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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, Allegri non cerca alibi: a Monza servono risposte, punti e maggiore equilibrio, senza fronzoli"
28.10.2026 08:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Poche chiacchiere, tanto lavoro e la necessità di ritrovare immediatamente la strada giusta. Massimiliano Allegri si presenta in conferenza stampa alla vigilia di Monza-Napoli con un messaggio inequivocabile: è arrivato il momento di trasformare le buone prestazioni in risultati concreti, perché la classifica impone una reazione. Il pareggio contro la Roma ha lasciato in eredità il rammarico per una vittoria sfumata, ma anche indicazioni sulle quali riflettere, soprattutto nella gestione dei momenti delicati della gara.

Il tecnico azzurro parte dalla decisione di rinunciare al ricorso contro le due giornate di squalifica rimediate dopo la sfida con i giallorossi. Una scelta accompagnata dalla consueta ironia, ma anche dalla consapevolezza di dover voltare pagina: il dispiacere più grande, come ha sottolineato, non riguarda l'impossibilità di sedere in panchina contro Monza e Juventus, bensì il mancato conseguimento dei tre punti dopo una prestazione che, a suo giudizio, avrebbe meritato un esito diverso. La vicenda è chiusa, almeno nelle intenzioni dell'allenatore. Adesso conta soltanto il campo.

E proprio dal campo deve ripartire il Napoli, senza lasciarsi condizionare dalle polemiche. Allegri ha preferito non alimentare ulteriormente il confronto a distanza con Gasperini, ribadendo la necessità di accettare quanto accaduto e concentrarsi sul lavoro quotidiano. Una presa di posizione che restituisce il senso delle priorità attuali: gli azzurri sono in ritardo in classifica e non possono permettersi di disperdere energie in questioni che non modificano né il risultato dell'ultima partita né le difficoltà del presente.

Il passaggio più significativo della conferenza riguarda, però, l'analisi tecnico-tattica del pareggio con la Roma. Il Napoli ha mostrato qualità, capacità di creare situazioni favorevoli e un potenziale offensivo importante, ma non è riuscito a gestire nel modo migliore alcuni frangenti della partita. Allegri ha individuato nella distribuzione del pallone uno degli aspetti da correggere, soprattutto quando la squadra avrebbe avuto la possibilità di amministrare il possesso anziché forzare la giocata.

È proprio qui che si misura la differenza tra una squadra capace di produrre calcio e una formazione realmente matura. Essere in vantaggio non significa necessariamente dover arretrare, così come cercare il colpo risolutivo non deve diventare un'abitudine quando sarebbe più opportuno consolidare il controllo del gioco. Il Napoli deve imparare a leggere meglio le situazioni, alternando verticalizzazioni e possesso ragionato, accelerazioni e pause, senza concedere agli avversari occasioni per rientrare in partita.

C'è poi il dato relativo ai gol subiti, sul quale l'allenatore ha richiamato l'attenzione: il Napoli ha incassato soltanto due reti nel primo tempo, contro le otto della ripresa. Un elemento che merita un'analisi approfondita, senza fermarsi alla semplice lettura statistica. Occorre comprendere come e quando arrivano le occasioni concesse, quanto incidano la stanchezza, le distanze tra i reparti e la capacità di mantenere alta la concentrazione. L'equilibrio difensivo non riguarda soltanto i difensori, ma l'intero sistema di gioco e il comportamento collettivo nelle transizioni.

La trasferta di Monza, in questo senso, si presenta particolarmente impegnativa. Allegri ha evidenziato la disposizione tattica dei brianzoli, caratterizzata da un atteggiamento uomo contro uomo simile a quello della Roma. Sarà dunque fondamentale trovare le soluzioni giuste per uscire dalla pressione, sfruttare gli spazi disponibili e non concedere palloni sanguinosi nelle zone più delicate. La qualità tecnica degli azzurri dovrà accompagnarsi alla lucidità nelle scelte, perché ogni giocata forzata può trasformarsi in un'opportunità per gli avversari.

