NAPOLI - A Capeside, piccola e graziosa cittadina costiera del Massachusetts, attraversata da un fiume, tra ville con ampi giardini e pontili su cui passeggiare ed a cui ormeggiare le barche, la vita di provincia scorre lenta e Dawson Leery che da grande sogna di fare il regista, fantastica ad occhi aperti sul suo futuro ed è intento a girare il suo primo film dell'orrore con l'aiuto dei suoi migliori amici, Joey Potter e Pacey Witter. I tre sono inseparabili, ma l'arrivo della nuova vicina di casa Jen Lindley porterà scompiglio e dinamiche nuove. Così comincia "Dawson's Creek", una serie tv della fine degli anni '90 entrata nel cuore di generazioni di spettatori per il suo modo accurato di raccontare gli anni della gioventù, con i primi amori, le insicurezze, le fragilità e la spensieratezza che caratterizzano quella particolare fase della vita in cui ci si proietta verso l'età adulta, senza essere più bambini ma con tutta l'inesperienza tipica della giovane età. Il racconto si sviluppa nell'arco di sei stagioni, tanti personaggi si aggiungono lungo il percorso come i fratelli Jack ed Andie McPhee, in un'opera corale che appassiona fino alla fine per l'ottima sceneggiatura ed un gran bel cast. Il pensiero in particolare va a James Van Der Beek, che ha interpretato il personaggio di Dawson e che è venuto a mancare lo scorso 11 febbraio all'età di 48 anni dopo una dura battaglia contro il cancro. La triste notizia ha colpito e lasciato scossi tutti coloro che lo hanno sempre seguito ed apprezzato. Dawson è un personaggio che si caratterizza per la sua bontà d'animo e per la lealtà dei sentimenti, per il suo credere fermamente nel valore dell'amicizia, per il suo romanticismo, per il suo essere un vero e proprio punto di riferimento. "Dawson's Creek" racconta di una gioventù cresciuta senza smartphone e senza social network, ma che non si discosta poi così tanto dalle nuove generazioni, restando una serie tv sempre attuale nella narrazione dei sentimenti. Da vedere e rivedere. Cult.
DAWSON'S CREEK

Rosa Petrazzuolo
Napoli Magazine
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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Recensioni sul Cinema nella rubrica "Lo Scrigno" curata dalla giornalista Rosa Petrazzuolo, vicedirettrice di NapoliMagazine.Com
di Napoli Magazine
14/02/2026 - 08:30
NAPOLI - A Capeside, piccola e graziosa cittadina costiera del Massachusetts, attraversata da un fiume, tra ville con ampi giardini e pontili su cui passeggiare ed a cui ormeggiare le barche, la vita di provincia scorre lenta e Dawson Leery che da grande sogna di fare il regista, fantastica ad occhi aperti sul suo futuro ed è intento a girare il suo primo film dell'orrore con l'aiuto dei suoi migliori amici, Joey Potter e Pacey Witter. I tre sono inseparabili, ma l'arrivo della nuova vicina di casa Jen Lindley porterà scompiglio e dinamiche nuove. Così comincia "Dawson's Creek", una serie tv della fine degli anni '90 entrata nel cuore di generazioni di spettatori per il suo modo accurato di raccontare gli anni della gioventù, con i primi amori, le insicurezze, le fragilità e la spensieratezza che caratterizzano quella particolare fase della vita in cui ci si proietta verso l'età adulta, senza essere più bambini ma con tutta l'inesperienza tipica della giovane età. Il racconto si sviluppa nell'arco di sei stagioni, tanti personaggi si aggiungono lungo il percorso come i fratelli Jack ed Andie McPhee, in un'opera corale che appassiona fino alla fine per l'ottima sceneggiatura ed un gran bel cast. Il pensiero in particolare va a James Van Der Beek, che ha interpretato il personaggio di Dawson e che è venuto a mancare lo scorso 11 febbraio all'età di 48 anni dopo una dura battaglia contro il cancro. La triste notizia ha colpito e lasciato scossi tutti coloro che lo hanno sempre seguito ed apprezzato. Dawson è un personaggio che si caratterizza per la sua bontà d'animo e per la lealtà dei sentimenti, per il suo credere fermamente nel valore dell'amicizia, per il suo romanticismo, per il suo essere un vero e proprio punto di riferimento. "Dawson's Creek" racconta di una gioventù cresciuta senza smartphone e senza social network, ma che non si discosta poi così tanto dalle nuove generazioni, restando una serie tv sempre attuale nella narrazione dei sentimenti. Da vedere e rivedere. Cult.
DAWSON'S CREEK

Rosa Petrazzuolo
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