ha avuto anche la forza di entrare nel merito, dimostrando una partecipazione alla dialettica, è brutto quando si resta solo in silenzio. I tifosi hanno sempre ragione, anche quando hanno torto. A loro non e' dato di sapere tutte le verita' che stanno dietro una societa', al mondo del calcio, ai giocatori e all'allenatore. Il tifoso vuole resettare le ansie degli amori, dei capi, delle amanti, con la propria squadra, in una sorta di liberazione. E' un ammortizzatore sociale. A casa di Mertens? Gli avevo mandato una medaglia con l'immagine del Vesuvio da mettere al collo di Ciro Romeo, perche' non ero in citta'. Sono andato a vedere il bambino, che e' vispissimo, sanissimo. Siamo stati li' a parlare. Mi piace Palazzo Donn'Anna, ho una venerazione. Vedevo Capri dalla sua terrazza. Rinnovo? In questi 3 anni e' successo di tutto e di piu', ci dobbiamo sedere, gli ho detto di stabilire quando, tra una settimana, due o a fine campionato. Se vuole rimanere legato alla squadra, noi siamo qui. Mertens e' innamorato dello stile di vita che ha abbracciato in questa citta'. E' la persona che ha fatto piu' gol. A lui andrebbe consegnato un pallone tutto azzurro con la scritta in oro "Grazie Dries" o "Grazie Ciro". Penso che non dovrebbero esserci problemi, ma nella vita mai dire mai. Dal 22 maggio dovremmo fare una full immersion di pensiero, ho sempre guardato al futuro, sono sempre stato proiettato al domani e non al passato, nessuno puo' cancellare le glorie. Dobbiamo fare un'analisi di dove sta andando il calcio. C'e' chi si vuole attaccare una medaglia al petto e non pensa di fare dei danni. Le partite stanno diventando troppe, e tutte a discapito del calcio nazionale. Il tifoso e' colui il quale ne fruisce. Se accontenti tante identita' straniere favorendo l'Inghilterra, per il distacco dalla Superlega, succede che saranno 36 le partecipanti e ne vorrebbero 4 recuperate in base ai valori espressi nel recente passato. Le Leghe devono avere la forza di autoamministrarsi. Uefa e Fifa vogliono giocare x partite. O si riducono i campionati a 12/14 squadre oppure si autodistrugge tutto. Kvaratskhelia? Faremo una crasi per chiamarlo, è nostro a tutti gli effetti. Non lo posso chiamare "Giorgia", che e' una grande cantante, con un nome al femminile poi non ci faccio una bella figura. E' un colpaccio? Speriamo. Ridimensionamento? No, adeguamento a quello che sara' il livello del mercato del calcio a livello nazionale e internazionale. E' importante creare delle regole per avere i conti in ordine per iscriversi al campionato. Le proposte devono nascere dalla Lega, non dalla Figc. La Figc non finanzia la Lega, ma e' il contrario. Non bisogna mettersi le medaglie e dettare le leggi. Non e' che perche' hai avuto il Castel di Sangro puoi dettare regole a chi e' in ballo da 18 anni, e che col Bari e' risalito, dicendogli cosa fare. Anche li' bisogna capire bene. Altrimenti diventa un'offesa per i tifosi. Se io sto in un momento antecedente creato dai caos della Lazio, non puoi crearmi una beffa o un danno economico, tenendo conto che in A non possono esserci due proprieta' per due squadre diverse. Dovrei chiedere un ristoro alla Federazione per le proposte d'acquisto irriverenti? Non puoi venire in serie A e non fare mercato. Se vieni in A devi investire almeno 30 milioni in acquisti, senza chiedere prestiti alle big. Significa che c'e' qualcosa che non funziona. Da 7 anni si dice che bisogna ridurre le squadre a 18, come la Germania. Forse bisogna tornare al 1986 quando le squadre erano 16. Si cerca di cambiare per fare dei piccoli giochi di potere, che mettono alla berlina il calcio italiano. Cosi' non si portano a dama i fatturati. Una mia maggior presenza a Castel Volturno? Me l'ero proposto. Io ho 10 attivita' oltre al Napoli e al Bari, che vivo in prima persona. Al primo anno di un nuovo allenatore, non puoi negare spazi, tra l'altro ad un allenatore di 63 anni col palmares di Spalletti. Ad inizio anno ho detto che dovevamo tornare in Champions League, poi tutti si sono ingolositi parlando di scudetto. Lo diceva la classifica, e' vero. Ma sono molto preoccupato della continuita' negativa al Maradona. Si sono incazzati sia Maradona che San Paolo, come se fossero loro i responsabili. A parte gli scherzi, lasciamo stare i santi ed un vero protagonista della storia del Napoli, che nessuno mai dimentichera'. Faro' una valutazione a fine anno su tutti i vari reparti, che devono essere piu' crossabili tra di loro, senza restare separati. Troppi infortuni muscolari? Faro' una classifica rapportandola con le altre squadre, vedendo il numero di incidenti avuti. Sempre con serenita' affronteremo il problema. Il messaggio ai tifosi? Chiedo scusa a nome di tutta la squadra, e di tutte le componenti che la costituiscono. Venite sempre tutti allo stadio, abbiamo bisogno del vostro sostegno, sintonizzatevi anche sullo stadio virtuale, abbiamo bisogno di voi. Non ascoltate le stupidaggini che vi propinano i giornalisti. C'e' sempre stata grande invidia dal Nord, e' una croce che dobbiamo portarci dietro da secoli. Forza Napoli Sempre".

 

 

 

Antonio Petrazzuolo

 

 
Napoli Magazine
 
 
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