Un altro tema centrale riguarda gli indisponibili e la necessità di recuperare progressivamente l'intero valore della rosa. McTominay è rimasto fuori a lungo, Anguissa mancava da inizio settembre, Alisson Santos ha alternato presenze e stop, Neres si è fermato nuovamente e adesso si aggiunge l'assenza di Badiashile. Una situazione che inevitabilmente condiziona le rotazioni, la continuità degli interpreti e la possibilità di mantenere elevato il livello di intensità per tutti i novanta minuti. Allegri, tuttavia, non cerca giustificazioni: il lavoro deve proseguire, mentre chi è disponibile è chiamato a offrire il massimo.

Tra le notizie positive c'è il recupero di Vergara, giocatore che il tecnico considera dotato di ottime potenzialità. La capacità di attaccare l'area, inserirsi e interpretare più ruoli può rappresentare una risorsa interessante per ampliare le soluzioni offensive. Allegri ne ha sottolineato il possibile contributo realizzativo, indicando un potenziale di sette-otto gol in campionato. Naturalmente, serviranno continuità, crescita tattica e capacità di tradurre le qualità individuali in un rendimento concreto, ma il rientro del giovane azzurro offre un'opzione in più in una fase nella quale ogni alternativa può risultare preziosa.

Da valutare anche la gestione di Lobotka, Gilmour e De Bruyne. Allegri ha ribadito un concetto fondamentale: ogni interprete possiede caratteristiche differenti e il sistema di gioco deve valorizzarle. Con Lobotka davanti alla difesa emergono determinate qualità nella gestione e nella distribuzione del pallone; con Gilmour si possono sviluppare altre soluzioni; De Bruyne, invece, dispone di una straordinaria capacità di verticalizzare e cambiare rapidamente il fronte del gioco. Il belga, però, non può essere chiamato a giocare tutte le partite. Il vero obiettivo deve essere mettere ogni elemento nelle condizioni migliori, evitando di confondere la flessibilità tattica con l'assenza di un'identità precisa.

Allegri ha parlato anche di Hojlund e Lucca. Il centravanti danese, secondo il tecnico, ha raggiunto una condizione fisica migliore rispetto alle prime settimane, riuscendo a sostenere la partita con maggiore continuità. Resta da ritrovare la vena realizzativa, ma il coinvolgimento dell'attaccante dipenderà anche dalla qualità del servizio e dalla capacità della squadra di accompagnare l'azione. Per Lucca, invece, il messaggio è quello della fiducia: il buon precampionato e la disponibilità dimostrata rappresentano una base dalla quale ripartire, superando le pressioni e sfruttando le opportunità che arriveranno. In una stagione lunga, il contributo di entrambi può rivelarsi determinante.

La conclusione della conferenza è forse il passaggio che sintetizza meglio il pensiero dell'allenatore: bisogna lavorare, stare uniti e migliorare partita dopo partita. Non ci sono scorciatoie, né dichiarazioni capaci di modificare una classifica che al momento richiede una risposta immediata. La fiducia nei propri mezzi è importante, ma sono i risultati ad alimentarla e a restituire serenità all'ambiente.

Contro il Monza, il Napoli sarà chiamato a dimostrare di aver compreso gli errori commessi contro la Roma, soprattutto nella gestione del vantaggio e nella protezione della propria area. Serviranno attenzione, personalità e maggiore concretezza, senza rinunciare alla qualità e alla capacità di proporre gioco. La squalifica terrà Allegri lontano dalla panchina, ma non dovrà diventare un alibi: lo staff è pronto a guidare la squadra e i calciatori dovranno assumersi le proprie responsabilità.

