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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo dopo Udine: "Il Napoli sprofonda nell'anonimato, a qualcuno importa?"
08.12.2019 22:00 di Napoli Magazine

NAPOLI - Il punto ottenuto dal Napoli al Friuli serve a ben poco per la classifica. Non ha modificato l'inerzia di questo lungo periodo buio, costellato di pareggi e mal di pancia, e non ha conferito speranze di ripresa all'ambiente, ormai costantemente deluso e depresso: 21 punti in 15 partite, come non accadeva dal 2007/2008, e senza vincere da 7 turni consecutivi, come non si verificava dal 2010. Si è quasi persa la voglia di seguire le partite del Napoli, o meglio: si segue la gara, per l'amore viscerale che lega i tifosi alla maglia azzurra, ma si ha la consapevolezza che l'allenatore non riesca a dare un gioco al gruppo e che molti degli elementi in campo poco se ne importano della squadra per cui sono chiamati a difenderne i colori. Senza obiettivo stagionale da perseguire, senza carica e grinta agonistica, il Napoli sembra un pugile allo sbando che riacquista dignità solo con le luci della Champions, per il semplice motivo che può rappresentare per ogni singolo professionista che tira calci ad un pallone una vetrina egoisticamente importante per mettersi in mostra ed aspettare l'offerta giusta in modo tale da poter cambiare aria nell'immediato futuro. Sinceramente, visto quest'immobilismo, inizio a chiedermi se a qualcuno importa davvero delle sorti del Napoli... La squadra ormai è scivolata nel baratro di un campionato anonimo ma a sentir parlare Ancelotti, certo della fiducia del club, e Giuntoli, che vede serenità nel team, sembra che tutto vada bene. Perfetto, hanno ragione loro e io non capisco niente. Poi però leggo la classifica e non vedo il Napoli dietro Inter e Juventus, ma a -17 e -15, non lo vedo nemmeno in zona Champions, ma a -8, o in zona Europa League, ma -7, e mi chiedo se sono io troppo pessimista o sono gli altri che puntano a difendere la propria sedia. Facile puntare tutto sulla sfida con il Genk, auspicandosi una svolta generale con un risultato positivo: in realtà la svolta doveva arrivare già con il Cagliari, a Torino, con la Spal, con l'Atalanta, poi con la Roma, con il Salisburgo, con il Genoa, a Milano e perfino contro il Bologna, ma non c'è stata. Ecco perchè anche un risultato positivo contro il Genk non cambierebbe di una virgola il mio giudizio sul cammino intrapreso finora in campionato, perchè dall'undici di volta in volta mandato sul terreno di gioco emerge un inspiegabile malessere che non si trasforma in armonia per ottenere l'intera posta in palio. Non c'è la voglia di ottenere famelicamente e sistematicamente il mattoncino settimanale dei 3 punti, utile per vincere il torneo a maggio o quantomeno per confermarsi in zona Champions. Prendere un gol come quello realizzato da Lasagna fa male al cuore di chi ama il calcio: un buco centrale vergognoso, per non parlare dell'incapacità di puntare la porta e concludere per oltre 50 minuti. Stiamo scherzando? Per carità, bello il gol di Zielinski, ma è stato un lampo nelle tenebre. Non mi esalta per nulla un punto striminzito ottenuto contro una squadra il cui allenatore non vuole nemmeno fare questo di mestiere: personalmente mi aspetto molto di più. Vorrei parlare delle giocate di un gruppo unito ed esaltante, ma mi ritrovo ad analizzare partite senza senso. Ripeto: se a qualcuno importa, davvero, intervenga per il bene del Napoli. 

 

 

Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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