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L’APPROFONDIMENTO - Luciano Aiello a “NM”: “La FIGC cambia le regole: le novità per evitare il mercato estivo a saldo zero"
30.03.2026 08:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Luciano Aiello, dottore commercialista, esperto di analisi di bilancio già docente in corsi e master universitari, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”: "Nell’ambito delle politiche attive per monitorare la salute economica dei club e garantire l'equilibrio finanziario, specialmente durante le sessioni di calciomercato, il Consiglio Federale del 25 marzo scorso ha accolto le proposte della Lega Calcio Serie A, modificando il titolo VI delle NOIF.

L’attenzione è stata posta con particolare riferimento ad uno degli elementi dell’indicatore di liquidità, ovvero il "costo del lavoro allargato", cioè il rapporto tra i ricavi (compresi i proventi netti del player trading) e le spese della prima squadra (stipendi, ammortamenti dei cartellini, commissioni degli agenti).

I club che superano la soglia del 70% (si era partiti dall’80%) non potranno operare liberamente sul mercato: hanno l’obbligo del saldo zero tra acquisti e cessioni, con il rischio di subire un blocco totale nella sessione successiva in caso di ulteriore peggioramento. Le società che sforano il "costo del lavoro allargato" potranno coprire l’eccedenza, oltre che attraverso apporti dei soci o cessioni pro soluto di crediti da calciomercato o contratti tv, anche utilizzando le riserve di utili, "se distribuibili ai soci nel rispetto della normativa vigente, contabilizzate nelle situazioni patrimoniali intermedie al 31 marzo o al 30 settembre, previa delibera dell’assemblea dei soci di apposizione di un vincolo di indisponibilità e quantificazione dell’importo da utilizzare".

L’intervento del Consiglio Federale FIGC è stato tempestivo in quanto entro il 31 maggio le società dovranno presentare alla Commissione indipendente voluta dal Governo (che ha sostituito la COVISOC) la documentazione ai fini dei controlli che faranno testo per il mercato estivo. Le voci relative al "costo del lavoro allargato" dovranno riferirsi ai prospetti intermedi al 31 marzo.

Dalla prossima sessione di mercato estivo 2026 non potrà più finire come era successo al Napoli, che si era visto bloccare il mercato a gennaio pur vantando una liquidità - al 30 giugno 2025 - pari a 174 milioni e un patrimonio netto di 190 milioni, con 216 milioni di riserve di utili (poi scese a 195 per coprire la perdita di 21 milioni dell’ultimo esercizio).

Lo sforamento del "costo del lavoro allargato" potrà essere coperto dal tesoro patrimoniale, come aveva chiesto De Laurentiis che a gennaio non ha potuto fare acquisti".

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L’APPROFONDIMENTO - Luciano Aiello a “NM”: “La FIGC cambia le regole: le novità per evitare il mercato estivo a saldo zero"

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30/03/2026 - 08:00

NAPOLI - Luciano Aiello, dottore commercialista, esperto di analisi di bilancio già docente in corsi e master universitari, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine”: "Nell’ambito delle politiche attive per monitorare la salute economica dei club e garantire l'equilibrio finanziario, specialmente durante le sessioni di calciomercato, il Consiglio Federale del 25 marzo scorso ha accolto le proposte della Lega Calcio Serie A, modificando il titolo VI delle NOIF.

L’attenzione è stata posta con particolare riferimento ad uno degli elementi dell’indicatore di liquidità, ovvero il "costo del lavoro allargato", cioè il rapporto tra i ricavi (compresi i proventi netti del player trading) e le spese della prima squadra (stipendi, ammortamenti dei cartellini, commissioni degli agenti).

I club che superano la soglia del 70% (si era partiti dall’80%) non potranno operare liberamente sul mercato: hanno l’obbligo del saldo zero tra acquisti e cessioni, con il rischio di subire un blocco totale nella sessione successiva in caso di ulteriore peggioramento. Le società che sforano il "costo del lavoro allargato" potranno coprire l’eccedenza, oltre che attraverso apporti dei soci o cessioni pro soluto di crediti da calciomercato o contratti tv, anche utilizzando le riserve di utili, "se distribuibili ai soci nel rispetto della normativa vigente, contabilizzate nelle situazioni patrimoniali intermedie al 31 marzo o al 30 settembre, previa delibera dell’assemblea dei soci di apposizione di un vincolo di indisponibilità e quantificazione dell’importo da utilizzare".

L’intervento del Consiglio Federale FIGC è stato tempestivo in quanto entro il 31 maggio le società dovranno presentare alla Commissione indipendente voluta dal Governo (che ha sostituito la COVISOC) la documentazione ai fini dei controlli che faranno testo per il mercato estivo. Le voci relative al "costo del lavoro allargato" dovranno riferirsi ai prospetti intermedi al 31 marzo.

Dalla prossima sessione di mercato estivo 2026 non potrà più finire come era successo al Napoli, che si era visto bloccare il mercato a gennaio pur vantando una liquidità - al 30 giugno 2025 - pari a 174 milioni e un patrimonio netto di 190 milioni, con 216 milioni di riserve di utili (poi scese a 195 per coprire la perdita di 21 milioni dell’ultimo esercizio).

Lo sforamento del "costo del lavoro allargato" potrà essere coperto dal tesoro patrimoniale, come aveva chiesto De Laurentiis che a gennaio non ha potuto fare acquisti".