La strada per risalire la classifica passa da qui. Meno dispersioni, maggiore equilibrio e una mentalità capace di resistere alle difficoltà. Il Napoli ha ancora margini di crescita e giocatori in grado di fare la differenza, ma adesso deve dimostrarlo con continuità. A Monza non basterà giocare bene a tratti: occorrerà interpretare la partita con lucidità dall'inizio alla fine, perché per invertire la tendenza servono prestazioni solide e, soprattutto, punti.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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28/10/2026 - 08:00

NAPOLI - Poche chiacchiere, tanto lavoro e la necessità di ritrovare immediatamente la strada giusta. Massimiliano Allegri si presenta in conferenza stampa alla vigilia di Monza-Napoli con un messaggio inequivocabile: è arrivato il momento di trasformare le buone prestazioni in risultati concreti, perché la classifica impone una reazione. Il pareggio contro la Roma ha lasciato in eredità il rammarico per una vittoria sfumata, ma anche indicazioni sulle quali riflettere, soprattutto nella gestione dei momenti delicati della gara.

Il tecnico azzurro parte dalla decisione di rinunciare al ricorso contro le due giornate di squalifica rimediate dopo la sfida con i giallorossi. Una scelta accompagnata dalla consueta ironia, ma anche dalla consapevolezza di dover voltare pagina: il dispiacere più grande, come ha sottolineato, non riguarda l'impossibilità di sedere in panchina contro Monza e Juventus, bensì il mancato conseguimento dei tre punti dopo una prestazione che, a suo giudizio, avrebbe meritato un esito diverso. La vicenda è chiusa, almeno nelle intenzioni dell'allenatore. Adesso conta soltanto il campo.

E proprio dal campo deve ripartire il Napoli, senza lasciarsi condizionare dalle polemiche. Allegri ha preferito non alimentare ulteriormente il confronto a distanza con Gasperini, ribadendo la necessità di accettare quanto accaduto e concentrarsi sul lavoro quotidiano. Una presa di posizione che restituisce il senso delle priorità attuali: gli azzurri sono in ritardo in classifica e non possono permettersi di disperdere energie in questioni che non modificano né il risultato dell'ultima partita né le difficoltà del presente.

Il passaggio più significativo della conferenza riguarda, però, l'analisi tecnico-tattica del pareggio con la Roma. Il Napoli ha mostrato qualità, capacità di creare situazioni favorevoli e un potenziale offensivo importante, ma non è riuscito a gestire nel modo migliore alcuni frangenti della partita. Allegri ha individuato nella distribuzione del pallone uno degli aspetti da correggere, soprattutto quando la squadra avrebbe avuto la possibilità di amministrare il possesso anziché forzare la giocata.

È proprio qui che si misura la differenza tra una squadra capace di produrre calcio e una formazione realmente matura. Essere in vantaggio non significa necessariamente dover arretrare, così come cercare il colpo risolutivo non deve diventare un'abitudine quando sarebbe più opportuno consolidare il controllo del gioco. Il Napoli deve imparare a leggere meglio le situazioni, alternando verticalizzazioni e possesso ragionato, accelerazioni e pause, senza concedere agli avversari occasioni per rientrare in partita.

C'è poi il dato relativo ai gol subiti, sul quale l'allenatore ha richiamato l'attenzione: il Napoli ha incassato soltanto due reti nel primo tempo, contro le otto della ripresa. Un elemento che merita un'analisi approfondita, senza fermarsi alla semplice lettura statistica. Occorre comprendere come e quando arrivano le occasioni concesse, quanto incidano la stanchezza, le distanze tra i reparti e la capacità di mantenere alta la concentrazione. L'equilibrio difensivo non riguarda soltanto i difensori, ma l'intero sistema di gioco e il comportamento collettivo nelle transizioni.

La trasferta di Monza, in questo senso, si presenta particolarmente impegnativa. Allegri ha evidenziato la disposizione tattica dei brianzoli, caratterizzata da un atteggiamento uomo contro uomo simile a quello della Roma. Sarà dunque fondamentale trovare le soluzioni giuste per uscire dalla pressione, sfruttare gli spazi disponibili e non concedere palloni sanguinosi nelle zone più delicate. La qualità tecnica degli azzurri dovrà accompagnarsi alla lucidità nelle scelte, perché ogni giocata forzata può trasformarsi in un'opportunità per gli avversari.

