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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "In un'altra vita voglio nascere Allan con la calma di Ancelotti, il retroscena che mi ha colpito"
25.10.2018 23:55 di Napoli Magazine

NAPOLI - A un passo dal sogno, a un passo dall'impresa, anche se c'è pur sempre il ritorno al San Paolo. Paradossalmente, resta l'amaro in bocca dopo la trasferta di Parigi. Quel sinistro beffardo Di Maria, a 3 minuti dalla fine, grazie al sontuoso recupero di 5 minuti, ha un pò strozzato la gioia di quella che sarebbe stata una vittoria stra-meritata! Inutile girarci intorno. Di fronte ai colossi francesi, il Napoli non si è scomposto. E' passato in vantaggio con uno straordinario guizzo di Insigne, su lancio perfetto di Callejon, poi si è visto infilare dalla sfortunata deviazione di Mario Rui sull'insidioso cross di Meunier, un colpo che avrebbe abbattuto moralmente chiunque. E invece? Nulla. Ancelotti lancia uno sguardo in mezzo al campo, Allan raccoglie l'imbeccata del mister, e inizia a recuperare palloni su palloni, come un ossesso, come se nulla fosse. Ecco, in un'altra vita voglio nascere Allan con la calma di Ancelotti. L'impeto e la quiete. La forza e la tattica ragionata. L'irruenza e l'esperienza. Poi tutto intorno, in quello che resta un semi capolavoro leggermente sporcato nel finale da quell'indomabile pittore che e' Angel Di Maria, con una pennellata di nero su un quadro totalmente azzurro, va sottolineata la super prestazione dell'intero gruppo. Dal primo all'ultimo. E per primo intendo Ospina, che di piede, di testa, o anche coi pugni, una pezza l'ha saputa mettere a dovere. Tutti pronti a ricordagli Mbappè, Neymar, Cavani e Di Maria, alla vigilia del match, lui impertubabile, e via di piede, pronto ad opporsi d'istinto in campo. E poi la linea difensiva che sfiora la perfezione. Rui in affanno, ok, ma Albiol e Koulibaly ormai si intendono ad occhi chiusi, e la presenza di Maksimovic sul centro-destra rappresenta un'arma insormontabile, difficile da decifrare e scardinare: chiedere proprio a Di Maria, che nel primo tempo non ha fatto un granchè. A centrocampo, se Hamsik ha giganteggiato, il diesel Fabian Ruiz ha peccato solo nella mira conclusiva, perchè in termini di palleggio ha espresso in pieno la sua grande capacità. Quasi inutile tornare su Allan, che mi fa venire in mente sempre di più il cartone animato Tazmania. Lo ricordate quando col suo vortice, volteggiava su stesso, travolgendo tutto e tutti? Ecco, Allan e' cosi'. E poi l'attacco. Se Callejon merita una costante stretta di mano, da qui ai prossimi 60 anni per assist e qualità messe in scena sulla fascia destra, Insigne si sta confermando bomber inappuntabile. Dopo il fastidio alla bocca dello stomaco, per un colpo subìto che gli ha fatto mancare l'aria costringendolo ad abbandonare il campo, per fortuna si è ripreso per sua stessa ammissione. Troppo importante averlo in forma nelle prossime sfide. Mertens c'e', sempre e comunque, di fino e di fioretto, come gli pare, manda in confusione gli avversari. Personalmente l'avrei tenuto in campo, anche se Milik appena entrato ha centrato l'esterno della rete di testa. Da Zielinski invece esigo molto di più, perchè ha i numeri per affermarsi in vetrine di questo tipo. Resta dunque un retrogusto amaro, ma in fin dei conti la consapevolezza che questo Napoli e' diventato tra le squadre piu' forti al mondo. Se vai a Parigi e pareggi, rischiando di vincerla, non c'e' altro da dire se non chapeau mister Ancelotti! Avanti così, con grinta, un gran gioco, mille varianti e senza paura. Non c'è avversario che tenga.

 

 

Antonio Petrazzuolo
 
 
Napoli Magazine
 
 
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