Un altro tema centrale riguarda gli indisponibili e la necessità di recuperare progressivamente l'intero valore della rosa. McTominay è rimasto fuori a lungo, Anguissa mancava da inizio settembre, Alisson Santos ha alternato presenze e stop, Neres si è fermato nuovamente e adesso si aggiunge l'assenza di Badiashile. Una situazione che inevitabilmente condiziona le rotazioni, la continuità degli interpreti e la possibilità di mantenere elevato il livello di intensità per tutti i novanta minuti. Allegri, tuttavia, non cerca giustificazioni: il lavoro deve proseguire, mentre chi è disponibile è chiamato a offrire il massimo.

Tra le notizie positive c'è il recupero di Vergara, giocatore che il tecnico considera dotato di ottime potenzialità. La capacità di attaccare l'area, inserirsi e interpretare più ruoli può rappresentare una risorsa interessante per ampliare le soluzioni offensive. Allegri ne ha sottolineato il possibile contributo realizzativo, indicando un potenziale di sette-otto gol in campionato. Naturalmente, serviranno continuità, crescita tattica e capacità di tradurre le qualità individuali in un rendimento concreto, ma il rientro del giovane azzurro offre un'opzione in più in una fase nella quale ogni alternativa può risultare preziosa.

Da valutare anche la gestione di Lobotka, Gilmour e De Bruyne. Allegri ha ribadito un concetto fondamentale: ogni interprete possiede caratteristiche differenti e il sistema di gioco deve valorizzarle. Con Lobotka davanti alla difesa emergono determinate qualità nella gestione e nella distribuzione del pallone; con Gilmour si possono sviluppare altre soluzioni; De Bruyne, invece, dispone di una straordinaria capacità di verticalizzare e cambiare rapidamente il fronte del gioco. Il belga, però, non può essere chiamato a giocare tutte le partite. Il vero obiettivo deve essere mettere ogni elemento nelle condizioni migliori, evitando di confondere la flessibilità tattica con l'assenza di un'identità precisa.

Allegri ha parlato anche di Hojlund e Lucca. Il centravanti danese, secondo il tecnico, ha raggiunto una condizione fisica migliore rispetto alle prime settimane, riuscendo a sostenere la partita con maggiore continuità. Resta da ritrovare la vena realizzativa, ma il coinvolgimento dell'attaccante dipenderà anche dalla qualità del servizio e dalla capacità della squadra di accompagnare l'azione. Per Lucca, invece, il messaggio è quello della fiducia: il buon precampionato e la disponibilità dimostrata rappresentano una base dalla quale ripartire, superando le pressioni e sfruttando le opportunità che arriveranno. In una stagione lunga, il contributo di entrambi può rivelarsi determinante.

La conclusione della conferenza è forse il passaggio che sintetizza meglio il pensiero dell'allenatore: bisogna lavorare, stare uniti e migliorare partita dopo partita. Non ci sono scorciatoie, né dichiarazioni capaci di modificare una classifica che al momento richiede una risposta immediata. La fiducia nei propri mezzi è importante, ma sono i risultati ad alimentarla e a restituire serenità all'ambiente.

Contro il Monza, il Napoli sarà chiamato a dimostrare di aver compreso gli errori commessi contro la Roma, soprattutto nella gestione del vantaggio e nella protezione della propria area. Serviranno attenzione, personalità e maggiore concretezza, senza rinunciare alla qualità e alla capacità di proporre gioco. La squalifica terrà Allegri lontano dalla panchina, ma non dovrà diventare un alibi: lo staff è pronto a guidare la squadra e i calciatori dovranno assumersi le proprie responsabilità.

La strada per risalire la classifica passa da qui. Meno dispersioni, maggiore equilibrio e una mentalità capace di resistere alle difficoltà. Il Napoli ha ancora margini di crescita e giocatori in grado di fare la differenza, ma adesso deve dimostrarlo con continuità. A Monza non basterà giocare bene a tratti: occorrerà interpretare la partita con lucidità dall'inizio alla fine, perché per invertire la tendenza servono prestazioni solide e, soprattutto, punti.

Antonio Petrazzuolo
 
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